Card. Martini

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  • Mulligan
    Mandrappone
    • 20/07/11
    • 740

    #1

    Card. Martini

    Cardinal Martini: quel "pensiero" laico che vuol farne il cappellanno del corrierone e di repubblica

    Mi spiace molto per questa strumentalizzazione della sua salma.
    Questo articolo mi sembra di una chiarezza lampante e spiega molto bene quello che sta succedendo..
    vi consiglio di leggerlo...

    Che la morte del Cardinale Carlo Maria Martini avrebbe innescato nella cultura “laica” una (triste) commedia degli equivoci era una facile previsione. E la facile previsione si è puntualmente avverata. Che l’"albero genealogico” dell’ecclesiologia del Cardinale fosse molto diverso da quello di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI, nonché di altre figure di fondatori del movimento di rievangelizzazione dell’epoca post-moderna (tra cui Luigi Giussani), è un fatto di lampante evidenza. Né Newman, né Romano Guardini, né De Lubac, né Von Balthasar erano tappe importanti del suo itinerario di pensiero; e peraltro la sua attenzione non cessò mai di essere volta soprattutto all’Antico Testamento.
    I suoi riferimenti erano altri, e conseguentemente il suo atteggiamento verso la cultura dominante del mondo in cui viviamo era meno alternativo. Pretendere però di farne un autorevole cappellano di tale cultura - come la Repubblica, il Corriere della Sera e tutti i loro satelliti cartacei e radiotelevisivi stanno facendo in questi giorni - è cosa radicalmente falsa e perciò profondamente ingiusta. Al di là di legittime differenze il Cardinale Martini era un cristiano, un uomo di Chiesa, la cui fede non era incasellabile nei luoghi comuni riduttivi che la visione del mondo neo-voltairiana riserva all’esperienza religiosa. Chi non ci crede vada a vedersi i suoi dialoghi con Eugenio Scalfari. Qualcuno potrebbe domandarsi se fosse il caso di dialogare così a lungo con un personaggio di mentalità tanto settaria, ma è pur vero che il cristiano è chiamato a parlare con tutti. Vale comunque la pena di cercare di cogliere la griglia concettuale sottostante il diluvio di commenti e commemorazioni sulla sua figura che dilaga in questi giorni. Il primo e più estemporaneo strato di questa griglia attiene alla questione dell’eutanasia. Si è appreso che il Cardinale aveva chiesto che le cure di cui era oggetto non varcassero il limite oltre il quale si può parlare di accanimento terapeutico. Che cosa c’entra questo con l’eutanasia? Nulla. Molto spesso però il cavallo di battaglia dei sostenitori in Italia della legalizzazione dell’eutanasia è appunto il voluto equivoco tra eutanasia e accanimento terapeutico. La volontà espressa dal Cardinale è stata subito vista da costoro come un’occasione da non perdere. Il Corriere si è precipitato a dare fuoco alle polveri titolando “Le terapie rifiutate diventano un caso”. Secondo Repubblica la vedova Welby avrebbe detto del Cardinale che “non ha voluto l’accanimento terapeutico, coerente fino all’ultimo come mio marito”. Vito Mancuso, il cembalo risonante già prete e già discepolo del Cardinale, parla del suo rifiuto delle cure come “gesto di libertà”; e con la consueta bonomia mefistofelica rincara la dose il professor Umberto Veronesi.
    Il secondo e più profondo strato della griglia riguarda la Chiesa in quanto tale, la quale secondo la cultura neo-illuminista che domina il nostro tempo non ha il diritto di avere una propria identità bensì soltanto il dovere di conformarsi al ruolo che di volta in volta il potere le assegna. Don Luigi Ciotti, che di tale cultura fa parte a pieno titolo, loda il Cardinale Martini per aver “stimolato la sua Chiesa a lottare per la libertà di tutti”. Onore a lui, osserviamo per parte nostra, ma è semplicemente ciò che qualsiasi cristiano e tanto più qualsiasi vescovo è chiamato a fare: Ubi Ecclesia ibi libertas, come alcuni secoli or sono aveva affermato un suo illustre predecessore.
    E il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, non esitando a metter mano nell’agenda del Papa, dichiara che “sarebbe un gesto simbolico per l’unità della Chiesa se Benedetto XVI venisse al suo funerale”. In altre parole il Cardinale Martini sarebbe stato una specie di antipapa con cui il Pontefice farebbe bene a riconciliarsi quantomeno post mortem. In vita il Cardinale avrebbe ben saputo come reagire a questa lode avvelenata. Ora però grazie a Dio egli è in una dimensione in cui cose del genere non hanno più peso alcuno.
    Fonte:sussidiario.net
    [CENTER][COLOR=#ff0000][FONT=palatino linotype][SIZE=3][B][QUOTE=terra;1379612]la cosa semplice
  • BiO-dEiStA
    Eufonista
    • 22/02/10
    • 5403

    #2
    Diamo al papa quel che è del papa.
    Dimentichi di citare l'autore dell'articolo, tal Robi Ronza. Giornalista cattolico, per molti anni inviato del settimanate "Il Sabato" e fra i fondatori del meeting di Rimini. Una voce indubbiamente imparziale.
    Originariamente Scritto da Careful with that
    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
    Originariamente Scritto da Ned Flanders
    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Si pongono due questioni.
      Una sarebbe data dal contrasto fra il cardinale e il papa al che in certi abienti di oltretevere era visto come uno dei vari anti papa.

      Home Notizie Italia CARLO MARIA MARTINI/ Morto il Profeta disarmato. Per il blog Pontifex “l’anti Papa ha creato più danni…”
      CARLO MARIA MARTINI/ Morto il Profeta disarmato. Per il blog Pontifex “l’anti Papa ha creato più danni…”
      Un cardinale che “ha creato più danni che vantaggi” perché legato ad una visione “esagerata ed estremista, ai limiti della presuntuosa apostasia”. Insomma, un “anti Papa”. Con queste parole Pontifex, il blog noto per le sue imbarazzanti uscite fondamentaliste, apostrofa Carlo Maria Martini. Ecco, invece, chi era realmente Martini: un “Profeta disarmato e laico”, come l’ha definito don Andrea Gallo. “Quasi sempre inascoltato”, perché non “allineato” alla Chiesa ufficiale, troppo spesso chiusa sui dogmi e poco aperta alla vita reale.


      L'altra questione ruoterebbe intorno all'eutanasia per le istruzioni date circa il rifiuto dell'accanimento terapeutico che però è cosa diversa dall'eutanasia.
      Infatti con l'accanimento si avviano procedure mediche che mantengono la vita fisica per un certo tempo, con l'eutanasia invece tali procedure, in precedenza volute e nel tempo consolidate, si interrompono e non è la stessa cosa del non iniziarle affatto.
      La sottile differenza che intercorre fra l'uccidere e il lasciar morire.

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      • Mulligan
        Mandrappone
        • 20/07/11
        • 740

        #4
        Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
        Diamo al papa quel che è del papa.
        Dimentichi di citare l'autore dell'articolo, tal Robi Ronza. Giornalista cattolico, per molti anni inviato del settimanate "Il Sabato" e fra i fondatori del meeting di Rimini. Una voce indubbiamente imparziale.

        non l'ho copiato, scusami.
        [CENTER][COLOR=#ff0000][FONT=palatino linotype][SIZE=3][B][QUOTE=terra;1379612]la cosa semplice

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        • circolo.pickwick.ter
          gattara
          • 09/12/09
          • 1196

          #5
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio

          L'altra questione ruoterebbe intorno all'eutanasia per le istruzioni date circa il rifiuto dell'accanimento terapeutico che però è cosa diversa dall'eutanasia.
          Infatti con l'accanimento si avviano procedure mediche che mantengono la vita fisica per un certo tempo, con l'eutanasia invece tali procedure, in precedenza volute e nel tempo consolidate, si interrompono e non è la stessa cosa del non iniziarle affatto.
          La sottile differenza che intercorre fra l'uccidere e il lasciar morire.
          equivoco su cui si gioca da entrambi i fronti...
          arpia certificata

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            La guera è guera e con i morti ci si sono fatti sempre i simboli che funzionano meglio dei sacchetti di sabbia sul davanzale della finestra e delle catapulte.
            Quanto mai i vivi non hanno messo a reddito ideologico i morti? pro o contro in funzione della propria posizione e della lavorabilità del morto.

            Per noi semmai diventano elemento di discussione le tematiche che le contrapposte fazioni presentano in questa opera a prescindere dall'imbalsamatura santificatrice o demonizzatrice che realizzano per i loro scopi su cui, non avendo conoscenza reale della persona, si può dire ben poco.
            Tutto quello che emerge a livello pubblico rientra in tale opera, quindi resta scarsamente indicativo della realtà della persona, dando semmai ai più informati una idea del personaggio pubblico.

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            • circolo.pickwick.ter
              gattara
              • 09/12/09
              • 1196

              #7
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              La guera è guera e con i morti ci si sono fatti sempre i simboli che funzionano meglio dei sacchetti di sabbia sul davanzale della finestra e delle catapulte.
              Quanto mai i vivi non hanno messo a reddito ideologico i morti? pro o contro in funzione della propria posizione e della lavorabilità del morto.

              Per noi semmai diventano elemento di discussione le tematiche che le contrapposte fazioni presentano in questa opera a prescindere dall'imbalsamatura santificatrice o demonizzatrice che realizzano per i loro scopi su cui, non avendo conoscenza reale della persona, si può dire ben poco.
              Tutto quello che emerge a livello pubblico rientra in tale opera, quindi resta scarsamente indicativo della realtà della persona, dando semmai ai più informati una idea del personaggio pubblico.
              nulla da eccepire. osservavo solo che l'equivoco fra il 'lasciar morire' e l''uccidere' è giocato sia dai sostenitori diciamo della roccella che da quelli di welby - uso nomi appunto a titolo simbolico.
              arpia certificata

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              • Durante
                Opinionista
                • 16/11/08
                • 2103

                #8
                Conosco e conoscevo poco il cardinale Martini, le mie informazioni sono semplicemente dettate dagli articoli riportati dai giornali sia del passato che in questi ultimi. Quello che è certo è qualunque persona di buona volontà se segue la carità cristiana e il Verbo del Cristo con le autorità ecclesiastiche non l'hanno mai passata indenne questa loro scelta. Quello che da più da pensare è quando le persone che sono state perseguite per i motivi già detti vengono a mancare sono innalzati agli onori degli altari, ma non per la convinzione che hanno in loro le autorità della chiesa, ma per puro opportunismo. Quindi nessuna meraviglia se avverrà una pesante agiografia sulla sua persona, cosa che credo nel profondo della sua coscienza il cardinale aborriva come ripeto per quel poco che conosco di lui.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  solo che l'equivoco fra il 'lasciar morire' e l''uccidere' è giocato sia dai sostenitori diciamo della roccella che da quelli di welby
                  Normale in una situazione dove più della volontà maggioritaria conta la giustificazione che si piazza dietro all'istanza, al che cambiando i significati delle parole si riesce ad ottenere, forse, il voluto.
                  Altrove si va più sul concreto e non servono tante acrobazie dialettiche, si vede se il concreto è maggioritario e, se lo è, si applica.

                  Ora il lasciar morire con il rifiuto della cura si può fare, anche se la cosa è recente, l'uccidere, con l'interruzione della cura, non si può fare, al che si gioca tutto su sfumature dialettiche a cui appiccicare dei significati, salvo il fatto che in entrambi i casi, per scelta propria, l'interessato muore.
                  Quanto sarebbe più semplice tutto se il quesito si potesse porre nel suo significato concreto e vedere quante mani si alzano?
                  Last edited by Il gatto; 02-09-2012, 21:48.

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                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #10


                    le sfumature dialettiche hanno reso la vita del sig.Englaro un inferno
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Brutto affare quando in un contesto giacobino si vogliono riconosciute formalmente le proprie ragioni rendendole pure pubbliche, ciò mette la controparte al muro non potendo cedere senza rimetterci la faccia.
                      E certe facce valgono molto.
                      In tali contesti va usato l'hops, è mancata la corrente e la macchina si è fermata, al che le facce sono salve e nessuno fa troppe domande.
                      Non da la stessa soddisfazione, ma dovendo risolvere il proprio problema concreto certe vie lo risolvono e il problema dialettico se lo giocano parti meno pressate dalla concretezza che possono utilizzare senza danno le acrobazie del caso.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #12
                        Da parte mia, un caro e affettuoso "Addio" ad un'anima limpida e pura, al profeta del dialogo e della tolleranza verso tutti, al grande innamorato della Parola di Dio! Apprezzato da tutti: Credenti e non credenti. Bello a tal proposito il gesto del sindaco Pisapia riguardo al lutto cittadino.

                        "Milano darà oggi l’ultimo saluto a Carlo Maria Martini, il suo cardinale, cardinale di tutti, come dimostra l’affetto enorme, spontaneo che la città gli ha tributato nei due giorni in cui la sua salma è stata esposta in Duomo, tanto da far decidere alla Curia di allungare a mezzanotte, ieri sera, l’apertura della camera ardente. Ancora questa mattina, fino alle 11.30, è stato possibile mettersi in coda per arrivare all’altare della cattedrale: a quell’ora i portoni sono stati chiusi per preparare le esequie solenni dell’uomo che ha guidato per 23 anni la diocesi più grande del mondo.

                        Secondo i dati della Curia, fra sabato e questa mattina sono state 200mila le persone che hanno voluto dare l'ultimo saluto a Martini. Anche il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, sarà presente ai funerali. A rappresentare il Papa ci sarà il cardinale Angelo Comastri, vicario del Pontefice per la Città del Vaticano e arciprete della basilica San Pietro, che concelebrerà la messa di oggi con il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano.

                        In città è lutto cittadino: in tutti gli uffici comunali e per tutta la giornata le bandiere a mezz’asta, e il Comune ha invitato la cittadinanza a osservare un minuto di silenzio alle 16, ora di inizio dei
                        funerali per i quali la curia ha organizzato un servizio imponente, con un maxischermo in piazza Duomo per i tanti che presumibilmente resteranno fuori dalla cattedrale (molte tv e il nostro sito avranno una diretta). In tutte le chiese milanesi, ieri, i parroci hanno informato i fedeli sull’organizzazione dei funerali: le porte del Duomo verranno aperte alle 14,30, le navate centrali saranno riservate ai prelati, quelle laterali ai fedeli. Difficile fare stime, anche se i numeri di questi giorni lasciano presagire una grande partecipazione della città.

                        La comunità ebraica ha voluto ricordare Martini con un momento di preghiera all'interno dell'Arcivescovado. Il rabbino Alfoso Arbib e il rabbino emerito Giuseppe Laras hanno recitato alcuni salmi. Al momento di preghiera erano presenti, fra gli altri, il parlamentare pd Emanuele Fiano, l'assessore comunale Stefano Boeri, il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei e il giornalista Gad Lerner.
                        (03 settembre 2012)
                        Alle 16, ora d'inizio della solenne cerimonia funebre in Duomo, tutta la città osserveràun minuto di silenzio. Da sabato a stamattina in 200mila …
                        amate i vostri nemici

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Mogavero: ''La fine di Martini in linea con la morale cattolica''

                          Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero spiega la differenza tra accanimento terapeutico ed eutanasia e ammette: "Al posto del cardinale avrei fatto la stessa scelta"

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Puntualizzazione dovuta, ma non necessaria quella del Vescovo: La differenza fra eutanasia e accanimento è palese.
                            amate i vostri nemici

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Mica tanto per chi non fa propri i dogmi cattolici.
                              Per i geovisti vale la proibizione delle trasfusioni in quanto il sangue contiene l'anima, ma per te la cosa sarebbe inaccettabile e inconsistente qualora il geovismo avesse la forza impositiva del cattolicesimo.
                              Si può almeno capire come i principi cattolici siano altrettanto irricevibili per chi non li ha fatti cosa propria.
                              Per cui sono questioni che non possono essere stabilite per tutti, essendo oltretutto godibili individualmente per scelta propria.

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