[I]E' stato a lungo il pi
Tutta la verit
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Bè, che il boss sia un nazista è risaputo da anni ormai...----->Comperate i miei occhiali<-----
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Lui è stato coinvolto da giovanissimo, ma in maniera marginale...e ha chiesto pubblicamente scusa per questa faccenda.
Per il resto Kamprad è un uomo che non parla nemmeno l'inglese, parla solo lo svedese e il dialetto della sua cittadina. E' un po' tirchiotto e un "gigione"."Nulla si sa, tutto si immagina"
Federico Fellini
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boh a me sa di rosicone questo tizio. E' facile ora spuntarsene con queste rivelazioni shock...a me stanno sui coconers quelli ke sputano nel piatto dove per una vita hanno mangiato. e la cosa mi puzza di invidia...
Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
-- Giovanni Falcone
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All' IKEA ci sono andato due volte...anni fa... ho ancora un centinaio di matite a casa...Hymni Kombetar
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Condizione necessariaOriginariamente Scritto da Pulsar Visualizza Messaggio
Qualcuno conosce gli ingredienti di questo successo?Hymni Kombetar
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Però, penso, il libro si riferisca anche alla condizione dei singoli lavoratori nel punto vendita ma non solo a quelle. Credo comprenda anche le condizioni di lavoro degli uffici della sede centrale, in Svezia, tanto che cita persone che riferirebbero al padrone a casa sua. E queste non credo siano semplici lavoratori o direttori di un singolo punto vendita.
E sicuramente ci sarà una parte di vendetta, forse per qualche trattamento ricevuto. Però lo stesso mi chiedo: sono davvero tutte menzogne? O qualche verità c'è?
Nel secondo caso, non sarebbe una bella figura per un'azienda che fa di una certa immagine il proprio simbolo.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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dipende. se chi ha scritto il libro morirà in circostanze strane vorrà dire che era tutto vero.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioE' stato a lungo il più stretto collaboratore del fondatore di Ikea. Adesso Johan Stenebo ha pubblicato un libro al vetriolo sul suo ex mentore, Ingvar Kamprad, accusandolo di menzogne, razzismo e metodi da Stasi. Kamprad è uno degli uomini più ricchi del mondo, anche se è noto per il suo atteggiamento modesto e molto spartano, "un po' come i suoi mobili: semplici, onesti, di legno", scrive oggi lo Spiegel. Un aneddoto riassume il suo stile di vita: un sofa modello Klippan vecchio di 30 anni arreda ancora il suo salotto, a testimonianza della longevità ed affidabilità dei suoi mobili. Ebbene, questa immagine potrebbe venire distrutta per sempre dallo svedese Stenebo. Entrato venti anni fa all'Ikea di Amburgo ha fatto una rapida carriera che lo ha portato ai vertici dell'azienda, fino a diventare l'assistente personale di Kamprad. Ma nove mesi fa ha sbattuto le porte dell'Ikea e adesso ha dato alle stampe un libro, "La verità sull'Ikea" che già suscita grande preoccupazione in Svezia. L'ex collaboratore accusa Ikea di utilizzare mezzi da Stasi, la temuta polizia dell'ex Germania comunista. Descrive con generosità di dettagli la fitta rete di informatori che riferirebbero per telefono o per fax direttamente nella residenza privata di Kamprad in Svizzera. Per non parlare degli stranieri, definiti in modo sprezzante "negri", ai quali è impossibile fare carriera. Alla faccia della multinazionale "modello". E' una resa dei conti - scrive Spiegel-online - una stroncatura, una montagna di biancheria sporca in 14 capitoli. Qualcuno si chiede se sia una vendetta personale e non solo nei confronti del grande capo. Qualche sassolino nella scarpa l'autore se lo toglie anche con i figli, Mathias e Peter Kamprad, che da cinque anni sono stati promossi alla guida del colosso. Soprattutto con Peter, il maggiore, che si sente un "principe della corona". Stenebo lo definisce un "razzista incompetente". L'ex uomo fidato sostiene che è lui a temere la vendetta del grande capo. Perchè l'Ikea - dice - non è un colosso qualsiasi. Con i suoi 135mila dipendenti in 44 paesi è di proprietà esclusiva della famiglia ed è guidata "dall'onnipotente" Ingvar Kamprad come una setta: "C'è una legge non scritta per i vertici da Ikea: lealtà a Ingvar fino alla morte".
Quanto c'è di vero in questo libro, e quanto (forse) di vendetta?
Personalmente non credo molto alle multinazionali , neppure se sono di impronta famigliare anxi il rischio di creare deliri di onnipotenza nel datore di lavoro c'è. Conosco gente che tratta da cani i dipendenti per molto meno.
Direi piuttosto che sono diventato un pacifico no global anche se ahime in casa mia un intera parete attrezzata piu megalibreria delli IKEA svetta sovrana
nel salotto.l 'importante
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Mi è arrivata notizia di ditte di tre persone assolutamente invivibili per miei conoscenti che ci sono finiti.
Lì il contatto col "capo" è diretto, quotidiano e continuo.
Comunque questo libro sull'Ikea è tutto una montatura (cos'altro sennò
[).
Last edited by Eternauta; 13-11-2009, 12:26.
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