(AGI) - Roma, 19 apr. - Colpo di scena sul nucleare. Con un emendamento al dl omnibus, il Governo ha inserito nella moratoria l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione degli impianti nucleari nel Paese. Una decisione che porterebbe al superamento del referendum sul ritorno dell'energia dell'atomo, previsto per il 12-13 giugno.
La notizia era stata in qualche modo anticipata dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti che, parlando stamane all'Europarlamento, aveva osservato come la tragedia di Fukushima imponesse "una riflessione economica e non solo", ipotizzando inoltre il ricorso agli Eurobond per finanziare le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative.
Plaudono le opposizioni: per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, "il governo con ogni evidenza scappa dalle sue stesse decisioni, credo che questa sia in ogni caso una vittoria nostra, di chi ben prima del Giappone ha messo in luce l'assurdita' del piano nucleare cosi' come l'aveva concepito il governo". Ora, aggiunge, "bisogna uscire dall'ambiguita' e dire che politica energetica si vuol fare perche' non basta una moratoria al nucleare". Ma c'e' anche chi ipotizza che in realta' il Governo non abbia cambiato idea ma che con l'emendamento, voglia di fatto aggirare l'esito del referendum: Come dice Antonio Di Pietro: "Il governo tenta, con l'emendamento che blocca la costruzione di centrali nucleari, di truffare con un colpo di mano i cittadini e evitare il referendum". Vale a dire, spiega, "l'esecutivo tenta in realta' di disinnescare la mina dei referendum, perche' la paura fa novanta e si teme che il referendum sul nucleare trascini con se' anche quello, ben piu' temuto dal premier, sul legittimo impedimento".
Anche Greenpeace, come le altre associazioni antinucleariste, parlano di "furbizia preventiva".
Da Palazzo Chigi, e' arrivata quindi una precisazione: "Con l'emendamento viene affidato al Consiglio dei Ministri la definizione di una nuova Strategia energetica nazionale. La Strategia terra' conto delle indicazioni stabilite dall'Ue e dai competenti organismi internazionali; e, prima di essere approvata definitivamente dal Consiglio dei Ministri, sara' sottoposta all'esame della conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari". In che direzione si muovera', lo spiega il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani: "La strategia e' perfettamente in linea con le strategie assunte da grandi Paesi come Germania, Stati Uniti, Giappone, Russia che, alla luce del disastro di Fukushima, stanno riprogrammando le proprie strategie.
Scelte cosi' importanti per il nostro futuro - aggiunge il Ministro - non possono essere fatte sulla base di ondate emotive o di strumentalizzazioni politiche. Bisogna invece procedere sulla base di linee razionali, forti e condivise anche a livello comunitario. Per questo e' adesso importante andare avanti e guardare al futuro, impiegando le migliori tecnologie disponibili sul mercato per la produzione di energia pulita".
La notizia era stata in qualche modo anticipata dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti che, parlando stamane all'Europarlamento, aveva osservato come la tragedia di Fukushima imponesse "una riflessione economica e non solo", ipotizzando inoltre il ricorso agli Eurobond per finanziare le fonti rinnovabili e la ricerca di energie alternative.
Plaudono le opposizioni: per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, "il governo con ogni evidenza scappa dalle sue stesse decisioni, credo che questa sia in ogni caso una vittoria nostra, di chi ben prima del Giappone ha messo in luce l'assurdita' del piano nucleare cosi' come l'aveva concepito il governo". Ora, aggiunge, "bisogna uscire dall'ambiguita' e dire che politica energetica si vuol fare perche' non basta una moratoria al nucleare". Ma c'e' anche chi ipotizza che in realta' il Governo non abbia cambiato idea ma che con l'emendamento, voglia di fatto aggirare l'esito del referendum: Come dice Antonio Di Pietro: "Il governo tenta, con l'emendamento che blocca la costruzione di centrali nucleari, di truffare con un colpo di mano i cittadini e evitare il referendum". Vale a dire, spiega, "l'esecutivo tenta in realta' di disinnescare la mina dei referendum, perche' la paura fa novanta e si teme che il referendum sul nucleare trascini con se' anche quello, ben piu' temuto dal premier, sul legittimo impedimento".
Anche Greenpeace, come le altre associazioni antinucleariste, parlano di "furbizia preventiva".
Da Palazzo Chigi, e' arrivata quindi una precisazione: "Con l'emendamento viene affidato al Consiglio dei Ministri la definizione di una nuova Strategia energetica nazionale. La Strategia terra' conto delle indicazioni stabilite dall'Ue e dai competenti organismi internazionali; e, prima di essere approvata definitivamente dal Consiglio dei Ministri, sara' sottoposta all'esame della conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari". In che direzione si muovera', lo spiega il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani: "La strategia e' perfettamente in linea con le strategie assunte da grandi Paesi come Germania, Stati Uniti, Giappone, Russia che, alla luce del disastro di Fukushima, stanno riprogrammando le proprie strategie.
Scelte cosi' importanti per il nostro futuro - aggiunge il Ministro - non possono essere fatte sulla base di ondate emotive o di strumentalizzazioni politiche. Bisogna invece procedere sulla base di linee razionali, forti e condivise anche a livello comunitario. Per questo e' adesso importante andare avanti e guardare al futuro, impiegando le migliori tecnologie disponibili sul mercato per la produzione di energia pulita".
Mi sembra abbastanza evidente quello che sta succedendo. Eliminando da solo le proprie leggi, il governo elimina il rischio di "perderle" al referendum rimettendoci in popolarit


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