Originariamente Scritto da lo stregatto
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del resto, una misura socio-politica di questo ritardato sviluppo la puoi osservare dalla scarsa connotazione di classe del quadro della rappresentanza politica, con un elettorato ancora fortemente identitario e ancorato ad appartenenze ideologiche che non corrispondono davvero ad interessi economici strutturati, se non in senso negativo o ostruzionista;
la costituzione essenzialmente conservatrice e anti-moderna della nostra destra rappresenta perfettamente l'incapacità di assumere su di sé le contraddizioni e gli impegni contemplati da una visione liberale della società, il laicismo, i diritti civili, il predominio dellle "regole" sulle prassi, ecc...
mentre la sinistra non riesce a liberarsi dell'eredità anti-liberale della real-politik e della ragion di stato nella sua visione legata ad un'idea obsoleta di rappresentanza di classe che finisce per restare fatalmente subalterna (e complementare) alla suddetta impostazione anarchica della destra;
all'inizio degli anni '80 si sarebbero potute produrre condizioni di evoluzione, ma la classe dirigente è rimasta imprigionata nella propria incapacità di affrontare le sfide dell'economia il conflitto sociale, appena abbozzato con la marcia dei 40mila quadri della Fiat e l'abolizione del punto unico di congiuntura; quando la scure doveva calare sui privilegi dei poteri forti, tutto si è fermato e si è tornati al solito andazzo, fino alla svolta di Maastricht e all'arrivo del Cavaliere, che ha sigillato il paradigma malsano.

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