Pensavo al maltempo che ha colpito alcune zone del paese e a tutta l'acqua caduta che ha creato non pochi problemi e mi
Ma tutta quest'acqua caduta..
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Ma tutta quest'acqua caduta..
Tag: Nessuno
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utopicamente parlando sarebbe ottima come idea.
praticamente chi andrebbe a sborsare miliardi di euro per costruire infrastrutture che gli africani distruggerebbero nella prossima guerra etnica ruanda style?
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[QUOTE=Superterrone;1107973]In Africa l'acqua c'
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[QUOTE=Pulsar;1107979]L'africa
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Pensa quanto costerebbe trasportarne anche solo una quantità limitatissima, un milione di tonellate e il povero risultato che ci otterresti con quella quantità nel contesto dove sarebbe utilizzabile, che ne richiede quanti enormi, cosa che un milione di tonellate non è, anche se non si ha evidenza di tale enormità.raccogliamo l'acqua tramite idrovore,la depuriamo e la mandiamo in Africa? Non dico da bere ma ( penso costerebbe troppo la depurazione per renderla potabile) da usare in agricoltura?
Come è stato detto una delle difficoltà maggiori è la distribuzione perchè gestire un acquedotto ramificato in una area difficile sia per motivi naturali che sociali non è uno scherzo quando proprio non diventi mission impossible.
Infatti non si riesce nemmeno a sfruttare l'acqua delle cascate del niagara che finisce in mare per trasformare il deserto salato americano in aree coltivate.
Quanto alla generazione, più che partire da un precaria raccolta della pioggia, sarebbe semmai da approvvigionarsi dal mare con grossi impianti di desalinizzazione alimentati da centrali nucleari perchè quelle potenze servono per impianti che diano risultati visibili su vasta scala, ma poi si aprono altre questioni e comunque resterebbe in piedi il problema delle infrastrutture distribuite di trasporto di quella acqua su quel territorio.Last edited by Il gatto; 17-01-2010, 15:10.
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Temo che un impianto del genere con pompe enormi che spingano milioni di metri cubi d'acqua ogni ora sia immensamente più dispendioso che costruire un bell'impianto che renda potabile l'acqua marina già sulle coste africane..Moderatore How To
Moderatore Scuola e lavoro
[COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d
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Tecnicamente tutto sarebbe possibile. Politicamente...molto meno. Perche' di scelte politiche, alla fine, si tratta.amate i vostri nemici
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Un po pretestuoso buttarla sempre sul politico e sempre con il nilo ne hai la dimostrazione perchè l'acqua ci sarebbe in quantità notevoli, l'omogeneità politica pure, l'interesse anche, le risorse nella media lo stesso, ma poi il sahhara non ce lo trasformi in distese verdi coltivate.
Non so che si sia trovato a passare nel sinai, ma li che gli fai, poi sharme el sheik è stata trasformata in un giardino, ma ti allontani 5 km e hai un orizzonte di sabbia e roccia, avoglia li a pensare in politico a fioriscano roseti.
Ma, in tutt'altri contesti, i deserti americani, deserti sono rimasti, per tagliare panama ci sono massacrati, suez in ben più semplici condizioni richiede una manutenzione da paura che se non fatta quel canale in un anno sarebbe insabbiato.Last edited by Il gatto; 18-01-2010, 15:01.
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Si chiamano "politiche mirate", Gatto. Non si tratta tanto di desertificare il Sahara, ma di scegliere progetti sostenibili. Di individuare priorità e urgenze, mettersi attorno a un tavolo, studiare, progettare e agire, alla fine.amate i vostri nemici
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Politiche che nelle possibilità fisiche delle aree sono pure in carico a chi in quelle aree ci si trova dovendo alla fine realizzare un suo equilibrio che è ben diverso da quello che tu, presentandoti dall'esterno, formato sia tecnicamente che operativamente a realizzare infrastrutture in ben altre condizioni, potresti concepire.
Della serie non ti puoi presentare armi e bagagli a dire a diverse nazioni, spesso pure in conflitto, di deviare il niger piuttosto che il nilo a fronte di tutta una serie di calcoli che ne massimizzano lo sfruttamento, giustamente ti si mangiano.
Però poi il risultato resta quello che è.
Il mondo un è una costruzione lego dove ti fai il disegnino poi lo realizzi.
E al contorno chi lo fa vuole essere pure pagato e ciò secondo le difficoltà che incontra, la ci si muore a lavorarci per mille cause.
Un collega, per un graffio fattosi durante una partita a tennis ci stava per lasciare la pelle, qua mica gli sarebbe successo, però qua pigliava 2000€, per stare la ne voleva 6000€ altrimenti non ci andava per il gusto dell'avventura e, tutto sommato, stava nelle migliori condizioni in cui si potesse stare, in kenya a malindi, alloggiato nei residence turistici.
Un altro s'è preso la malaria, quella chi gliela toglie?Last edited by Il gatto; 18-01-2010, 15:20.
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Ok, io ho detto la mia. Piu' che concentrarsi su improbabili grandi opere, e' preferibile agire sulle piccole problematiche locali. La tecnica ci sarebbe.amate i vostri nemici
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Non è che le piccole opere implichino difficoltà diverse dalle grandi.
Se ti riferisci es al classico pozzo per abbeverare le galline che sempre si nomina quale classico esempio di piccola opera, qua duemila anni fa i romani li realizzavano con la tecnologia di 2000 anni fa, la è un problema realizzarli ora e secondo la tua logica non dovrebbe essere difficile per i locali farli con il sistema dei romani, se la cosa fosse stata altrettanto semplice come la si prospetta.
Il pozzo di san patrizio a orvieto fu fatto nel 1500, la non ci sta niente del genere, come mai?
Gli acquedotti romani che attraversano mezza europa lo stesso hanno 2000 anni, la niente del genere è mai esistito.
E pure le espansioni mentre verso nord le difficoltà le hanno risolte, verso sud più che nelle coste non ci sono andate proprio per quegli sbarramenti naturali di vario genere che fermano qualsiasi spostamento e conseguente realizzazione legata agli insediamenti prima stabili e poi vasti.
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