Il Pdl non c'

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Il Pdl non c'

    Berlusconi rompe: "Finiani fuori dal partito"
    Gli uomini del cofondatore verso nuovi gruppi

    Documento dell'ufficio di Presidenza:deferimento contro tre fedelissimi dell'ex leader di An: Granata, Bocchino e Briguglio. Il Cavaliere durissimo con l'ex leader di An: "Non abbiamo pi
  • NegativNein
    Opinionistamelo
    • 04/07/10
    • 414

    #2
    Magari nascesse una vera destra alternativa a Berlusconi, liberale e laica. Ma capirai...
    Nothing is waste. Even the unreal.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      L'elettorato cattolico pesa, non

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      • Malo Perverso
        Opinionista
        • 06/12/08
        • 3792

        #4
        Originariamente Scritto da NegativNein Visualizza Messaggio
        Magari nascesse una vera destra alternativa a Berlusconi, liberale e laica. Ma capirai...
        Non che Berlusconi sia mai stato un grande cattolico.
        E' solo che ha fatto del culo un' ottima merce di scambio.
        E in quel contesto specifico ha trovato terreno fertile.

        Curioso poi come la tanto decantata "questione morale" sia passata ad uno schieramento di destra.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Tutto ciò che assume un valore, venendo a godere di una richiesta commerciale, nel caso nel mercato del consenso, trova posto al mercato dell'offerta.
          In effetti è un meccanismo portante, vuoi questo, io te lo fornisco, di più e meglio di quell'altro che ti ha dato un calesse.
          Tutto sta ad impostare la propria politica di marketing su ciò che vuole il pubblico e che tu ti attrezzi a fornire e non su ciò che tu vuoi dare al pubblico per educarlo, al che quel pubblico si attrezza per rifiutartelo considerandosi lui un tuo datore di lavoro e finanziatore e non un tuo affezionato discepolo disponibile a soddisfare le tue ambizioni di suo maestro di vita.

          Intanto le forze prendono posizione

          Fini in trincea: "Non lascio
          Dovranno trattare su tutto"
          Il presidente della Camera organizza i suoi gruppi: "Andremo da Napolitano a dire che in Parlamento è nata una nuova formazione. Restiamo nella maggioranza, ma Berlusconi non è il nostro padrone". Nessuna intenzione di lasciare lo scranno più alto di Montecitorio
          Il presidente della Camera organizza i suoi gruppi: "Andremo da Napolitano a dire che in Parlamento è nata una nuova formazione. Restiamo nella mag…


          E dalla mappa delle forze

          emerge che il governo alla camera ha 6 voti di margine, al senato 2, con una forza determinante della lega su ogni decisione il che pone berlusconi in mano alla lega, la reale forza che si contrappone a fini e con progetti politici propri e di un certo seguito.
          Last edited by Il gatto; 30-07-2010, 09:08.

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          • mariomac
            preso
            • 09/10/04
            • 5855

            #6
            Dopo aver detto che
            Moderatore How To
            Moderatore Scuola e lavoro



            [COLOR="DarkRed"][I]"Frank... d

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66028

              #7
              L'IRRUZIONE della legalità ha dunque fatto saltare per aria il Pdl, mettendo fine alla costruzione politica e mitologica del più grande partito italiano nella forma che avevamo fin qui conosciuto, come l'incontro tra due storie, due organizzazioni e due leader in un unico orizzonte che riassumeva in sé tutta la destra italiana, il suo passato, il suo futuro e l'eterno presente berlusconiano.

              Tutto questo è andato in pezzi, perché la legalità è come una bomba nel mondo chiuso del Cavaliere, dove vigono piuttosto la protezione della setta, l'omertà del clan, il vincolo di servitù reciproca di chi conosce le colpe individuali e il destino comune di ricattabilità perpetua. Trasformando la legalità in politica, Fini ha scelto il terreno più proficuo per mettere psicologicamente e moralmente in minoranza la potenza del premier, dimostrando la solitudine dei numeri e la debolezza dei muscoli. In più, si è posizionato su un terreno elettoralmente e mediaticamente redditizio, dove può nascere una cultura di destra-centro che provi per la prima volta a parlare insieme di ordine e di regole, di moralità e di Costituzione.

              Il rispetto delle istituzioni, la fedeltà alla Carta sono infatti l'altro grande fattore di rottura. Dalla semplice, ma insistita regolarità costituzionale con cui il presidente della Camera ha interpretato il suo ruolo e con cui ha segnato ogni suo intervento è nata una cultura politica che è rapidamente e inevitabilmente diventata antagonista rispetto al populismo berlusconiano, alla continua forzatura istituzionale, al primato della costituzione materiale basata su una concezione sovraordinata della leadership "unta" dal consenso popolare, e dunque suprema, libera da ogni separazione e bilanciamento dei poteri.

              Sono queste due culture - una tutta prassi, imperio e comando, l'altra alla ricerca di uno spazio costituzionale, europeo e occidentale anche a destra - che non potevano più convivere. Disegnato il perimetro di una nuova destra-centro, Fini si è fermato ad aspettare l'inevitabile, che doveva accadere ed è accaduto. Preannunciato dal pestaggio mediatico sui giornali di famiglia e di altre famiglie asservite, un pestaggio con cui il Cavaliere annuncia sempre il suo arrivo in zona di guerra, ieri si è giunti di fatto all'espulsione, parola che non viene pronunciata nel documento del Pdl solo per un finto pudore di vocabolario, e perché ricorda troppo da vicino la pratica autoritaria del "centralismo democratico" comunista, che anche in Italia non tollerava il dissenso e cacciava i dissidenti.

              È un pudore inutile, per due ragioni. La prima è che gli intellettuali e i giornali cosiddetti liberali in Italia sono strabici, e in questi anni sono riusciti a tollerare ogni sorta di sopruso ad personam: dunque ingoieranno questa repressione autoritaria del dissenso senza nemmeno ricordare quel che dicevano quando la minoranza del Manifesto fu cacciata dal Pci. La seconda ragione, è che il documento politico parla comunque chiaro, anzi chiarissimo, per oggi e per domani, fino alla parole con cui il premier rivuole indietro la presidenza della Camera, come se le istituzioni fossero cosa sua. Nessuna distinzione ideale, culturale, politica, organizzativa e soprattutto morale - dice quel testo - è possibile nel cerchio magico del berlusconismo, che giudica automaticamente "incompatibile" chi non la pensa come il leader, senza nemmeno rendersi conto dell'enormità illiberale di questa scelta. L'unica cosa che conta è l'invulnerabilità politica del Capo, anzi la sua intangibilità, nel culto sacrale dei sottoposti. Nella sua debolezza patente, spacciata per prova di forza, il Cavaliere pensa che una volta cacciato Fini il cerchio del potere tornerà a chiudersi su di lui virtuosamente come accade da quindici anni, cingendogli il capo davanti alla nazione prona e riconoscente.

              Purtroppo per Berlusconi, le cose non stanno così. Questi ultimi tre mesi dimostrano che i numeri dei dissidenti sono sufficienti già oggi per farlo ballare a piacimento alla Camera, e domani al Senato. Fini ha già detto che non vuole ribaltare la maggioranza, dunque tecnicamente terrà in mano la sorte del governo ogni giorno, acquistando un rilievo evidente come attore politico e non solo come soggetto istituzionale. Ogni volta che vorrà, manderà a bagno il Cavaliere, nelle acque per lui meno salutari: la legalità, la moralità, la libertà d'informazione, l'economia, il federalismo e inevitabilmente il sistema televisivo, con il controllo totale della Rai da parte del padrone di Mediaset.

              Tutto ciò, naturalmente, a condizione che il presidente della Camera sappia far politica da solo, in mare aperto, reggendo alle bastonature quotidiane che la fabbrica familiare del fango berlusconiana (sempre aperta) infliggerà a comando: con il risultato inevitabile di portare al pettine politico e parlamentare quanto prima la vergogna e la dismisura del conflitto di interessi, con buona pace dei liberali che da anni fingono di dimenticarlo. Ma Fini ha un obbligo in più: non può fermarsi, come tocca alle formazioni corsare, deve andare avanti, tessendo una politica e una cultura che se restano fedeli alla Costituzione possono essere utili alla repubblica. Vedremo se saprà farlo.

              Già oggi, nel giorno dell'espulsione, due risultati politici sono chiari: il primo è il destino della legge bavaglio, sintesi delle pulsioni illiberali del premier - contro la legalità, contro l'informazione, contro un'opinione pubblica consapevole - e ormai apertamente disconosciuta dal suo autore: "Avevamo fatto un bel cavallo - ha ammesso il Cavaliere - ci ritroviamo un ippopotamo". Il fatto è che quel cavallo serviva al leader e ai suoi uomini di vertice per scappare alla vergogna degli scandali che li inseguono, a suon di intercettazioni legali, ed è stato fermato in piena corsa dalla protesta dei cittadini, dei movimenti, dell'opposizione parlamentare, di questo giornale, ma anche dalla tenuta dell'asse istituzionale tra Fini e Napolitano. Il secondo risultato politico è una conseguenza: la rete larga di opinione, di istituzioni e di politica che ha detto no al sopruso berlusconiano rende di fatto impossibile il ricorso da parte del Cavaliere all'arma fine di mondo, le elezioni anticipate.

              Indebolito nel presente, bloccato nel futuro, il premier vede andare in frantumi anche l'epopea eroica con cui racconta il suo passato. Ciò che viene meno dopo la rottura con Fini è infatti lo stesso mito fondativo, l'epica primordiale dell'uomo che con l'alito creatore dà vita alla destra, indicandole nello stesso tempo il frutto proibito del dissenso, mentre ammonisce terribile e paterno: "Non avrai altro dio all'infuori di me". Da oggi, il creatore del Pdl torna ad essere una creatura politica come le altre, mentre anche a destra comincia finalmente la stagione inedita del politeismo, che porterà per forza al rifiuto del vitello d'oro: è solo questione di tempo.

              L'unica soddisfazione, misera, è per l'istinto padronale di Berlusconi, che non misura la partita in termini di politica, ma di comando. Il Capo è appunto un uomo solo al comando, circondato dai Verdini, i Dell'Utri e i Brancher, che gli devono tutto e a cui lui deve di più, come dimostra l'intreccio esoso delle servitù incrociate, all'ombra degli scandali che circondano il fortino in cui è rinchiuso il governo, senza politica. L'unica politica, l'unico collante, l'unica ragione per rimanere in piedi è ormai il federalismo, un'ideologia altrui, che Berlusconi accetta per placare Bossi: inquieto ogni volta che deve spiegare alla sua gente gli affari, i favori, le manovre segrete della P3.

              È un conto alla rovescia, oggi che nel popolo berlusconiano è cominciata davvero l'ora della libertà.


              Ezio Mauro http://www.repubblica.it/politica/20...41/?ref=HREA-1
              amate i vostri nemici

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              • Piotr Aleksejevic
                Zar autocrate di tutte le Russie
                • 24/11/05
                • 7926

                #8
                Non
                CONIGLIO MANNARO

                "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
                Gianni-Emilio Simonetti

                La calma

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Si, vabbè, ma a fronte di un orco blu che gli si è finito il metano per fare fiamme, mo se ne appropinguano due, la lega, che oltre ad avere una fortissima consistenza di consenso territoriale nell'area industriale della nazione, tanto da potersi spostare a difendere lei posizioni sindacali al posto del sindacato politico e fini, il cavaliere nero, che fece l'impresa e che raccoglie significativo, diffuso e trasversale consenso, non ancora ufficializzato, ma l'aria che tira in quella direzione porta facendo prevedere risultati per niente disprezzabili tanto più perchè utilizzabili in una funzione di ago della bilancia oltre che come forza d'urto direttamente impiegata.
                  A poco ora serviranno le grandi ed epiche battaglie vinte a suon di risate, fatte di vignette e barzellette, prodotto pressochè unico di una forza che tale si autodichiarava mentre rideva e sempre trionfava, ridendo e dicendo cose comiche.
                  Last edited by Il gatto; 30-07-2010, 13:54.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    E mo arrivano le questioni difficili, ovvero chi fa il "vero" interesse generale, come lo intende il popolo elettore e non chi lo lo vuole educare al suo interesse, generale

                    "Sosterremo il governo, se penserà all'interesse generale"
                    Contrasteremo scelte ingiuste del governo

                    Bersani: "Governo non c'è più, noi pronti a transizione"
                    23:06Berlusconi: 'Deputati Udc e Api pronti a sostenerci',21:20Terminato vertice Pdl,21:04Vertice Pdl valuta sondaggi su Fini,20:52Berlusconi: 'Sarà un'estate di lavoro',19:56D'Alema: 'Governo di transizione per legge elettorale',19:49Inizia vertice del Pdl,19:45Napolitano: salvaguardare la continuità della vita istituzionale,19:29Berlusconi: 'Impegno per attuare il progetto del predellino',19:27Il premier: 'Fini remava contro',19:22Berlusconi: 'Abbiamo i numeri per andare avanti'

                    Fucilando quelli che possono raccoglere più consenso del desiderato e utile proprio di chi aspira

                    Centrosinistra, Vendola batte Bersani
                    Per saggiarne gli umori dopo la prepotente irruzione sulle scena di Nichi Vendola. 1 Un attivismo segnato da un fuoco di sbarramento dei vertici del Pd, ma, al contempo, da un indubbio potere di suggestione sul popolo della sinistra.
                    Secondo Ipr Marketing, i consensi per il governatore della Puglia superano quelli per il leader democratico: sia per le primarie, sia per la sfida con Berlusco…
                    Last edited by Il gatto; 30-07-2010, 15:10.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Andremo inevitabilmente a un governo tecnico, di transizione o, al massimo, a uno di larghe intese (cosi' lo chiamano). Poi, e' chiaro, prima di tornare al voto il PD dovra' scegliere un nuovo leader. Possibilmente donna. Possibilmente giovane. Possibilmente fuori dai giochi della vecchia nomenklatura....
                      amate i vostri nemici

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Il pd sceglie??????????????????????????????????????????? ??????????????????
                        E che ha una qualche probabilità di governare da solo al che si sceglie nel proprio il proprio e gode forse di ampio, trasversale e diffuso consenso, nonchè fiducia nei suoi esponenti a che possa proporre in condizione predominante di forza e consenso una sua scelta???????????????????????????

                        Fini, l'eroe del momento, non sembra aperto a consentire soluzioni transitorie e, nella situazione, a decidere quindi scegliere, sono lui e la lega.
                        Gli altri subiscono le scelte altrui, poi quel subire lo possono pure chiamare scelte loro nell'ingegneria del dire dove regolarmente vincono sempre tutti, pure quelli che hanno perso.
                        Possibilmente donna. Possibilmente giovane. Possibilmente fuori dai giochi della vecchia nomenklatura....
                        Frasi di antica memoria, un po riviste e corrette, ma sempre uguali a se stesse.
                        Voi siete liberi di votare il giusto, quindi votate bene, ne vi dico chi votare, ma da cristiani votate una forza democratica e cristiana che abbia la nostra croce quale suo simbolo.
                        La predica è finita, andate in pace a votare bene un partito democratico e cristiano con la croce.
                        Vabbè, vota serracchiani, non ti mangia nessuno se lo dici esplicitamente, tanto hai detto esattamente lo stesso.

                        E comunque vendola sarebbe il preferito, ma rutelli probabilmente il nominato in una logica obbligata di equilibri politici di una alleanza da stringere salvo lasciare campo libero senza nemmeno combattere per una sopravvivenza propria che conta più sul partecipare che non sul vincere.
                        Last edited by Il gatto; 30-07-2010, 20:12.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Andremo inevitabilmente a un governo tecnico, di transizione o, al massimo, a uno di larghe intese (cosi' lo chiamano).
                          Quello che lo potrebbe motivare sarebbe un accaordo fra pd e berlusconi per farsi una legge elettorale ad hoc che desse ad uno dei due la maggioranza senza alleanze, ma con la magra di consenso che affligge entrambi neanche un patto scellerato riuscirebbero a fare, quindi nisba.

                          Per altro verso dovrebbe servire a fregare noi partecipando tutti a che la responsabilità sia ripartita ed non potendo nessuno dire io non c'ero sarebbero nelle condizioni di partenza, cosa a cui però non si ha motivo di partecipare da più parti, cosa che mette le altre nella condizione di non parteciparvi nemmeno loro.

                          Al che non resta a berlusconi che valutare l'opzione elezioni per tentare di consolidare i suoi numeri e riconquistare una autonomia di governo che ha perso, ma il rischio è altro e prima magari preferisce tentare la via del'acquisizione dei singoli voti.

                          Casini: "Nessuno di noi andrà con Silvio"
                          E anche per il Secolo il premier vuole elezioni


                          Il Pdl tra feste, veleni e décolleté
                          come gli ultimi giorni di Pompei
                          Il Satyricon della crisi.  La scena si affolla di eroi fasulli, ecclesiastici, mogli irose, suocere intringanti. E alla festa alla Brambilla scappa un cap…
                          Last edited by Il gatto; 31-07-2010, 14:58.

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                          • Lex
                            #trollingeveryday
                            • 11/04/10
                            • 6422

                            #14
                            Poi mi tocca di leggere ste cose

                            Larghe intese, Di Pietro contro il Pd. A differenza di quanto pensa il Pd, favorevole ad un governo di transizione, Antonio Di Pietro vuole subito elezioni anticipate: "La maggioranza non c'è più, perciò il voto anticipato è un atto doveroso verso l'elettorato e le istituzioni". Il leader dell'Italia dei Valori lancia un "appello a Fini e Bersani non per costruire una nuova coalizione ma una maggioranza parlamentare che valga per un solo voto: quello della sfiducia al governo. Poi alle elezioni ognuno andrà per la propria strada".

                            cos'è, a lui il dildo non piace più e vuole mettersi su per il culo un baobab?
                            schusa sono scemo
                            si ono che sono scemo
                            mi ritengo scemo

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Come se fosse lui a poter decidere se il governo casca o non casca.
                              Ha detto sempre qualcosa, continua farlo, mentre la lega, o berlusconi decidono.

                              Comment

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