Crisi razziale

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  • rubyn
    gianvito.it
    • 12/07/07
    • 3821

    #1

    Crisi razziale

    Adesso mi è tutto più chiaro. Al momento in cui sto scrivendo mi trovo allo Space Needle di Seattle, ormai saranno più di trenta giorni che sto girovagando per gli States con l'intento di realizzare un videodocumetario sulla crisi finanziaria e quella immobiliare: Boston, New York, Miami, Atlanta, Phoenix, Las Vegas, Los Angeles, Seattle e Chicago. L'economia americana è collassata per motivazioni razziali: il suo destino sembra ormai segnato da un lento ed inesorabile declino economico e sociale. Chi confidava in un miglioramento con l'avvento di Obama, mitizzandolo come il nuovo Kennedy, ha iniziato a ripensarci. L'America di Obama non è l'America di Kennedy: alla metà degli sessanta, la popolazione americana era costituita per circa l'80% da bianchi caucasici (europei ed anglosassoni) e per il il 20% da svariate minoranze etniche (afroamericani, ispanici, orientali). Oggi è tutto cambiato: il 30% sono bianchi caucasici, il 30% sono ispanici, il 30% sono afroamericani ed infine il 10 % sono orientali. L'America come vista nei serial televisivi con i quali siamo cresciuti, da Happy Days a Melrose Place, non esiste più.

    Nella foto: una scena del film "Gran Torino"

    Questa trasformazione del tessuto sociale ha comportato un lento e progressivo cambiamento negli stili di vita, nella capacità di risparmio, nella responsabilità civica e soprattutto nella stabilità e sicurezza economica. La cosiddetta crisi dei mutui subprime trova fondamento proprio in questa constatazione. Mi permetto di aprire una parentesi per accennare al meccanismo del credit scoring (necessario per comprendere il fenomeno dei subprime): in America ad ogni contribuente viene assegnato un punteggio di affidabilità utilizzando una scala valori che va da un minimo di 300 ad un massimo di 850 punti (è un modello matematico sviluppato da una società quotata al Nyse, Fair Isaac Corp.). All'interno di questo range possiamo individuare tre categorie di soggetti: prime consumer (750-850 punti con excellent credit), midprime consumer (720-750 con good credit) ed infine subprime consumer (660-720 con fair credit). Evito di soffermarmi nelle categorie con il rating inferiore (low and bad credit) per limiti di esposizione. In base alla categoria di appartenenza varia la disponibilità di accesso al credito ed il costo dello stesso. Sostanzialmente il credit scoring è un modello di valutazione che consente di comprendere chi affidare e per quanto, oltre al fatto di selezionare i buoni pagatori da quelli cattivi, il tutto rapportato alla propria posizione debitoria e disponibilità reddituale.

    Più carte di credito utilizzate, più fido richiedete, più le rate dei prestiti pregressi pesano in percentuale sul vostro reddito mensile, più ritardi nei pagamenti avete nel vostro track record personale, più il vostro credit scoring tenderà ad essere di basso livello. Sulla base di questo sistema, il 20% della popolazione americana è un soggetto prime, un altro 25% midprime ed infine quasi il 30% è un soggetto subprime. Il livello medio di credit scoring per un cittadino americano si attesta intorno ai 680 punti (subprime). Dal punto di vista statistico, troviamo tra i soggetti fair e low credit, per la stragrande maggioranza, gli appartenenti alle classi sociali legate alle ondate immigratorie degli ultimi decenni (per quello che ho potuto vedere non penso sia casuale).

    Ma torniamo a noi. Durante la metà degli anni novanta, con l'intento di mitigare le tensioni e le disparità sociali della popolazione, nella constatazione che solo il 20% degli afroamericani ed il 30% degli ispanici erano proprietari della loro casa contro il 60% della popolazione bianca, vennero istituite delle piattaforme di ammortizzazione sociale che avrebbero consentito l'acquisto facilitato di un'abitazione a soggetti con capacità di redditto e disponibilità limitate. In buona sostanza il governo federale avrebbe garantito attraverso le varie GSE (Government Sponsored Enterprise come Fannie Mae e Freddie Mac) la remissione dei debiti concessi alle fasce sociali più deboli. Fu così che le banche iniziarono lentamente, ma con le pressioni del governo, a prestare denaro quando qualche anno prima non lo avrebbero mai fatto. La ratio su cui poggiava questa scelta politica era identificata nella volontà di rendere i poveri meno poveri in quanto se “possiedi” un'abitazione puoi pensare di pianificare la tua vita e stabilizzare il tuo nucleo familiare, oltre a questo non dimentichiamo le motivazioni politiche volte a conquistare nuove fasce di elettorato grazie a proposte molto popolari.

    Quello che è successo dopo a distanza di anni, dalla Lehman Brothers alla Fannie Mae, ormai fa parte della storia, senza dimenticare anche la complicità o incompetenza della FED. Una politica immigratoria troppo liberale e la mancanza di protezionismo culturale hanno presentato un conto impossibile da pagare per l'America che oggi inizia a comprendere cosa significa aver perso la propria originaria identità etnica. Lo scenario macroeconomico che caratterizza adesso il paese è tutt'altro che confortante e a detta di molti analisti indipendenti americani il peggio deve ancora arrivare. La disoccupazione è ovunque con disperati (non gli homeless) che chiedono l'elemosina di qualche dollaro e accampamenti di tende sotto i ponti delle freeway nelle grandi città. Obama ha subito una perdita di popolarità devastante, persino le persone di colore che lo hanno votato girano per le città con cartelli appesi al collo con la dicitura “Obama, dovè il mio assegno ? Allora quando arriva il cambiamento ?” In più occasioni mi sono sentito dire che la colpa è riconducibile ad un eccesso di liberalità immigratoria e ad una insensata politica di sostegno alle fasce sociali più deboli, che ha innescato il fenomeno dell'”overbuilding in bad areas”. Si è costruito troppo ovunque in area residenziali scadenti, prestando parallelamente denaro a chi non lo avrebbe mai meritato in passato.

    Troppi messicani ed orientali entrati nel paese, legalmente e clandestinamente, hanno consentito l'abbassamento medio dei salari, mentre le concessioni, i sussidi ed il credito facile ai neri hanno distorto l'economia statunitense, rendendola drogata ed artefatta, portandola a basarsi esclusivamente sul consumismo sfrenato, il ricorso al debito e sulla totale incapacità di risparmio. Non lo avrei potuto immaginare, ma vi è un risentimento ed un odio trasversale tra le varie etnie che popolano il paese che mi ha più volte intimorito: bianchi contro afroamericani, ispanici contro afroamericani, orientali contro ispanici, insomma tutti contro tutti. In più occasioni per le strade di Miami e Chicago ho assistito ad episodi di tensione razziale stile “Gran Torino””. Chi parla con ingenuità evangelica di integrazione razziale per questo paese, probabilmente ha studiato per corrispondenza all'Università per Barbieri di Krusty (noto personaggio della serie televisiva The Simpsons)..

    I bianchi benestanti che fanno gli executive (dirigenti, funzionari o colletti bianchi ben pagati) si autoghettizzano da soli in quartieri residenziali che assomigliano a paradisi dentro a delle prigioni, con videosorveglianza e servizi di sicurezza privati degni del Pentagono. Di contrasto dai fast food, ai jet market, alle pompe di benzina, a qualsiasi altro retail service a buon mercato, trovate tutte le altre razze che ramazzano i pavimenti, servono ai tavoli, lavano le vostre auto, consegnano pizze a domicilio o guidano i taxi per uno stipendio discutibilmente decoroso. L'America per alcuni aspetti (opportunità di lavoro per i giovani che hanno indiscusse capacit&#224 può sembrare superficialmente un buon paese, ma se ti soffermi ad osservarla con un occhio critico, sotto sotto è un paese marcio e primitivo da far schifo, a me si è rivelato per quello che è realmente ovvero un calderone multirazziale con la maggior parte delle persone (bianchi compresi) che hanno il senso di autocoscienza di uno scarafaggio. L'americano medio (che sia un bianco, cinese, messicano o afroamericano) se ne frega assolutamente dei problemi ambientali del pianeta, della sofferenza inaudita degli animali nei loro allevamenti intensivi, delle carestie in Africa o dei conflitti in Medio Oriente, si interessa solo che possa ingozzarsi di hotdog, bere fiumi di coca cola, guardarsi il superbowl e guidare il suo megatruck dai consumi spropositati. Pur tuttavia, nel lungo termine sono piuttosto dubbioso che si possa riprendere dal processo di imbarbarimento ed impoverimento sociale che lo sta caratterizzando, per quanto potenziale bellico possa vantare, questo non lo sottrarrà dalla sorte che lo attende, prima il collasso economico e dopo quello sociale, scenario confermato anche da molte fonti di informazione indipendente che non si mettono a scimmiottare a turno a seconda della corrente politica che vince le elezioni, tipo la CNN o la FOX.
    Eugenio Benetazzo
    fonte: http://fantpolitik.blogspot.com/2010...-razziale.html


    Cosa ne pensate?
    Moderatore Debate Square

    [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
    qualcuno lo conoscer
  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #2
    Che dovevi riassumere con parole tue...
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf

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    • rubyn
      gianvito.it
      • 12/07/07
      • 3821

      #3
      Non risulta comprensibile il concetto decontestualizzato in un riassunto.
      Comunque sia, l'articolo ha suscitato in me notevole interesse perchè, a differenza delle usuali teorie sulla crisi economica americana, pone al centro dell'attenzione il fattore immigrazione.
      In parole povere, perchè il sistema Americano sta collassando ora, quando già dal dopoguerra la società statunitense era orientata ad un certo tipo di non-economia?
      La risposta chiave, secondo il giornalista, sta proprio nell'immigrazione, la quale ha rivoluzionato la politica: quest'ultima, per prendere voti, ha inevitabilmente proposto offerte allettanti per i nuovi cittadini (immigrati).
      Gli immigrati, notoriamente poveri, non avrebbero potuto ottenere finanziamenti, e i politici hanno proprio fatto leva su questo fattore, proponendo nuove leggi che tendessero ad eguagliare i ceti sociali garantendo a sempre più persone la possibilità di ottenere finanziamenti dalle banche.
      Questo ha naturalmente sabotato il ranking usato per concedere finanziamenti, secondo il quale, per ottenere denaro, il debitore avrebbe dovuto avere come restituirlo.
      In seguito a questo sabotaggio, il denaro è finito nelle mani di chi non poteva ridarlo, molti hanno quindi dichiarato bancarotta e i soldi si sono dispersi nel nulla.
      In pratica: in cambio di voti da parte dei ceti sociali bassi, la politica ha pressato per concedere finanziamenti alla gente povera, la quale, non potendo saldare, ha fatto si che il sistema di finanziamenti collassasse.
      Moderatore Debate Square

      [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
      qualcuno lo conoscer

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      • iroel
        morto di carisma
        • 08/02/10
        • 2874

        #4
        Che sono stronzate.

        E fa sorridere questo punto:

        In più occasioni mi sono sentito dire che la colpa è riconducibile ad un eccesso di liberalità immigratoria e ad una insensata politica di sostegno alle fasce sociali più deboli, che ha innescato il fenomeno dell'”overbuilding in bad areas”. Si è costruito troppo ovunque in area residenziali scadenti, prestando parallelamente denaro a chi non lo avrebbe mai meritato in passato.
        Chiunque abbia vissuto anche un solo giorno negli stati uniti sa che l'america da quel punto di vista è molto più stretta di manica di molti altri paesi, inclusa tutta l'europa.
        Questo contraddice la sua tesi dato che i paesi più liberali dal punto di vista dell'immigrazione e con uno stato sociale più forte sono quelli che ne sono usciti meglio indipendentemente dalla salute della loro economia.

        Inoltre anche la colpa della crisi affidata ai negri è una stronzata. Perché come tutti sanno i due principali colpevoli sono stati la classe media e i dirigenti bancari.

        La classe media che si approffittava della libertà di prestiti per prendere prestiti sui prestiti. La bolla speculativa funzionava perché si ipotecava la casa comprata con un prestito per comprare un'altra casa che poi si sarebbe rivenduta ad un prezzo maggiore ripagando i prestiti e guadagnando la differenza.

        E i dirigenti che troppo interessati a far circolare denaro per aumentare i propri benefici non hann omesso alcun tipo di filtro o di monitorizzazione su questi prodotti bancari al punto che alla fine vennero mischiati prodotti sani e prodotti tossici. E fu questo miscuglio colpevole dell'altra faccia della medaglia della crisi che era la perdita di fiducia nel sistema bancario.

        ultima cosa: Bernie Madoff.

        Solo becero razzismo
        Last edited by iroel; 15-02-2010, 20:17.

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        • Noah Joad
          Opinionista
          • 08/02/10
          • 49

          #5


          il problema

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          • rubyn
            gianvito.it
            • 12/07/07
            • 3821

            #6
            Se ci vedi del razzismo in questa vicenda, probabilmente non hai compreso il ragionamento.
            Il punto è che sono stati concessi finanziamenti a persone che non se li potevano permettere.
            Normale che gli immigrati hanno un reddito basso, ma da qui a parlare di razzismo...
            Tu dici che le banche non si avvalevano di filtri per selezionare i finanziamenti da concedere, e non è vero: ci sta il ranking.
            Questo ranking ha sempre funzionato sin dal dopoguerra, perchè proprio ora non più?
            La risposta è, evidentemente, che questo metodo di selezione non è piu' efficace.
            Perchè?
            Perchè è stato manomesso, volontariamente dai politici, secondo il giornalista.
            Moderatore Debate Square

            [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
            qualcuno lo conoscer

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            • iroel
              morto di carisma
              • 08/02/10
              • 2874

              #7
              Il punto è che sono stati concessi finanziamenti a persone che non se li potevano permettere.
              Sì ma non è stato quello il problema della crisi, nè è stata colpa degli immigrati. Mentre lui dice che era colpa loro, quando invece non era così.

              u dici che le banche non si avvalevano di filtri per selezionare i finanziamenti da concedere, e non è vero: ci sta il ranking.
              Dagli anni 90 è iniziata una lenta liberalizzazione del credito e a nuovi strumenti di credito. E' la ragione per cui si sono sempre di più abassati i controlli e si rimandava a a sistemi matematici e al lungo termine l'equalizzazione dei bilanci e non più tanto sulla sicurezza.

              La questione del filtraggio era che le banche mischiavano insieme mutui prime e subprime in pacchetti misti che poi rivendevano ad altre banche in cambio di capitale. Questa crescita del capitale rivalutava in positivo l'istituzione e i dirigenti si prendevano le provvigioni.

              Quando il sistema è crollato nessuno sapeva quale percentuale dei propri mutui fosse prime o subprime perché non aveva controllato la "filiera" privando il sistema stesso e non una singola società della fiducia.

              Perchè è stato manomesso, volontariamente dai politici, secondo il giornalista.
              Dai politici per far contenti gli afroamericani e gli ispanici secondo il giornalista.

              Cosa ridicola se uno ci pensa. Dato che non ne erano comunque nemmeno i principali beneficiari. (La bolla speculativa fu esclusivamente incentrata sulla middle class)

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              • rubyn
                gianvito.it
                • 12/07/07
                • 3821

                #8
                Fammi capire: secondo te si è arrivati a questa crisi semplicemente perchè le banche hanno allentato i controlli?

                La teoria dell'immigrazione non è affatto ridicola: in Italia, è normale che tutti gli immigrati votino partiti che lottano per i loro diritti (a sinistra) anzichè chi li vuole cacciare (a destra).
                Fra i loro diritti ci potrebbe essere quello di ottenere un finanziamento.
                Moderatore Debate Square

                [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                qualcuno lo conoscer

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                • iroel
                  morto di carisma
                  • 08/02/10
                  • 2874

                  #9
                  Fammi capire: secondo te si è arrivati a questa crisi semplicemente perchè le banche hanno allentato i controlli?
                  Non c'è stata nessuna legge che ha obbligato le banche ad allentare i controlli. L'allentamento dei controlli era dovuto all'egemonia dei chicago-boys, ultra-liberisti in campo economico, convinti della capacità del mercato di autoregolarsi e le banche, ottenuta la libertà di fare ciò che vogliono, hanno fatto tutto il resto.

                  Il problema alla fine è stata una crescita inflazionata, basata sul nulla, con esperti economici che non volevano vedere lo schianto arrivare ed erano convinti che finché convincevano che Fannie Mae era affidabile il mercato avrebbe continuato a crescere e tutto sarebbe stato ok.

                  Sfortunatamente ci si è accorti che il re è nudo e tutto è crollato.

                  La teoria dell'immigrazione non è affatto ridicola: in Italia, è normale che tutti gli immigrati votino partiti che lottano per i loro diritti (a sinistra) anzichè chi li vuole cacciare (a destra).
                  Fra i loro diritti ci potrebbe essere quello di ottenere un finanziamento.
                  Oltre al fatto che saresti sorpreso a vedere le classifiche.

                  Non è che i politici adempiono ciecamente a ciò che la base chiede.

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                  • Bruco
                    Opinionista
                    • 22/01/10
                    • 1801

                    #10
                    Originariamente Scritto da iroel Visualizza Messaggio
                    Che sono stronzate.
                    A proposito di stronzate. Non capisco nulla di economia americana, per
                    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

                    Comment

                    • iroel
                      morto di carisma
                      • 08/02/10
                      • 2874

                      #11
                      [QUOTE=Bruco;1132730]A proposito di stronzate. Non capisco nulla di economia americana, per

                      Comment

                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70446

                        #12
                        [QUOTE=rubyn;1131053]Fammi capire: secondo te si
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • iroel
                          morto di carisma
                          • 08/02/10
                          • 2874

                          #13
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Ciò detto il fatto che la politica “compri” i voti degli immigrati è cosa comune anche da noi, da parecchio tempo, ma non credo sia questo il vero motivo della crisi...
                          Poi anche questo è discutibile, perché poi alla resa dei conti le statistiche sorprendono come in certe comunità di immigrati sia la destra a capeggiare (specialmente quelle arrivate negli anni 90).

                          Comment

                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #14
                            [QUOTE=iroel;1133411]Poi anche questo
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • iroel
                              morto di carisma
                              • 08/02/10
                              • 2874

                              #15
                              [QUOTE=dark lady;1133413]Invero io non ho parlato di destra o sinistra, ma di politica pi

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