Per il compagno Duch: neanche mezza giornata di carcere per ogni persona uccisa.

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  • Pulsar
    Opinionista
    • 08/04/08
    • 4761

    #1

    Per il compagno Duch: neanche mezza giornata di carcere per ogni persona uccisa.

    Come mai arriva adesso la condanna?
    E gli altri ormai morti o decrepiti?
    Perch
    [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    perchè Pol Pot è morto libero?
    Perchè s'è mosso bene fra i conflittuali interessi politici e ideologici internazionali, cosa che lo ha protetto quel tanto che gli bastava, ovvero la sua testa non valeva una conflittualità spinta per nessuno, ma evidentemente poteva valere qualcosa per qualcuno tanto da proteggerne l'incollattura, almeno finchè si parlava di una testa.
    Se erano di più forse a qualcuna si sarebbe dovuto rionunciare.

    Pol Pot è morto impunito nell'aprile del 1998. «È morto — scrive Terzani — senza che nessuno facesse i conti con lui». Le stragi da lui commesse, la montagna di teschi del centro di tortura di Toul Sleng, diventato ora il Museo del genocidio, erano note già alla fine degli anni Settanta, in gran parte raccontate dai cambogiani profughi in Thailandia. Ma nonostante questo non ci fu nessuna protesta internazionale, nessuna commissione per i diritti umani si recò in Cambogia, nessun organo delle Nazioni Unite intervenne a fermare il massacro. Anzi, Pol Pot e i suoi khmer rossi vennero riconosciuti dalla comunità internazionale come il governo «legittimo» della Cambogia e come tali occuparono il seggio cambogiano all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel dicembre 1978 fu il Vietnam a intervenire. I khmer rossi, secondo l'autore di Fantasmi, non sono stati un'aberrazione, sono i figli ideologici di Mao Zedong. Sono stati allevati e tenuti a battesimo in Cina; Pechino ha enormi responsabilità, sapeva e approvava. I grandi massacri di Phnom Penh fra il 1975 e il 1979 ebbero luogo nel liceo Tuol Sleng, a poche decine di metri dall'ambasciata cinese, dove non solo si potevano sentire le urla delle vittime, ma si teneva il conto della gente che veniva via via eliminata.


    Pietro PICCININI
    Ho creduto nei khmer rossi

    Per Ong Thong Haeung, sopravissuto al genocidio del popolo cambogiano, terzomondismo e anti-imperialismo sono alibi dei totalitarismi liberticidi. Il racconto di un'illusione che si trasforma in incubo.

    «Mi guardi, ho l'aria di un selvaggio? Io ho la coscienza tranquilla»
    (Saloth Sâr, meglio conosciuto come Pol Pot, 15 aprile 1998).


    Quello che resta del popolo cambogiano vive oggi faticosamente immerso nella stessa melma in cui è stato gettato ventinove anni fa. Non si è mai seccato il fango in cui nel 1975 i khmer rossi hanno immobilizzato e seppellito la vita in Cambogia dopo aver sterminato 2 milioni di persone, un terzo dell'intera popolazione. E ciò grazie anche all'impunità che sono riusciti ad assicurarsi i carnefici di ieri, che oggi dicono di avere "la coscienza pulita" e vivono liberi e dimentichi di tutto il male inflitto alle loro vittime.

    In effetti, benché fosse stato sconfitto e avesse dovuto abbandonare il potere fin dal gennaio 1979, Pol Pot è morto nel 1998, di malattia, nel suo letto, a casa sua, nel suo quartier generale nella foresta del nord-ovest della Cambogia.

    In effetti non è mai stato istituito alcun tribunale che avesse la volontà e l'autorità per dire una parola definitiva sulla "Kampuchea democratica". In effetti la memoria dei cambogiani è intrappolata in una vischiosa tela d'ipocrisia in cui gli sterminatori complici di Pol Pot non solo non sono ancora stati portati in giudizio per i crimini commessi, ma addirittura oggi si ergono a paladini della democrazia e alcuni di loro occupano tuttora posizioni di potere.

    Nuon Chea, ex gerarca di spicco del regime khmer, vive a Pailin e viaggia tranquillamente all'estero; a Pailin abita anche Khieu Samphan, che, da ex presidente della Kampuchea, recentemente (dopo aver assistito alla proiezione del documentario del regista cambogiano Rithy Panh "S21: The Khmer Rouge Killing Machine") si è detto «meravigliato del perché i leader hanno ucciso questa gente», ma continua a negare il suo coinvolgimento nel genocidio; Ieng Sary, ex ministro degli esteri del Grunk (Governo reale di unione nazionale della Kampuchea), possiede una villa lussuosa nella capitale e dal 1996 gode di amnistia.

    Insomma, quelli che ammazzavano i poveracci anche solo per aver rubato una patata "del popolo", adesso vanno dicendo che è ora di dimenticare il passato, "nel nome della pace e della riconciliazione nazionale".

    Giusto. Il problema è che coloro che oggi parlano "nel nome della pace e della riconciliazione nazionale" sono gli stessi che nel 1975 entrarono a Phnom Penh, ne deportarono per intero la popolazione, affamarono, torturarono e trucidarono 2 milioni di persone, proprio... "nel nome della pace e della riconciliazione nazionale". E' per questo che Ong Thong Haeung ha deciso di pubblicare solo oggi, anno 2004, il suo libro, Ho creduto nei khmer rossi (Guerini e associati).

    «I compagni che sono morti non meritavano questa fine. E io non meritavo di aver salva la vita».

    Ho creduto nei khmer rossi è la storia di un uomo che dall'Europa dove era andato a studiare e aveva abbracciato l'utopia comunista, torna in patria nei giorni della "liberazione". Un uomo che giunto nella Phnom Penh liberata col sogno di partecipare finalmente all'edificazione di una società socialista ed emancipata, viene internato con sua moglie in un "campo di rieducazione", dove riesce miracolosamente a sopravvivere nonostante le torture e dove, in un villaggio trasformato in lager, nasce la sua prima figlia.

    Oggi Ong Thong Haeung vive in Belgio, dove Tempi lo ha raggiunto telefonicamente.

    Monsieur Haeung, cosa resta
    Last edited by Il gatto; 27-07-2010, 15:26.

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    • bvzpao
      Opinionista
      • 08/12/09
      • 1272

      #3
      leggi Tempi? incredibile, pensavo che non lo conoscesse nessuno sul forum

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      • Ciccione pelato
        Banned
        • 15/01/10
        • 2637

        #4
        bertinotti lo ha già lodato pubblicamente?

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #5
          [QUOTE=Pulsar;1219524]Come mai arriva adesso la condanna?
          E gli altri ormai morti o decrepiti?
          Perch
          Moderatore Debate Square

          "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
          - P. Conte -


          Angst essen Seele auf

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            [QUOTE=Theodore Bagwell;1219590]bertinotti lo ha gi
            Moderatore Debate Square

            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
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            • Dutch
              Opinionista
              • 20/04/07
              • 2497

              #7
              Anticomunismo spicciolo...

              Se la mettiamo su questo piano ricordo la stretta amicizia che lega l'Italia alla Russia di Putin o alla Libia di Gheddafi...

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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #8
                Tu intanto ti sei aggiunto una t per nasconderti meglio...
                Moderatore Debate Square

                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                - P. Conte -


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                • Piotr Aleksejevic
                  Zar autocrate di tutte le Russie
                  • 24/11/05
                  • 7926

                  #9
                  Anticomunismo spicciolo ... e male informato.

                  Pol Pot non c'entra niente col comunismo, tanto
                  CONIGLIO MANNARO

                  "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
                  Gianni-Emilio Simonetti

                  La calma

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                  • Dutch
                    Opinionista
                    • 20/04/07
                    • 2497

                    #10
                    Originariamente Scritto da mat Visualizza Messaggio
                    Tu intanto ti sei aggiunto una t per nasconderti meglio...
                    Giuro, ho avuto quasi un mancamento quando ho visto il titolo del thread...

                    Per il compagno Dutch neanche mezza giornata di carcere...

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                    • Pulsar
                      Opinionista
                      • 08/04/08
                      • 4761

                      #11
                      @Gatto
                      grazie del link su Terzani, veramente toccante. Metti altro se ne hai a disposizione.

                      In realt
                      [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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                      • mat
                        Il Magnifico
                        • 20/05/05
                        • 17786

                        #12
                        Forse è un po' fuori luogo il termine "compagno".
                        Anacronistico e provocatorio.
                        Se tu leggessi su un forum "nemmeno un giorno di carcere per il camerata Pinochet", cosa penseresti?
                        Moderatore Debate Square

                        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                        - P. Conte -


                        Angst essen Seele auf

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