Io credo che tendenzialmente quello del genitore sia un ruolo difficilissimo.
Posso rimproverare i miei di aver condizionato a suon di ricatti e percosse le mie scelte al punto di far sì che diventassi un'insicura: affettivamente e più in generale in ogni campo della mia vita. Solo ora, dopo un lungo percorso di analisi e a quasi 34 anni posso dire di aver capito quali sono le cause del mio malessere, tutte rintracciabili nell'ambito della mia infanzia ed ascrivibili in particolar modo a mia madre.
E come madre adesso, cerco di non commettere gli stessi sbagli con mia figlia, di fare in modo che sia lei e sempre lei a decidere (sebbene sia piccola e la sua decisionalità sia limitata a cose di marginale importanza) e quando determinate decisioni sono demandate a me per forza di cose, cerco di spiegarle i perché ed i per come, guardandola negli occhi, con la massima dolcezza.
Cerco di spronarla nella sua affettività e di far sì che non si chiuda a riccio come ho fatto io, per poi regalarmi alle persone più sbagliate.
Spero mi dia la possibilità di restarle accanto come una presenza discreta cui rivolgersi costantemente e che mi consideri come fa ora, sebbene cum grano salis, sua amica.
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Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. (F. Pessoa)
le mie figlie adolescenti mi hanno detto esplicitamente che compatiscono le coetanee con mamme amiche. secondo loro ciascuno deve stare al suo posto e le mamme amiche le mettono in imbarazzo, sono invadenti, non offrono la distanza necessaria (necessaria anche a smorzare le insicurezze). credo cerchino pi
[QUOTE=terra;1171006]le mie figlie adolescenti mi hanno detto esplicitamente che compatiscono le coetanee con mamme amiche. secondo loro ciascuno deve stare al suo posto e le mamme amiche le mettono in imbarazzo, sono invadenti, non offrono la distanza necessaria (necessaria anche a smorzare le insicurezze). credo cerchino pi
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Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. (F. Pessoa)
Quando si parla di famiglia, in senso di comunità affettiva, mi viene sempre in mente uno psichiatra quando a fronte di miei continui riferimenti alla possibilità da parte della famiglia di farsi carico di certe situazioni mi disse: "Guardi, lasciamo stare le famiglie, quando va bene sono delle associazioni per delinquere.".
E non parlava di famiglie mafiose.
Per l'intensità dei sentimenti che scatenano i legami di sangue la famiglia può essere tanto positiva quanto il peggior ricettacolo degli istinti umani.
Come il matrimonio e come tutte le forme di convivenza umana istituzionalizzate.
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"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Dire che la famiglia è un luogo a rischio non è la stessa cosa di dire "la mia famiglia è la fossa del leone", significa semplicemente riconoscere che, essendo formata da legami stretti (di affetto o al contrario di convivenza forzata), è il luogo dove si manifestano in maniera più forte i conflitti e le violenze.
Se poi contiamo che c'è di mezzo anche una questione molto forte di disparità di potere, direi che è abbastanza innegabile che la famiglia sia un luogo a rischio.
Questo indipendentemente dal fatto che si viva in una famiglia perfetta.
Naturalmente ogni "famiglia" è un caso a sé, e su questo concordo pienamente, né naturalmente mi permetterei mai di sindacare o mettere il naso nella famiglia di nessuno!
Ma la famiglia (qui mi scapperebbe quasi a dire "nell'immaginario collettivo") dovrebbe essere il luogo simbolo di amore e solidarietà, ed il fatto stesso che si creino conflitti e violenze dovrebbe considerarsi "patologico".
Invece, mi sembra intendere leggendoti, che tu trovi invece "fisiologico" che non solo conflitti e violenze si manifestino, ma che si manifestino "in maniera più forte"!
Ecco dove non mi riconosco.
Ed ecco anche il mio disagio personale. Qui, ma anche nell'altro Thread di questo forum "Il fidanzato di mamma", mi sembra di assistere più alla descrizione di corretti rapporti condominiali che non di affettuosi rapporti familiari.
Perciò sono intervenuto; ma forse la mia esperienza coniugale e parentale, ed anche quella dei miei figli che ora vivo da nonno, è cosa ormai fuori del tempo, e chiedo quindi scusa.
PS - Naturalmente gli uxoricidi, le stragi, i delitti passionali, le violenze familiari, gli stupri, i rapporti edipici, i figli che uccidono i genitori ed i genitori che affogano i figli... li vedo anch'io, che non sono cieco... ma in questi casi, parlare di famiglia mi sembra... sforzatello anzichennò!
Last edited by Lucio Musto; 03-05-2010, 17:56.
Motivo: aggiunto PS
[QUOTE=Lucio Musto;1172344] Ed ecco anche il mio disagio personale. Qui, ma anche nell'altro Thread di questo forum "Il fidanzato di mamma", mi sembra di assistere pi
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
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