Meteorite anomalo

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Mi sembra evidente che le vite cippute non entrano proprio nel calcolo dei danni essendo del tutto rimpiazzabili e costituendo mediamente una spesa che, se sparisce, non la rimpiange nessuno, solvo l'ovvia lacrimucca a beneficio delle pubbliche relazioni.
    I programmi spaziali mediamente coincidono con la ricerca, ma un sistema di protezione implica problemi ed investimenti di produzione di scala più che di ricerca.
    Il sistema di avviso degli tsunami infatti è noto solo che non è poi realizzato a scala globale e solo chi ha l'interesse e i mezzi se lo è realizzato per le sole aree critiche proprie.

    Comunque tenere sotto osservazione continua una sfera completa di spazio implicherebbe avere in orbita un notevole numero di telescopi ciascuno dei quali puntato su un piccolo scacchetto e la cosa già ad occhio sembra molto dispendiosa, oltre al fatto che se il sasso invece di arrivare su orbite man mano più strette arriva come una fucilata diretta resterebbe problematico da avvistare e ancor di più da intercettare.
    Un avvistamento a cui non può seguire una intercettazione efficace non credo che sia molto interessante.

    Ci sarebbe pure da considerare che una difesa spaziale verso lo spazio esterno si intreccia con quella verso lo spazio interno per cui mezzi e risultati difficilmente vengono notificati ai quattro venti.
    Last edited by Il gatto; 18-02-2013, 11:49.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Era un vecchio problema dei primi tempi della Guerra fredda: gli asteroidi che colpiscono l'atmosfera, anche se si disintegrano completamente senza raggiungere il terreno, possono essere scambiati per bombe atomiche scagliate dal nemico. America e Russia trovarono le tecnologie per distinguere tra un innocuo pezzo di roccia che ha finito la sua vita in una spettacolare esplosione ed un attacco atomico. Ma oggi il problema esce nuovamente allo scoperto perché alcune nazioni hanno sviluppato ordigni nucleari, senza però avere a disposizione quelle tecnologie avanzate che possono evitare un errore del genere.

      E' il caso della crisi tra India e Pakistan. Il 6 giugno scorso gli strumenti hanno registrato un'esplosione nell'atmosfera terrestre pari a dodici kiloton, più o meno la potenza della bomba di Hiroshima. Era un meteorite che aveva colpito l'atmosfera disintegrandosi al di sopra del Mar Mediterraneo. Ma che succederebbe se un'esplosione del genere avvenisse al di sopra di una nazione che si trova in una situazione di tensione con un'altra, ed entrambe sono dotate di bombe atomiche? Forse, come ha sostenuto il generale Simon Worden, dello Space Command americano (la branca spaziale della difesa statunitense), qualcuno potrebbe pensare di essere stato attaccato, e potrebbe reagire lanciando i suoi missili. L'asteroide non avrebbe fatto alcun danno diretto, ma avrebbe scatenato una guerra nucleare.

      Parlando davanti alla Commissione del Congresso americano sul futuro dell'industria aerospaziale USA, Worden ha suggerito la creazione di un centro che possa rapidamente informare tutte le nazioni della Terra dell'impatto in atmosfera di un asteroide. In questo modo nessuno, si spera, si precipiterà sul bottone nucleare perché preso dal panico.

      Ma Worden ha esposto anche diversi altri aspetti del problema asteroidi. In particolare il pericolo rappresentato da quelli grandi appena 100 metri, capaci comunque di portare grandi distruzioni ad un territorio piuttosto vasto. "Ci sono centinaia di migliaia di questi oggetti - ha detto il generale - che vengono vicino alla Terra. E conosciamo le orbite solo di alcuni di essi. C'è bisogno di creare nuovi sistemi di sorveglianza capaci di esaminare l'intero cielo attorno a noi in pochi giorni".

      Gli asteroidi, insomma, entrano sempre più nel mirino dei militari, ed ora stanno chiedendo di giocare un ruolo di primo piano nel difendere la Terra da questa minaccia, pensando contemporaneamente ad evitare che la distruzione finisca per avere una faccia molto più "terrestre", come quella di una testata nucleare.

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      • Durante
        Opinionista
        • 16/11/08
        • 2103

        #18
        [QUOTE=okno;1404724]Sul blog di Attivissimo ci sono una serie di analisi piuttosto dettagliate.

        Il problema non è tanto investire 10000 per prevenire 100, è che di mezzo ci sono vite umane. Il problema è sottovalutato, ma reale. Si preferisce spendere soldi in macchinine per soldatini ma quando si tratta di ricerca, nada.

        Le così dette macchinine per soldatini per non dire altro comporta affari d'oro per pochi. La ricerca nel senso più nobile del termine comporta vantaggi sociali. Ma siccome quest'ultimi per determinate e precise caste non comporta guadagni a cascata per i soliti pochi quindi è presto detto.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Una difesa spaziale contro gli asteroidi non sarebbe diversa da una difesa spaziale contro i missili nemici, tecnologie similari, stesse fabbriche coinvolte, stessi gestori militari e magari commesse molto più grosse per i soliti del solito giro, però anche una guerra va dimensionata sulle proprie risorse e la fai se te la puoi permettere e sostenere a tempo indefinito.
          Per un errore del genere che portò l'urss a inseguire gli usa sullo scudo spaziale senza calcolare bene il risvolto economico l'urss se ne andò per le pezze.
          Pure i vaccini, pur avendo una motivaziobne sociale, producono reddito per i soliti noti e ciò starebbe a dire che giocano diversi fattori sul scelta del nemico da fronteggiare e nessuno ama dissanguarsi per situazioni limitate, oltre al fatto che, come sempre, se poi non succede niente chi ebbe la geniale idea di prevenire il nulla non ne ottiene dei meriti e riconoscimenti.
          Questo un problema comune a tutti i tipi di prevenzione che se funziona scoraggia l'adottarla.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #20
            Te hai paura, Durante? Pare che dopo il 2020 e nel 2036 alcuni asteroidi passeranno vicinissimi alla Terra....
            amate i vostri nemici

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              Ne è passato uno l'altro giorno, pure sotto l'orbita dei satelliti per telecomunicazioni, ad un pelo dall'impatto e non sembra che il mondo abbia tremato.

              Il 15 febbraio DA14 passerà a meno di 30.000 chilometri da noi, attraversando l'orbita di diversi satelliti. Ma il nostro pianeta non corre nessun rischio, spiegano gli astronomi
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              Last edited by Il gatto; 18-02-2013, 14:34.

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              • Durante
                Opinionista
                • 16/11/08
                • 2103

                #22
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Te hai paura, Durante? Pare che dopo il 2020 e nel 2036 alcuni asteroidi passeranno vicinissimi alla Terra....
                Conogelato la paura deriva dalla stessa matrice del coraggio anche se apparantemente ne è agli antipodi, il coraggio non è altro che una reazione derivante dalla paura. Rispondendo alla tua domanda ti dirò che l'istinto di conservazione crea timore, però si deve essere necessariamente pronti in qualsiasi momento ad affrontare ogni rischio che si presenti indipendentemente dalla nostra volontà. Come già detto precedentemente anni fa un metorite o pezzo di ghiaccio che sia stato proveniente dallo spazio mi cadde a poche diecine di metri, vidi distintamente la scia di fumo che lasciò, però non riuscii a trovare niente. Quella semplice vicenda mi fece prendere coscienza di quanto è labile la nostra esistenza. Ci avevo pensato precedentemente a questi fatti avendoli sentiti dire e letti sulla stampa, ma come tutte le cose finchè non ti capitano personalmente non puoi comprendere che qualsiasi pur banale fatalità mette in discussione la vita, sia individuale che collettiva dipende dalla dimensione della fatalità che si presenta.
                Riferendomi a gatto qualsiasi ricerca e la riuscita di essa comporta inevitabilmente un business, ma non solo in noi umani, questo modo comportamentale avviene incontestabilmente in tutto il mondo animale, con modalità differenti ma il tutto è legato dai vantaggi che può comportare una determinata porzione di una foresta dove viene contesa perchè essa offre maggiori opportunità nella alimentazione o strategicamente importante per la sicurezza. Noi non facciamo altro che amplificare in maniera artificiosa e articolata ma il tutto è derivato dal il primordiale atteggiamento che avevano nel paleolitico i nostri antichi predecessori. Quindi mettiamoci l'anima in pace, salvo rarissimi casi tutto ha un costo e a volte anche troppo salato.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  Quando interviene il troppo finisce che ti tieni il rischio diventato accettabile rispetto ai costi di riduzione.
                  Quanta gente muore per incidenti stradali, ma quanti si comprano le auto attrezate con i vari dispositivi per la riduzione del rischio?

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #24
                    Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
                    Conogelato la paura deriva dalla stessa matrice del coraggio anche se apparantemente ne è agli antipodi, il coraggio non è altro che una reazione derivante dalla paura. Rispondendo alla tua domanda ti dirò che l'istinto di conservazione crea timore, però si deve essere necessariamente pronti in qualsiasi momento ad affrontare ogni rischio che si presenti indipendentemente dalla nostra volontà. Come già detto precedentemente anni fa un metorite o pezzo di ghiaccio che sia stato proveniente dallo spazio mi cadde a poche diecine di metri, vidi distintamente la scia di fumo che lasciò, però non riuscii a trovare niente. Quella semplice vicenda mi fece prendere coscienza di quanto è labile la nostra esistenza. Ci avevo pensato precedentemente a questi fatti avendoli sentiti dire e letti sulla stampa, ma come tutte le cose finchè non ti capitano personalmente non puoi comprendere che qualsiasi pur banale fatalità mette in discussione la vita, sia individuale che collettiva dipende dalla dimensione della fatalità che si presenta.
                    Riferendomi a gatto qualsiasi ricerca e la riuscita di essa comporta inevitabilmente un business, ma non solo in noi umani, questo modo comportamentale avviene incontestabilmente in tutto il mondo animale, con modalità differenti ma il tutto è legato dai vantaggi che può comportare una determinata porzione di una foresta dove viene contesa perchè essa offre maggiori opportunità nella alimentazione o strategicamente importante per la sicurezza. Noi non facciamo altro che amplificare in maniera artificiosa e articolata ma il tutto è derivato dal il primordiale atteggiamento che avevano nel paleolitico i nostri antichi predecessori. Quindi mettiamoci l'anima in pace, salvo rarissimi casi tutto ha un costo e a volte anche troppo salato.
                    Esaustivo, grazie! L'uomo si sente invincibile, potente, in grado di dominare gli eventi e poi....si scopre in realtà fragilissimo. Un puntino indifeso nell'immensità dell'Universo...
                    amate i vostri nemici

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                    • Durante
                      Opinionista
                      • 16/11/08
                      • 2103

                      #25
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Esaustivo, grazie! L'uomo si sente invincibile, potente, in grado di dominare gli eventi e poi....si scopre in realtà fragilissimo. Un puntino indifeso nell'immensità dell'Universo...
                      Hai fatto centro conogelato.

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                      • Durante
                        Opinionista
                        • 16/11/08
                        • 2103

                        #26
                        Come dici riguardo alle auto attrezzate per ridurre il rischio non tutti ricorrono a questi optional per i costi alti e non tutti sono in grado di sostenere tali spese. Se come direbbe il buon senso questi importanti optional che riducano sensibilmente i rischi che comportano gli incidenti stradali fossero installati in serie i costi subirebbero una importante riduzione. Ma siccome economicamente pensando e secondo la logica mercantile installare su richiesta queste sicurezze i costi lievitano e quindi i guadagni sono maggiori. A chi vende non interessa che i costi sociali sanitari siano notevolmente inferiori, non è una questione che lo investe, quello che gli interessa è il profitto. Però qui diventa una questione come il cane che si morde la coda, perchè se i costi sociali fossero inferiore da quella fattispecie di infortunistica i commercianti avrebbero una tassazione inferiore riguardo alla sanità che coinvolgerebbe ad una diminuzione della tanto odiata I:R.A.P.. Purtroppo tutto questo è esulato dalla nostra maturità individuale e collettiva.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #27
                          I sistemi socialisti dove tutto è funzione della collettività e la collettività provvede a tutti non hanno funzionato e comunque ogni individuo ha il proprio stile di vita personale ottimale e se lo vuole mantenere pigliandosi pure i rischi che comporta, al che l'inquadramento generale necessario ad una stringente cooperazione salta e, visto che ogni pollo ha uno specifico mangine, l'allevatore da 100 lire a testa e ciascuno provveda da se per il suo con quel che ne esce di sperequazioni, ma anche di soddisfazione per la libertà di scelta.
                          Last edited by Il gatto; 19-02-2013, 14:30.

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                          • Durante
                            Opinionista
                            • 16/11/08
                            • 2103

                            #28
                            Ciò che ho riportato nel mio precedente post non c'èra nessun riferimento a sistemi socialisti ma si basava sui costi sociali che incorrono le conseguenze della salute dei cittadini dagli incidenti stradali e quindi si tratta di stabilire se mettere o no dei sistemi di prevenzione che possono diminuire determinati danni, quindi se venissero intallati in serie tale prevenzione verrebbe estesa a tutti gli automobilsti e ai relativi passeggeri con un ragionevole aumento dei costi che non peserebbe più di tanto sulle tasche degli utenti, rispetto agli speculativi costi degli attuali optional. I vantaggi che ne deriverebbe dalla diminuzione delle spese sanitarie si ripercuoterebbero in maniera virtuosa a tutto il tessuto sociale.
                            Last edited by Durante; 19-02-2013, 15:00.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #29
                              Quando è stato ventilato il dover adottare le gomme da neve perchè più efficaci delle catene a momenti scoppia la rivoluzione.
                              In generale quando si vogliono introdurre i criteri della qualità che costano si mettono avanti i maggiori costi della non qualità cosa che ha convinto, ma per il reddito di immagine e di blindatura del mercato, solo chi aveva notevoli risorse da investire.

                              Per essere convincenti serve dimostrare che a fronte di una spesa x di ora ti rientra, proprio a te che investi, x più un reddito y proporzionale al ritardo, le compensazioni generali del momento che verrà, forse, sono belle, ma muovono solo quelli che ne traggono un vantaggio a costo proprio molto limitato.
                              Last edited by Il gatto; 19-02-2013, 15:15.

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                              • Durante
                                Opinionista
                                • 16/11/08
                                • 2103

                                #30
                                La mia risposta non sarebbe altro e comprensibilmente una replica dei miei post precedenti.

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