"Io sono una Donna... e le Donne non distruggono niente ma coltivano, conservano.
Io non ho dimenticato cio' che ho vissuto, ho tutti i miei ricordi, soprattutto quelli che ti riguardano, tengo tutto dentro di me".
Purtroppo oggi funziona cosi...è stiamo messi proprio male!
Però alla fine è stata condannata lo stesso e ciò conferma che i potenti "possono", ma essere potenti non li fa onnipotenti, ci deve stare comunque anche del tuo.
Poi ha giocato in tal senso la presenza in scena di taormina uno degli avvocati più quotati d'italia, certo del fronte opposto, ma fra potenti c'è una certa solidarità di ruolo, quindi niente di strano che nella difficoltà personale tutto l'ambiente faccia corpo unico, del domani non v'è certezza e un favore crea pure un credito.
Comunque a certi livelli esiste il probonus ovvero un patrocinio relativamente gratuito che i famosi attuano specialmente in certi casi di larga risonanza dove, sebbene non addebitino la prestazione, gliene torna un guadagno notevole indiretto per la risonanza mediatica del caso trattato, cosa che si riflette sulla loro notorietà in termini di clientela pagante.
io non credo che theodore si riferisse a questo - sbaglierò
Vale sempre la questione generale e la questione si pose effettivamente a livello ben più vasto di quello che può porsi qui per un qualunque motivo personale che passa in secondo piano essendo il primo occupato da quell'interesse generale che si formò ed è a quello a cui si risponde in effetti.
E altra domanda è quella per cui ci si chiese quanto il caso fu portato all'interesse mediatico per l'interesse criminale del caso e quanto perchè un caso riguardante i potenti, come altri casi rilevanti non per la dinamica criminale che li caratterizzava, ma perchè coinvolgevano nomi di rilievo sociale.
Se permetti la difesa di Taormina ha fatto più danni che altro, infatti, la condanna di primo grado a 30 di reclusione era la conseguenza della scelta del rito abbreviato e spettava ex lege alla condannata che se avesse affrontato il dibattimento sarebbe stata condannata all'ergastolo.
Solo nel processo d'appello (una volta sostituito il difensore) la Franzoni ha ottenuto la riduzione della pena a 16 anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche negate in primo grado.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Una conclusione a cui si arriva a posteriori e direi dovuta anche ad una scelta strategica della linea difensiva, ovvero puntare all'assoluzione piena anzich
Ti faccio presente che anche nel giudizio abbreviato è prevista l'assoluzione.
Non stiamo parlando di patteggiamento (non previsto per il reato di omicidio).
Quindi se si affronta un giudizio (abbreviato o dibattimentale) qualunque avvocato in prima istanza mira al proscioglimento e in subordine ad una pena mite.
Non è che ci vuole Taormina.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Perchè ciò è previsto dall'ordinamento carcerario su decisione del giudice di sorveglianza
Permesso di necessità
Può essere concesso ai detenuti (imputati o condannati) per motivi famigliari di particolare gravità, ad esempio per far visita a parenti ammalati, etc. http://www.ristretti.it/glossario/normative.htm
Si ok, ma il punto non è ne questo ne chiedersi se è parente di prodi.
Quello che mi chiedo è perchè una pazza omicida condannata alla reclusione possa avere un permesso di necessità per andare a un funerale. Un conto è un operazione chirurgica, ma il funerale no.
Anzi mi domando come facciano a chiamarlo permesso di necessità.
E' una galera mica un dormitorio.
La casistica delle motivazioni è prevista dall'ordinamento ed è il giudice di sorveglianza a stabilire se ricorrono le condizioni a che ciò che è ammesso venga pure erogato nel caso specifico.
E non sembra nemmeno che rientri nella classificazione di pazza omicida altrimenti, quale pazza, quindi semplice malata, sarebbe stata solo da curare e non sarebbe stata nemmeno condannabile ad una pena, ma solo soggetta ad un trattamento psichiatrico obbligatorio fino a dichiarazione medica di guarigione clinica, prescindendo completamente da ciò che la malattia e non lei aveva commesso.
La condanna inflitta invece starebbe ad indicare una colpevolezza dovuta a capacità di intendere e di volere di chi sapeva ciò che faceva a cui si associano anche valutazioni di pericolosità sociale per cui non è detto che l'assasino nella sua specificità di delitto sia più pericoloso di un altro criminale magari condannato per un delitto diverso.
Da tutto questo insieme il giudice di sorveglianza prende la decisione se applicare l'istituto permesso dal codice per cui il detenuto, magari scortato, esca dal carcere per il tempo e le azioni necessaie ad espletare il permesso accordato.
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