A questo proposito vi illustro brevemente uno studio fatto sul suicidio da un importante sociologo,
Cronaca passata
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Non per fare il saputo ma esistono vari tipi di psicologia: quella clinica, quella terapeutica, quella sociale, quella infantile, ecc. ecc. ognuna ha un oggetto di studio diverso.
Nel caso del suicidio credo si faccia riferimento a fattori psicologici individuali principalmente.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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Intendi dire che solo i pazzi si suicidano? NonOriginariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioNel caso del suicidio credo si faccia riferimento a fattori psicologici individuali principalmente.
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Di Durkheim ammiro la chiarezza espositiva e la sua capacità di catalogare "per tipi" tipico delle scienze sociali positivistiche.
L'unico limite è che la descrizione e la catalogazione molto accurata ed esemplificativa quasi sempre descrive ciò che è già avvenuto (tipo il suicidio) e da tale dato di fatto spera di dedurre le cause.
Questo modo di operare può però funzionare e può adattarsi meglio alle c.d. "scienze esatte" le cui regole sono verificate con la sperimentazione e non con la semplice osservazione.
Per una scienza che ha per oggetto un fatto umano individuale o collettivo è molto più difficile se non impossibile elaborare teorie verificabili sperimentalmente.Moderatore Debate Square
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No.Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza MessaggioIntendi dire che solo i pazzi si suicidano?
In tal caso avrei fatto riferimento alla psichiatria, non alla psicologia.Moderatore Debate Square
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Si, i limiti delle scienze umane credo di conoscerli pure io
Anche se quello che hai scritto pu
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[QUOTE=AliceIsCrazy;1002896]Io voto per la matrice psicologica aggravata da quella sociale, perch
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Io non comprendo per quale strano motivo una persona dovrebbe suicidarsi per punire qualcun altro che ritiene se lo meriti.
Io preferirei rovinare la vita ad una persona in ben altro modo, cioè rimanendo in vita, dato che è una condizione necessaria per punire periodicamente e non con un solo atto singolo.
Quindi, a mio parere, il suicidio per punizione è frutto di irrazionalità.
C'è anche da dire che non sempre il suicidio è la conseguenza di una percezione distorta della realtà. Dipende dai casi.
Esistono addirittura filosofie/ideologie che prevedono il culto anche della morte ed esaltano la razionalità per antonomasia, ovvero l'uso della ragione, e prevedono come atto e scelta estrema (nonchè razionale) il suicidio. Naturalmente serve di solito un certo carattere forte per sostenerle ed applicarle coerentemente.
Sono teorie filosofiche pericolose, profonde, dotate di estrema coerenza/logicità ed inattaccabili perchè si basano su un'analisi obiettiva, precisa e veritiera della realtà fisica/sensibile e della natura umana secondo nozioni scientifiche, sulla base di determinati parametri e valori o principi ovviamente.Last edited by Sousuke; 26-05-2009, 19:34.
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Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza MessaggioLa cosa che mi confonde è la frase che ho sottolineato. Come si fa a stabilire che il soggetto ha definito in modo distorto l'ambiente?
Secondo me il soggetto potrebbe avere una definizione "non distorta" dell'ambiente secondo i suoi valori/ideali/credenze/opinioni, che però si concilia male con i valori/credenze/ecc. dei gruppi predominanti di tale ambiente. A questo punto non riuscendo a trovare dei soggetti che hanno il suo medesimo sentire potrebbe essere portato ad atti estremi, ma non per follia, forse perché non sta bene e ritiene che una vita vissuta in questo modo non lo soddisfi. Diciamo che non credo siano solo i soggetti deboli psicologicamente ad essere predisposti al suicidio, ricordiamo che non è sempre un atto di irrazionalità.
Avete letto male. Ha una percezione distorta della sua condizione rispetto all'ambiente che lo circonda, ovvero in qualche modo si sente inadeguato e qui mi ricollego ai motivi che hai elencato. Non riuscendo a integrarsi (per qualsiasi motivo) alle regole comunemente imposte rifiuta tutto quello che esse comportano, come una specie di rigetto.
Sul fatto che il suicidio sia un atto irrazionale non so, non ne sarei così convinta. Trovo più irrazionale il volersi adeguare a tutti i costi a una società che impone comportamenti assurdi in cambio di un marchio di appartenenza all'Elogio del Fasullo.
Non che il suicidio sia una soluzione, una rivolta sarebbe più adeguata, ma considerando il numero di individui con un tale spirito d'iniziativa verrebbe davvero da spararsi un colpo in testa e "addio schiappe".
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Non è tecnicamente possibile ribellarsi alla natura umana, da cui deriva l'odierna società.
Chi ha una visione diversa è vittima di irrazionalità o crede in determinati culti/religioni che ammettono un simile atteggiamento ed una certa visione (irreale e non veritiera) positivista o, quantomeno, neutrale e non realistica della vita.
L'atto di ribellione sarebbe inutile, privo di efficacia e frutto di percezioni distorte dell'ambiente circostante (oltre che di se stessi), in quanto stimolato da condizioni psicologiche ottimistiche e costruttive che non rispecchiano la realtà (come invece il disfattismo ed il pessimismo).
Solo l'individuo stesso ha la possibilità di stabilire se è più adeguato il suicidio rispetto alla vita.Last edited by Sousuke; 27-05-2009, 10:45.
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Appunto, tale ragionamento utilitaristico è un valido motivo razionale per realizzare l'atto in questione, in quanto in linea con finalità disfattistiche e giustamente poco costruttive, rispecchianti le basi dell'unica società umana possibile.
Period. =)
Inoltre chi commette simili atti di liberazione dell'anima potrebbe non avere nemmeno una percezione errata di se stessi ma concretizzarlo proprio perchè, invece, ne ha una visione fin troppo lucida, spietata e inconfutabile.Last edited by Sousuke; 27-05-2009, 10:53.
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Punti di vista.
Dovresti applicarti come ti ho suggerito per dare il giusto senso alla mia affermazione precedente.
Oppure chiedi al Manu...
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Non credo abbia senso rivolgermi a lui, dato che ho l'aspirazione e l'ambizione di continuare a ragionare in senso logico-razionale (che conduce ad un'unica conclusione, precisa, profonda e valida per tutti), per quanto attiene al mondo fisico, senza ricorrere a dogmi di fede in tale ambito.
Quanto al suggerimento, mi adopererò affinchè si concretizzi, evitando di continuare a provare piacere a distruggere e provocare dolore a tutto ciò che incontro o si relaziona con me. =)
Mantengo il mio rispetto per certe filosofie che, implicitamente, inducono al suicidio.Last edited by Sousuke; 27-05-2009, 11:13.
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