L'uso delle staminali per "riflessioni etiche" sarebbe vietato, tuttavia ci hanno provato ad utilizzarle con dei risultati.
Staminali, il giudice ordina
"Continuate a curare Celeste"
La decisione del tribunale veneziano per la bambina di due anni malata di atrofia muscolare
spinale. Contro la terapia aveva presentato un ricorso l'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa)
Il giudice veneziano Margherita Bortolaso ha ordinato all'ospedale di Brescia di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Celeste. Lo ha annunciato Marino Andolina, il pediatra della piccola veneziana. Il giudice del tribunale del lavoro si era riservato la decisione definitiva in merito al ricorso d'urgenza del papà di Celeste per far riprendere le cure compassionevoli con cellule staminali alla bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale.
La piccola era arrivata venerdì mattina nella struttura bresciana accompagnata da mamma e papà. E' merito loro se Celeste ha potuto ricevere la quarta infusione di cellule staminali adulte. O meglio, è merito del loro ricorso al tribunale di Venezia contro il provvedimento dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che aveva ordinato al Civile di sospendere le cure della 'Stamina foundation onlus' per presunta irregolarità strutturale e igienico-sanitaria del laboratorio. La cura per Celeste potrà continuare, a questo punto, terminando così il ciclo di cinque infusioni previsto dal programma.
Andolina ha espresso "grande soddisfazione" per il pronunciamento del magistrato. Il medico ha detto di ritenere che il giudice "abbia aperto una pagina fondamentale: in Italia ci sono mille pazienti che attendono questa cura e per loro ora si apre una strada di speranza".
L'aifa, l'agenzia ministeriale per il farmaco sulla base di indicazioni del governo politicamente legato a oltretevere, coerentemente con l'etica che lo guida, aveva cercato con motivazioni tecniche di impedire la cura, ma il giudice biecamente insensibile alle stesse motivazioni e ancor di più all'etica che le aveva attivate, e che non poteva presentarsi con il volto proprio, ha dato torto alla politica e ragione al risultato concreto.
Staminali, il giudice ordina
"Continuate a curare Celeste"
La decisione del tribunale veneziano per la bambina di due anni malata di atrofia muscolare
spinale. Contro la terapia aveva presentato un ricorso l'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa)
Il giudice veneziano Margherita Bortolaso ha ordinato all'ospedale di Brescia di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Celeste. Lo ha annunciato Marino Andolina, il pediatra della piccola veneziana. Il giudice del tribunale del lavoro si era riservato la decisione definitiva in merito al ricorso d'urgenza del papà di Celeste per far riprendere le cure compassionevoli con cellule staminali alla bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale.
La piccola era arrivata venerdì mattina nella struttura bresciana accompagnata da mamma e papà. E' merito loro se Celeste ha potuto ricevere la quarta infusione di cellule staminali adulte. O meglio, è merito del loro ricorso al tribunale di Venezia contro il provvedimento dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che aveva ordinato al Civile di sospendere le cure della 'Stamina foundation onlus' per presunta irregolarità strutturale e igienico-sanitaria del laboratorio. La cura per Celeste potrà continuare, a questo punto, terminando così il ciclo di cinque infusioni previsto dal programma.
Andolina ha espresso "grande soddisfazione" per il pronunciamento del magistrato. Il medico ha detto di ritenere che il giudice "abbia aperto una pagina fondamentale: in Italia ci sono mille pazienti che attendono questa cura e per loro ora si apre una strada di speranza".
L'aifa, l'agenzia ministeriale per il farmaco sulla base di indicazioni del governo politicamente legato a oltretevere, coerentemente con l'etica che lo guida, aveva cercato con motivazioni tecniche di impedire la cura, ma il giudice biecamente insensibile alle stesse motivazioni e ancor di più all'etica che le aveva attivate, e che non poteva presentarsi con il volto proprio, ha dato torto alla politica e ragione al risultato concreto.

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