[QUOTE=Lex;1215020]Non
Il Dare & L'avere
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Anche i volontari rientrano nell'esempio, non è cosa nuova, aumenta il numero, ma diminuisce il volume di disponibilità e comunque dietro opera mediamente un sistema di incentivazione che va dall'inserimento in un ambiente onde sperare nel posto di lavoro, ad una certa retribuzione per una carico di impegno limitato, servizio civile o il ritorno immateriale che però sempre ritorno è e non è a corso legale universale.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioGatto! L'esempio su madre Teresa, per l'appunto, era solo un esempio: ma vi sono milioni e milioni di persone che attuano il volontariato senza nulla pretendere, se non il ritorno di quel valore morale. Che tu ci creda o meno, questi comportamenti, per me, sono una evoluzione positiva della razza umana e, ci aggiungerei, una delle pochissime se non l'unica.
E trovando nell'evoluzione chi volontariamente va ad ammazzarsi per ammazzare, stastica vuole che si trovi anche il contrario, chiamiamolo evoluzione se così ti piace visto che chi aiuta ne aiuta uno, chi ammazza ne ammazza almeno 10.
Al netto del fatto che tante organizzazioni di volontariato poi vanno a costituire centri di potere locale più o meno grossi e potenti al che i ritorni sono vari perchè nel momento in cui hai in mano la gestione di un servizio essenziale come la logistica di emergenza sia sanitaria che di protezione civile poi qualcosa contratti nei centri di potere in cui sei invitato come parte coinvolta e attore delle vicende notevoli del posto.
Più in grande operano le onlus e le ong internazionali.Last edited by Il gatto; 18-07-2010, 23:03.
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[QUOTE=claire;1214801](................................................. ............)
Non" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Mi sembra che il maggior problema posto, se non l'unico, sia solo trovare la miglior definizione letteraria per uno stato di fatto che da diversi millenni si mantiene uguale a se stesso e lascia prevedere che tale rimanga per altri diversi millenni.
Vabbè, si direbbe che non sarà il tempo a mancare alle generazioni per trovare la migliore catalogazione della cosa.
Magari nel frattempo si arriverà alla decisione convenzionale se gli angeli sono maschi, femmine o trans
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Ti propongo un'altra risposta che, ovviamentequesti comportamenti, per me, sono una evoluzione positiva della razza umana
, non è il risultato di una evoluzione della razza che si propaga e trasformera la specie.
Le persone operano a fronte di un utile proprio, tale utile è fondamentalmente una risposta che si cerca all'esterno per la soddisfazione dei bisogni propri che così vengono appagati rendendo più piacevole, quando non solo possibile l'esistenza propria.
I bisogni propri per ciascun indivudo seguono una progressione incrementale per cui soddisfatti i bisogni, individualmente propri, più urgentei, emergono altri bisogni più complessi.
Se si torna indietro nelle risposte regrediscono pure i bisogni a cui dare risposta.
I bisogni partono con l'urgenza di risposta per quelli primari di base, vitto, alloggio, vestiario es, soddisfatti questi emergono quelli secondari e l'esigenza ricomincia es con sicurezza economica, salute propria, mobilità, svago, riscaldamento, etc es, su questa strada, soddisfatto tutto con la sicurezza che ciò resti assicurato nel tempo, emergono i bisogni evoluti, fra questi ci sta il benessere sociale del contesto di cui ci si ritiene parte ed in questa situazione, ferma la stabile e solida risposta assicurata ai bisogni precedenti propri, che l'individuo si allarga sui bisogni altrui quale parte integrativa dei propri, infatti oltre a nascere il concetto del noi, nasce pure quello del voi, perchè anche il noi è collegato comunque ad una risposta al proprio che semplicemente si allarga in una concezione più allargata dell'io dove altre alla villa che hai e al girdino tuo ti curi anche del bosco e del panorama non strettamente tuo al contorno, ma che diventa cosa tua ad un certo livello di fruizione agevole propria del tutto.
Tutto ciò più che ad una evoluzione irreversibile della razza si lega ad un incremento della situazione economica dell'individuo che a differenza della teoria evolutiva
è reversibile, perchè se tutte quelle sicurezze scompaiono e con esse le risposte già date ai bisogni più urgenti quella necessità di risposta propria ai bisogni evoluti scompare insieme a tale ricchezza.
Piglia bill gate, ha regalato ai poveri la microsoft, ma solo dopo essere diventato multimiliardario e comunque garantendosi una vita propria da multimiliardario, quindi considera che livelli possono essere necessari da raggiungere prima che certi bisogni evoluti prendano corpo e producano azioni, comunque reversibili se la situazione propria traballa.Last edited by Il gatto; 19-07-2010, 08:13.
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Dalla lettura delle tue risposte emerge una concezione un poco troppo soggettiva dell'evoluzionismo.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioPersonalmente, credo che la simbiosi, sia una evoluzione per chi la pratica, anche se a livello utilitaristico.
Ma l'uomo fa parte della natura, anche quando cerca di modificare l'ambiente a suo vantaggio; che poi questo gli riesca è un'altro discorso. Per inciso, anche in natura avvengono delle modifiche da parte degli animali e piante per adattare l'ambiente alle proprie esigenze.
Oppure, anche in natura avvengono gli inquinamenti portati dai vulcani, dai tifoni che distruggono tutto al loro passaggio, dai colossali incendi naturali, dai terremoti e maremoti ecc. Pertanto, a mio modo di vedere, è errato distingure quello che fa l'uomo con quello che fa la natura: perché tutto è natura e, quindi, anche la razza umana. Se, per esempio, all'esterno della terra vi fosse un osservatore estraneo, comprenderebbe solo questo.
Coerente con le affermazioni fatte pocanzi, mi piace pensare che anche gli altri animali, verso il proprio gruppo di appartennenza, applicano la volontà, la responsabilità e le varie possibilità di scelta.
Poiché abbiamo affermato che la simbiosi è un fatto evoluzionistico, essendo l'uomo arrivato per ultimo sul palcoscenico della vita, probabilmente ancora deve assorbire per intero il concetto di solidarietà utilitaristica: la simbiosi.
Però, in ogni caso, con questa osservazione, ammettiamo che l'uomo sta un passo dietro agli altri animali, dove, secondo il mio modo di pensare, vige anche lì il fatto di chi è arrivato primo e chi secondo sulla scena del mondo.
L'egoismo è un classico comportamento infantile e, se come abbiamo affermato l'uomo è arrivato per ultimo sullo scenario mondiale, possiamo considerarlo il bambino egoista della natura. Niente di grave quindi, poiché vi sono dei margine ancora da applicare.
A costo di essere ripetitivo, tutto quello da te accennato, inevitabilmente si rivolge alla mancata esperienza evoluzionistica dell'uomo, arrivato per ultimo sulla scena della natura. Che cosa vogliamo che siano tre o quattro milioni di anni della nostra razza, nei confronti dei tre miliardi di anni dei batteri?
Quello che ti piace pensare o il tuo parere autoreferente crea una teoria sull'evoluzionismo....tutta da sperimentare.
La simbiosi non rappresenta uno stato evolutivo nei dinamismi delle interconnessioni tra esseri viventi, è uno modo di relazionarsi ...e basta. Non è che un bel giorno due esseri di specie diverse hanno deciso di "unirsi" per far fronte alle diverse e personali difficoltà. E questo viene fuori dal tuo modo di esporre le cose.
Le catastrofi naturali non sono decise e volute dagli esseri viventi, al fine di trasformare il loro habitat. Delle catastrofi ne faremmo a meno....tutti.
Inoltre, scrivi di senso di responsabilità di animale verso il loro gruppo.
I lupi costituiscono nei periodi invernali una "società individualista" per puro istinto di sopravvivenza.
Le api, le formiche vivono in stabili società collettiviste per istinto, all'interno del loro sistema c'è un potere gerarchico precostituito e non pensato, non desiderato, non deciso da un loro volere comune o maggioritario.
E per finire, il batterio è, come specie più "vecchio" dell'uomo e, quindi, più evoluto, meno egoista e capriccioso di quell'eterno bambino, chiamato uomo. Non scherziamo, oppure facciamolo e scriviamo delle sceneggiature per cartoni animati.
Su una cosa concordo con te...l'uomo(nel senso di sesso maschile)...è egoista ed eternamente bambino. ma è sempre preferibile ad un batterio.
Anche se alcuni batteri si rivelano più utili di alcuni uomini...come per esempio i batteri che costituiscono i fermenti lattici, la flora batterica intestinale, i batteri delle radici delle leguminose che fissano l'azoto nel terreno( oggi questi batteri sono in cassa integrazione a causa dell'uso dei concimi azotati artificiali)....e potrei continuare.
Per inciso, Lorenz avanza l'ipotesi che l'uomo potrebbe essere nello stadio più alto della sua evoluzione; se così fosse, sarebbe già iniziata la fase discendente della regressione.
Last edited by claire; 19-07-2010, 10:59.
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C'è anche la questione che quando si diventa demograficamente troppi per le risorse disponibili, complessive o locali, il sistema riequilibra i numeri, complessivi o locali secondo l'estensione e la localizzazione del sovraccarico con mezzi suoi, mediamente drastici.
Da cui quella progressione e regressione apparenti che si susseguono man mano che i numeri sono all'intorno dei valori limite di momento in momento definiti dalle risorse fruibili.
Al che in pochi con tante risorse si migliora tutto e si vive meglio, in tanti con poche risorse la cosa si inverte perchè il sistema sta correggendo con metodi suoi la situazione.
Se si sovrappopola uno spazio anche l'animale più mansueto diventa aggressivo salvo tornare mansueto quando la situazione si normalizza, il bipede non fa eccezione salvo, nella possibilità di operare secondo la previsione di errore adottare sistemi più lenti e soft di quelli naturali che mediamente operano a correzione di errore con metodi di ripristino drastici ed immediati.
I tempi di reazione però pesano tanto perchè se non intervengono per tempo i primi, partono in automatico i secondi che ti "regrediscono" d'ufficio fino a che i numeri possano avere con agio le proprie risposte alle esigenze incrementali che tornate al livello basso, ricominciano a salire.
Ovvero i metodi e le "disponibilità" delle organizzazioni sociali che prendono corpo nelle situazioni in cui si trovano sono funzionali alle risorse fruibili e ai numeri che fruiscono nella specifica realtà, ovvero alle risorse procapite disponibili, altra via della risposta ai problemi propri, da cui dipende il modo di influire degli individui sulla generazione e conduzione dell'assetto presente nell'organizzazione sociale in cui quell'individuo si trova ad esistere.
Ovvero ancora si propende per l'atteggiamento progressista o conservatore
in funzione delle risposte, dei livelli di bisogni che individualmente si pongono e delle risorse fruibili disponibili procapite.
Last edited by Il gatto; 19-07-2010, 17:20.
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Allora posso affermare di essere in tema, poiché fino ad oggi non abbiamo niente di sicuro e di certo sull'evoluzione, tant'è che si metta in discussione anche il darwinismo.claire
Dalla lettura delle tue risposte emerge una concezione un poco troppo soggettiva dell'evoluzionismo.
Quello che ti piace pensare o il tuo parere autoreferente crea una teoria sull'evoluzionismo....tutta da sperimentare.Questo non possiamo saperlo né io né te e nessun altro. Poiché i motivi per cui il pesce pilota è entrato nella bocca del pescecane per mangiarsi i sui residui e quest'ultimo l’ha lasciato fare, mentre tutti gli altri erano stati divorati, sono un mistero che sarà difficile svelare. Per altro, tieni conto che il pescecane è molto più vecchio, in ordine di arrivo, del pesce pilota, e chissà se prima di lui vi fossero stati altri dentisti.La simbiosi non rappresenta uno stato evolutivo nei dinamismi delle interconnessioni tra esseri viventi, è un modo di relazionarsi ...e basta. Non è che un bel giorno due esseri di specie diverse hanno deciso di "unirsi" per far fronte alle diverse e personali difficoltà. E questo viene fuori dal tuo modo di esporre le cose.
Come pure il rapporto di convivenza tra gli alberi e i funghi macroscopici, con particolare riferimento all'Amanita Muscaria che, lascia un po’ del suo zolfo o potassio agli alberi, in cambio di un po’ d'acqua. Per altro, tieni conto che i funghi, a tutt'oggi, ancora non sono stati collocati definitivamente nel mondo vegetale, poiché non producono clorofilla; per cui la loro posizione in quel mondo è solo temporanea ed è stata fatta per attinenza. Pensa che, molti anni or sono erano classificati nel mondo animale. Eppure, come sappiamo, due piante diverse collaborano tra di loro per migliorarsi l'esistenza: e ti sembra poco?
Quindi, ho parlato di evoluzione anche perché non in tutta la natura avvengono questi scambi; allora, perché non pensare che, con il tempo, anche le piante e gli animali in generale possano collaborare per migliorare la propria esistenza? Tra le altre cose affermi che, quello degli esseri umani è solo un modo di relazionarsi è basta. E per te il cambiamento nel confrontarsi non lo consideri un’evoluzione? Guarda che nel mondo scientifico viene considera tale, non soltanto il collo della giraffa ma tutto ciò che muta e che può continuare a farlo.Non ho affermato che le catastrofi naturali sono volute dagli esseri viventi, ma ho sottolineato che l'umanità deve essere considerata un tutto, insieme alla natura, perché riguardo all'inquinamento o la distruzione dei territori, essa fa la sua parte con: i terremoti, i vulcani, i maremoti, i cicloni, le alte e le basse maree, le meteoriti, gli incendi naturali e, quantaltro.[QUOTE]Le catastrofi naturali non sono decise e volute dagli esseri viventi, al fine di trasformare il loro habitat. Delle catastrofi ne faremmo a meno....tutti.
Si però, se adesso ti chiedo che cosa significa "istinto", sono sicuro che ti metterei in difficoltà. Ma sei a conoscenza che vi sono delle termiti africane che sanno costruirsi un impianto d'aria condizionata, senza consumare un grammo di energia e senza avere ingegneri o laboratori di progettazione e ricerca?Inoltre, scrivi di senso di responsabilità di animale verso il loro gruppo.
I lupi costituiscono nei periodi invernali una "società individualista" per puro istinto di sopravvivenza.
Le api, le formiche vivono in stabili società collettiviste per istinto, all'interno del loro sistema c'è un potere gerarchico precostituito e non pensato, non desiderato, non deciso da un loro volere comune o maggioritario.Purtroppo, cara Claire, alla natura non interessa il cartone animato, per questo lo ha lasciato a noi uomini: ultimi arrivati.E per finire, il batterio è, come specie più "vecchio" dell'uomo e, quindi, più evoluto, meno egoista e capriccioso di quell'eterno bambino, chiamato uomo. Non scherziamo, oppure facciamolo e scriviamo delle sceneggiature per cartoni animati.
Per altro, ti puoi immaginare in tre miliardi di anni quanti problemi mortali hanno dovuto e saputo superare i batteri per arrivare fino a noi, salvando la propria specie? L'uomo: saprà fare altrettanto? Ovvero: durante i prossimi tre miliardi di anni sapremo risolvere tutti i problemi "mortali" che ci si presenteranno, e riuscire a salvare la nostra specie? Altro che barzellette, cara Claire: qui si sta parlando di vita o di morte, e vincerà chi rimarrà superstite. Gli altri sono perdenti; nonostante la nostra presunzione, la nostra vanità e la nostra prosopopea.
Come volevasi dimostrare. Allora, di che cosa ti lamenti se patteggio per i batteri che sono più intelligenti di noi?Su una cosa concordo con te...l'uomo(nel senso di sesso maschile)...è egoista ed eternamente bambino. ma è sempre preferibile ad un batterio.
Anche se alcuni batteri si rivelano più utili di alcuni uomini...come per esempio i batteri che costituiscono i fermenti lattici, la flora batterica intestinale, i batteri delle radici delle leguminose che fissano l'azoto nel terreno( oggi questi batteri sono in cassa integrazione a causa dell'uso dei concimi azotati artificiali)....e potrei continuare.
Per inciso, Lorenz avanza l'ipotesi che l'uomo potrebbe essere nello stadio più alto della sua evoluzione; se così fosse, sarebbe già iniziata la fase discendente della regressione.:mmh?Last edited by Bruco; 19-07-2010, 21:16.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Però una struttura semplice è meno vulnerabile di una complessa e tanta di quella sopravvivenza si basa sullo spreco di vite perchè non sono gli stessi a sopravvivere alla fine, quindi puoi morire a miliardi se ti riproduci a velocità di decine di miliardi, quindi si parla di ben altre forze, ovvero quelle per cui puoi subire perdite pressochè infinite.
Cosette poco proponibili con l'autocoscienza dell'io individuale a cui non puoi propore di murì lui per gli altri realizzando quello che c'è una differenza sostanziale fa quel suo io e tutti gli altri.
Cosicchè topi e scarafaggi ci sopravviveranno, ma chi si offre volontario per farsi topo o scarafaggio
onde vivere la gloria collettiva di aver fatto parte per qualche tempo della specie poi sopravvisuta come specie dopo aver perso tutti gli individui che erano partiti per l'avventura?
Da cui il patteggiamento è respinto, si va a processo
L'intelligenza implica ideare, quindi realizzare con piena avvertenza, deliberato consenso e scopo proprio valido una adeguata strategia per cui chi si trova il problema, lo risolve e resta vivo anche dopo il problema.
Non è intelligenza quella che a fronte di una demografia spropositata può superare tanti problemi semplicemente contando che fra tanti morti statisticamente qualcuno si salva e ripristina, volente o nolente, i numeri che gli generano quella capacità di esistenza come specie, tanto nessuno li sa di esistere nemmeno, come io, al che se sballi il numero per carenza di problemi massacratori successivi si può provvedere cibandosi di se stessi.Last edited by Il gatto; 19-07-2010, 21:05.
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Come al solito, tanti paroloni prolissi e inutili, per affermare che loro resteranno e noi ce la prenderemo...... dove sai.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioPerò una struttura semplice è meno vulnerabile di una complessa e tanta di quella sopravvivenza si basa sullo spreco di vite perchè non sono gli stessi a sopravvivere alla fine, quindi puoi morire a miliardi se ti riproduci a velocità di decine di miliardi, quindi si parla di ben altre forze, ovvero quelle per cui puoi subire perdite pressochè infinite.
Cosette poco proponibili con l'autocoscienza dell'io individuale a cui non puoi propore di murì lui per gli altri realizzando quello che c'è una differenza sostanziale fa quel suo io e tutti gli altri.
Cosicchè topi e scarafaggi ci sopravviveranno, ma chi si offre volontario per farsi topo o scarafaggio
onde vivere la gloria collettiva di aver fatto parte per qualche tempo della specie poi sopravvisuta come specie dopo aver perso tutti gli individui che erano partiti per l'avventura?
Da cui il patteggiamento è respinto, si va a processo
L'intelligenza implica ideare, quindi realizzare con piena avvertenza, deliberato consenso e scopo proprio valido una adeguata strategia per cui chi si trova il problema, lo risolve e resta vivo anche dopo il problema.
Non è intelligenza quella che a fronte di una demografia spropositata può superare tanti problemi semplicemente contando che fra tanti morti statisticamente qualcuno si salva e ripristina, volente o nolente, i numeri che gli generano quella capacità di esistenza come specie, tanto nessuno li sa di esistere nemmeno, come io, al che se sballi il numero per carenza di problemi massacratori successivi si può provvedere cibandosi di se stessi.
Intelligenza significa anche saper sopravvivere alle difficoltà improvvise, e se analizziamo il rapporto: peso e numero della popolazione, noi siamo più dei batteri. Allora, chi può dire che loro non abbiano scelto, dopo varie esperienze e valutazioni, di mantenersi in quelle microscopiche dimensioni? In tre miliardi di anni ne avevano di tempo per modificarsi. Come per esempio, l'ameba e similare, che sono rimaste unicellulari perché così gli stava bene; oppure il coccodrillo che non è più cambiato da milioni di anni.
Da quando abbiamo scoperto la penicillina per combatterli, i batteri si sono modificati per ben settanta volte, costringendoci a modificare il farmaco; e questo, senza avere laboratori, laureati o altro. Quindi, non si basano solo sull'alto numero per la sopravvivenza. Per altro, chi può affermare con sicurezza che una razza che riesce a durare per tre miliardi di anni, e chissà quanti altri ne dureranno, non abbia dietro un progetto intelligente? Io, per sicurezza, rimango nel dubbio.Last edited by Bruco; 20-07-2010, 21:11.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Veramente questo discorso esula dal tema, per cui sarebbe meglio rientrarci tutte e due. Per altro, non amo la brevità telegrafica, mi danno fastidio solo le parole di troppo che potrebbero essere evitate. In pratica, non mi puoi dire che l'uccellino ha fatto la pò pò al centro della stanza, iniziando la descrizione partendo dalla periferia della città. Capito Gatto? E solo una questione di superfluo. E non mi dire che è la prima volta che ti viene sottolineato, poiché in parecchi evitano di rispondere proprio a tale motivo, lasciando languire le discussioni. Adesso te lo detto. Ciao, e niente di personale.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioVisto che ami la brevità telegrafica
perchè in due righe non ci dici dove vuoi andare a parare a che si valuti il panorama che proponi e solo se questo piace, ovvero da un ritorno di interesse proprio
, magari ci si spende sopra una qualche energia propria per arrivarci?Last edited by Bruco; 22-07-2010, 10:22.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Però nella diversità ciascuno si sceglie il suo metodo, certo si può non incontrarsi, ma ciò non è necessario e nemmeno richiesto in un sistema che funziona benissimo per iniziativa e risultati propri e solo in seconda battuta, se la cosa è gradita, voluta e in proprio utile, motiva variazioni in proprio forse costose all'impostazione scelta.
Per altro verso se la questione io la valuto completamente diversa da come la valuti tu, io valuto l'utile o l'inutile da dire per ciò che mi riguarda, poi tu deciderai cosa farne e come considerarlo nel tuo e se non c'è contatto ciccia, situazione vuole che ne il dialogo, ne tantomeno la collaborazione siano cose obbligate, infatti poi ci si scelgono situazioni omogenee con il proprio preferito, al netto di contatti accidentali che vanno come vanno senza alcun seguito, da cui se ci si capisce e ci si dice bene, altrimenti è lo stesso.
Il sistema infatti permette il filtraggio a posteriori del proposto altrui che appunto può essere proposto se così va senza essere recevuto se così va, cose difficili nel reale dove si sceglie molto meno e il filtraggio è fatto a priori onde relazionarsi in sistemi predisposti ed omogenei evitando i costi propri che il reale comporta e il virtuale no.
Comunque si direbbe che nemmeno la società perfetta dei batteri riscuota un grande entusiasmo e tensione a farsi in proprio batteri
o anche solo ad interessarsi delle loro interessanti avventure batteriche, nell'eternità pure.
Last edited by Il gatto; 22-07-2010, 08:46.
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