Bene..noto con piacere che qualcuno/a si è lasciato prendere dalla discussione è ha fornito spunti interessanti per la discussione.
Come giustamente Jamba ha fatto notare, si tratta di un discorso difficile, periglioso..dove spesso chi lo intraprende ha tutti contro..e infatti noterete che è proprio così..
Moderiamo però i toni e cerchiamo di non perdere la “linea guida” fondamentale della discussione ma soprattutto di non cadere in facili banalità.
Non si intende giudicare nessuno qui. E non si intende “essere superiori a nessuno”.
Questa discussione mira a scuotere li animi e l’intelletto di ogni persona, a fargli porre degli interrogativi, a fargli chiedere se vive davvero..o esiste solamente..
Mi è piaciuto molto l’intervento di Dark Lady , che ha colto in pieno il mio intento e quello che ho cercato brevemente di introdurre nel messaggio d’apertura della discussione..
“Parli di essere zero, uno, due... in realtà tutti potrebbero essere degli uno. Basterebbe alzare la testa, guardarsi intorno, e dire "no". Basterebbe rifiutarsi di fare una cosa solo perché "la fanno tutti, la faccio anch'io". Sarebbe sufficiente svegliarsi una mattina e uscire di casa sorridendo alle persone che si incontrano, cercare di capire che ognuno ha dei problemi, che tutti abbiamo bisogno di aiuto, che la cosa più bella è entrare in comunicazione con chi ci sta accanto e sostenersi a vicenda.
Basterebbe che invece di passare il pomeriggio per negozi a caccia dell'ultimo capo firmato e costosissimo dedicassimo qualche ora, con la buona volontà di cercare di capire.
Allora si, in quel caso la persona non è più uno zero. Allora diventa davvero una persona, e non perché è migliore degli altri, ma perché si è accorto che la vita non inizia e non finisce nel giardino di casa propria.”
Noto che non tutti hanno colto il modo in cui ho cercato di spiegare come ci si possa sentire dopo la propria riflessione interiore, (la storia degli “0”, “1” e “2”).
Solo Dark Lady ha capito..
In un mondo di “zeri” , “1” significa essere “non al di sopra” degli altri, ma diverso nel senso che ci si rende protagonisti della propria vita.. “si vive e non si esiste soltanto”, in mezzo agli altri.
Questo “status” penso che sia raggiungibile solo dopo una lunga riflessione interiore, che a volte si ha dopo eventi traumatici, in cui ci si trova soli con il proprio dolore e in mancanza di una figura con da cui avere conforto, ci si interroga sui perché del mondo, dell’esistenza, sulle nostre scelte, sulla nostra condotta morale..
Si diventa così “coscienti di sè”..padroni di tutto quello che riguarda la propria persona e le proprie capacità.
So chi sono, conosco me stesso..la mia forza e le mie debolezze..vado..affronto il mondo, faccio scelte, conosco gente, mi butto e creo..(invento parole)..
Sono superiore agli altri solo nel livello in cui conosco me stesso e quindi posso pormi nelle varie situazioni differentemente, a volte con più sicurezza degli altri, cosciente di essere fautore delle regole della mia esistenza perché..IO VIVO!..
Così, osservando i “2” e il loro successo..ai quali aggiungo Valentino Rossi e Ambrogio Fogart così posso far capire meglio cosa intendo..io posso aspirare un giorno, cosciente delle mie capacità, a provarci, ad osare..a fare quel qualcosa che rende grandi..e a raggiungere i “2”.. perché non si diventa 2 senza essere stati 1..
..E questi grandi credetemi..nei momenti di difficoltà ne sono usciti fuori da soli, ci hanno provato, si sono buttati coscienti di farcela, coscienti delle proprie forze..
Questo significa essere “1” in mezzo a tanti “zeri”.
Questa discussione vuole accendere in tutti “la lampadina”.. vuole proporre a tutti di interrogarsi su loro stessi e di essere protagonisti..anche se non è semplice, come dice appunto Dark Lady:
“Il rischio qui è forte, perché davvero finisci col sentirti diverso, davvero devi lottare per restare sempre te stesso, per non farti trascinare dalla corrente. E non è mai semplice e comodo, andare controcorrente.
C'è un prezzo da pagare. Il prezzo di non essere capito, di essere talvolta schernito. Il prezzo di trovarsi spesso in situazioni scomode.
Ma è un prezzo che vale la pena di pagare, davvero, perché niente vale quanto il poter essere se stessi, con la propria individualità e la libertà di poter dire "Io sono così, e fanculo la società"!!!”
!!QUESTO E’ QUESTA DISCUSSIONE!!
E non sarà l’intervento scomposto e inappropriato di qualcuno a rovinare la discussione.
Certe persone prima di parlare forse farebbero bene a pensare..come qui si stà cercando di far capire..dato che evidentemente se lo fanno lo fanno poco..(e questo è un giudizio su un dato di fatto!).
Il libero sfogo è in un'altra sezione..
Il discorso è complesso..tanto..ma davvero interessante, soprattutto non banale.
E fermarsi ad analizzare grammatiche o esempi è superficiale ed incoerente con quello che qui si stà trattando..bisogna cercare di cogliere il significato..perchè a volte le stesse parole che usiamo non sono in grado di descrivere tutto..
Gente, siamo nell’astrattezza più pura..e la delicatezza che la caratterizza è davvero affascinante.
Come giustamente Jamba ha fatto notare, si tratta di un discorso difficile, periglioso..dove spesso chi lo intraprende ha tutti contro..e infatti noterete che è proprio così..
Moderiamo però i toni e cerchiamo di non perdere la “linea guida” fondamentale della discussione ma soprattutto di non cadere in facili banalità.
Non si intende giudicare nessuno qui. E non si intende “essere superiori a nessuno”.
Questa discussione mira a scuotere li animi e l’intelletto di ogni persona, a fargli porre degli interrogativi, a fargli chiedere se vive davvero..o esiste solamente..
Mi è piaciuto molto l’intervento di Dark Lady , che ha colto in pieno il mio intento e quello che ho cercato brevemente di introdurre nel messaggio d’apertura della discussione..
“Parli di essere zero, uno, due... in realtà tutti potrebbero essere degli uno. Basterebbe alzare la testa, guardarsi intorno, e dire "no". Basterebbe rifiutarsi di fare una cosa solo perché "la fanno tutti, la faccio anch'io". Sarebbe sufficiente svegliarsi una mattina e uscire di casa sorridendo alle persone che si incontrano, cercare di capire che ognuno ha dei problemi, che tutti abbiamo bisogno di aiuto, che la cosa più bella è entrare in comunicazione con chi ci sta accanto e sostenersi a vicenda.
Basterebbe che invece di passare il pomeriggio per negozi a caccia dell'ultimo capo firmato e costosissimo dedicassimo qualche ora, con la buona volontà di cercare di capire.
Allora si, in quel caso la persona non è più uno zero. Allora diventa davvero una persona, e non perché è migliore degli altri, ma perché si è accorto che la vita non inizia e non finisce nel giardino di casa propria.”
Noto che non tutti hanno colto il modo in cui ho cercato di spiegare come ci si possa sentire dopo la propria riflessione interiore, (la storia degli “0”, “1” e “2”).
Solo Dark Lady ha capito..
In un mondo di “zeri” , “1” significa essere “non al di sopra” degli altri, ma diverso nel senso che ci si rende protagonisti della propria vita.. “si vive e non si esiste soltanto”, in mezzo agli altri.
Questo “status” penso che sia raggiungibile solo dopo una lunga riflessione interiore, che a volte si ha dopo eventi traumatici, in cui ci si trova soli con il proprio dolore e in mancanza di una figura con da cui avere conforto, ci si interroga sui perché del mondo, dell’esistenza, sulle nostre scelte, sulla nostra condotta morale..
Si diventa così “coscienti di sè”..padroni di tutto quello che riguarda la propria persona e le proprie capacità.
So chi sono, conosco me stesso..la mia forza e le mie debolezze..vado..affronto il mondo, faccio scelte, conosco gente, mi butto e creo..(invento parole)..
Sono superiore agli altri solo nel livello in cui conosco me stesso e quindi posso pormi nelle varie situazioni differentemente, a volte con più sicurezza degli altri, cosciente di essere fautore delle regole della mia esistenza perché..IO VIVO!..
Così, osservando i “2” e il loro successo..ai quali aggiungo Valentino Rossi e Ambrogio Fogart così posso far capire meglio cosa intendo..io posso aspirare un giorno, cosciente delle mie capacità, a provarci, ad osare..a fare quel qualcosa che rende grandi..e a raggiungere i “2”.. perché non si diventa 2 senza essere stati 1..
..E questi grandi credetemi..nei momenti di difficoltà ne sono usciti fuori da soli, ci hanno provato, si sono buttati coscienti di farcela, coscienti delle proprie forze..
Questo significa essere “1” in mezzo a tanti “zeri”.
Questa discussione vuole accendere in tutti “la lampadina”.. vuole proporre a tutti di interrogarsi su loro stessi e di essere protagonisti..anche se non è semplice, come dice appunto Dark Lady:
“Il rischio qui è forte, perché davvero finisci col sentirti diverso, davvero devi lottare per restare sempre te stesso, per non farti trascinare dalla corrente. E non è mai semplice e comodo, andare controcorrente.
C'è un prezzo da pagare. Il prezzo di non essere capito, di essere talvolta schernito. Il prezzo di trovarsi spesso in situazioni scomode.
Ma è un prezzo che vale la pena di pagare, davvero, perché niente vale quanto il poter essere se stessi, con la propria individualità e la libertà di poter dire "Io sono così, e fanculo la società"!!!”
!!QUESTO E’ QUESTA DISCUSSIONE!!
E non sarà l’intervento scomposto e inappropriato di qualcuno a rovinare la discussione.
Certe persone prima di parlare forse farebbero bene a pensare..come qui si stà cercando di far capire..dato che evidentemente se lo fanno lo fanno poco..(e questo è un giudizio su un dato di fatto!).
Il libero sfogo è in un'altra sezione..
Il discorso è complesso..tanto..ma davvero interessante, soprattutto non banale.
E fermarsi ad analizzare grammatiche o esempi è superficiale ed incoerente con quello che qui si stà trattando..bisogna cercare di cogliere il significato..perchè a volte le stesse parole che usiamo non sono in grado di descrivere tutto..
Gente, siamo nell’astrattezza più pura..e la delicatezza che la caratterizza è davvero affascinante.

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