dalla striscia rossa dell'Unit
La stampa internazionale contro Berlusconi
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Sulla stampa britannica durissimi commenti sullo scontro istituzionale italiano
Sunday Times: "Le sue sfortune politiche lo stanno trascinando in basso"
Observer: "Europa codarda con Berlusconi
una dittatura dei nostri tempi"
LONDRA - Nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la stampa estera ("Sta sputtanando l'Italia"), sui giornali domenicali britannici compaiono ancora articoli e commenti molto critici.
Particolarmente duro, nei confronti dell'Europa oltreché del presidente del consiglio italiano, il commento dell'Observer. Sotto il titolo "La risposta dell'Europa a Berlusconi è stata la codardia" Nick Cohen ricorda come i paesi europei abbiano superato gli anni del totalitarismo con "convenzioni sui diritti umani e trattati di pace". "Ma lo scambio non vale più. Le dittature dei nostri giorni si presentano in forme diverse, ma quella dominante è un capitalismo di stato o un'oligarchia in cui il capo controlla la cosa pubblica e le sinecure che ne derivano. Non si può parlare di dittature in senso stretto. I capi tollerano le elezioni a patto che i risultati possano essere manipolati e permettono le critiche, basta che non raggiungano le masse". Cohen sta parlando "non della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez, ma dell'Italia di Berlusconi". I tentativi dei socialisti europei di portare a Strasburgo il tema del rotten state italiano si sono scontrati contro la mediazione dei conservatori. "Il silenzio dell'Europa democratica su Berlusconi - conclude l'Observer - mette seriamente a rischio la sua abilità di ergersi contro qualsiasi tipo di politica corrotta in Europa. Per la prima volta nella sua storia, la reputazione dell'Europa come forza del bene appare precaria".
Sempre sull'Observer, una breve nota satirica legata alla vittoria del Nobel per la pace da parte di Barack Obama. Il presidente Usa, si legge nell'editoriale del domenicale, ha un'opportunità per mettere a tacere i critici: "Garantire a Berlusconi, il più perseguitato di tutti i tempi, asilo politico negli Usa. Ma perché fermarsi qui? Berlusconi dice di non sentirsi inferiore a nessuno nella storia. Un candidato per il premio Nobel 2010?".
Torna sulle vicende giudiziarie del premier italiano anche il Sunday Times. In un lungo e approfondito articolo sulla sentenza Mills - l'avvocato condannato a 4 anni e mezzo per essere stato corrotto dal premier per prestare falsa testimonianza - Camilla Long ricostruisce passo passo le frequentazioni tra il premier e l'avvocato. Il quale "dovrebbe languire in un carcere italiano invece di starsene languidamente sdraiato sul divano... Dovrebbe? Chi lo sa. La giustizia italiana è così tortuosa che sembra che Mills non dovrà andare in prigione finché due appelli non siano completati... Per il momento è libero dall'amo. Forse lo stesso non si può dire del suo compare Berlusconi". Dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano, continua la giornalista britannica, "Papi tornerà processo per corruzione e truffa fiscale. O no?".
Il Sunday Times rincara poi con un secondo articolo, sempre dedicato alle vicende del premier italiano: "Le speculazioni sulla sua vita privata continuano... Le sfortune politiche del generalmente esuberante Berlusconi sembra lo stiano trascinando al fondo".
(11 ottobre 2009)http://www.repubblica.it/2009/10/sez...1-ottobre.htmlLast edited by conogelato; 12-10-2009, 14:38.amate i vostri nemici
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Per non parlare dei cirteri e le modalità di ricarica che sono quantomeno inefficienti o inesistentiOriginariamente Scritto da spleen Visualizza Messaggionono, la social card è una burla in partenza, i costi per produrla sono abnormi, poi c'è la spedizione, poi la ricarica in più una serie di trafile burocratiche che rendono un'epopea la cosa. Un buon modo per farsi pubblicità e basta.
Segnalo una puntata di report sulla social card. ah, se si spegnesse studio aperto ogni tanto.
Penso che sia automatico quando viene fuori che ancora qualcuno lo guarda...Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggioma perchè, siamo ancora al "non guardate studio aperto"?[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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PARIGI - La fine di Berlusconi si avvicina, dice la stampa francese. Non lo dice solo quella di sinistra che "legge solo Repubblica", come direbbe il nostro presidente del consiglio. Anche quella di destra, nella fattispecie il Figaro, annuncia la morte imminente del berlusconismo come sistema di potere basato sullo strapotere mediatico. Due analisi diverse e complementari che gettano nuova luce su come la stampa estera osserva e interpreta le vicende di casa nostra.
Sul Nouvel Observateur Marcelle Padovani intravede nella bocciatura del lodo Alfano "l'inizio della fine", anche se Berlusconi "messo alle corde è diventato più pericoloso". Ma il verdetto sul lodo Alfano, la sentenza per la Mondadori che lo costringe a versare 750 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti, il modo in cui è stato trattato al g20 di Pittsburgh lo hanno indebolito. E la sua reazione mostra questa sua debolezza e la sua pericolosità: "Schiumante di rabbia, irascibile, aggressivo, completamente destabilizzato da questa offensiva, ha fatto un nuovo passo verso il populismo autoritario facendo appello al 'popolo' che lo ha eletto e legittimato, contro le 'istituzioni' e contro lo Stato che lo perseguitano". Insomma, dopo gli scandali sessuali e le aggressioni contro la stampa "il gioco è all'improvviso diventato più duro".
Il Figaro, dal canto suo, pubblica un'analisi di Alain-Gérard Slama, un politologo conservatore, che prende anch'egli le mosse dalle due sentenze sul Lodo Alfano e sulla Mondadori: "Questo rovesciamento di situazione svela che, decisamente, la magia Berlusconi non funziona più". Se l'assenza di avversari può consentire al Cavaliere di superare questo frangente, "è invece colpito al cuore il berlusconismo". Cioè "uno stile di governo che ha corrisposto all'apogeo di una forma popolare, particolarmente adescatrice, di televisione". Slama ricorda come Berlusconi abbia creato il suo impero mediatico attraverso le amicizie politiche e come abbia deciso di scendere direttamente sul terreno politico per salvare le sue aziende: in un paese in cui la tv "ha soppiantato, in risorse e in diffusione, tutti gli altri mezzi di espressione, cinema incluso", le trasmissioni della Cinque hanno "vampirizzato l%u2019insieme delle attività dell’intelligenza e dello spirito". Ma adesso questa epoca è finita, si assiste a un riflusso di questo movimento.
E forse si tratta di qualcosa che va al di là del caso italiano e che annuncia il passaggio dall'èra della televisione a quella di internet: "La rivoluzione numerica, malgrado la minaccia del relativismo e del multiculturalismo che fa pesare sulle vecchie società europee, presenta almeno l'interesse di poter essere presentata come una rivincita dello scritto sull'immagine". Berlusconi potrebbe dunque essere l'ultima star dello "Stato televisivo", e potrebbe assomigliare al Casanova di Fellini: "Invecchiato, patetico a forza di essere ridicolo, sotto la maschera dei suoi lifting e delle sue estreme truccature".
amate i vostri nemici
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hai presente le corbellerie che scribacchiano certi tuoi moderatori?Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggioma perchè, siamo ancora al "non guardate studio aperto"?
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[RIGHT][I]L'ironia
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