Trovata morta la trans di Marrazzo
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Mi viene da pensare che probabilmente Marrazzo era solo la punta dell'iceberg....chissà cosa c'era sotto....[COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se
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Posso farvi notare che del suicidio/omicidio di una persona coinvolta in uno scandalo delle alte sfere riuscite solo a fare volgare ironia sul fatto che fosse trans?
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Se volevi una discussione seria, dovevi aprirla tu.Originariamente Scritto da erin Visualizza MessaggioPosso farvi notare che del suicidio/omicidio di una persona coinvolta in uno scandalo delle alte sfere riuscite solo a fare volgare ironia sul fatto che fosse trans?
E nella tua sezione, aggiungerei.I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
On a bed of spider web
I think of how to change myself
A lot of hope in a one man tent
There's no room for innocence
So take me home before the storm
Velvet mites will keep us warm.
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Erin ha ragione, per carità...però sono ormai settimane che siamo bombardati con interviste, inchieste, memoriali, filmini, intercettazioni e dibattiti...a uno vien voglia anche di sdrammatizzare...Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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Se volevi una discussione cazzona potevi aprirla tu in Apocalisse.Originariamente Scritto da Kyra Visualizza MessaggioSe volevi una discussione seria, dovevi aprirla tu.
E nella tua sezione, aggiungerei.
Ma certo, pure io sono arcistufa di sta storia di Marrazzo, anche se sarei curiosa di sapere cosa ci sta dietro (cosa che dubito verremo a sapere, per lo meno in tempi utili).Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioErin ha ragione, per carità...però sono ormai settimane che siamo bombardati con interviste, inchieste, memoriali, filmini, intercettazioni e dibattiti...a uno vien voglia anche di sdrammatizzare...
Però dopo due pagine di battute sull'altro thread iniziare a farlo anche qui, e dopo che una persona ci ha rimesso la vita, mi pare abbastanza di cattivo gusto.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Io non voglio proprio niente, e' gia' abbastanza interessante tutto cosi' com'e'.Originariamente Scritto da erin Visualizza MessaggioSe volevi una discussione cazzona potevi aprirla tu in Apocalisse.
Peraltro hai ampiamente frainteso i miei toni, ma chissa' perche' non sono sorpreso.I'm laying down, eating snow
My fur is hot, my tongue is cold
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I think of how to change myself
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Se ho frainteso ti chiedo scusa.Originariamente Scritto da Kyra Visualizza MessaggioPeraltro hai ampiamente frainteso i miei toni, ma chissa' perche' non sono sorpreso.
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Casa c'è sopra? cosa c'è sotto?
Magari servirebbe guardare cosa c'è al contorno e tanto per cominciare un altro morto, accidentato.
Poi al contorno ci sta via gradoli, strana via dove abitano gli spiriti e, al civico 96 dove avvenivano gli incontri che ci sta?
Ci sta l'appartamento affittato da moretti dove fu tenuto moro e gli spiriti andarono a dirlo a prodi, stesso numero, stesso piano, stessa porta, della serie non entrate in quella porta, un appartamento da evitare, proprietà con un altro centinaio di appartamenti dei servizi di sicurezza e gia sede di alre misteriose vicende
Un bel pasticcio. Altro che Marrazzo. A complicare il tutto emerse poi che quell’appartamento, affittato dal capo delle BR sotto falso nome, era di proprietà nientemento che dei servizi segreti italiani.
Con la scandalo Marrazzo – il “trans gate” – è tornata clamorosamente alla ribalta una strada, Via Gradoli, tristemente nota per il sequestro Aldo Moro da parte delle Brig…
Nel 1993, invece, quella via stretta e a tratti tortuosa che inizia sulla Cassia e scende fra filari di palazzine e auto parcheggiate, tornò alla ribalta della cronaca fra le pieghe dello scandalo per i «fondi neri» del Sisde, il Servizio segreto del ministero dell’Interno.
Chi è il proprietario dell'appartamento del caso Marrazzo?
Finalmente che il mondo si è accorto che la palazzina coincide, ossia che è la medesima in cui vi fu il controverso covo delle Brigate Rosse durante il seguestro Moro, viene da chidersi, ora, chi sia il proprietario dell'appartamento in oggetto.
Riassumendo un po' la questione appare che alcune abitazioni di via Gradoli 96 (e non solo in al civico 96) fossero riconducibili direttamente ai servizi di sicurezza. Nella medesima palazzina si trovava il covo in cui per un certo periodo del sequestro Moro dimorava Mario Moretti. La riconducibilità o meno dell'appartamento specifico ai servizi è invece assai più tortuosa anche se è indiscutibile che sia le modalità della scoperta, o almeno quelle ufficialmente riportate, sia la vicenda della seduta spiritica con l'uscita del nome Gradoli sono un po' singolari.
Dipoi la questione della proprietà di questi appartamenti è stata di attualità all'epoca dello scandalo sui fondi neri del SISDE ed è riemersa circa l'acquisto di un garage destinato alla figlia di un precedente Capo della Polizia, se ben ricordiamo.
Se, in sé, la riconducibilità diretta di molti appartamenti di quella palazzina a società facenti capo comunque legate con i servizi di sicurezza italiana non è prova specifica circa le vicende del caso Moro (vicenda davvero intrigata da non potersi ridursi a semplice complotto nazionale o internazionale che dir si voglia) il fatto che il caso Marrazzo si sia svolto in essi è davvero sconcertante.
E' pure sconcertante che Marrazzo non abbia mai avuto sospetti ad entrare in Via Gradoli 96, questo è in fondo l'unico motivo per cui potrebbero essere chieste le sue dimissioni: l'idea che la politica, nella patria di Machiavelli, non sia un campo minato in cui stare attenti.
E, come dire, in via Gradoli 96 è bene andare con infinite cautele.
Sembra l’ultima strada al mondo dove uno che si volesse sentire «tranquillo» si andrebbe a infilare, via Gradoli. Un unico imbocco, dalla Cassia. Dieci metri e subito una svolta obbligata a sinistra. Una discesa asfaltata di 150 metri che poi risale sulla destra, sempre in senso unico, andando a disegnare una sorta di cappio sottile. Macchine parcheggiate, palazzi residenziali affacciati da entrambi i lati. Ingresso e uscita dal medesimo imbocco. In questa via sei visibile da ogni angolo. È una strada privata, via Gradoli. Un grosso cartello e una sbarra munita di un citofono che una volta selezionava gli ingressi avvisano della questione gli automobilisti. Sembra un paradosso ma è anche «videosorvegliata». Un paio
E dove scappava?
Anche perchè i segugi erano molto motivati e di tutto rispetto
Al re delle cliniche 30 milioni in meno dalla Regione
Intreccio tra strutture sanitarie e mezzi di informazione
Il duello Marrazzo-Angelucci
iniziato dai tagli alla sanità
Al re delle cliniche 30 milioni in meno dalla Regione Intreccio tra strutture sanitarie e mezzi di informazione, Repubblica.it: il quotidiano online con tutte le notizie in tempo reale.
30 milioni non sono bruscolini
e
Un pantano da cui sembra impossibile uscire è quello che, giorno dopo giorno, sta emergendo dai verbali sui fatti di via Gradoli 96. Un intreccio quasi indecifrabile tra prostituzione, droga, delinquenza, una morte ancora non chiara, in cui spunta anche, e in maniera prepotente, l’ombra dei Casalesi.
Una sorpresa? Non proprio, se si mettono in ordine le tessere di questo puzzle che sembra disegnare il profilo di una vera e propria casa degli orrori. E allora cerchiamo di raccontarla davvero questa storia fatta di poche verità, molte bugie, e stracolma di omissis. Partiamo dall’inizio: da quando cioè gli investigatori del Ros sono sulle tracce di Antonio Iovine, ò Ninno, uno dei capi indiscussi del clan dei Casalesi; un’informativa dei carabinieri di Caserta rende noto che il latitante avrebbe trovato rifugio nel basso Lazio, dove i Casalesi da anni gestiscono i loro numerosi affari, dal riciclaggio al traffico di droga. Basti pensare al caso di “Fondi”, assunto agli onori della cronaca nazionale per la vergognosa decisione del Governo di non procedere allo scioglimento per infiltrazione mafiosa. Ed è curioso notare che le due storie, quella di Marrazzo e degli affari criminali, si incrociano anche qui, a Fondi.
http://www.pinapicierno.it/blog/?p=243
Ora un viados si trova a attraversare queste perigliose strade con un pc che può contenere tanto, da distruggere? rivelare? in ogni caso il viados è di troppo e un viados non è un presidente di regione, si muore sul letto.
Le mani della malavita organizzata sul mercato ortofrutticolo di Fondi
Non chiedevano soldi, ma pretendevano di gestire il traffico delle merci in entrata e in uscita dal mercato di Fondi. Un giro di affari non da poco, visto che quello in provincia di Latina è il più grande complesso del Sud Europa per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli in Italia e verso l’estero. Ogni spedizione doveva fare capo a loro e per ottenere quel che volevano minacciavano e intimidivano le aziende.
http://www.ilgiornale.it/roma/le_man...e=0-comments=1
Valore della partita altri svariati milioni.
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