Beh è anche nella natura umana temere ciò che non si conosce, poi naturalmente il processo evolutivo individuale permette alle persone di cambiare.
Se è comunque tendenzialmente sbagliato temere ciò che non si conosce, è altrettanto sbagliato pretendere di imporre a qualcuno di accettare a priori qualcosa che non conosce.
Si abusa di un termine che in realta' indica una fobia, cioe' una paura irrazionale. La differenza e' che se sono aracnofobico, sono cazzi miei. Se ho paura li evito come la peste. Ma se ho paura dell'estraneo, io questo non lo posso evitare o discriminare o cacciare come fosse un ragno. Non e' piu' solo un problema mio, e' un problema anche del povero estraneo.
Xenofobia nel senso piu' "leggero" del termine e' cio' che spesso sfocia nel razzismo, o nell'odio per il diverso. Ma non dimentichiamoci che come ne siamo affetti noi, in quanto esseri umani ne sono affetti anche coloro che sono l'indirizzo della nostra xenofobia, gli estranei.
Come dice silenzio, e' sbagliato accettare a priori, come e' sbagliato non tollerare a priori. Ma non dovrebbe essere richiesto niente di questo, basterebbe giudicare con occhio giusto chi si ha davanti, e indurre colui che si sta giudicando a fare la stessa cosa con noi, nelle stesse modalita'.
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
Accettare il confronto anche su questi temi è indice di grande maturità e forza di chi non li condivide.
E' chiaro che nel momento in cui le idee si traducono in azioni violente scatta la repressione e la punizione dei responsabili.
Certo, qualcuno dirà: perchè aspettare che qualcuno si faccia male?
E' vero ma l'atto di violenza non credo sia in qualche modo prevenibile censurando le idee ma con un'efficace opera di prevenzione e intelligence.
Non credo che i membri e gli attivisti del BNP non siano sottoposti a nessun tipo di sorveglianza da parte delle forze dell'ordine di Sua Maestà.
Così come non lo sono i loro nostrani emuli.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Il problema e' che certe ideologie, o certi movimenti, sono gia' stati giudicati dalla storia. Non si puo' stare sempre a rimetterli in discussione, c'e' il rischio che qualcuno ci caschi di nuovo. Perche' stare a parlarne? Non e' sintomo di maturita', e' una perdita di tempo.
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
La frase "giudicati dalla storia" è un clichè.
Sono cadute democrazie e dittature di tutti i tipi di ideali.
I tibetani stanno facendo la stessa fine dei nazisti: sono stati giudicati dalla storia?
la frase "giudicati dalla storia" è evidentemente riferita a forme di governo e idealismi che promuovevano il razzismo e la xenofobia, che invariabilmente dopo il loro tramonto sono stati, appunto, giudicati come sbagliati e da non ripetere.
i tibetani al massimo sono definibili come "fottuti dalla storia" il che è diverso
quoto Okno comunque, la libertà di pensiero è sacrosanta, imho, solo fino a quando il pensiero non esprime odio o incita alla violenza. A quel punto finisce l'area "libertà" e per quanto mi riguarda inizia l'area "repressione totale e con qualsiasi mezzo".
[QUOTE=conogelato;1051921]e sempre vi saranno, hancock. L'uomo soffre non perche' le strutture sociali sono ingiuste, ma perche', dentro di se', cova l'impossibilit
Hai capito cosa volevo dire. Se non hai capito, allora lo scrivo piu' semplice:
Ci sono cose che la storia "giudica" corrette.
Ci sono cose che la storia "giudica" sbagliate (sempre tra virgolette, non vorrei che lo prendessi alla lettera).
Tra quelle sbagliate, il razzismo, la xenofobia e la dottrina della razza.
Tra quelle giuste, i principi di stampo socialista applicati nella nostra societa'.
Non mi voglio avventurare nel ginepraio della moralit
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