Il Grande Gioco

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  • Chloe
    Opinionista
    • 09/11/08
    • 149

    #1

    Il Grande Gioco

    Molti pensano che questo attacco presenti delle anomalie e che i servizi segreti di alcuni paesi siano tra i promotori.
    Ho trovato interessante questo articolo e gli interrogativi che propone.


    Dal Manifesto del 28 novembre

    [B]
    CONIGLIO MANNARO

    Euskal Autonomia Erkidegoa, gora!
  • Sousuke
    Banned
    • 14/12/07
    • 16244

    #2
    Io invece, in questi casi, mi schiero dalla parte dello stato in quanto tale, anche perchè ho una visione politica molto differente da quella a cui si ispira il Manifesto.
    La teoria complottistica non mi ha mai attratto perchè servirebbero maggiori prove od indizi in proposito e spesso sembra un modo per interpretare certi eventi secondo le proprie convinzioni, utopistiche o meno, per trovare ulteriore sostegno per loro.
    C'è anche da dire che il sistema finanziario neoliberista non sta fallendo in quanto esistono strumenti, interni al medesimo sistema, per alleviare i danni e riproporlo in chiave differente.
    Last edited by Sousuke; 29-11-2008, 20:03.

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    • Gloucester
      Opinionista
      • 29/03/06
      • 5314

      #3
      Mah, non mi pare che l'articolo ponga interrogativi poi molto innovativi. Il Pakistan e l'India si trovano imbrigliati in un confronto geopolitico fortemente irrigidito; in quanto potenze nucleari non possono pervenire ad uno scontro diretto, ma allo stesso tempo non rinunciano al ricorso di strategie (anche rischiose) d'approccio indiretto. L'India sa che dispone delle risorse economiche e del potenziale umano necessari e sufficienti a mettere all'angolo nel medio termine il nemico ereditario; il Pakistan sa che questo è uno scenario realistico e per arginarlo ricorre alla strategia implementata quantomeno nel corso degli ultimi cinquant'anni. La destabilizzazione del grande vicino multietnico mediante un'azione estremamente aggressiva da parte delle sue forze di intelligence. Che poi l'ISI (se veramente è stato il servizio segreto pakistano ad armare le mani dei terroristi) non avrebbe perso tempo nell'applicare le salutari lezioni apprese durante la lotta antisovietica in Afghanistan e, più recentemente, durante la grande stagione dell'offensiva terroristica di Al Qaeda, è una tremenda ovvietà.

      E, nel contempo, il Pakistan sa anche che quella contro l'India è una guerra improbabile; il paese, per primo, è un frutto avvelenato del postcolonalismo che sinora è stato in grado di reggersi grazie anche e soprattutto all'appoggio occidentale (e significativamente, nel corso dell'ultimo trentennio, statunitense). Un appoggio dettato da interessi contingenti e che potrebbe venire meno qualora, come dettato da uno scenario realistico, USA ed UE decidessero di adoperare l'India, quantomeno per convergenze idelogiche e di interesse, come naturale contrappeso al gigantismo cinese. Quindi non siamo di fronte ad un'azione terroristica internazionale: siamo di fronte ad un'azione terroristiche che ha ricadute internazionali anche per la superiore sensibilità attualmente dimostrata dall'Occidente nei confronti di questi temi. Ma che non necessariamente si lascia ricondurre ad un disegno internazionale mirante alla destabilizzazione. Semmai, ipotesi per cui tutti oggi sembrerebbero propendere, questa azione parrebbe innestarsi nel solito annoso conflitto fra il gigante indiano ed un inesistente stato musulmano tracciato a tavolino; un episodio che si connota alla luce di un salto di qualità quanto a tattiche e determinazione, pianificazione e risultati raggiunti. Ma si tratta, allo stesso tempo, di un evento che l'India può tranquillamente gestire in proprio in virtù del suo rinnovato peso geopolitico.

      L'articolista evoca lo spettro di un mondo dilaniato dal terrore: probabilmente negli ultimi cinquant'anni si è drogato con soap-opera percorse da prospettive ireniche, perché questo mondo non è più né meno violento rispetto a quello che avevamo cinquant'anni fa. Peccato, dal titolo mi sarei aspettato di più: quantomeno uno Yermolov in salsa postmoderna.

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      • Chloe
        Opinionista
        • 09/11/08
        • 149

        #4
        Anche io rileggendo ho pensato come te, ma non potevo mai dirlo cos
        CONIGLIO MANNARO

        Euskal Autonomia Erkidegoa, gora!

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        • Gloucester
          Opinionista
          • 29/03/06
          • 5314

          #5
          Vorrei inoltre aggiungere un piccolo post scriptum. Dall'11 Settembre 2001 i media occidentali si sono adagiati su clich

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          • Pulsar
            Opinionista
            • 08/04/08
            • 4761

            #6
            Tra gli obiettivi scelti dai terroristi a Mumbai spiccano ebrei, israeliani e occidentali come americani e britannici, ma stranamente un apposito intento a risparmiare gli italiani.
            Ci si difende meglio, secondo me, da un terrorismo che uccide indiscriminatamente.

            Sono io che ho la mente bacata nell'intravedere intelligenza nel terrorismo islamico per non dire nell'islamismo in generale?
            [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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            • Sousuke
              Banned
              • 14/12/07
              • 16244

              #7
              E' probabile che, tra gli occidentali, i terroristi abbiano voluto concentrare i loro obiettivi tra i cittadini di paesi "capofila" nella lotta contro il terrorismo e simboleggianti il capitalismo, quindi potrebbero aver voluto risparmiare un paese che non ha un grande peso a livello internazionale (eufemismo).
              L'Italia può essere sempre utile, dato che a livello di politica internazionale raramente persegue una politica con intransigenza, nell'interesse dello stato stesso ed assomiglia un pò ad una prostituta che è sufficiente pagare per offrire prestazioni sessuali a chiunque.
              Last edited by Sousuke; 30-11-2008, 14:10.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Rimane da chiedersi a chi giova questo stato di cose. Chi ottiene piu' lucro, secondo voi, dalla paura diffusa, dai sentimenti di terrore e di sospetto verso "il nemico"?
                amate i vostri nemici

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                • Durante
                  Opinionista
                  • 16/11/08
                  • 2103

                  #9
                  il grande gioco

                  E se ci risparmiassero perch

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