Vigile ucciso, pena ridotta per il rom:
"La famiglia lo aveva abituato ai reati"
Il tribunale per i minorenni di Milano ha concesso le "attenuanti generiche" a Remi Nikolic, il giovane rom che a bordo di un suv travolse e uccise l'agente di polizia locale Niccolò Savarino, anche sulla base del "contesto di vita familiare" nel quale "è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento" e dalla "totale assenza di scolarizzazione". Lo scrivono i giudici nella sentenza con cui a marzo hanno condannato il ragazzo a 15 anni di carcere. Il pm aveva chiesto per lui 26 anni, senza il riconoscimento delle attenuanti.
Sulla vicenda interviene l'assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, Stefano Bolognini, secondo il quale "è a dir poco sorprendente la giustificazione con cui sono state date le attenuanti al rom che ha brutalmente ucciso un vigile mentre era in servizio. Sono innumerevoli i casi di persone che crescono in contesti di vita familiare disagiati, ma non per questo tutti si sentono liberi di rubare un suv e di andare a investire un uomo". E ancora: "La sentenza dei giudici rappresenta un grave precedente, perché tutti coloro che vengono qui da clandestini e si mettono a delinquere, senza casa e lavoro, sapranno che potranno sempre beneficiare delle attenuanti concesse a Nikolic.
La giustizia italiana ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente staccata dalla realtà".
E' la giustizia ad essere staccata dalla realtà o è la realtà che deve essere rieducata a comprendere e subire.
Perché se le due cose non fanno pace c'è anche la reazione opposta
LONGO: AVREI SPARATO A KABOBO, HO UNA LUGER
«Kabobo? Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe». Lo dice Piero Longo, deputato del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, a 'La Zanzara' su Radio 24. «Basta sparare alle gambe - insiste Longo - per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso.
Grillo coglie l'onda popolare
GRILLO: QUANTI SONO I KABOBO D'ITALIA? MIGLIAIA?
«Quanti sono i Kabobo d'Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno». Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog. «Via Melzo, Milano, un cittadino portoghese originario dell'Angola, stacca a un passante un orecchio a morsi», ricorda il leader del Movimento 5 stelle. «Prosegue poi per Porta Venezia dove picchia una persona all'uscita dalla metropolitana. Sale su un convoglio e alla fermata di Palestro aggredisce a testate, calci e pugni un ragazzo. Risalito in superficie, raccoglie un mattone e lo tira in faccia a un sessantenne che portava a spasso il cane. Gli spacca il setto nasale e gli procura un vasto ematoma all'occhio. Viene arrestato e dopo un mese rilasciato in libertà. Il pensionato lo ha rivisto nel suo quartiere e si è rifugiato in macchina. Il cane si è dato alla fuga».
"La famiglia lo aveva abituato ai reati"
Il tribunale per i minorenni di Milano ha concesso le "attenuanti generiche" a Remi Nikolic, il giovane rom che a bordo di un suv travolse e uccise l'agente di polizia locale Niccolò Savarino, anche sulla base del "contesto di vita familiare" nel quale "è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento" e dalla "totale assenza di scolarizzazione". Lo scrivono i giudici nella sentenza con cui a marzo hanno condannato il ragazzo a 15 anni di carcere. Il pm aveva chiesto per lui 26 anni, senza il riconoscimento delle attenuanti.
Sulla vicenda interviene l'assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, Stefano Bolognini, secondo il quale "è a dir poco sorprendente la giustificazione con cui sono state date le attenuanti al rom che ha brutalmente ucciso un vigile mentre era in servizio. Sono innumerevoli i casi di persone che crescono in contesti di vita familiare disagiati, ma non per questo tutti si sentono liberi di rubare un suv e di andare a investire un uomo". E ancora: "La sentenza dei giudici rappresenta un grave precedente, perché tutti coloro che vengono qui da clandestini e si mettono a delinquere, senza casa e lavoro, sapranno che potranno sempre beneficiare delle attenuanti concesse a Nikolic.
La giustizia italiana ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente staccata dalla realtà".
E' la giustizia ad essere staccata dalla realtà o è la realtà che deve essere rieducata a comprendere e subire.
Perché se le due cose non fanno pace c'è anche la reazione opposta
LONGO: AVREI SPARATO A KABOBO, HO UNA LUGER
«Kabobo? Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe». Lo dice Piero Longo, deputato del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, a 'La Zanzara' su Radio 24. «Basta sparare alle gambe - insiste Longo - per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso.
Grillo coglie l'onda popolare
GRILLO: QUANTI SONO I KABOBO D'ITALIA? MIGLIAIA?
«Quanti sono i Kabobo d'Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno». Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog. «Via Melzo, Milano, un cittadino portoghese originario dell'Angola, stacca a un passante un orecchio a morsi», ricorda il leader del Movimento 5 stelle. «Prosegue poi per Porta Venezia dove picchia una persona all'uscita dalla metropolitana. Sale su un convoglio e alla fermata di Palestro aggredisce a testate, calci e pugni un ragazzo. Risalito in superficie, raccoglie un mattone e lo tira in faccia a un sessantenne che portava a spasso il cane. Gli spacca il setto nasale e gli procura un vasto ematoma all'occhio. Viene arrestato e dopo un mese rilasciato in libertà. Il pensionato lo ha rivisto nel suo quartiere e si è rifugiato in macchina. Il cane si è dato alla fuga».

e attento che costano.
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