La Psicologia del Male

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  • kara
    Opinionista
    • 11/02/09
    • 256

    #16
    l'articolo

    [QUOTE=Xilinx23;1072394]Prendo alcuni brani da questo articolo: http://it.reuters.com/article/entert...091118?sp=true

    [I]La tesi delle "poche mele marce" per spiegare in molti casi comportamenti riprovevoli, alla prova dei fatti si rivela solo un comodo alibi, per attribuire a personalit
    Kara

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    • Iena
      Banned
      • 11/06/26
      • 11949

      #17
      [QUOTE=Xilinx23;1073270]ma resta sempre il fatto che altri si sentirono in diritto di fare ci

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      • Durante
        Opinionista
        • 16/11/08
        • 2103

        #18
        Psicologia del male

        Le giustificazioni creano i presupposti per fare ci

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        • Xilinx23
          The Count
          • 01/06/05
          • 41139

          #19
          Originariamente Scritto da Kyra Visualizza Messaggio
          Tutti sono portati al proprio bene. Qualunque esso possa essere, per quanto deviato.
          Essere portati a fare il bene, ed essere portati a fare il proprio bene, è assai differente.
          Come dici, se il fare il mio bene è fare qualcosa di deviante che procura danno ad altri, allora non si è proprio portati a fare del bene, in generale.

          Originariamente Scritto da kara Visualizza Messaggio
          a differenza di te io parto da un presupposto diverso: il gruppo rafforza l'individuo.
          Entri nel gruppo e assumi una identità.
          Il fenomeno del conformismo si ritrova nell'individuo adolescente,nel tifosi ultras , e se facciamo qualche passetto in dietro negli anni anche nelle dittature...insomma è riscontrabile in tutte le società e in tutte le epoche.
          Entrando in un gruppo assumi si un'identità. Dipende anche da che tipo di identità assumi, che dipende dal tipi di gruppo in cui entri.

          Io purtroppo non credo che sia una cosa così automatica: non credo che entrare in un gruppo rafforzi sempre l'individuo.

          Originariamente Scritto da Iena Visualizza Messaggio
          Però hanno avuto bisogno di una giustificazione per farlo, giusto? Questo perchè percepivano che quello che facevano era sbagliato. E' questo che intendo, io credo che, entro dei limiti ovviamente, esista una sorta di etica comune, vuoi dettata dal buon senso o vuoi dettata dai sentimenti. E per una questione di coscienza, io credo che quasi nessuno sia disposto a fare qualcosa che crede sbagliato, perchè quasi nessuno gode all'idea di essere cattivo. Della serie, abbiamo tutti bisogno di guardarci allo specchio la mattina pensando di non essere dei mostri. Per questo i nazisti pensavano agli ebrei come a delle piattole, se l'avessero pensata diversamente non avrebbero mai trovato il coraggio di fare quello che hanno fatto. E non solo, sono sicura che i nazisti pensavano di essere degli eroi, perchè stavano liberando il mondo da degli essere spregevoli. Ed è così in tutti i casi, ogni volta che per una ragione o per un'altra ci troviamo spinti a fare qualcosa di eticamente riprorevole cambiamo la prospettiva da cui guardiamo il problema, in modo da farla diventare etica. Le giustificazioni non sono la causa, sono l'effetto di qualcosa che si è mosso dentro di noi, ed è a quello che bisogna puntare.
          Per me, l'odio e la paura fanno parte di quel qualcosa, ma ci può stare dell'altro.
          Non è che hanno avuto bisogno di una giustificazione, quella ce la si da dopo appunto per giustificare quello che si è fatto. L'esperimento citato, sempre per restare in tema, vedeva queste persone che lo facevano perché lo ritenevano giusto. Non per una giustificazione, ma perché proprio lo consideravano giusto, corretto, normale.

          Come il fatto dei nazisti che hai citato. Pensavano davvero che quel che facevano era giusto, corretto. Non tanto giustificazione, ma come dici una prospettiva diversa. Solo dopo hanno assunto quel modo di vedere come una giustificazione, quando messi davanti al proprio operato, messi davanti alla barbarie compiute, si sono giustificati dicendo che per loro era normale, che obbedivano solo a degli ordini.

          Dici ci sia qualcosa oltre l'odio e la paura... infatti: ...Mentre la "deindividuazione", cioè l'annullamento dell'identità all'interno di un gruppo, rende capaci di comportamenti e azioni che individualmente non si commetterebbero...
          Questo non è dovuto solo a odio o paura.
          Membro del Consiglio degli Admin


          [RIGHT][I]L'ironia

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          • Durante
            Opinionista
            • 16/11/08
            • 2103

            #20
            la psicologia del male

            La motivazione deve essere giustificata, altrimenti non sarebbe pi

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