Originariamente Scritto da Malo Perverso
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). Dicevo per l'appunto che nel momento in cui questa tendenza viene riscontrata in vari soggetti in modo generalizzato non la si può considerare solo come un'inclinazione naturale. Piuttosto è probabile, se non certo, che si tratti di un condizionamento socio-culturale, o che comunque vi siano delle motivazioni che vanno al di là del singolo.
Originariamente Scritto da Silenzio
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Originariamente Scritto da Piotr Aleksejevic
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Piotr, io non credo sia solo una mia percezione. Nel senso che è vero che quando ci si lamenta è ovvio trasmettere agli altri delle impressioni negative, ma è anche vero che avere un atteggiamento di negatività nei confronti della vita non si riduce solo al lamentarsi, ma piuttosto assumere una prospettiva differente. Quindi quando dico negatività lo faccio pensando alla dimensione semantica più ampia del concetto.
Come dice Silenzio, la negatività la riscontriamo in vari contesti, molto diversi fra loro, questo mi fa pensare... quindi, o spieghiamo la cosa così come ha fatto Silenzio, cioè riducendo il tutto ad un "siamo fatti così" (ma non sono d'accordo), oppure cerchiamo di capire quali siano i fenomeni che influenzano questo atteggiamento, e sinceramente l'ipotesi di Piotr non mi sembra infondata. Francamente ho sempre pensato che la causa della negatività sia una forma di insoddisfazione reiterata che ti fa credere di non poter mai ottenere quello che vuoi, e che non ti fa apprezzare le cose che invece possiedi già. La sensazione è che qualsiasi cosa tu faccia è fine a se stessa o comunque ti porta beneficio nel brevissimo periodo.

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