ho letto e digerito tre libri aventi ad oggetto il tema P2. "trame atlantiche" di sergio flamigni. "dossier P2" contenente gli atti della commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia. e, da ultimo, "dossier licio gelli" sui rapporti del venerabile con i servizi segreti e le trame della strategia della tensione.
oltre a questi ho letto "la tela del ragno" sempre di sergio flamigni; "convergenze parallele" dello stesso autore e AA.VV., "il sequestro di verità", tutti e tre aventi ad oggetto il delitto moro inserito nel contesto della strategia della tensione.
ora, queste sono le mie fonti. non mi si accusi quindi di scarsa informazione in merito alla P2 e alla strategia della tensione.
sulla base di ciò che ho letto, vorrei ribadire l'opinione da me espressa in passato sulla P2. cioè che la stessa non fu un'organizzazione dedita ad affari poco puliti e che non partecipò alla strategia della tensione svolgendo un ruolo attivo e di fatto primario, sia pure da dietro le quinte, fino alla perquisizione a castiglion fibocchi del marzo 1981.
dico questo in quanto dalle risultanze agli atti della commissione anselmi non emerge un diretto coinvolgimento della P2 nelle vicende degli anni 1972-1981, se non sulla base di supposizioni che per quanto interessanti e sicuramente degne di considerazione, non trovano riscontro in quanto emerge sia dalle indagini parlamentari, sia dalle indagini processuali a carico di gelli e di altri.
io credo che l'intera vicenda P2 possa essere spiegata attraverso una serie di considerazioni di natura funzionale che, da sole, possono illuminare l'intero percorso della P2 ed anche fornire le motivazioni di una persecuzione immotivata da parte degli organi di stampa, parlamentare, e da ultimo giudiziale, dopo i fatti del marzo 1981.
In primo luogo, va detto che due caratteristiche intrinseche della comunione massonica, in ciascuno dei paesi in cui una siffatta organizzazione è presente, sono la riservatezza delle riunioni e delle deliberazioni (si badi bene che riservatezza e segretezza sono termini di significato diverso: la prima è del tutto legittima; la seconda integrerebbe il reato di costituzione di associazione segreta, e come tale esporrebbe la comunione massonica al divieto costituzionale. la confusione tra i due termini da parte delle autorità parlamentare e giudiziaria ha causato i maggiori problemi all'organizzazione massonica, problemi che non si sarebbero posti se vi fosse stato da parte delle istituzioni un minimo di capacità distintiva) e il vincolo di fratellanza che lega i membri della comunione.
in ottempereanza al primo punto la P2 fu associazione estranea al panorama pubblico degli anni in cui operò. fu associazione dedita ad attività inerenti l'incremento del prestigio della loggia, attraverso il reclutamento di uomini di sicura professionalità e rispettabilità.
per quanto invece riguarda il secondo punto, cioè il vincolo di fratellanza che legò gli iscritti tra loro, va detto che tale requisito, profondamente legato al primo, funzionò come mezzo per intrecciare rapporti tra gli affiliati e per favorire determinati uomini all'interno delle istituzioni che erano legati alla loggia.
vi è poi un terzo elemento da considerare, cioè l'interrogativo circa l'esistenza e la reale portata del piano che la P2 avrebbe inteso realizzare negli anni di piena operatività. credo che questo punto meriti una risposta scevra di pregiudizi. la P2, è vero, approntò nella persona dei suoi vertici un piano di ristrutturazione dello stato nel quale era avvertito il pericolo per un'ascesa al potere da parte dei comunisti, che il piano mirava ad evitare con ogni mezzo. ma tale piano fu un progetto che la p2 tentò di realizzare attraverso mezzi leciti o illeciti? si trattò di un piano operativo oppure di un semplice programma di massima, da intendersi come funzionante da stimolo per le istituzioni nel senso di un loro adeguamento ad esso?
io propendo per la seconda ipotesi e d'altra parte non si capisce come abbia potuto diffondersi tra alcuni un' opinione tanto negativa della loggia p2, se è vero come è vero che dalle risultanze parlamentari e penali non emerge nulla di compromettente per i vertici della loggia nonché per la loggia stessa, il cui scioglimento dovette infatti essere disposto con legge e che fu quindi una scelta meramente politica e niente affatto mediata dall'applicazione di leggi penali o costituzionali già esistenti. ciò denota la profonda misconoscenza del fenomeno p2 da parte delle istituzioni, la quale perdura anora oggi, dopo migliaia di pagine di verbali di commissione parlamentare e dopo tre gradi di giudizio. tutto si è concluso con un nulla di fatto.
oltre a questi ho letto "la tela del ragno" sempre di sergio flamigni; "convergenze parallele" dello stesso autore e AA.VV., "il sequestro di verità", tutti e tre aventi ad oggetto il delitto moro inserito nel contesto della strategia della tensione.
ora, queste sono le mie fonti. non mi si accusi quindi di scarsa informazione in merito alla P2 e alla strategia della tensione.
sulla base di ciò che ho letto, vorrei ribadire l'opinione da me espressa in passato sulla P2. cioè che la stessa non fu un'organizzazione dedita ad affari poco puliti e che non partecipò alla strategia della tensione svolgendo un ruolo attivo e di fatto primario, sia pure da dietro le quinte, fino alla perquisizione a castiglion fibocchi del marzo 1981.
dico questo in quanto dalle risultanze agli atti della commissione anselmi non emerge un diretto coinvolgimento della P2 nelle vicende degli anni 1972-1981, se non sulla base di supposizioni che per quanto interessanti e sicuramente degne di considerazione, non trovano riscontro in quanto emerge sia dalle indagini parlamentari, sia dalle indagini processuali a carico di gelli e di altri.
io credo che l'intera vicenda P2 possa essere spiegata attraverso una serie di considerazioni di natura funzionale che, da sole, possono illuminare l'intero percorso della P2 ed anche fornire le motivazioni di una persecuzione immotivata da parte degli organi di stampa, parlamentare, e da ultimo giudiziale, dopo i fatti del marzo 1981.
In primo luogo, va detto che due caratteristiche intrinseche della comunione massonica, in ciascuno dei paesi in cui una siffatta organizzazione è presente, sono la riservatezza delle riunioni e delle deliberazioni (si badi bene che riservatezza e segretezza sono termini di significato diverso: la prima è del tutto legittima; la seconda integrerebbe il reato di costituzione di associazione segreta, e come tale esporrebbe la comunione massonica al divieto costituzionale. la confusione tra i due termini da parte delle autorità parlamentare e giudiziaria ha causato i maggiori problemi all'organizzazione massonica, problemi che non si sarebbero posti se vi fosse stato da parte delle istituzioni un minimo di capacità distintiva) e il vincolo di fratellanza che lega i membri della comunione.
in ottempereanza al primo punto la P2 fu associazione estranea al panorama pubblico degli anni in cui operò. fu associazione dedita ad attività inerenti l'incremento del prestigio della loggia, attraverso il reclutamento di uomini di sicura professionalità e rispettabilità.
per quanto invece riguarda il secondo punto, cioè il vincolo di fratellanza che legò gli iscritti tra loro, va detto che tale requisito, profondamente legato al primo, funzionò come mezzo per intrecciare rapporti tra gli affiliati e per favorire determinati uomini all'interno delle istituzioni che erano legati alla loggia.
vi è poi un terzo elemento da considerare, cioè l'interrogativo circa l'esistenza e la reale portata del piano che la P2 avrebbe inteso realizzare negli anni di piena operatività. credo che questo punto meriti una risposta scevra di pregiudizi. la P2, è vero, approntò nella persona dei suoi vertici un piano di ristrutturazione dello stato nel quale era avvertito il pericolo per un'ascesa al potere da parte dei comunisti, che il piano mirava ad evitare con ogni mezzo. ma tale piano fu un progetto che la p2 tentò di realizzare attraverso mezzi leciti o illeciti? si trattò di un piano operativo oppure di un semplice programma di massima, da intendersi come funzionante da stimolo per le istituzioni nel senso di un loro adeguamento ad esso?
io propendo per la seconda ipotesi e d'altra parte non si capisce come abbia potuto diffondersi tra alcuni un' opinione tanto negativa della loggia p2, se è vero come è vero che dalle risultanze parlamentari e penali non emerge nulla di compromettente per i vertici della loggia nonché per la loggia stessa, il cui scioglimento dovette infatti essere disposto con legge e che fu quindi una scelta meramente politica e niente affatto mediata dall'applicazione di leggi penali o costituzionali già esistenti. ciò denota la profonda misconoscenza del fenomeno p2 da parte delle istituzioni, la quale perdura anora oggi, dopo migliaia di pagine di verbali di commissione parlamentare e dopo tre gradi di giudizio. tutto si è concluso con un nulla di fatto.