E sono trenta

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    E sono trenta

    Il 27 giugno del 1980 l'aereo di linea I-TIGI Douglas DC-9 appartenente alla compagnia aerea Itavia si squarciò in volo senza preavviso nel tratto di cielo tra le isole di Ustica e Ponza.
    E' la strage di Ustica in cui persero la vita ottantuno persone.
    Cosa ne sapete di questo ennesimo mistero italiano?
    Per chi fosse interessato ad approfondire.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • Account eliminato1

    #2
    Sarà stato Gheddafi.

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    • terra
      distratta
      • 07/12/09
      • 12689

      #3
      anche qui:



      quello delle reti invisibili

      Moderatore Arte e letteratura


      terra

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Difficile poter dire noi qualcosa di consistente salvo prendere atto di ci

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #5
          Altro che segreto di Stato: Ustica VERGOGNA, DI STATO!
          81 innocenti, nessun colpevole. 81 persone che si son trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una delle pagine + amare della nostra storia recente.
          amate i vostri nemici

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Chi erano?
            L'equipaggio:
            Domenico Gatti, 44 anni, comandante
            Enzo Fontana, 32, secondo pilota
            Paolo Morici, 39, assistente di volo responsabile di seconda
            Rosa De Dominicis, 21, assistente di volo allieva
            I 77 passeggeri:
            Andres Cinzia, 25;
            Andres Luigi, 33;
            Baiamonte Francesco, 55;
            Bonati Paola, 16;
            Bonfietti Alberto, 37;
            Bosco Alberto, 41;
            Calderone M. Vincenza, 58;
            Cammarata Giuseppe, 19;
            Campanini Arnaldo, 45;
            Candia Antonio, 32;
            Cappellini M. Antonietta, 57;
            Cerami Giovanni, 34;
            Croce Maria Grazia, 7;
            D'Alfonso Francesca;
            D'Alfonso Salvatore, 39;
            D'Alfonso Sebastiano, 4;
            Davì Michele, 45;
            De Cicco C. Giuseppe, 28;
            De Lisi Elvira, 37;
            Di Natale Francesco, 2;
            Diodato Antonella, 7;
            Diodato Giuseppe, 1;
            Diodato Vincenzo, di 10;
            Filippi Giacomo, 47;
            Fontana Vito;
            Fullone Carmela, 17;
            Fullone Rosario, 49;
            Gallo Vito, 25;
            Greco Antonino, 23;
            Gruber Marta, di anni 55;
            Guarano Andrea, 38;
            Guardì Vincenzo, 26;
            Gherardi Guelfo, 59;
            Guerino Giacomo, 9;
            Guerra Graziella, 27;
            Guzzo Rita, 30;
            La China Giuseppe, 58;
            La Rocca Gaetano, 39;
            Licata Paolo, 71;
            Liotta Maria Rosaria, 24;
            Lupo Francesca, 17;
            Lupo Giovanna, 32;
            Manitta Giuseppe, 54;
            Marchese Claudio, 23;
            Marfisi Daniela, 10;
            Marfisi Tiziana, 5;
            Mazzel Rita Giovanna, di anni 37; Mazzel Erta Dora Erica, 48;
            Mignani Maria Assunta, 30;
            Molteni Annino, 59;
            Norrito Guglielmo, 37;
            Ongari Lorenzo, 23;
            Papi Paola, 39;
            Parisi Alessandra, 5;
            Parrinello Carlo, 43;
            Parrinello Francesca, 49;
            Pellicciani A. Paola , 44;
            Pinocchio Antonella, 23;
            Pinocchio Giovanni, 13;
            Prestileo Gaetano, 36;
            Reina Andrea, 34;
            Reina Giulia, 51;
            Ronchini Costanzo, 34;
            Siracusa Marianna, 61;
            Speciale Maria Elena, 55;
            Superchi Giuliana, 11;
            Torres Pierantonio, 33;
            Tripiciano G. M. Concetta, 45;
            Ugolini Pier Paolo, 33;
            Valentini Daniela, 29;
            Valenza Giuseppe, 33;
            Venturi Massimo, 31;
            Volanti Marco, 36;
            Volpe Maria, 48;
            Zanetti Alessandro, 8;
            Zanetti Emanuele, 31;
            Zanetti Nicola, 6.
            Last edited by mat; 27-06-2010, 19:00.
            Moderatore Debate Square

            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
            - P. Conte -


            Angst essen Seele auf

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              Prego per ognuno di loro. Dove non e' arrivata la giustizia umana, arrivi quella Divina.
              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                arrivi quella Divina
                Ammesso che riesca a dipanare certe matasse

                La Libia era il maggior fornitore di petrolio dell'Italia, e l'Italia il primo partner commerciale della Libia.
                Migliaia di italiani lavoravano nel paese africano, centinaia di imprese italiane eseguivano le commesse richieste dallo Stato Libico, fra le quali le più importanti aziende pubbliche e private di praticamente tutti i settori industriali e commerciali.
                Da 1/3 alla metà di quello che la Libia incassava con la vendita di petrolio, stimata quell'anno in 18/20 miliardi di $, veniva in Italia.
                Nel 1980 inoltre tutte le industrie militari italiane, quasi totalmente in mano pubblica (tutte tranne due, la Iveco (camion) e la Beretta (pistole e fucili), avevano in corso importanti commesse per le forze armate libiche. La cosa era di mole tale che, alla fine del 1980 l'Italia risulto` essere il maggiore esportatore di armi della CEE. ( Italia 113 Ml. di ECU, Germania 99, Olanda 76, Francia 39 )

                Il sospetto che qualche maligno ha pur avuto che tutto questo vorticoso giro di miliardi (di dollari) si tramutasse anche in giganteschi finanziamenti alla quasi totalità delle forze politiche italiane è stato nettamente smentito dal fatto che le vicende giudiziarie che presero il popolare nome di "tangentopoli" non hanno mai rivelato episodi di questo genere.
                In sostanza non abbiamo avuto una tangentopoli Italo-Libica, segno che almeno in quel settore era tutto trasparenza e rettidudine.
                Non abbiamo che da compiacercene.

                Cade di conseguenza anche il sospetto che a causa di affari e tangenti esistesse, per tutti gli anni '70 e '80, una complice acquiescenza nei confronti del terrorismo arabo presentandola come cinica ragion di Stato e lungimirante politica estera.
                Certo in Italia esisteva una forte lobby filolibica legata a questi interessi.
                Fiorivano i comitati di amicizia, scrittori o giornalisti documentavano le atrocità di cui si erano macchiate le truppe coloniali italiane ed il capo della loggia P2 (un tipo famoso!) si presentava alle delegazioni commerciali libiche come "il capo dei servizi segreti italiani".
                Il giornalista Mino Pecorelli, assassinato nel 1979, intitolava un numero del suo settimanale OP "Il partito del Colonnello".

                Nonostante l'Italia non avesse proprio alcun interesse per creare attriti con la Libia offrì a Malta un trattato di assistenza politico militare, che prevedeva fra l'altro la DIFESA DELL'INTEGRITA' TERRITORIALE MALTESE ad opera, se necessario, delle forze armate italiane, un cospicuo aiuto finanziario e la disponibilità a fornire mezzi per la ricerca petrolifera, in cambio di una politica di neutralità.
                Questo trattato fu concepito proprio in funzione antilibica (come ci ha descritto nel suo pregevole libro "La minaccia e la vendetta" l'On. Zamberletti), ed è ovvio che la "difesa dell'integrità territoriale maltese" si riferisse anche alla difesa dei Banchi di Medina , considerati da Malta come territorio nazionale e come possibili banchi petroliferi (e che erano considerati allo stesso modo anche dalla Libia).
                Ma è sicuramente riduttivo riportare la vicenda ad una semplice questione economica. In realtà l'importanza della vicenda era data da altri più complessi fattori.

                L'URSS aveva da pochi anni (1974) perso la disponibilità del porto di Alessandria D'Egitto , ed era virtualmente senza un punto di appoggio per la flotta che non fosse al di la dei Dardanelli (a parte il marginale approdo di Tartus, in Siria).
                In caso di crisi militare sarebbe stata costretta a richiamare nel mar Nero la squadra navale, lasciando il Mediterraneo al dominio della NATO senza neppure combattere. (e quindi perdendo qualsiasi controllo sull'intera Africa)
                Diversa la situazione nel caso che , in qualsiasi modo , avesse potuto contare sull'isola di Malta.
                Tutti conoscevano, grazie al ruolo avuto nella II Guerra Mondiale, l'importanza strategica dell'isola , che domina le rotte mediterraneee.

                Nel 1973 (guerra arabo-israeliana dell Yom-Kippur) i paesi arabi giustificaro l'embargo petrolifero nei confronti dell'Europa adducendo il fatto che i rifornimenti USA a Israele erano partiti o transitati su territori europei. (le basi militari USA in Europa)
                In caso di nuova crisi militare i rifornimenti che gli USA avrebbero inviato in Israele dovevano necessariamente evitare di dover sorvolare qualsiasi stato europeo, ed erano ovviamente nell'impossibilità di sorvolare gli stati arabi nordafricani.

                Per ottenere questo scopo (rifornire Israele senza coinvolgere l'Europa ed internazionalizzare un conflitto regionale) gli aerei da trasporto USA potevano seguire solo una rotta, quella che attraverso l'Atlantico, con scalo alle Isole Azzorre, attraversava il Mediterraneo in tutta la sua lunghezza, sorvolando il cielo maltese.
                Una militarizzazione di Malta avrebbe di fatto condizionato la possibilità di rifornire Israele e mutato i rapporti di forza strategici in tutta quella parte di mondo.
                Chi avesse avuto il controllo di Malta avrebbe potuto costringere ad un coinvolgimento europeo in un eventuale crisi arabo-israeliana che comportasse la necessità di rifornimenti USA (come è poi avvenuto nel 1982 (guerra arabo-israeliana Pace in Galilea) e nella guerra del Golfo (invasione del Kuwait da parte Irakena), oppure causare una spaccatura fra Usa ed Europa.... insomma una questione della massima importanza.
                (come si ricorderà, nella crisi USA/Libia del 1986 Francia e Spagna non consentirono ai bombardieri USA F111 che andavano ad attaccare la Libia il permesso di sorvolo e si noterà che se la Libia avesse controllato Malta il bombardamento di Tripoli sarebbe stato impossibile).

                Nel 1973, allo scopo di aiutare l'Egitto di Sadat in difficoltà nella guerra dello Yom Kippur, la flotta sovietica del Mediterraneo (SOVMEDRON) uscì dal porto di Alessandria D'Egitto per schierarsi davanti alle coste Israeliane, tenendo gli aerei USA impegnati nel ponte aereo per rifornire Israele sotto la minaccia dei missili antiaerei delle proprie navi.
                Questo costrinse gli USA a fare pressioni per un armistizio su Israele, in quel momento in vantaggio risolutivo sul piano militare.
                Quella che sembrava una sconfitta militare divenne per l'Egitto una grande vittoria politica personale del Presidente Sadat, artefice della guerra e del riscatto delle armi egiziane.
                Ma nel 1974 l'Egitto cambiò alleanze, schierandosi con l'occidente e costringendo la SOVMEDRON a lasciare il porto di Alessandria. Sadat avviò il processo di pace con Israele.

                Chiunque avesse occupato militarmente Malta avrebbe potuto installare batterie di missili antiaerei a lungo raggio che minavano la credibilità dell'aiuto militare USA a Israele, e più in generale la capacità USA di intevenire in Medio Oriente in difesa dei campi petroliferi vitali per l'economia europea e giapponese.
                Tutto il Medio Oriente sarebbe risultato indifendibile e forse oggi la storia sarebbe diversa.
                Se la Libia fosse riuscita a portare le sue armi a Malta il prestigio di Gheddafi sarebbe cresciuto enormemente in seno al mondo arabo e avrebbe potuto esercitare un ricatto continuo di permettere l'approdo alla SOVMEDRON.

                In nessun caso Malta poteva cadere in mano libiche, ma si doveva fare senza dare modo all'URSS di poter intervenire direttamente nella questione (ma si deve dire che l'URSS non mostrò mai la minima voglia di farlo).
                Si era nel momento di maggior potenza militare e politica dell'Unione Sovietica che fra l'altro, invadendo l'Afganistan, aveva messo i campi petroliferi dell'Arabia Saudita nel raggio d'azione delle sue truppe aereoportate.
                Per contro l'America era completamente fuori gioco, impegnata nella vicenda degli ostaggi dell'Ambasciata di Theran e senza capacità di reazione diplomatica, politica e militare.

                Anzi si deve ricordare che nell'estate del 1980 gli USA non eseguirono manovre nel Mediterraneo centrale, forse per non aumentare la tensione nell'area, ma forse anche per riguardo a Gheddafi a seguito dell'intervento da questi effettuato presso il regime iraniano di Komeini per chiedere la liberazione degli ostaggi americani.

                I limiti politici della possibilità di un intervento diretto della NATO nella questione erano posti dal fatto che l'alleanza, per statuto, non puo`, (o meglio non poteva all'epoca) intervenire militarmente fuori dai confini degli stati membri.
                Era una regola non scritta, ma tacitamente accettata e rigidamente rispettata sia dalla NATO sia dal Patto di Varsavia.

                Nel 1980 l'Europa era annichilita dallo schieramento dei sovietici SS20, missili nucleari di nuova generazione che rendeva non più credibile il deterrente atomico USA, dalla crisi economica, dal terrorismo interno.
                Decine di TIR dei paesi del Patto di Varsavia, trasformati in laboratori elettronici, giravano per l'Europa a controllare e catalogare la resistenza di ponti e strade al passaggio delle divisioni corazzate sovietiche.
                Il 1980 è sicuramente stato l'anno più pericoloso per la pace mondiale e l'eventualità di una terza guerra non è mai stata così vicina.
                L'estrema debolezza politica, economica e militare dell'Occidente, e soprattutto il virtuale annientamento di ogni capacità di reazione potevano causare il disastro di una terza guerra mondiale.

                A questo punto gli avvenimenti si susseguono incalzanti durante l'estate del 1980.
                - Il Primo Giugno il governo libico interrompe le forniture petrolifere a Malta.
                - L'11 Giugno inizia la mattanza degli esuli libici presenti in Italia, con il primo omicidio.
                - Il 27 Giugno viene abbattuto il DC9 Itavia , partito da Bologna e viaggiante con due ore di ritardo , mentre è seguito ad una distanza pari a meno di dieci minuti di volo da un Boeing 707 della Air Malta (volo KM153).
                - Il 10 Luglio vengono sequestrati dalla Libia due pescherecci italiani con a bordo 19 marinai ( verranno rilasciati due anni dopo)
                - Il 18 Luglio viene ritrovato un Mig 23 libico sui monti della Sila
                - Il 2 Agosto prende posizione, sui banchi di Medina, la nave da ricerche petrolifere dell'ENI Saipem2, a dimostrazione, soprattutto ad uso interno maltese ( le elezioni si sarebbero tenute entro breve tempo) della giustezza della politica filo-italiana di Mintoff contro l'area politica filo libica molto forte nell'isola. E` la dimostrazione "politica" che l'Italia agisce seriamente e che il trattato produce i suoi effetti.
                - Il 2 Agosto l'On.Zamberletti , per conto del governo Italiano , firma il protocollo d'intesa con il governo Maltese relativo al trattato fra le due parti che esclude la Libia dal controllo dell'isola. E` il coronamento di un lavoro diplomatico iniziato l'anno prima che disinnesca, rendendola neutrale, una possibile futura crisi politico militare incentrata sull'isola di Malta.
                - Il 2 Agosto salta in aria la stazione di Bologna,
                - Il 6 Agosto una parte dell'esercito libico si ribella e tenta un colpo di stato contro Gheddafi. I congiurati saranno sconfitti dall'intervento di unità militari della Germania Orientale che riescono ad impedire la cattura del Colonnello Gheddafi. Di questo colpo di stato Gheddafi accuserà l'Italia, arrestando tre imprenditori italiani ritenuti fiancheggiatori degli insorti. ( verranno rilasciati dopo sei anni. Per almeno uno di essi si sa per certo che fosse un funzionario o un confidente dei servizi segreti italiani: il suo nome venne fuori durante il rapimento Casella, come quello di un agente dei servizi segreti che trattò con i rapitori del giovane)
                - Il 24 Agosto un sottomarino ed una nave da guerra libici intimarono, con la minaccia di prenderla a cannonate , alla nave italiana Saipem-2 di interrompere le ricerche petrolifere sui banchi di Medina iniziate per rispettare le clausole dell'accordo Italo-Maltese, ed andarsene. Si sfiora la battaglia fra le navi italiane intervenute a difesa della Saipem e le navi libiche. Gli F104 di Trapani Birgi pattugliano il cielo di Malta
                - Il 26 Agosto il governo maltese mise in stato di all'erta la sua forza aerea ( quattro elicotteri)
                - Il 27 Agosto il personale militare libico è espulso dall'isola di Malta.
                - Il 2 Settembre l'Italia si IMPEGNA a garantire l'integrità territoriale di Malta. (dopo i fuochi, direbbero a Roma)
                - Il 3 Settembre il primier maltese Dom Mintoff vola a Roma per approfondire le intese Italia-Malta.
                - Il 4 Settembre, su richiesta Maltese , si riunisce il consiglio di sicurezza dell'ONU per esaminare " l'azione illegale " della Libia.
                - Il 9 Settembre si ratifica l'accordo fra Italia e Malta , che prevede fra l'altro l'esclusione delle navi americane e sovietiche dai porti dell'isola.
                - Il 20 Settembre Dom Mintoff rivela le clausole finanziarie dell'accordo con l'Italia :
                1) Un aiuto ( regalo ) di 60 milioni di $ per il periodo 1979-1983.
                2) Un prestito di 15 milioni di $.
                3) Un contributo di 4 milioni di $ all'anno per 5 anni. Totale 95 milioni di dollari dell'epoca e Malta è grande come un piccolo quartiere di Roma.

                Il trattato Italo-Maltese, di durata decennale, è stato rinnovato nel 1990 ed è tuttora valido.
                Perché?
                Non certo per tenere fuori da Malta le navi USA, di cui l'Italia è tradizionalmente alleata, o le navi URSS, di cui è tradizionalmente amica.

                Questa la storia della vicenda Italia - Libia - Malta dell'estate del 1980 che potrebbe rispondere all'interrogativo del Gen. M. sul perché lanciare missili sul Tirreno in tempo di pace.
                Oggi ci sembra un'altra epoca, e sembra di parlare di storie vecchie di mille anni, ma nel 1980 chi controllava Malta aveva i potere di:
                - Internazionalizzare quasiasi conflitto arabo - israeliano
                - Abbassare la capacità di proiezione di potenza degli USA, con conseguente cambiamento strategico di tutta la situazione in Medio Oriente, di Israele e dei campi petroliferi sauditi
                - Permettere l'approdo alla SOVMEDRON, con conseguente cambiamento di situazione strategica nel Mediterraneo, riportando la situazione ad ante 1974 (Vanificando quindi l'importanza strategica dell'aver portato l'Egitto in campo Occidentale)
                - Acquisizione di enorme prestigio, e quindi potere politico, da parte del leader che avrebbe "conquistato Malta", che dal punto di vista storico è molto importante per i popoli arabi. (si ricorderà l'assedio della flotta Ottomana di Solimano e la resistenza epica dei Cavalieri di Malta)

                E noi, l'italietta, ci siamo messi di mezzo ed abbiamo mandato tutto all'aria nonostante avessimo giganteschi interessi economici proprio con il paese che andavamo a contrastare.
                E contro gli interessi di potentissime lobbies politico affaristiche interne che qualche reazione, come ci spiega sempre l'On. Zamberletti, la hanno pur avuta.

                Che ne dice, Gen. M., c'erano i motivi per lanciare un missile in tempo di pace in mezzo al mar Tirreno?

                L'Affare Maltese
                Nota introduttiva
                L'Affare Maltese è una crisi politico/militare che, nell'estate del 1980, contrappone l'Italia alla Libia. Dura quasi un anno, ed all'apice della crisi avvengono fatti importanti e drammatici.
                E` quasi ovvio che chi si occupi della vicenda di Ustica abbia a dover valutare che rapporto ci possa essere fra l'Affare Maltese ed i fatti dell'estate 1980.
                Se si esclude il banale errore deve esserci un motivo serio per andare a tirare missili contro aerei civili in tempo di pace.
                Non è detto che questo sia l'unico, di motivo serio. Forse ce ne è un'altro.
                Ma "L'Affare Maltese" va sicuramente preso in considerazione, anche per alcune coincidenze sorprendenti, se tali sono.



                Affare maltese
                Last edited by Il gatto; 27-06-2010, 20:34.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Le potenze mediterranee e la guerra perduta dall'Italia democratica


                  Ustica. Il triangolo Italia-Libia-Malta in cui sparisce il DC9
                  venerd

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #10
                    Ieri a LA7, ascoltando Luttwach e Giovanardi, m'e' venuto da vomitare. Ancora si tenta di minimizzare, di occultare, di sviare. Ancora, come dice Guccini, non e' contenta, di sangue, la bestia umana.....
                    amate i vostri nemici

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                    • terra
                      distratta
                      • 07/12/09
                      • 12689

                      #11
                      uno speciale sull'unit

                      Moderatore Arte e letteratura


                      terra

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                      • mat
                        Il Magnifico
                        • 20/05/05
                        • 17786

                        #12
                        Ho visto anch'io la puntata dedicata ad Ustica su la7 ieri sera.
                        Caro Cono, è inutile che continui però a farne una questione di umanità e bambini nel vento.
                        A parte che buona parte degli invitati (soprattutto De Michelis e Luttwak e per pietà umana lasciamo perdere Giovanardi) non sapevano palesemente nulla nè dei fatti nè delle inchieste svolte, nel senso che esprimevano opinioni a prescindere dalla specifica vicenda, a me è parso evidente che qualunque fatto storico è soggetto a più interpretazioni (da parte del politico, da parte del giornalista e da parte del magistrato), questo è nella natura delle cose, differenti soggetti usano strumenti differenti per analizzare e ricostruire i fatti e, soprattutto, perseguono obiettivi differenti.
                        Anche la presidente del comitato delle vittime ha un'ottica sua e persegue scopi suoi.
                        Il problema però che è emerso nel dibattito non è stato solo questo scontro tra prospettive interpretative differenti ma l'assoluta mancanza di preparazione degli ospiti e (spiace un po' dirlo) anche dei giornalisti, mi riferisco soprattutto a Telese.
                        Il livello del dibattito è stato veramente scadente tant'è che l'unica persona che conosceva un minimo di dati storici acquisiti durante l'istruttoria del giudice Priore, ad un certo punto ha dolentemente affermato "a questo punto non ha senso replicare".
                        Non credo che in un evento come la strage di Ustica ci possa essere un punto di vista univoco talmente prevalente da oscurare gli altri, fatto sta che finchè se ne discute in quel modo e giusto in occasione degli anniversari, le probabilità che un livello accettabile di chiarezza e trasperenza possa esserci, cala paurosamente.
                        Moderatore Debate Square

                        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                        - P. Conte -


                        Angst essen Seele auf

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Solo che pare che il capo di stato che doveva transitare era proprio gheddafi e fra le ipotesi c'è quella che a dover essere abbattuto era proprio lui che tanti problemi creava.

                          Secondo la ricostruzione del magistrato, su questo aereo viaggiava Gheddafi, all'epoca un nemico della Francia perché in guerra con l'ex colonia Ciad. Per scortare il viaggio del leader libico, due mig libici partirono, presumibilmente dalla Jugoslavia, posizionandosi sulla scia del DC9 per evitare di essere rilevati. L'aereo con a bordo Gheddafi però cambiò rotta «evidentemente avvisato dell'arrivo di jet francesi intenzionati ad abbatterlo» dice Priore. All'altezza di Ustica avvenne la battaglia. I francesi per sbaglio colpirono l'aereo dell'Itavia con un missile. Ad ulteriore sostegno di questa tesi ci sono le dichiarazioni dello stesso Gheddafi «che - ricorda Priore - in diverse occasioni disse di esser lui il vero obiettivo». Ci sono poi i resti del Mig libico scoperti sulla Sila poche settimane dopo la strage di Ustica.


                          Le indagini sono state riaperte due anni fa, dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga. In un'intervista a Skytg24 del 2008 il presidente emerito della Repubblica rivelò, citando i servizi segreti, che furono dei caccia della marina militare francese ad abbattere il Dc9. Parole dal notevole peso specifico, dato che all'epoca della strage quest'ultimo era presidente del Consiglio. «Il tassello mancante per la ricostruzione della verità» per Rosario Priore, il giudice istruttore che ha indagò sulla strage dal 1990 al 1999.

                          Incrociando le prove raccolte in 9 anni di inchiesta con i recenti sviluppi in sede giudiziaria l'ex magistrato ha delineato la sua ricostruzione nel libro intervista «Intrigo Internazionale» (edito da Chiarelettere) curato insieme al giornalista Giovanni Fasanella. Secondo la loro tesi, nella sera del 27 giugno 1980, ci fu una battaglia aerea tra Francia e Libia nei cieli italiani e il DC9 fu colpito per errore da un missile inviato da un caccia francese.
                          «Ustica: qui sait, doit parler», Ustica, chi sa parli. Questo è l'appello che l'emittente bolognese Radio Città del Capo (circuito di Radio popolare)


                          Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari
                          http://www.ecoblog.it/post/10759/str...corie-nucleari

                          1980: Ustica chiama Bologna? Che l'abbattimento del DC9 dell'Itavia sui cieli di Ustica fosse avvenuto per errore degli israeliani, impegnati ad impedire il rifornimento di 24 chili di uranio arricchito dalla Francia all'Iraq, è la tesi sostenuta nel libro di Claudio Gatti, "Il quinto scenario", Rizzoli, 1994, acquisito agli
                          atti del processo dal giudice istruttore Rosario Priore.

                          Già nel marzo 1980 un Tir che trasportava per conto della Snia 23 tonnellate di materiale destinato all'ente nucleare iracheno scompare con il suo carico insieme all'autista, Edoardo Pancaldi, ricomparso misteriosamente un mese dopo. (14)
                          http://cpeurasia.etleboro.com/?read=51896
                          Solo che le scorie no avrebbero motivato quella gra presenza e attività di caccia contrapposti che in qualche modo parteciparono ad uno scontro aereo.

                          L'economia italiana negli anni '70 - '80. La crisi petrolifera degli anni settanta si abbatte sulle imprese.
                          Non è opportuno dire la verità a una persona che non sia disposta ad accettarla.
                          http://www.impresaoggi.com/it/d_ec.asp?cacod=56

                          Partendo dalla certezza di tali eventi, poniamo una domanda: come può spiegarsi che quella notte un tale assetto militare si trovava perfettamente coordinato nelle acque di Ustica?
                          Quella sera si voleva abbattere l'aereo di Gheddafi che viaggiava su una rotta non convenzionale perché gli è stata concessa un'aerovia sull'Adriatico,e non sul Tirreno, allungandogli il tragitto e constringendolo a passare sull'Italia. Il DC9 doveva fare la tratta Bologna-Palermo, da nord-ovest per sud-est, mentre quello di Gheddafi, aveva come rotta sud-ovest per nord-est. Ad un certo punto, il DC9 inverte la rotta con una manovra a 180 gradi e lo fa passare nel punto dell'obiettivo da colpire al posto dell'aereo di Gheddafi. Cosa successe allora? Un'operazione programmata da mesi dai servizi di tutti gli stati non poteva fallire,per cui qualcuno ha, come dire, sabotato l'azione per impedire di colpire l'aereo di Gheddafi. Chi aveva deciso, e dunque sapeva di quell'incidente, ha anche subito comunicato ai media che un aereo civile era precipitato, infatti il TG1 dà la notizia dell'Itavia alle 21:15, quando invece l'impatto era avvenuto alle 20:56.

                          L'obiettivo era di colpire Gheddafi, destabilizzare il governo libico e provocare poi l'insurrezione del popolo in modo da poter poi prendere il completo controllo della Libia, allora Paese chiave nella caccia alle risorse energetiche; il petrolio libico era particolarmente ambito perché da esso poteva essere estratto le più alte percentuali di benzina. La guerra era ancora una volta per l'impossessamento del petrolio, cercando di trasformare il mediterraneo in un porto dei grandi traffici, in cui l'Italia rappresenta la portaerei, e Malta il crocevia degli scambi e il centro dei poteri. L'inizio degli anni ottanta sono stati estremamente cruciali, in quanto la crisi energetica scatenatasi avrebbero condotto gli Stati verso la terza guerra mondiale.
                          Gli Stati dunque andarono alla ricerca di nuovi equilibri di potere, e per questo occorreva un piano di assestamento, e in una notte di guerra tutti i paesi hanno fatto qualcosa. La forza delle cose ha alla fine unito tutti, amici e nemici, in un tacito accordo che li ha legati in un patto inscindibile perché a nessuno può parlare, dato che altri possono d'un colpo capovolgere la situazione.
                          http://www.comedonchisciotte.org/sit...print&sid=2179

                          Primo scontro aereo del golfo della Sirte
                          Il primo scontro aereo del golfo della Sirte fu una battaglia nel cielo sul Mediterraneo combattuta il 19 agosto 1981 tra aerei libici e statunitensi.La tensione tra i due paesi scaturì dall'azione unilaterale libica di estendere il limite delle proprie acque territoriali[1] con la dichiarazione del 19 ottobre 1973, giustificata facendo ricorso ai principi delle baie storiche e rivendicando l'intero golfo come territorio nazionale tracciando una linea di base della lunghezza di 302 mn coincidente con il parallelo 32° 30' N detta "linea della morte", il cui attraversamento avrebbe comportato una risposta di tipo militare. La crisi sortì come prima risposta l'invio in quel teatro delle portaerei USS Forrestal (CV-59) e USS Nimitz (CVN-68) nell'ambito della sesta flotta, che iniziò ad operare a ridosso di essa.
                          http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_s...fo_della_Sirte

                          ... Quando era alla Farnesina mise in atto una politica filoaraba, favorendo la .... Alla presidenza del Consiglio gli successero Andreotti (luglio 1976 ... in un incidente che causò anche la morte di oltre 80 persone. ...
                          http://umsoi.org/2009/05/28/a-chi-in...-mezze-verita/
                          Last edited by Il gatto; 28-06-2010, 11:05.

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            [QUOTE=mat612000;1200278]Ho visto anch'io la puntata dedicata ad Ustica su la7 ieri sera.
                            Caro Cono,
                            amate i vostri nemici

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Però è definibile strage di stato quella pianificata e voluta da uno specifico governo per suoi scopi propri e specifici, non rientrandovi nemmeno le stragi fatte da "impiegati" che per motivi loro operano in funzione di altri interessi e rispondendo a poteri diversi da quelli istituzionali di cui sono impiegati.

                              Nel caso di stati e ce ne stavano tanti in scena e pure su posizioni conflittuali e nulla sta dire che abbattere volutamente quell'aereo rientrava nei piani di qualcuno e l'essere conflittuali non rende possibile ne l'accordarsi e nemmeno il parlarsi.

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