Meningococco killer

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
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    #1

    Meningococco killer

    Meningite, altra vittima a Cremona

    E' madre del ragazzo morto domenica

    Domenica era morto suo figlio Mirko, appena ventenne. Lunedì la setticemia iperacuta, stadio infettivo e virale che precede la meningite, ha ucciso anche Orsola Zanazzi, 55enne di Cremona. La donna è morta un'ora e mezza prima che si celebrassero i funerali del giovane. Da domenica circa un centinaio di persone che sono venute a contatto con madre e figlio sono state sottoposte a profilassi.


    Non è riuscita a sopravvivere, Orsola Zanazzi - 55 anni - ricoverata d'urgenza domenica sera nel reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale Maggiore di Cremona, colpita da setticemia iperacuta e fulminante da meningococco. A nulla sono valsi gli sforzi dei medici che per due giorni hanno fatto il possibile per riuscire a tenere in vita la donna. L'intera comunità di Scandolara Ripa d'Oglio, nel Cremonese, il paese dove madre e figlio abitavano con il padre Pierangelo e la sorella maggiore Marika, e' in lutto. La notizia della morte della donna si è subito diffusa nel piccolo centro e nei Comuni vicini.

    Orsola Contardi Zanazzi era stata ricoverata d'urgenza con febbre alta mentre sul corpo le erano già comparse evidenti tracce di esantema, le stesse che presentava anche il figlio Mirko, poco prima del suo ingresso al Pronto Soccorso dell'ospedale Maggiore, avvenuto la sera di venerdì. Appena arrivata in ospedale le condizioni di salute della donna erano apparse subito critiche. Anche la madre presentava una apoplessia o atrofia surrenale e una disfunzione degli organi che avevano già irreversibilmente compromesso, oltre ai reni, anche il sistema cardiocircolatorio e polmonare. Inutili gli sforzi dei medici che hanno sottoposto la donna a una terapia a base di antibiotici e farmaci salvavita.

    Nel caso del giovane la meningite non si era manifestata perché la setticemia meningococcica è stata talmente rapida da non riuscire a evolversi in meningite vera e propria. Il germe ha avuto un effetto tossico sui reni a carico dei quali ha provodato una apoplessia surrenale e una disfunzione multiorgano. Solo chi ha avuto contatti diretti e prolungati con la vittima o con la madre per più di un'ora e a meno di un metro di distanza dal soggetto è stato invitato a recarsi al Pronto Soccorso per sottoporsi a profilassi. Non è a rischio chi ha avuto rapporti occasionali o indiretti con il ragazzo o la madre. Da domenica circa un centinaio di persone che sono venute a contatto con madre e figlio sono state sottoposte a profilassi.

    Fonte: TG Com



    La notizia è dei giorni scorsi: nel giro di pochi giorni il meningococco, si è portato via madre e figlio. Il ragazzo è morto neanche 24 ore dopo che si erano manifestati i primi sintomi. La madre ha iniziato a star male il giorno dopo, e in due giorni si è spenta anche lei. Ovviamente lo sconvolgimento è stato grosso, per tutti. In conferenza stampa, l'infettivologo dell'ospedale ha detto che la cosa più rara è stata proprio che la malattia si sia evoluta in questo modo sia per il figlio che per la madre.
    Sono notizie che lasciano di ghiaccio. Ora la loro famiglia è dimezzata, e il padre di Mirko è un uomo distrutto.
    A me queste situazioni trasmettono un gran senso di impotenza...
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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    #2
    Sarà cinico ma... meglio che siano morti, in fretta.

    Il meningococco è roba brutta.

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70461

      #3
      Nel loro caso il decorso è stato fulminante, e non ha fatto neppure in tempo ad insorgere la meningite: il battere è passato al sangue, generando una setticemia, e in particolare la sindrome di Waterhouse-Friederichsen.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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