Troppo povera, le tolgono il figlio

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  • Acquerapide
    Opinionista
    • 14/07/08
    • 8254

    #1

    Troppo povera, le tolgono il figlio

    Trento,polemiche su decisione tribunale

    Le hanno tolto il figlio appena nato perch
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Ci dicono pure che dietro tanta solerzia ed efficienza esiste un grosso giro di affari vari.
    Ovvero se non ci stanno i bambini a cui dare una famiglia sociale poi ti cancellano come ente inutile, un po come negli ospedali dove sulla base dei criteri di efficienza tabellati si spediscono a casa i morenti onde far scendere la statistica della mortalit

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    • falcopellegrino
      pensatore dei 2 millenni
      • 28/07/05
      • 1895

      #3
      Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
      Trento,polemiche su decisione tribunale

      Le hanno tolto il figlio appena nato perché guadagnava troppo poco, circa 500 euro al mese. La decisione del Tribunale per i minorenni di Trento, che ha avviato una procedura di adottabilità, ha suscitato numerose polemiche. La vicenda è stata denunciata da uno psicologo, consulente tecnico di parte del Tribunale, che attacca il meccanismo con cui i giudici dei minori sospendono la potestà genitoriale.
      Troppo povera, le tolgono il figlio

      "La giovane, senza problemi di tossicodipendenza e con un reddito mensile di 500 euro, nonostante le fosse stata proposta la sospensione della gravidanza, ha scelto di partorire chiedendo un affido condiviso per il bimbo che momentaneamente non sarebbe stato in grado di mantenere", raccconta Giuseppe Raspadori.

      "A questo punto però il Tribunale, senza interpellarla, ha dato avvio alla procedura di adottabilità, levandole il figlio alla nascita". Solo dopo un mese - prosegue Raspadori - la giovane si è potuta incontrare con il giudice, il quale ha deciso di avviare una perizia sulle capacità genitoriali della madre. "Una beffa, perché in questo modo la ragazza, cui è stato sottratto il diritto di essere madre dal primo momento, rivedrà il proprio figlio solo dopo otto mesi, con buona pace della fase primaria dell'attaccamento, con relativo allattamento e svezzamento, e della giustizia per il minore".

      Secondo l'esperto, "i procedimenti con cui il Tribunale dei minorenni separa i bambini dalle madri in nome dell'incapacità genitoriale sono un abuso scientifico". "L'affidamento a terzi di un minore è un'ipotesi che dovrebbe essere perseguita per gravissimi ed eccezionali motivi" sottolinea Raspadori per il quale il Tribunale dei minori, in nome della sacra difesa dei diritti dei minori, toglie qualsiasi diritto e garanzia ai genitori.

      (TGCOM)

      Pensavo a un'esagerazione giornalistica, ma la notizia è confermata anche da altre testate e da ansa.

      Sono senza parole. Spero che la notizia venga ridimensionata o che qualcuno intervenga.
      Mia sorella è assistente sociale e mi ha riferito che tra loro ci sono un sacco di operatori che su 10 casi toglierebbero i figli a 90% delle coppie.

      Pensate solo cosa sta succedento a reggio emilia ed al caso di quella coppia che ha già "rapito" 2 volte la figlia perchè i servizi sociali li hanno ritenuti incapaci di fare i genitori ,adducendo come scusa il fatto che erano ex tossici...

      MI spiace ma oggi queste persone hanno troppo potere.

      La patria potesta è un diritto natuarale che dovrebbe essere solo sospeso per un minimo lasso di tempo e per motivi gravi .
      Se la madre è povera è il comune o lo stato che deve passarle gli alimenti x la figlia.

      Meglio mangiare pane ed acqua e restare con la propria madre che essere dati ad estranei coperti d oro.
      Last edited by falcopellegrino; 21-07-2010, 10:09.
      l 'importante

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      • cinziatitti
        Gallina vecchia
        • 16/11/07
        • 1974

        #4
        Ma non era più semplice affidare la ragazza ed il bambino ad una struttura di sostegno?
        Conosco una persona a Forlì che ha una casa di accoglienza per ragazze madri in difficoltà e le spese del mantenimento delle ragazze sono sostenute dal comune.
        Possono così prendersi cura del bambino e continuare a lavorare (chi un lavoro ce l'ha, ovviamente), hanno dei mini-appartamenti a disposizione dove possono praticamente costituire una piccola famiglia.
        Possibile che a Trento non ci sia una struttura simile?
        Resta il fatto che una situazione così è davvero un'indecenza dal punto di vista morale: la maternità è un diritto, come è possibile usurparla così?
        Last edited by cinziatitti; 21-07-2010, 10:11.
        [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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        • falcopellegrino
          pensatore dei 2 millenni
          • 28/07/05
          • 1895

          #5
          [QUOTE=cinziatitti;1216378]Ma non era pi
          l 'importante

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          • cinziatitti
            Gallina vecchia
            • 16/11/07
            • 1974

            #6
            [quote=falcopellegrino;1216380]C'
            [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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            • Acquerapide
              Opinionista
              • 14/07/08
              • 8254

              #7
              [QUOTE=falcopellegrino;1216380]C'

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70461

                #8
                Spesso ci stanno dietro le richieste di coppie molto danarose che vogliono adottare figli in breve tempo, e magari italiani, cosa che con i percorsi tradizionali è alquanto ardua, per non dire impossibile.
                Questi bambini in sostanza vengono “venduti”.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                Comment

                • falcopellegrino
                  pensatore dei 2 millenni
                  • 28/07/05
                  • 1895

                  #9
                  Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
                  Per curiosità: che interessi ci sono dietro? Sussidi a enti coinvolti?
                  intanto ci sono intersssi degli enti regionali che ricevono forti investimenti nei periodi di grassa e tagliano nei periodi di magra sui servizi sociali .
                  Capisci : piu casi piu danari .
                  poi ci sono anche interessi particolari dei singoli operatori, naturalmente non tutti ,che sono in contatto con case famiglie o coppie idonee .

                  Naturalmente la maggioranza dei casi , si occupa di minori costretti a rubare elemosinare o peggio , quindi la sospensione della patria potestà ha ragion d essere , eppure c'è un incremento di casi anomali ma non a rischio per il minore soprattutto nei casi di divorzio o di indigenza e questo è un campanello d'allarme che indica un potenziamento del potere giudiziario rispetto al diritto naturale ad allevare i figlio.

                  sul web trovai questa lista di libri scritti proprio da avvocati e protagonisti di storie , famigerate, che fanno rizzare i capelli a qualsiasi genitore anche con le carte in regola ma caso mai separato o con problemi di lavoro.

                  Rapita dalla giustizia" di Angela L.. Caterina Guarneri e Maurizio Tortorella, un libro-testimonianza di una bambina rapita dai giudici del tribunale per i minorenni di Milano tramite reati di abuso d'ufficio, sottrazione di minore, sequestro di persona. La bambina racconta dei trattamenti del tipo settario ricevuti dai servizi sociali e gestori degli istituti, del lavoro in nero non pagato presso un istiuto, delle brutali punizioni e maltrattamenti. Del comportamento indegno della famiglia adottiva, la quale autoproclamandosi benefattore di fatto era carnefice.
                  Più dettagliatamente del libro e della famiglia colpita si racconta qua: http://dibattitopubbl.ucoz.com/forum/24-29-1 .

                  "L'ultimo comma. Ladri di bambini" - avvocato Andrea Emilio Falcetta

                  "Casi da pazzi. Quando giustizia, psichiatria e servizi sociali incrociano la strada del cittadino italiano..." di Nunzia Manicardi Koinè Nuove Edizioni - 2007
                  Prefazione di Francesco Bruno.
                  Storie di uomini e donne comuni che * dall'oggi al domani, senza dar loro neppure la possibilità di difendersi e per motivi che non è dato di conoscere * il Potere Psichiatrico, alleandosi con il Potere Giudiziario, ha trasformato in pericoli sociali.
                  Attraverso il racconto indiretto di Francesco Miraglia, un giovane avvocato che ha fatto della lotta all'illegittimità e alle sopraffazioni la propria missione, il libro si interroga sul rapporto fra il cittadino e il potere giudiziario e sul ruolo che all'interno di esso assume la figura dell'avvocato.

                  "PRESUNTO COLPEVOLE" - di Luca Steffenoni
                  Essere accusati ingiustamente. Può capitare a tutti. Difficile difendersi, quasi impossibile se il reato di cui si è accusati è quello più tremendo e infamante: abuso sessuale di adolescenti. L’emozione ci travolge quando si parla di bambini. Il mostro sembra essere ovunque: a fronte di molti casi accertati e puniti, ce ne sono troppi altri “sbagliati”, con soluzioni tardive e danni psicologici ed economici enormi.
                  Questo libro prova a raccontare ciò che non vediamo. Una macchina burocratica che vale milioni di euro. Un affare per molti: associazioni, centri d’assistenza, consulenti, psicologi. E tante storie di affetti distrutti, di violenza psicologica (genitori divisi, bambini affidati, interrogatori infiniti).
                  Se davvero l’interesse ultimo di tutti gli attori in causa è difendere i bambini, i fatti qui raccontati documentano il contrario. Allora è necessario fermarsi e bloccare la macchina. Basta errori. Costano troppo cari. Questo problema, sebbene scomodo, ci riguarda tutti.

                  Viva Maria ” - Raccolta di Poesie e Pensieri di un padre cui è stata sottratta una figlia - di Leonardo Lovari

                  "Memordalìa. Sulla pelle di mia figlia" - Lidia Righini di Pontremoli

                  "IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ" di Gianluigi Schiavon
                  l libro racconta una storia che colpisce allo stomaco quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B. Una vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni. I primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azio-
                  ni tanto efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco, talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo. Dalla notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in cui il pic-
                  colo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale. Assieme a tutto il resto. E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare: “Ma doma-
                  ni è mercoledì!”


                  Questo accade quando lo stato cessa di essere prima di tutto uno stato di DIritto naturale per diventare uno stato Burocratico in cui la norma e non la persona è al centro dell 'azione giudiziaria.
                  Last edited by falcopellegrino; 21-07-2010, 10:53.
                  l 'importante

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                  • falcopellegrino
                    pensatore dei 2 millenni
                    • 28/07/05
                    • 1895

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Spesso ci stanno dietro le richieste di coppie molto danarose che vogliono adottare figli in breve tempo, e magari italiani, cosa che con i percorsi tradizionali è alquanto ardua, per non dire impossibile.
                    Questi bambini in sostanza vengono “venduti”.
                    puo capitare , ma di rado, è piu una faccenda di competenze territoriali e di ore che gli assistenti sociali vogliono farsi pagare da comuni ed enti locali.
                    cioè per intenderci , se io Son l assistente sociale del comune di Sassuolo , ed ho 2 casi di affido , manderò un rimborso monteore al comune di sassuolo che so di 20 ore mensili per i casi x, y
                    ma se i casi diventono 4-8-12 , caso mai anche per i comuni di Formigini , Carpi ecc capisci che il monteore rimborso aumenta a dismisura.

                    Il problema è che proprio questo campo è molto molto disorganizzato ed in molti comuni si è pagati ad ore invece che ad unf isso e c'è chi ne approffitta visto il grosso potere che la legge stabilisce per periti assistenti ecc.

                    Ed i giudici ? e spesso i giudici quando si trovano 2-3 assistenti sociali che spingono per l affido firmano e basta.
                    MANCA IL CONTROLLO SUI CONTROLLORI.
                    Last edited by falcopellegrino; 21-07-2010, 11:02.
                    l 'importante

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                    • anaffettivo
                      Opinionista
                      • 02/09/08
                      • 1336

                      #11
                      Che pezzi di merda...

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                      • falcopellegrino
                        pensatore dei 2 millenni
                        • 28/07/05
                        • 1895

                        #12
                        Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                        Che pezzi di merda...
                        l 'importante

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