Innanzitutto va detto che la "sinistra" è la controparte della "destra".
"Ah, è arrivato il genio", direte voi, pur tuttavia questa dichiarazione così apparantemente ingenua in senso assoluto, lo è molto meno in ambito politico.
Per esempio, un governo che non riesce a fare i Pacs (DICO) e rifinanzia l'intervento militare in Afghanistan, di norma, dovrebbe essere di destra, e invece no. Fu il governo Prodi.
Tutto inizia pochi anni dopo la morte di Enrico Berlinguer: il più grande partito della sinistra italiana, decise -nel 1991- (giustamente ma con almeno 20 anni di ritardo) di fare un'operazione di maquillage e diventare "non comunista", visto come andavano giù i muri rossi in giro per l'Europa (eppure Berlinguer nel '73 aveva strappato da quella gente, ma si sa, sono sottigliezze che il popolo non coglie).
Spostandosi su posizioni meno nette e più moderate, si sa, un po' si prende ma un po'si perde; ma ogni guerra ha le sue vittime necessarie.
Sfiga volle, però, che mentre il PCI s'inteneriva diventando PDS, l'Italia s'inacidiva con Tangentopoli.
Tutto sommato il partito esce da quella bufera praticamente illeso, però l'Italia è disseminata di malumori, e proprio quando il PDS s'appresta a diventare la reginetta dei salotti (vizio che, va detto, aveva da diversi anni), vacca boia, non ti vanno a nascere due partiti ossessivamente populisti?
Uno che fa da vasca biologia di raccolta liquami post-tangentopoli epiù che nei salotti s'identifica nei bordelli, e un altro che sguazza sui rigurgiti razzisti e xenofobi, divertente e inedita novità nel paese che fu quello dell'Impero Romano, e che di salotti non ne vuol sapere, così scomodi da girare a bordo si un trattore.
Com'è come non è, si va avanti, ma 'sti operai non lo capiscono mica questo "I Care" di Veltroni, queste rassegne cinamatografiche d'essay, questi occhialini tondi alla John Lennon e le giacche di velluto con le toppe a contrasto sui gomiti, e una bella botta di loro si butta con la Lega.
Vuoi mettere avercelo duro col guardare un film neozelandese sottotitolato in francese?
Proprio quando c'è da sbraitare, dunque, perché l'Italia va in mano a una manica di manigoldi, questi inboccano la via della "nuova stagione".
Tolgono la P da PDS, che forse era troppo fallica, oppure rappresentava addirittura il 33.3% dell'antico acronimo PCI (sia mai che qualcuno ancora possa aver dei dubbi), diventano DS e inizia una nuovissima era. Assolutamente uguale alla precedente, però senza più quell'ignobile falce e martello alla base della quercia -nuovo simbolo-. E del resto non faceva pendent con un sacco di cravatte, ai salotti queste cose te le fanno notare.
Insomma, la volontà -sacrosanta- di fare una politica british e finirla con gli odi c'è tutta.
Peccato che dall'altra parte, fra gli avversari, ci sia gente che urla di pulirsi il culo col tricolore, si cancella reati, si fa leggi su misura per risultare innocente ai processi.
Sissì, davvero british. Come cercare di fermare un plotone di nazisti indossando una tunica e un rosario e invitando a un dialogo pacato e a una condivisibile riflessione politica.
Ma da tangentopoli, va detto, non tutti hanno trovato posto nel partito dei fighi, e, in fondo, c'erano anche dei democristiani di sinistra (magari non tutti pulitissimi) che formano un partito che al solo nome ti fa cagare addosso: la Margherita.
Così, forse ammaliati all'idea di avere fra le porprie file personaggi come come la Binetti e Rutelli, si dà vita al PD, una specie di Margherita allargata, giusto perché qualche nostalgico delle grandi lotte dei metalmeccanici non pensi di fare il furbo e votarli.
Oggi a capo di quella "gioiosa macchina da guerra che tremare il mondo fa", c'è uno dei pochi politici seri esistenti nel Paese: Bersani; tuttavia un buon capitano non può pilotare una nave senza vele né motore.
Ed ecco che Grillo e Di Pietro, attenti rimorchiatori, piccoli ma con un buon motore, si offrono di dare una mano alla portaerei sdentata, il primo un po' provocatoriamente, il secondo con maggior convinzione,
Finalmente, direte voi.
E invece no.
Questi rifiutano Grillo, pure sdegnati, e guardano Di Pietro con sospetto; forse lo stesso col quale l'ex magistrato guarda alcuni esponenti del PD non esattamente puliti, lui che è ossessionato dall'igiene.
Ma vi ricordate della falce e martello; quella che s'era persa per strada?
La credevate morta vero?
Eh no, miei cari. Si è moltiplicata, adesso sono diventate almeno quattro (ma dovrei contarle, perché mi sfuggono certe fusioni/scissioni recenti) e vivono una vita un po' incazzosa ma piena di stupendi ricordi, guardando con attenzione ciò che succede nella politica italiana, comodamente seduti fuori dal parlamento, con una copia de "il Manifesto" (che al sabato, davvero, dà un iserto spettacolare che si chiama "alias") a fare elegantemente capolino dalla tasca, ricordo di tante belle manganellate prese negli anni '70.
Maledetto sbarramento al 3%!
Insomma, la sinistra in Italia ha un grande futuro alle proprie spalle (cit.).
"La sinistra italiana dà l’impressione di essere
ormai la parte più reazionaria del paese.
In pratica, ha cominciato a fare resistenza
al malcostume, alla degenerazione, e
pian piano questa è diventata la sua caratteristica
principale, che è tracimata anche sul costume,
su ogni forma di cambiamento, di accadimento.
Ha trasformato il “resistere, resistere, resistere”
in una tignosa resistenza a tutto. Che è
diventata senso di estraneità. Dà l’impressione,
al resto del paese, di giudicarlo male qualsiasi
cosa provi a fare; di essere scandalizzata, a volte
inorridita.
Alla sinistra italiana, nella sostanza, non piacciono
gli altri italiani.Non li ama. Sente di essere
un’oasi abitata dai migliori, nel mezzo di un paese
estraneo. Di conseguenza sente di non avere
nessuna responsabilità. Se l’essere umano di sinistra
sentisse una correità, non penserebbe di voler
andare a vivere in un altro paese, più degno di
averlo come cittadino.
Però, a quel paese che non le piace, che non
può amare, del quale non sente di far parte, e che
osserva inorridita ed estranea, chemette in soggezione
di continuo e al quale ricorda che se potesse
non ci conviverebbe mai, la sinistra italiana a
ogni elezione, è costretta a chiedere il voto. Vuole,
cioè, che quella parte di paese che disprezza, si
affidi alle sue cure. Ciò che puntualmente non avviene.
Epoiché non avviene, la sinistra italiana si indigna
di più, si estranea di più e ritiene di essere
ancor meno responsabile di questo paese di cui
non sente di far parte."
Questa è la descrizione più precisa dell'atteggiamento della sinistra, anzi di chi la vota.
E, a quanto pare, di chi scrive sui suoi giornali .
Ma c'è qualche suo votante che ci si riconosce? Lo chiedo perchè non avendo parlato di Berlusconi magari uno non si accorge...
andare a puttane è di destra (infatti il PR di Prodi è andato a trans)
rubare è di destra
mentire è di destra
nepotismo....mmmm pure
dimentico niente?
quindi cosa resta alla sinistra? forse fare politica?
certo ma quale? quella di Bersani? Di Di Pietro? Di Rutelli? Rizzo? Poi c'è quello nuovo di Rifo se esiste ancora Rifo
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