Originariamente Scritto da Baboulenka
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Alla prima domanda, be' è un concetto sfuggente già di suo Neitzche avrebbe detto una cosa (http://www.filosofico.net/Antologia_...0SUPERUOMO.htm), per i nazisti era una razza dominatrice (se vogliamo un anacronismo, le civiltà antiche propongono a più riprese il concetto che i popoli stranieri o barbari, che dir si voglia, siano schiavi naturali), il comunismo avrebbe voluto un'uomo che si liberasse dalle sovrastrutture, il crisianesimo ancora qualcosa di diverso. Alla fine il concetto è sempre quello: che l'uomo si elevi dal suo stato animale governato da istinti e in generale da tutto ciò che lo frena rispetto alla sua realizzazione ultima, ma circa questa realizzazione non c'è accordo.
Pensando alla genetica come una strada praticabile non pensavo a nulla di così universalizzante, sono abbastanza individualista da ritenere che non sarà l'umanità ad elevarsi, ma sempre e solo i singoli e sarà una faccenda personale, pensavo solo al fatto che se c'è una strada che oggi appare aprire nuove porte ai problemi pratici che ci attanagliano (come le malattie) non mettendo una pezza dopo, ma magari trasformando la struttura in modo che risulti immunizzata, in questo momento la genetica è piena di promesse, se poi si potranno mantenere non lo so.



Mi viene in mente un discorso che feci con una mia amica convinta che esista ancora la lotta di classe e che ci sarà una dittatura del proletariato. Una ragazza di una intelligenza fuori dal comune, ma non sapeva dirmi chi è il proletariato e in cosa sarebbe sfociata la dittutura dello stesso, quindi io mi sono un po' arenata perchè i discorsi filosofici non sono il mio forte...

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