Ma quello che manca è proprio la motivazione di base a produrre informazione visto che il simulacro prodotto serviva per rientrare nei minimi di legge perchè la legge lo voleva per dare la licenza di trasmissione sul territorio nazionale e rientrare nei minimi costi, dato che si parla pure del network povero, da eliminare eventualmente.
Non dovrebbe, ma siccome il core businness proprio è fatto dall'intrattenimento ecco che tutto il sistema del palinsesto su ciò ruota e se mi si obbliga a dare il gadget lo realizzo come pare a me, vendendo io pubblicità e non informazione.
Ovvero se sulle sigarette mi obblighi a scriverci l'avviso informativo non chiamo certo il genio della presentazione per farlo, ma scrivo quello che mi ordini di scriverci al minimo costo.
L'informazione da parte sua è un settore infinito e dipende essenzialmente dall'utente costruirsi la sua informazione su misura per ciò su cui gli interessa essere informato, non potendo in tale contesto il giornale televisivo generico, che opera sulla spettacolarità delle immagini pure, che essere al massimo un semplice indice divulgativo di eventi spiccioli, visivamente presentabili, altrimenti annoiano, inerenti la cronaca dell'istante, cosa diversa dall'informare che è ben altro ed esce solo da una serie integrata di strumenti.
In in tv ci si manda il materiale ricco di immagini variabili che è il materiale televisivo standard, altrimenti un diverso materiale fatto ad esempio di solo dire va preferibilmente via radio, strumento fatto per il dire, mentre la tv è fatta per il vedere, mentre altro passa su altri mezzi e a te utente finale resta l'onere di integrare il tutto.
Tra l'altro è il tutto che produce informazione, non lo specifico canale.
il concetto "entertainment" non dovrebbe essere assolutamente accostato alla parola informazione
Ovvero se sulle sigarette mi obblighi a scriverci l'avviso informativo non chiamo certo il genio della presentazione per farlo, ma scrivo quello che mi ordini di scriverci al minimo costo.
L'informazione da parte sua è un settore infinito e dipende essenzialmente dall'utente costruirsi la sua informazione su misura per ciò su cui gli interessa essere informato, non potendo in tale contesto il giornale televisivo generico, che opera sulla spettacolarità delle immagini pure, che essere al massimo un semplice indice divulgativo di eventi spiccioli, visivamente presentabili, altrimenti annoiano, inerenti la cronaca dell'istante, cosa diversa dall'informare che è ben altro ed esce solo da una serie integrata di strumenti.
In in tv ci si manda il materiale ricco di immagini variabili che è il materiale televisivo standard, altrimenti un diverso materiale fatto ad esempio di solo dire va preferibilmente via radio, strumento fatto per il dire, mentre la tv è fatta per il vedere, mentre altro passa su altri mezzi e a te utente finale resta l'onere di integrare il tutto.
Tra l'altro è il tutto che produce informazione, non lo specifico canale.

, ma, presentando tale richiesta, socialmente presentabile, si vorrebbe avere una diffusione mediatica che "educhi" tutti gli altri e li porti sulla linea di pensiero propria.
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