La crisi incalza e molti media americani rischiano la chiusura: è ora che lo Stato finanzi la stampa. Questo concetto, che negli USA suona peggio di una brutale bestemmia, è argomentato da Robert McChesney e John Nichols nel loro controverso saggio The death and life of american journalism (Vita e morte del giornalismo americano), uscito da poco nelle librerie statunitensi.
In democrazia i giornalisti dovrebbero essere “i cani da guardia del potere”, nel senso di controllori ringhiosi e non di amichetti scodinzolanti e fedeli: perciò l’intervento pubblico sui media è sempre stato visto dai democratici liberali come il Male assoluto (tranne che in Italia, dove una classe dirigente di sedicenti liberali ci ha assuefatto a standard democratici da quarto mondo). Infrangendo molti tabù, McChesney e Nichols immaginano soluzioni che, salvando capre e cavoli, permettano allo Stato di supportare la stampa e a quest’ultima di mantenersi indipendente dallo Stato stesso.
Ad esempio? Un programma statale di formazione giornalistica. Sgravi fiscali sui periodici. Integrazioni statali degli stipendi dei giornalisti. Questo piano di intervento statale a supporto della stampa dovrebbe costare al governo, secondo i due illuminati studiosi, soltanto trentacinque miliardi di dollari, da finanziare con nuovi salassi fiscali. Del resto i costi sociali degli imminenti fallimenti nel settore giornalistico sarebbero molto più alti di un pugno di miliardi di dollari. I due citano Joseph Pulitzer: «la nostra Repubblica e la sua stampa sorgeranno o cadranno insieme».
Ma visto che Pulitzer è morto da un secolo e Obama, dopo la timida riforma sanitaria, è descritto dagli oppositori come il figlio crudele di Pol Pot, chi glielo spiega tutto questo ai contribuenti americani?
Ora, d'accordo che per come siamo abituati noi in Italia la cosa ci potrebbe apparire anche normale.
Ma, astraendosi un momento, credo che tutti converranno che è pericoloso dare soldi pubblici alla stampa, col rischio di vederla finire subordinata agli organi di potere.
Quindi, quali modi possono essere escogitati per evitare che il finanziamento pubblico diventi un modo per asservire la stampa al potere?
Veramente anche gli Stati Uniti rischiano di vedere i propri giornali finanziati dal governo?
In democrazia i giornalisti dovrebbero essere “i cani da guardia del potere”, nel senso di controllori ringhiosi e non di amichetti scodinzolanti e fedeli: perciò l’intervento pubblico sui media è sempre stato visto dai democratici liberali come il Male assoluto (tranne che in Italia, dove una classe dirigente di sedicenti liberali ci ha assuefatto a standard democratici da quarto mondo). Infrangendo molti tabù, McChesney e Nichols immaginano soluzioni che, salvando capre e cavoli, permettano allo Stato di supportare la stampa e a quest’ultima di mantenersi indipendente dallo Stato stesso.
Ad esempio? Un programma statale di formazione giornalistica. Sgravi fiscali sui periodici. Integrazioni statali degli stipendi dei giornalisti. Questo piano di intervento statale a supporto della stampa dovrebbe costare al governo, secondo i due illuminati studiosi, soltanto trentacinque miliardi di dollari, da finanziare con nuovi salassi fiscali. Del resto i costi sociali degli imminenti fallimenti nel settore giornalistico sarebbero molto più alti di un pugno di miliardi di dollari. I due citano Joseph Pulitzer: «la nostra Repubblica e la sua stampa sorgeranno o cadranno insieme».
Ma visto che Pulitzer è morto da un secolo e Obama, dopo la timida riforma sanitaria, è descritto dagli oppositori come il figlio crudele di Pol Pot, chi glielo spiega tutto questo ai contribuenti americani?
Ora, d'accordo che per come siamo abituati noi in Italia la cosa ci potrebbe apparire anche normale.
Ma, astraendosi un momento, credo che tutti converranno che è pericoloso dare soldi pubblici alla stampa, col rischio di vederla finire subordinata agli organi di potere.
Quindi, quali modi possono essere escogitati per evitare che il finanziamento pubblico diventi un modo per asservire la stampa al potere?
Veramente anche gli Stati Uniti rischiano di vedere i propri giornali finanziati dal governo?

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