Sembra ormai accertata l'origine dolosa, si tratterebbe di un sabotaggio : l'apertura dei collettori di collegamento di alcune cisterne del deposito della Lombarda Petroli, contenenti gasolio ed altri idrocarburi, che si son riversati nel fiume Lambro provocando un vero e proprio disastro ambientale.
E l'ondata nera non si arresta, nonostante gli interventi e tentativi di argini, ormai è alle porte del Po.
Riporto da La Repubblica:
L'ondata di petrolio non riesce ad arrestarsi: si tratta di uno dei più gravi disastri ambientali verificatisi in Lombardia. Il Pirellone chiederà lo stato di calamità
E' arrivata quasi a Orio Litta, nel Basso Lodigiano, a otto chilometri a sud di Lodi, la macchia di petrolio fuoriuscita dai serbatoi della Lombarda Petroli a Villasanta (in provincia di Monza e Brianza). L'inquinamento sta avanzando verso la provincia pavese ed è ormai a pochi chilometri dal Po. L'incessante lavoro dei vigili del fuoco non riesce a fermare il gasolio e petrolio combustibile che ha passato anche la barriera di galleggianti, posta nel territorio di Sant'Angelo Lodigiano. I galleggianti dovrebbero arrivare fino a fondo fiume, ma questo non accade perchè la forza dell'acqua lo impedisce. Una parte della macchia viene aspirata e una nuova squadra dei vigili del fuoco di Lodi sta posando nuovi galleggianti.
Caccia ai colpevoli. Il giorno dopo il disastro ecologico è caccia ai colpevoli. Non c'è dubbio che la fuoriuscita dell'onda nera dai serbatoi della Lombarda Petroli a Villasanta (in provincia di Monza e Brianza) sia stata dolosa: nel mirino degli inquirenti c'è anche la gigantesca speculazione edilizia progettata sull'area della vecchia raffineria. Si tratta di uno dei più gravi disastri ambientali verificatisi di recente in Lombardia. E potrebbe avere conseguenze di lungo periodo, considerata anche la messa fuori servizio del grande depuratore di Monza San Rocco, che tratta le acque fognarie di oltre mezzo milione di brianzoli.
"Stato di calamità". Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha spiegato al termine di un vertice in prefettura che per il momento "sono esclusi rischi per la salute pubblica". L'assessore regionale al Territorio, Davide Boni, ha invece anticipato che la Regione Lombardia chiederà al governo lo stato di calamità per assicurare in tempi brevi il finanziamento degli interventi. Sul piede di guerra i sindaci dei comuni attraversati dal Lambro. Il primo cittadino di San Zenone al Lambro, Sergio Fedeli, ha affermato: "Si tratta di un grave disagio per i nostri concittadini. Certamente ci costituiremo parte civile".
E l'ultima Ansa:
Ormai siamo abituati alle immagini di macchie oleose disperse in mari, fiumi etc.
Ma l'impatto è sempre fortissimo. E la prospettiva dell'intenzionalità è davvero agghiacciante.
E l'ondata nera non si arresta, nonostante gli interventi e tentativi di argini, ormai è alle porte del Po.
Riporto da La Repubblica:
L'ondata di petrolio non riesce ad arrestarsi: si tratta di uno dei più gravi disastri ambientali verificatisi in Lombardia. Il Pirellone chiederà lo stato di calamità
E' arrivata quasi a Orio Litta, nel Basso Lodigiano, a otto chilometri a sud di Lodi, la macchia di petrolio fuoriuscita dai serbatoi della Lombarda Petroli a Villasanta (in provincia di Monza e Brianza). L'inquinamento sta avanzando verso la provincia pavese ed è ormai a pochi chilometri dal Po. L'incessante lavoro dei vigili del fuoco non riesce a fermare il gasolio e petrolio combustibile che ha passato anche la barriera di galleggianti, posta nel territorio di Sant'Angelo Lodigiano. I galleggianti dovrebbero arrivare fino a fondo fiume, ma questo non accade perchè la forza dell'acqua lo impedisce. Una parte della macchia viene aspirata e una nuova squadra dei vigili del fuoco di Lodi sta posando nuovi galleggianti.
Caccia ai colpevoli. Il giorno dopo il disastro ecologico è caccia ai colpevoli. Non c'è dubbio che la fuoriuscita dell'onda nera dai serbatoi della Lombarda Petroli a Villasanta (in provincia di Monza e Brianza) sia stata dolosa: nel mirino degli inquirenti c'è anche la gigantesca speculazione edilizia progettata sull'area della vecchia raffineria. Si tratta di uno dei più gravi disastri ambientali verificatisi di recente in Lombardia. E potrebbe avere conseguenze di lungo periodo, considerata anche la messa fuori servizio del grande depuratore di Monza San Rocco, che tratta le acque fognarie di oltre mezzo milione di brianzoli.
"Stato di calamità". Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha spiegato al termine di un vertice in prefettura che per il momento "sono esclusi rischi per la salute pubblica". L'assessore regionale al Territorio, Davide Boni, ha invece anticipato che la Regione Lombardia chiederà al governo lo stato di calamità per assicurare in tempi brevi il finanziamento degli interventi. Sul piede di guerra i sindaci dei comuni attraversati dal Lambro. Il primo cittadino di San Zenone al Lambro, Sergio Fedeli, ha affermato: "Si tratta di un grave disagio per i nostri concittadini. Certamente ci costituiremo parte civile".
E l'ultima Ansa:
Ormai siamo abituati alle immagini di macchie oleose disperse in mari, fiumi etc.
Ma l'impatto è sempre fortissimo. E la prospettiva dell'intenzionalità è davvero agghiacciante.



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