L’accordo Ue dell’altra notte potrebbe aver dato un po’ di respiro all’euro ed ai Paesi che hanno le situazioni di finanza pubblica più compromesse: tre anni per mettere a posto i conti ed evitare il collasso, come scrive oggi Radice sul Corriere.
L'Italia aveva tutto l'interesse a premere per uno sbocco all’impasse di domenica sera, essendo la quinta nella lista dei famigerati PI(I)GS, ed è chiaro che non si potrà più cazzeggiare con derivati, ipoteche da accendere sulla casa di proprietà per rilanciare i consumi e finanza creativa varia: in questa sua terza esperienza al governo Tremonti l'ha finalmente capito, il problema rimane il suo Capo che non muove un passo senza guardare ai sondaggi.
Se vogliamo evitare un disastro, dovremo quindi in tempi relativamente brevi azzerare il deficit ed iniziare una riduzione effettiva del debito.
A questo punto, per prima cosa Nanù dovrà prendersi la responsabilità di fare un discorso tanto scomodo quanto chiaro agli italiani sulla necessità di salvarci dal baratro con interventi anche impopolari, ma che siano tali PER TUTTI e non per i soliti noti, altrimenti ci ritroveremo le piazze d'Italia ribollenti di gente infuriata e pronta per la presa della Bastiglia.
In soldoni: lotta senza freni all'evasione fiscale e al lavoro nero, tolleranza zero verso corruzione e clientelismo, riduzione drastica di tutti i costi della politica a partire dalle province che ai leghisti guai chi gliele tocca, bastonate a tutte le corporazioni che massacrano la concorrenza, tanto per dirne qualcuna.
Inoltre, prima di continuare a riempirci la bocca di federalismo fiscale sarà NECESSARIO sapere quanto costerà nella sua prima fase: dicono parecchio... dicono che Tremonti non abbia ancora fatto nessuna cifra perché sa che scoppierebbe una bomba atomica, ma e me - e credo a milioni di miei concittadini - di andare all'aria per le smanie padan(i)e non frega una sega.
Quindi, o si chiarisce questo costo o si dia uno stop al federalismo fiscale perché non è il momento di cercare guai. Non c'è storia, non pensino che si potrà andare a dire agli italiani che si congelano gli aumenti salariali, si innalza l'età pensionistica e tutto il resto senza che le varie lobbies politiche, industriali e professionali paghino dazio per prime, né che per accontentare gli alleati s'imbastiscano riforme che non si sa dove ci porteranno.
Questo dovrà spiegare agli italiani Nanù (specificando anche che per la terza volta la riduzione epocale delle tasse la prenderanno in quel posto), e questo dovrà fare. Non ci sono buone notizie da dare, non si può più giocare con le storielle sulla crisi che prima non c’era e dopo era già alle spalle.
Ne sarà capace?
L'Italia aveva tutto l'interesse a premere per uno sbocco all’impasse di domenica sera, essendo la quinta nella lista dei famigerati PI(I)GS, ed è chiaro che non si potrà più cazzeggiare con derivati, ipoteche da accendere sulla casa di proprietà per rilanciare i consumi e finanza creativa varia: in questa sua terza esperienza al governo Tremonti l'ha finalmente capito, il problema rimane il suo Capo che non muove un passo senza guardare ai sondaggi.
Se vogliamo evitare un disastro, dovremo quindi in tempi relativamente brevi azzerare il deficit ed iniziare una riduzione effettiva del debito.
A questo punto, per prima cosa Nanù dovrà prendersi la responsabilità di fare un discorso tanto scomodo quanto chiaro agli italiani sulla necessità di salvarci dal baratro con interventi anche impopolari, ma che siano tali PER TUTTI e non per i soliti noti, altrimenti ci ritroveremo le piazze d'Italia ribollenti di gente infuriata e pronta per la presa della Bastiglia.
In soldoni: lotta senza freni all'evasione fiscale e al lavoro nero, tolleranza zero verso corruzione e clientelismo, riduzione drastica di tutti i costi della politica a partire dalle province che ai leghisti guai chi gliele tocca, bastonate a tutte le corporazioni che massacrano la concorrenza, tanto per dirne qualcuna.
Inoltre, prima di continuare a riempirci la bocca di federalismo fiscale sarà NECESSARIO sapere quanto costerà nella sua prima fase: dicono parecchio... dicono che Tremonti non abbia ancora fatto nessuna cifra perché sa che scoppierebbe una bomba atomica, ma e me - e credo a milioni di miei concittadini - di andare all'aria per le smanie padan(i)e non frega una sega.
Quindi, o si chiarisce questo costo o si dia uno stop al federalismo fiscale perché non è il momento di cercare guai. Non c'è storia, non pensino che si potrà andare a dire agli italiani che si congelano gli aumenti salariali, si innalza l'età pensionistica e tutto il resto senza che le varie lobbies politiche, industriali e professionali paghino dazio per prime, né che per accontentare gli alleati s'imbastiscano riforme che non si sa dove ci porteranno.
Questo dovrà spiegare agli italiani Nanù (specificando anche che per la terza volta la riduzione epocale delle tasse la prenderanno in quel posto), e questo dovrà fare. Non ci sono buone notizie da dare, non si può più giocare con le storielle sulla crisi che prima non c’era e dopo era già alle spalle.
Ne sarà capace?


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