ROMA - E' stata una dose letale di eroina bianca purissima, tagliata con cocaina o farmacologicamente modificata perché assomigliasse alla cocaina, ad uccidere Gianguerino "Rino" Cafasso, il pusher e pappone dei trans trovato morto il 12 settembre scorso a Roma all'hotel Romulus sulla Salaria mentre era in compagnia del trans Jennifer, al secolo Adriano Da Motta. La droga, secondo quanto ha raccontato Jennifer, era stata acquistata da uno spacciatore africano e Cafasso l'aveva sniffata pensando fosse cocaina mentre Jennifer aveva rifiutato perché aveva uno "strano sapore".
Il pusher?
Il pappone?
Sniffare?
Il trans?
Eppure l'autore dell'articolo scrive su "la Repubblica" non su qualche fogliaccio per giornalisti improvvisati...
Ma davvero per farsi capire dai lettori si deve usare un linguaggio così "da strada"?
Oppure è una posa?
Oppure affrontando certi argomenti uno si sente in obbligo di scrivere come un coatto?
Il pusher?
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Eppure l'autore dell'articolo scrive su "la Repubblica" non su qualche fogliaccio per giornalisti improvvisati...
Ma davvero per farsi capire dai lettori si deve usare un linguaggio così "da strada"?
Oppure è una posa?
Oppure affrontando certi argomenti uno si sente in obbligo di scrivere come un coatto?

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