Ieri pomeriggio si è spento don Gallo, il prete degli ultimi, inviso alle gerarchie per la sua vicinanza CONCRETA alla povera gente. E mancherà terribilmente a tutte le persone per bene.
Ciao, don Gallo
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Tag: Nessuno
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Un prete come ne sono rimasti pochi. Sicuramente lascerà un grande vuoto.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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L'unico quotidiano a non mettere oggi in prima pagina la notizia della morte di don Gallo è L'Avvenire. Chissà come mai...
semel in anno licet insanire, cotidie melius
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Eretico e protestante.
Osava affermare il primato della coscienza personale il che significa mettere fuori gioco la chiesa quindi eretico e protestante.
E orripilante pure comunista e anarchico
morto DON GALLO, il prete comunista
http://www.ustation.it/contenuti/vid...rete-comunista
Don Andrea Gallo, il nostro angelo anarchico
Last edited by Il gatto; 23-05-2013, 13:25.
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[QUOTE=Il gatto;1417914]Eretico e protestante.
Osava affermare il primato della coscienza personale il che significa mettere fuori gioco la chiesa quindi eretico e protestante.
siamo noi che coniamo vocaboli in base alle evoluzioni cristiane, quindi in base alle diverse interpretazioni del vangelo. Don Gallo non ha fatto altro che seguire l'insegnamento del Cristo che non necessita interpretarlo ma è sufficiente applicarsi al suo Verbo. Non è facile seguire l'insegnamento di Gesù lo disse Lui stesso, chi mi seguirà sarà perseguitato. Il colmo è che sia la stragrande maggioranza delle gerarchie ecclesiali a mettere i bastoni fra le gambe di questi personaggi come don Gallo, don Milani, don Cubattoli, don Santoro, padre Maggi, don Diana che invece di stargli vicino da vivo lo fanno beato da morto quindi non necessita sforzarsi mnemonicamente per capire chi usufruisce del suo sacrificio e tanti altri che non vengono menzionati che rimangono nell'anonimato.
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Evidentemente la linea "religiosa" degli enti "santi" era divergente e la posizione del giusto e del santo la decidono gli enti santi che infatti raccolgono miliardi e miliardi
di seguaci che festeggiano i santi.
I morti hanno il pregio di non interferire quindi, se hanno un seguito che vale la pena acquisire a poco prezzo, si fa santo il morto a che si possa dire "ecco i santi" nostrilo fanno beato da morto
e, dietro a questi, per altro pochini, si santificano gli enti che sono tanti e debbono mangiare.
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Ci lascia un grande uomo, ho sempre ammirato la sua passione, il suo fare educativa di strada con semplicità senza tabù e senza troppe menate psicologiche e pedagogiche, amavo la sua ironia e il suo essere "ribelle". Non credo nell'aldilà ma mi piace immaginarmelo che si fuma un sigaro con Faber
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Moderatore Apocalisse
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Un piccolo difetto, se non fosse accompagnato dalla mancanza di fede ed obbedienza umile al suo distributore monopolista in terra,.
E' questo il difetto imperdonabile che grida vendetta e che porta all'eresia delle dottrine terrene che usurpano il ruolo del distributore avocando a se decisioni e giudizio, terribbile.
Quando Bergoglio condannò la teologia della liberazione
La Teologia della liberazione nasce dopo il Concilio Vaticano II e si propone come una interpretazione del Concilio nel continente dell'America Latina che vive non poche contraddizioni: povertà fino alla miseria, fame, favelas, situazioni politiche caratterizzate da dittature militari. Che risposte può dare la fede? Il Vangelo può costituire con la sua promessa di vita nuova uno strumento di liberazione e affrancamento dalla povertà e dalla violenza? La chiesa che ruolo può svolgere? A queste domande nel 1968 durante la II Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano tenutasi a Medellin, in Colombia, emergono le prime riflessioni e indicazioni di una nuova teologia che prenderà presto il nome diTeologia della liberazione. Per leggere e interpretare le ingiustizie presenti nel Continente si ricorre all'utilizzo del pensiero sociologico, storico, economico, antropologico che, rielaborato con le categorie della teologia e del vangelo, formula giudizi e strumenti di valutazione della politica, dell'economia e delle ingiustizie. L'analisi marxista e la lotta di classe entrano presto in molte proposte teologiche.
La Teologia della liberazione nasce come movimento con diversi accenti e anime. La figura di spicco è Gustavo Gutierrez dell'ordine dei frati predicatori. Suo il libro "Teologia della liberazione" che ispirerà gli altri teologi. Pubblicato nel 1971, il saggio si muove su tre fronti: valorizzare la teologia come riflessione critica sulla prassi; il ruolo dei poveri e dei fedeli intesi come il soggetto destinatario della salvezza nella storia, nella chiesa e nella teologia; la liberazione storica fa parte della salvezza divina. Il ruolo dei poveri, che sono una moltitudine, è centrale nel pensiero di Gutierrez. E il termine liberazione affascina e conquista subito tutti. La salvezza, dice il teologo peruviano,
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