Usa: ci saranno finanziamenti statali alla stampa?

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  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #1

    Usa: ci saranno finanziamenti statali alla stampa?

    La crisi incalza e molti media americani rischiano la chiusura: è ora che lo Stato finanzi la stampa. Questo concetto, che negli USA suona peggio di una brutale bestemmia, è argomentato da Robert McChesney e John Nichols nel loro controverso saggio The death and life of american journalism (Vita e morte del giornalismo americano), uscito da poco nelle librerie statunitensi.

    In democrazia i giornalisti dovrebbero essere “i cani da guardia del potere”, nel senso di controllori ringhiosi e non di amichetti scodinzolanti e fedeli: perciò l’intervento pubblico sui media è sempre stato visto dai democratici liberali come il Male assoluto (tranne che in Italia, dove una classe dirigente di sedicenti liberali ci ha assuefatto a standard democratici da quarto mondo). Infrangendo molti tabù, McChesney e Nichols immaginano soluzioni che, salvando capre e cavoli, permettano allo Stato di supportare la stampa e a quest’ultima di mantenersi indipendente dallo Stato stesso.

    Ad esempio? Un programma statale di formazione giornalistica. Sgravi fiscali sui periodici. Integrazioni statali degli stipendi dei giornalisti. Questo piano di intervento statale a supporto della stampa dovrebbe costare al governo, secondo i due illuminati studiosi, soltanto trentacinque miliardi di dollari, da finanziare con nuovi salassi fiscali. Del resto i costi sociali degli imminenti fallimenti nel settore giornalistico sarebbero molto più alti di un pugno di miliardi di dollari. I due citano Joseph Pulitzer: «la nostra Repubblica e la sua stampa sorgeranno o cadranno insieme».

    Ma visto che Pulitzer è morto da un secolo e Obama, dopo la timida riforma sanitaria, è descritto dagli oppositori come il figlio crudele di Pol Pot, chi glielo spiega tutto questo ai contribuenti americani?




    Ora, d'accordo che per come siamo abituati noi in Italia la cosa ci potrebbe apparire anche normale.
    Ma, astraendosi un momento, credo che tutti converranno che è pericoloso dare soldi pubblici alla stampa, col rischio di vederla finire subordinata agli organi di potere.
    Quindi, quali modi possono essere escogitati per evitare che il finanziamento pubblico diventi un modo per asservire la stampa al potere?
    Veramente anche gli Stati Uniti rischiano di vedere i propri giornali finanziati dal governo?
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia
  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #2
    Se cos

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Finch

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      • Durante
        Opinionista
        • 16/11/08
        • 2103

        #4
        Quindi l'infallibilit

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Ci sarebbe pure da dire che una gestione dell'emergenza pu

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          • Durante
            Opinionista
            • 16/11/08
            • 2103

            #6
            Si

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Da quel che dicono

              Usa, gruppo Tribune in bancarotta
              NYT ipoteca il grattacielo di Piano
              Stampa americana sempre pi� in difficolt�. La societ� di Chicago Tribune e LA Times ha debiti per 13 miliardi di dollari. WSJ: pi� del 20% ha problemi finanziari, Economia, Repubblica.it


              la, come altrove, sembra che i giornali come sono fatti non siano più in grado di ripagarsi, al di la della flebo statale, poi serve una ristrutturazione che non potendo agire sugli incassi operi un taglio delle spese.

              Anche perchè se tutti ricorrono allo stato poi lo stato si deve approvigionare con le tasse e il consenso traballa, oltre all'innescarsi di una caduta a vite, salvo che non esca la ricchezza addizionale che paga le maggiori spese il che si fa anche scaricando fuori i costi propri.

              col rischio di vederla finire subordinata agli organi di potere
              E perchè ora in mano a chi sta se non a grossi gruppi finanziari o miliardari che di fatto sono il potere in un sistema che istitutuzionalizzato le lobby che pesano sulla nomina del presidente con fondi e appoggio mediatico oltre che con referenti politici votanti al congresso e al senato.
              Ora che quel presidente in forza del finanziamento metta bocca nella gestione dei geiornali di chi lo ha eletto o comunque non gli ha messo la croce addosso, quanto cambia?
              Last edited by Il gatto; 12-01-2010, 17:59.

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              • Durante
                Opinionista
                • 16/11/08
                • 2103

                #8
                Le dinamiche elettive presidenziali statunitensi, sono chiare ed evidenti, hanno avuto la peculiarit

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Come dire che se sei debitore di poco sarai tu a pregare per la salute della banca, ma se sei debitore di tanto sar

                  Comment

                  • Durante
                    Opinionista
                    • 16/11/08
                    • 2103

                    #10
                    Il sistema statunitense a differenza di quello italiano quando finanzia attivit

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Alla fine direi che la questione di fondo che emerge da una questione, tutto sommato presa come spunto di discussione,

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