la politica e le banche

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • lunadiluni
    Opinionista
    • 11/01/10
    • 17

    #1

    la politica e le banche

    Negli Usa Obama alza la voce, promuove riforme contro le Banche, "troppo grandi per fallire", ossia troppo forti, fuori dalle regole di mercato, tanto che i loro manager si tuffano in operazioni rischiose, perché il rischio ricadrà tutto sui cittadini: i clienti, visto che le banche sono troppo grandi per fallire.
    In Italia i governi che si sono susseguiti dal 1990 in poi, destra e sinistra indifferentemente, hanno privatizzato le banche al solo scopo di creare dei gruppi bancari forti, per evitare che con l'apertura delle frontiere (imposta dal Maastricht) arrivassero sportelli di banche tedesce, francesi ecc. a far concorrenza alle nostre banche.
    L'italia è un paese "bancocentrico" pontificava il senatore Grillo (non il comico! era di Forza Italia), se un imprenditore ha bisogno di soldi (e chi è ricco di famiglia non fa l'imprenditore, va alle Maldive) può chiederli solo alle banche, se arrivano le banche straniere l'economia italiana andrà in mano ai banchieri (e agli Stati) stranieri... E via, creiamo le fondazioni bancarie, i gruppi Intesa, Cariplo, San Paolo....

    Venti anni dopo... che ti trovo in giro? Guarda! Filiali di ABN AMRO, Deutsche Bank, BNP Paribas che sono attivissime in Italia, e anzi hanno comprato le nostre banche.

    Eppure, vent'anni dopo, il ministro Tremonti, artefice di molte delle riforme su banche e fondazioni bancarie che hanno portato a questi risultati, dice che la nostra politica è molto più avanti di quella di Obama, che noi ci avevamo pensato prima.
    Ah davvero?
    A me sembrava invece che noi... o meglio lui... prima... avesse pensato proprio il contrario. Lui le voleva grandi, grandissime, le nostre banche!

    Però, in fondo, non ci crede nemmeno lui a quello che dice e aggiunge: "abbiamo sempre detto non fidatevi dei tecnici, non fidatevi degli economisti e dei banchieri che vengono a farvi una lezione di etica".

    Bah, detto da un professore, economista e ministro tecnico c'è da credergli.
    Lui si conosce bene... forse.

    Voi che ne pensate?
    Il tema è tecnico, ma i soldi investiti in bond argentini, Parmalat, Cirio ecc. erano seri anch'essi. Eppure ... puff... anche in Italia le banche sono troppo grandi per fallire.
    Con loro fallirebbe il sistema Italia... eh già, siamo bancocentrici noi!
    Ecco qua le dichiarazioni del superministro:
  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #2
    Tre Monti

    Quale sar

    Comment

    • lunadiluni
      Opinionista
      • 11/01/10
      • 17

      #3
      [QUOTE=Durante;1114732]Quale sar

      Comment

      • Durante
        Opinionista
        • 16/11/08
        • 2103

        #4
        Stiamo vendendo il nostro futuro. Ci sono movimenti strategici che non ci si immaginano lontanamente. Un'esempio? Il costo di un lavoratore italiano equivale in media dai 130 ai 150 euro il giorno, fra contributi, ferie, accantonamento t.f.r. ecc.. il costo di un lavoratore cinese in media va fra gli otto ai 15 euro al giorno quegli pagati meglio, l'unica alternativa per essergli competitivi non esiste altra strada che abbattere il costo del lavoro, non che debba essere ai livelli cinesi, ma minimo abbatterlo del 50%, (mi riferisco al lavoratore privato, poi a distanza di anni anche quello della PP..AA) e l'unica maniera per arrivarci

        Comment

        Working...