Abbiate Fede

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  • Bruco
    Opinionista
    • 22/01/10
    • 1801

    #46
    Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
    Lines Seta Ultra Ali Vive
    Mi devi scusare, rubyn, ma dal tuo avatar credevo di stare a conversare con un maschietto, non sapevo.
    In ogni caso, maschio o femmina che tu sia, ti ricordo i contenuti. Sono importanti per la comunità e, se la possiedi, anche per la dignità.
    Last edited by Bruco; 18-05-2010, 05:22.
    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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    • mat
      Il Magnifico
      • 20/05/05
      • 17786

      #47
      Il problema è che spesso dai l'impressione di pontificare su fatti e situazioni che conosci molto a spanne e sintomo di questa approssimazione possono essere gli strafalcioni tipo Medein al posto di Medellin e Saviane al posto di Saviano (errore di battitura ripetuto almeno due volte).
      Magari è solo un'impressione.
      Quanto ai contenuti, non saprei, hai espresso un'opinione e ti si è fatto notare che forse te la sei fatta in modo un po'superficiale.
      E tu non l'hai presa molto bene.

      Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
      ha svelato Saviane, tanto da portare un danno all'organizzazioni?
      Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
      Sicuramente l'elenco è incompleto ma se mi è sfuggito qualcosa di nuovo che ha rivelato Saviane aggiungetelo pure.
      Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
      L'importante è che li conoscessero i magistrati e le forze dell'ordine, cui Saviane,
      Last edited by mat; 18-05-2010, 07:18.
      Moderatore Debate Square

      "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
      - P. Conte -


      Angst essen Seele auf

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      • Bruco
        Opinionista
        • 22/01/10
        • 1801

        #48
        Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
        Il problema è che spesso dai l'impressione di pontificare su fatti e situazioni che conosci molto a spanne e sintomo di questa approssimazione possono essere gli strafalcioni tipo Medein al posto di Medellin e Saviane al posto di Saviano (errore di battitura ripetuto almeno due volte).
        Magari è solo un'impressione.
        Quanto ai contenuti, non saprei, hai espresso un'opinione e ti si è fatto notare che forse te la sei fatta in modo un po'superficiale.
        E tu non l'hai presa molto bene.
        Scusami, ci sarà un premio se risponderò a queste osservazioni così acute? I miei errori sono dettati dalla fretta con cui rispondo, poiché rubo il tempo al mio lavoro, tant'è che molte volte scrivo anche in ore notturne. Per altro, ultimamente, ho preso alcuni libri di Giorgio Saviane, e fra Saviane e Saviano il passo è breve. E' molto grave?

        In quanto a pontificare, non mi sembra proprio, ho risposto con la mia opinione che è e rimane quella. Ovvero: Saviano, a mio modo di vedere, non ha detto nulla che non fosse già risaputo, quindi non ha nessun merito particolare: né come scrittore, né come uomo coraggioso.
        Per altro, a queste osservazioni mi sembra che nesuno abbia formulato degli argomenti validi, ma se in seguito ve ne saranno, sarò ben lieto e disponibile a cambiare opinione.

        Ps. hai fotocopiato dove vi era l'errore ma ti sei dimenticato di postare la parte esatta. Rimedio a questa tua dimenticanza trascrivendolo io.
        Chi sia Fede lo sanno anche i bambini che frequentano l'asilo sotto casa mia. Riguardo a Saviano, ritengo che non abbia detto nulla di nuovo su nessuno e, quindi, non comprendo quale coraggio abbia dimostrato e il perché debba girare sotto scorta.
        Last edited by Bruco; 19-05-2010, 01:50.
        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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        • N3m0
          Eterodosso
          • 02/10/04
          • 3895

          #49
          Originariamente Scritto da Bruco Visualizza Messaggio
          Chi sia Fede lo sanno anche i bambini che frequentano l'asilo sotto casa mia. Riguardo a Saviano, ritengo che non abbia detto nulla di nuovo su nessuno e, quindi, non comprendo quale coraggio abbia dimostrato e il perché debba girare sotto scorta.
          In ogni caso conosciamo come vanno queste cose, ogni tanto i mas media hanno bisogno di creare degli eroi anche se finti, trascurando colpevolmente quelli veri.
          Ma siamo pazzi? :bersani:

          Non capisco, più di passare la vita recluso in casa, con una condanna a morte di una delle più potenti organizzazioni mafiose del pianeta (e quella gente non dimentica di farti il cappotto di legno, come lo chiamano loro) cosa deve fare?

          Avreste le palle voi di andare a corleone e di chiamare per nome i mafiosi con i loro genitori in piazza? Avreste la forza di denunciare, di indignarvi -e non dietro un video- per le porcate di un'organizzazione potentissima che sfama migliaia di persone pronte ad ammazzarvi in n modi in meno di 30 secondi?
          A tutto questo aggiungeteci il fatto che raramente un intellettuale riesce a fotografare la realtà con la forza e la cogenza di Saviano.
          Se gente come Fazio gli da spazio (ma arrivati ad Al Gore dovrebbero cmq passarvi i dubbi) è perché chi viene dimenticato muore.

          E perdonatemi, ma se siamo qui a parlare di quanto si meriti il successo, vuol dire che Fede è solo la punta di un iceberg di una propaganda che vi ha già lavorato ai fianchi per benino.

          Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
          Io ho trovato il modo usato da Fede per parlare di Saviano molto mafioso e sono inorridito: ha usato più o meno le stesse parole che ho sentito in un'intervista ai parenti di Schiavone fatta a Casal di Principe durante una cerimonia pubblica a cui partecipava Saviano.
          Gli stessi concetti e più o meno le stesse parole.
          *

          Infatti fa il pari con Riina che parla come Berlusconi dei comunisti...


          Off-topic!

          Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
          Vendola:"Se Bondi è un poeta, Fede è un giornalista"

          Bondi si è offeso. Tanto per dire
          Più bella quella quando ha commentato una poesia di Bossi (ebbene s&#236 dicendo: "La vena c'è, ora bisogna dargli una lametta!"




          [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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          • Bruco
            Opinionista
            • 22/01/10
            • 1801

            #50
            N3m0

            Ma siamo pazzi?

            Non capisco, più di passare la vita recluso in casa, con una condanna a morte di una delle più potenti organizzazioni mafiose del pianeta (e quella gente non dimentica di farti il cappotto di legno, come lo chiamano loro) cosa deve fare?
            Ho espresso la mia opinione sul lavoro di Saviano (devo stare attento a pronunciare bene il nome perché se sbaglio un'altra volta, sono cazzi miei), poiché la domanda iniziale di mat lo chiedeva esplicitamente; quindi, per rispondere mi sono attenuto a quello che di ufficiale si sapeva; ovvero: il libro pubblicato e il relativo film che ne è scaturito. Avendo letto il libro e visto il film, a mio modo di vedere, non ho trovato nulla che già non si sapesse su questi criminali, tutto qui.
            Avreste le palle voi di andare a corleone e di chiamare per nome i mafiosi con i loro genitori in piazza? Avreste la forza di denunciare, di indignarvi -e non dietro un video- per le porcate di un'organizzazione potentissima che sfama migliaia di persone pronte ad ammazzarvi in n modi in meno di 30 secondi?
            Per andare in piazza a Corleone a fare delle provocazioni, chiamando per nome i mafiosi (già dichiarati tali dalla giustizia, poiché condannati), non bisogna avere le palle: basta essere più stupidi degli altri, poiché sono gesti plateali ma inutili che, non hanno portato nessun contributo: né alla giustizia, né a quello che già sapevano gli altri paesani.
            A tutto questo aggiungeteci il fatto che raramente un intellettuale riesce a fotografare la realtà con la forza e la cogenza di Saviano.
            In quanto a forza e coerenza intellettuale ti potrei citare un solo nome: Pier Paolo Pasolini. Ma può darsi che tu non sia aggiornato sugli scrittori che hanno denunciato le organizzazioni mafiose e d'intorni, molto prima di Saviano, come Mario Puzo, che scrisse il padrino e tanti altri libri sulla mafia, da cui hanno estratto gli omonimi film, il Padrino 1,2,3.
            In ogni caso, qui di seguito, ti elenco solo alcuni degli autori che hanno scritto cose più pericolose di quelle di Saviano, anticipandolo, eppure la scorta, per quanto ne so io, non è stata necessaria; o forse solo quella concessa al giudice scrittore Gian Carlo Caselli: ma a lui gli sarebbe spettata comunque.

            ***
            Fukvio Abbate, Il rosa e il nero. Palermo trent’anni dopo Mauro De Mauro, 2001.
            Vittorino Andreoli, Delitti, 2003.
            Pino Arlacchi, Gli uomini del disonore, 2010.
            Filppo Arriva, Il caso Notarbartolo, 1984.
            Giuseppe Bascietto, Stidda, 2005.
            Stefano Becucci - Massari Monica, Mafie nostre mafie loro, 2001.
            Marco Bouchard - Giovanni Mierolo, Offesa e riparazione, 2005.
            Andrea Camilleri, Voi non sapete – Gli amici i nemici la mafia il mondo nei pizzini di Provenzano.
            Alfio Caruso, Da cosa nasce cosa.
            Alfio Caruso, Perché non possiamo non dirci mafiosi, 2005.
            Gian Carlo Caselli, Le due guerre.

            Se gente come Fazio gli da spazio (ma arrivati ad Al Gore dovrebbero cmq passarvi i dubbi) è perché chi viene dimenticato muore.
            Gli eroi che sono stati dimenticati mentre combattevano la mafia ne sono piene le cronache; alcuni tra i tanti: Carlo Alberto della Chiesa e la Moglie, Giovanni Falcone e la scorta, Paolo Borsellino e la scorta, Peppino Impastato, ecc. Per carità io non voglio sminuire Saviano per partito preso, ma i motivi per applaudirlo non li ho trovati e non li hai elencati nemmeno tu, per cui aspetto fiducioso.
            E perdonatemi, ma se siamo qui a parlare di quanto si meriti il successo, vuol dire che Fede è solo la punta di un iceberg di una propaganda che vi ha già lavorato ai fianchi per benino.
            A mio modo di vedere i proseliti che può attirare Fede sono quelli come lui; ma questo non possiamo evitarlo per legge poiché, come si sa, le mamme degli imbecilli sono sempre incinta.
            Last edited by Bruco; 19-05-2010, 21:22.
            [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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            • N3m0
              Eterodosso
              • 02/10/04
              • 3895

              #51
              Siccome ci sono stati dei morti e degli eroi (od altri eroi) allora buttiamo nella merda chi denuncia la camorra, mi sembra un ragionamento molto intelligente.
              E' inutile la presa di coscienza della gente, mi sembra giusto...
              Qui non si sta discutendo della forza espressiva del Saviano scrittore. Non stiamo facendo critica letteraria. Qui si sta discutendo "quanto ci sia di personaggio in Saviano". E gi
              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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              • mariomac
                preso
                • 09/10/04
                • 5855

                #52
                Come non quotare Nemo...
                Moderatore How To
                Moderatore Scuola e lavoro



                [COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #53
                  Vero. Ha centrato perfettamente il punto.
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Bruco
                    Opinionista
                    • 22/01/10
                    • 1801

                    #54
                    [QUOTE=N3m0;1180490]Siccome ci sono stati dei morti e degli eroi (od altri eroi) allora buttiamo nella merda chi denuncia la camorra, mi sembra un ragionamento molto intelligente.
                    E' inutile la presa di coscienza della gente, mi sembra giusto...
                    Qui non si sta discutendo della forza espressiva del Saviano scrittore. Non stiamo facendo critica letteraria. Qui si sta discutendo "quanto ci sia di personaggio in Saviano". E gi
                    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #55
                      Roberto Saviano (Napoli, 22 settembre 1979) è uno scrittore e giornalista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, Gomorra, romanzo d'esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.

                      Dalle prime minacce di morte del 2006 da parte dei cartelli camorristici, denunciati nel suo "expose" e nella piazza di Casal di Principe durante una manifestazione per la legalità[1], Roberto Saviano è sottoposto a un serrato protocollo di protezione. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta[2].

                      Numerose le sue collaborazioni con importanti testate giornalistiche italiane ed internazionali. Attualmente in Italia collabora con L'espresso e La Repubblica, negli Stati Uniti con il Washington Post[3] e il Time[4], in Spagna con El Pais[5], in Germania con Die Zeit[6] e Der Spiegel[7], in Svezia con Expressen e Gran Bretagna con il Times[8].

                      Per le sue posizioni coraggiose non sono mancati gli appelli a non lasciarlo solo di importanti scrittori e personaggi culturali del calibro di Umberto Eco[9].

                      « I primi a fare una rivolta sul territorio dopo una strage di camorra, in questo caso a Castel Volturno, sono stati gli africani e non gli italiani. »
                      (Roberto Saviano sulla rivolta degli africani per la morte dei loro connazionali)

                      Figlio del medico Luigi Saviano e di Myriam Haftar, di origine ebraica[10], si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo[11]. Comincia la sua carriera giornalistica nel 2002 scrivendo per numerose riviste e quotidiani tra cui: Pulp, Diario, Sud, Il Manifesto, il sito web Nazione Indiana e per l'osservatorio sulla camorra del Corriere del Mezzogiorno. Nel Marzo 2006 pubblica il romanzo no-fiction Gomorra. È autore insieme a Mario Gelardi dello spettacolo teatrale ed è sceneggiatore del film tratto dal suo romanzo. Il 10 dicembre 2009, alla presenza di Dario Fo, riceve il titolo di Socio Onorario dell'Accademia di Brera e il Diploma di Secondo Livello in Comunicazione e Didattica dell'Arte honoris causa, massimo riconoscimento dall'ateneo pari a una laurea magistrale. Saviano dedica i riconoscimenti ai meridionali di Milano.

                      Ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l'attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari »
                      (Roberto Saviano sul suo libro " Gomorra")
                      « Annalisa Durante, uccisa a Forcella il 27 marzo 2004 dal fuoco incrociato, a quattordici anni. Quattordici anni. Quattordici anni. Ripeterselo è come passarsi una spugna d'acqua gelata lungo la schiena »
                      (Roberto Saviano che commenta la morte di una giovane ragazza)
                      « Il tacere in queste terre non è la banale omertà silenziosa che si rappresenta di coppole e sguardo abbassato. Ha molto più a che fare col "non mi riguarda". La parola diviene un urlo. Controllato e lanciato acuto e alto contro un vetro blindato: con la volontà di farlo esplodere. »
                      (Roberto Saviano)
                      Durante una manifestazione per la legalità tenuta il 23 settembre del 2006 a Casal Di Principe, lo scrittore denunciò in piazza gli affari dei capi del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone (attualmente in carcere) e dei due reggenti, Antonio Iovine e Michele Zagaria invitando la popolazione a ribellarsi[1]. A causa delle minacce ed intimidazioni subite, l'allora Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha deciso di assegnargli la scorta per motivi di sicurezza dal 13 ottobre 2006 (Saviano stava tornando da Pordenone dove si era recato per promuovere il libro Gomorra).

                      Il 14 Marzo 2008, durante il Processo Spartacus, il legale dei boss Francesco Bidognetti ed Antonio Iovine, Michele Santonastaso (coadiuvato dal collega Carmine D'Aniello), lesse dinanzi al presidente della prima sezione di corte d'assise d'appello Raimondo Romeres, una lettera scritta congiuntamente dai boss Francesco Bidognetti ed Antonio Iovine (il primo in carcere, il secondo latitante da 13 anni). La lettera conteneva una richiesta di spostamento del processo per legittima suspicione causata dalle influenze che Roberto Saviano, Rosaria Capacchione ed il pubblico ministero Raffaele Cantone avrebbero avuto sui giudici[21]. A seguito della lettera, il Ministero dell'Interno ha deciso di rinforzare le misure di sicurezza dello scrittore, aumentando la scorta da tre a cinque uomini.

                      Il 14 ottobre 2008 arriva la notizia di un possibile attentato nei confronti di Roberto Saviano. Un ispettore di Polizia della DIA di Milano[22] informò la Direzione distrettuale antimafia di essere venuto a conoscenza, dal pentito Carmine Schiavone (cugino del boss Francesco Schiavone detto Sandokan), di un piano, ormai in fase operativa, per uccidere lo scrittore e gli uomini della scorta entro Natale con un attentato spettacolare sull'autostrada Roma-Napoli in stile Capaci[23]. Tuttavia, Carmine Schiavone, interrogato dai magistrati, ha smentito, di essere a conoscenza di un piano dei Casalesi per uccidere Saviano, provocando l'immediata risposta dello scrittore: "È ovvio che lo dica; se lo dicesse, implicitamente dovrebbe ammettere di avere ancora rapporti con la criminalità organizzata"[24]. Il pubblico ministero titolare dell'indagine ha, infine, chiesto e ottenuto l'archiviazione dopo che la notizia si è rivelata infondata[25]. Carmine Schiavone ha negato di sapere dell'attentato ma ha confermato che Saviano è stato condannato a morte dal clan dei casalesi. http://tv.repubblica.it/copertina/sa...te/37995?video

                      Nell'ottobre del 2008 Roberto Saviano ha deciso così di lasciare l'Italia, "almeno per un periodo e poi si vedrà", anche in seguito alle minacce, confermate da informative e dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno svelato il progetto di eliminarlo da parte del clan dei Casalesi.

                      « Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me. »
                      (Roberto Saviano[26])

                      L'appello dei premi Nobel [modifica]
                      « Chi non conosce le dinamiche di potere della camorra spesso crede che uccidere un innocente sia un gesto di terribile ingenuità da parte dei clan perché legittima e amplifica il suo esempio, le sue parole. Errore. Non è mai così. Appena muori in terra di camorra, vieni avvolto da molteplici sospetti, e l'innocenza è un'ipotesi lontana, l'ultima possibile. Sei colpevole sino a prova contraria. La teoria del diritto moderno nella terra dei clan è capovolta. »
                      (Roberto Saviano)

                      Il 20 ottobre 2008, sei premi Nobel internazionali si mobilitano per Roberto Saviano, chiedendo che lo Stato Italiano faccia qualsiasi sforzo per proteggerlo e sconfiggere la camorra, ponendo l'accento sul fatto che la criminalità organizzata non è un problema di polizia che riguarda solo lo scrittore, ma un problema di democrazia che riguarda tutti i cittadini liberi. Questi cittadini, concludono i sei premi Nobel nel loro appello, non possono tollerare che gli eventi descritti nel libro accadano in Europa nel 2008, così come non possono tollerare che il prezzo da pagare per aver denunciato questi eventi sia la rinuncia alla propria libertà ed alla propria incolumità. I sei premi Nobel firmatari dell'appello sono Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Günter Grass, Rita Levi-Montalcini, Orhan Pamuk e Desmond Tutu.

                      L'appello è stato firmato da scrittori del calibro di Jonathan Franzen, Javier Marías, Jonathan Safran Foer, Jonathan Lethem, Martin Amis, Chuck Palahniuk, Nathan Englander, Ian McEwan, Hans Magnus Enzensberger, José Saramago, Elfriede Jelinek, Wislawa Szymborska, Betty Williams, Lech Wałęsa, Paul Auster, Siri Hustvedt, Peter Schneider, Colum McCann, Patrick McGrath, Cathleen Shine, Junot Diaz, Tahar Ben Jelloun, Taslima Nasreen, Caro Llewelyn, Ingrid Betancourt, Adam Michnik e Claudio Magris. Anche i media stranieri rilanciano l'iniziativa: da El País al Le Nouvel Observateur, dal Courrier International fino ad Al Arabiya e alla Cnn[27].
                      Nell'ottobre 2009 il ca­po della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani ha messo in dubbio la necessità della scorta per proteggere Roberto Saviano[31] sostenendo che non vi erano riscontri alle minacce di morte. Il capo della polizia Antonio Manganelli ha replicato ribadendo la necessità della scorta[32]. Anche il Procuratore Capo della Procura Antimafia di Napoli Federico Cafiero de Raho ha dichiarato che Saviano è esposto ad alto rischio e necessita di una protezione. Anche il pm Raffaele Cantone e il pm Franco Roberti, entrambi magistrati con anni in prima linea contro i clan, hanno ribadito la situazione di pericolo di Roberto Saviano. Il giornalista Giuseppe D'Avanzo su Repubblica ha chiesto le dimissioni del capo della Mobile per le sue dichiarazioni. Roberto Saviano ha replicato in un articolo su la Repubblica[33] denunciando il tentativo di isolamento della sua persona e di "sgretolamento" della pubblica solidarietà verso di lui, confrontando il suo caso con quello di Peppino Impastato, Giuseppe Fava e Giancarlo Siani. A seguito dell'iniziativa di Pisani, Saviano ha dovuto "esibire, come richiesto, la giusta causa delle minacce"[34].

                      amate i vostri nemici

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                      • Bruco
                        Opinionista
                        • 22/01/10
                        • 1801

                        #56
                        [QUOTE]conogelato

                        Roberto Saviano (Napoli, 22 settembre 1979)
                        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                        • mat
                          Il Magnifico
                          • 20/05/05
                          • 17786

                          #57
                          [QUOTE=Bruco;1180642]Perch
                          Moderatore Debate Square

                          "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                          - P. Conte -


                          Angst essen Seele auf

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                          • N3m0
                            Eterodosso
                            • 02/10/04
                            • 3895

                            #58
                            Lasciamo perdere...
                            [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

                            Comment

                            • Bruco
                              Opinionista
                              • 22/01/10
                              • 1801

                              #59
                              Originariamente Scritto da N3m0 Visualizza Messaggio
                              Lasciamo perdere...
                              Forse
                              [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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                              • mat
                                Il Magnifico
                                • 20/05/05
                                • 17786

                                #60
                                Sei fortunato che hai trovato un utente più educato e che discute in modo più civile di te.
                                La prossima volta che definisci "stronzate" le opinioni altrui però sarai sanzionato.
                                Vedi tu.
                                Moderatore Debate Square

                                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                                - P. Conte -


                                Angst essen Seele auf

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