Il pericolo populista

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
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    #1

    Il pericolo populista

    Una volta esisteva il pericolo rosso, mo che s'e' imbiancato, ha messo fiori nei suoi cannoni trasformandosi in una giocosa macchina da guerra e si e' genuflesso agli usa, alla germania e al vaticano sdoganandosi come partito di governo ligio agli interessi superiori, appare il pericolo populista che minaccia di scompigliare i giochi.

    La minaccia e il pericolo hanno una loro concretezza e, ai soliti noti della valle di lacrime, diversi dai soliti noti del gotha, si pone il dilemma se e' meglio sfracellarsi contro scilla, oppure contro cariddi, sperando che, intanto che decidono, si prospetti una terza opzione che lo faccia prendere in quel posto sia a scilla, che a cariddi.

    I timori di Angela sui successori dei tecnici
    "Ora ci preoccupa l'ondata dei populismi"
    Il faro adesso è acceso sull'Olanda che voterà il 12 settembre, in testa i partiti anti-Ue. Ma il Professore è diventato l'alleato-cardine per la nuova Europa
    "Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere con le elezioni in Italia". Angela Merkel l'ha ripetuto ieri a Mario Monti nella colazione di lavoro al primo piano della bianca "Bundeskanzleramt", davanti alla porta di Brandeburgo. Ma per una volta non è il fantasma del ritorno di Berlusconi quello che agita la Cancelliera, a cui piacerebbe comunque una permanenza del Professore a palazzo Chigi.

    Al momento sembra abbiano fatto breccia le rassicurazioni che lo stesso premier ha fornito ai tedeschi riguardo al "principio di responsabilità" che, a suo avviso, avrebbe ormai contagiato irreversibilmente i tre partiti che lo sostengono in Parlamento. "Sono molto fiducioso sul fatto che c'è una maturazione dei partiti politici", ha confermato ieri Monti in conferenza stampa, "inoltre ormai ci sono vincoli europei da rispettare per tutti". No, la principale preoccupazione che si avverte da Berlino a Bruxelles è quella per la crescita impetuosa dei "populismi" di destra e di sinistra che spuntano in Europa come funghi. In Italia e altrove.
    Il faro adesso è acceso sull'Olanda che voterà il 12 settembre, in testa i partiti anti-Ue. Ma il Professore è diventato l'alleato-cardine…
    Last edited by Il gatto; 30-08-2012, 07:37.
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
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    #2
    L'affare si ingrossa

    Guerisoli: “A Grillo 10 milioni in nero”. Il leader 5 Stelle: “Querelo”

    Giovanni Guerisoli, ex segretario confederale del sindacato Cisl fino al 2002 alla Zanzara ricorda il compenso non fatturato percepito dal blogger per un suo spettacolo del '99. Il blogger annuncia su Twitter che adirà le vie legali.
    Beppe Grillo si domanda da dove vengono i fondi per la Festa democratica e chi paga il cachet di Roberto Benigni, qualche giorno fa a Reggio Emilia con il suo show che propone dal 2006 in tutte le più importanti piazze italiane. E mentre sullo sfondo permane il botta e risposta con il segretario Pier Luigi Bersani e gli attacchi tra “piduisti” e “fascisti”, emerge la voce di Giovanni Guerisoli, tra i fondatori della Rete del Sociale e del Lavoro del Partito Democratico e segretario confederale del sindacato Cisl fino al 2002 che ricorda il compenso in nero percepito dal comico genovese nel 1999.

    Ai microfoni de La Zanzara di Radio24, Guerisoli ha detto: “Ma il Beppe Grillo che attacca Roberto Benigni perché profumatamente pagato per andare alla festa del Pd, sarà mica lo stesso Beppe Grillo che per uno spettacolo del 1999 ci chiese 10 milioni di lire, da pagarsi rigorosamente in nero, senza fattura? Accettammo di pagarglieli, li prese personalmente, ma poi per noi fu durissima giustificare quell’uscita”.

    Il leader del Movimento 5 Stelle però annuncia su Twitter di adire a vie legali: ”L’accusa mossami da Giovanni Guerisoli sui 10 milioni cash in nero è totalmente infondata – ha detto-. Sarà querelato dai miei avvocati al più presto”.
    Beppe Grillo si domanda da dove vengono i fondi per la Festa democratica e chi paga il cachet di Roberto Benigni, qualche giorno fa a Reggio Emilia con il suo show che propone dal 2006 in tutte le più importanti piazze italiane. E mentre sullo sfondo permane il botta e risposta con il segretario Pier …



    "Mai presi 10 milioni in nero". Beppe Grillo querela Guerisoli
    "L'accusa mossami da Giovanni Guerisoli sui 10 milioni cash in nero e' totalmente infondata. Sara' querelato dai miei avvocati al piu' presto". Lo scrive su twitter Beppe Grillo, rispondendo alle parole di Giovanni Guerisoli (fondatore della Rete del Sociale e del Lavoro del Pd e fino al 2002 segretario confederale della Cisl) alla 'Zanzara' ieri aveva affermato che 'il buon Grillo per partecipare all'assemblea della Cisl ha chiesto 10 milioni di lire cash, tutti in nero e senza ricevute. E noi abbiamo pagato'.

    In merito alla notizia riportata da alcuni quotidiani su un presunto compenso in nero percepito da Grillo per la partecipazione ad una iniziativa sindacale, la Cisl precisa in una nota che 'la notizia e' destituita da ogni fondamento'.
    'Nel maggio 1995 (e non nel 1999, come ha affermato ieri erroneamente su Radio 24 l'ex segretario confederale della CISL, Giovanni Guerisoli) - precisa il sindacato - il signor Beppe Grillo partecipo' a Rimini ad uno spettacolo serale, con ingresso gratuito, in occasione dell'assemblea dei quadri della stessa CISL. In quella circostanza il comico genovese ricevette dalla Cisl per la sua prestazione professionale un compenso di venti milioni di lire, regolarmente quietanzato'.

    L'ATTACCO DI GRILLO A BENIGNI

    Torna all'attacco Beppe Grillo e lo fa a testa bassa, lanciando accuse al Pd sul cachet pagato per avere Roberto Benigni a Campo Volo. E' solo un nuovo capitolo - e c'¨ il rischio che non si tratti dell'ultimo - di uno scontro tra Grillo e il Pd. Il riassunto delle puntate precedenti vede Grillo additare Bersani come uno "zombie" da "seppellire vivo". Dichiarazioni a cui ha risposto con durezza lo stesso segretario democratico bollandole come fasciste, prima, e invitando poi Grillo a un redde rationem: "me lo venga a dire in faccia...". Benigni ci aveva messo del suo, facendo del 'collega' l'oggetto di una pepata introduzione al suo spettacolo alla Festa Democratica. Proprio quello spettacolo e' finito oggi sotto la lente di Grillo che avanza il dubbio che siano stati utilizzati i fondi dei rimborsi elettorali.

    "Gli incontri annuali per riflettere sul futuro della Nazione (il passato e il presente se li sono gia' giocati) e per fare un po' di festa in piazza del pdmenoelle costano una cifra - sottolinea Grillo - ma quanto esattamente? Con che soldi sono organizzati? Forse quelli del finanziamento pubblico". Non solo: per il comico genovese, dietro la performance di Benigni potrebbe esserci "la generosit ' di imprenditori amici e disinteressati (tipo Riva per intenderci). E gli artisti invitati sul palco - chiede ancora - lo fanno per solidarieta' verso il pdmenoelle o a fronte di un ricco cachet? E questo cachet a quanto ammonta? Domande perdute nel vento, blowing in the wind...".

    Sospetti che i democratici respingono con decisione per voce di Lino Paganelli, responsabile delle iniziative del partito e delle Feste democratiche: "Lo spettacolo di Roberto Benigni e' stato pagato dagli uomini e dalle donne che sono entrate nell'arena del Campo Volo per godersi lo spettacolo", ha spiegato per poi rigirare l'accusa contro lo stesso Grillo: "Quanto ai costi, Grillo non si preoccupi, per quelli dobbiamo rendere conto a 'settemila finanzieri' a settemila controllori rigorosissimi che sono i nostri volontari; Grillo non e' di primo pelo, ha calcato le scene dei palasport e delle feste dell'unit . Se solo ora ha problemi con i cachet che gli sono stati pagati, fa sempre in tempo a restituirli. I nostri bilanci sono certificati al centesimo e pubblicati in rete. Non so invece come si finanzi il movimento Cinque Stelle". Ma quello del Pd non e' stata una difesa d'ufficio al comico toscano che, prima dell'intervento di Paganelli aveva risposto attraverso il suo manager, Lucio Presta: "Neanche un euro preso dal PD per lo spettacolo di Benigni. Solo l'incasso del pubblico pagante", ha fatto sapere Presta che poi si e' rivolto direttamente a Beppe Grillo: "Caro Grillo, anche questa volta hai perso una buona occasione. Quando vuoi parlare dei cachet degli artisti (te compreso) organizza. Ci saro'".


    Sono innocente come mamma mi fece, così dicon tutti però quando sono accusati, al che mo dimostralo di essere innocente e di non aver mai evaso le tasse.
    Nel processo di opinione vale l'inversione della prova.

    E poi la regola universale assoluta del colpevole così recita: negare, negare sempre, negare tutto, negare pure l'evidenza (non si sa mai che nella baraonda che segue immancabilmente se ne esca santi)
    Last edited by Il gatto; 30-08-2012, 14:11.

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