Il ministro parlava, tramite un video-messaggio, a un convegno che si è tenuto a Roma (organizzato dalla Fondazione Italia-Giappone e dall'ambasciata) sulla "Abenomics", ossia l'aggressiva politica economica varata
dal primo ministro Shinzo Abe per scuotere il paese da un ventennio di deflazione e crescita anemica. Una politica che sta suscitando accesi dibattiti in tutto il mondo, e i cui riflessi ci toccano peraltro da vicino.Questa politica è stata definita "delle tre frecce",
Freccia 1 La più clamorosa è quella che riguarda la politica monetaria, per attuare la quale Abe ha cambiato il governatore della Bank of Japan. Prevede un raddoppio della base monetaria in due anni, essenzialmente tramite l'acquisto di titoli da parte della banca centrale al ritmo di 100 miliardi al mese. Questo dovrebbe vincere la malattia deflazionistica (l'obiettivo è un'inflazione di almeno il 2%) e - cosa non secondaria - far svalutare lo yen. In appena tre mesi ci sono stati risultati clamorosi: lo yen ha perso il 30% sul dollaro e il 20 sull'euro,
Freccia 2 la politica di bilancio, che prevede uno stimolo da ben 10.000 miliardi di yen con cui stipulare contratti con i privati entro giugno
Freccia 3 una politica industriale che si propone di individuare alcuni "settori idonei nei quali investire 200.000 miliardi di yen".
"Tra un paio di decenni un quarto della popolazione giapponese avrà un'età superiore ai 65 anni. Aumenteranno le spese sanitarie e previdenziali e diminuirà la forza lavoro, potrebbe essere una tragedia. Ma se invece fosse possibile una soluzione a questo problema, grazie allo sviluppo tecnologico o mediante la riforma del sistema previdenziale, creando cioè una società nella quale le persone rimangano attive per tutta la vita, questa soluzione potrebbe essere esportata in tutto il mondo". Parole che pesano perché a pronunciarle non è un futurologo in vena di sensazionalismi, ma il ministro giapponese dell'Economia (e di molte altre cose, le sue competenze riempiono due righe in caratteri piccoli). Ministro, tra l'altro, con un nome che in italiano evoca facili giochi di parole, visto che si chiama Amari (Akira Amari).
Il ministro ha accennato anche alle condizioni che potrebbero rendere possibile questa prospettiva. "Utilizzando - ad esempio - le cellule IPS (staminali pluripotenti indotte), sarà possibile creare cellule sane da sostituire a quelle malate, o addirittura agli organi malati". E ha annunciato una deregolamentazione del settore per facilitare la produzione di nuovi farmaci e nuovi dispositivi medici e assistenziali.
Il tutto per al lavoro per una vita
Età della pensione: mai.
Ma con chi nasce che ci si fa?
, non credo che per amari sia un problema risolvere, ragiona in grande il ragazzo.
dal primo ministro Shinzo Abe per scuotere il paese da un ventennio di deflazione e crescita anemica. Una politica che sta suscitando accesi dibattiti in tutto il mondo, e i cui riflessi ci toccano peraltro da vicino.Questa politica è stata definita "delle tre frecce",
Freccia 1 La più clamorosa è quella che riguarda la politica monetaria, per attuare la quale Abe ha cambiato il governatore della Bank of Japan. Prevede un raddoppio della base monetaria in due anni, essenzialmente tramite l'acquisto di titoli da parte della banca centrale al ritmo di 100 miliardi al mese. Questo dovrebbe vincere la malattia deflazionistica (l'obiettivo è un'inflazione di almeno il 2%) e - cosa non secondaria - far svalutare lo yen. In appena tre mesi ci sono stati risultati clamorosi: lo yen ha perso il 30% sul dollaro e il 20 sull'euro,
Freccia 2 la politica di bilancio, che prevede uno stimolo da ben 10.000 miliardi di yen con cui stipulare contratti con i privati entro giugno
Freccia 3 una politica industriale che si propone di individuare alcuni "settori idonei nei quali investire 200.000 miliardi di yen".
"Tra un paio di decenni un quarto della popolazione giapponese avrà un'età superiore ai 65 anni. Aumenteranno le spese sanitarie e previdenziali e diminuirà la forza lavoro, potrebbe essere una tragedia. Ma se invece fosse possibile una soluzione a questo problema, grazie allo sviluppo tecnologico o mediante la riforma del sistema previdenziale, creando cioè una società nella quale le persone rimangano attive per tutta la vita, questa soluzione potrebbe essere esportata in tutto il mondo". Parole che pesano perché a pronunciarle non è un futurologo in vena di sensazionalismi, ma il ministro giapponese dell'Economia (e di molte altre cose, le sue competenze riempiono due righe in caratteri piccoli). Ministro, tra l'altro, con un nome che in italiano evoca facili giochi di parole, visto che si chiama Amari (Akira Amari).
Il ministro ha accennato anche alle condizioni che potrebbero rendere possibile questa prospettiva. "Utilizzando - ad esempio - le cellule IPS (staminali pluripotenti indotte), sarà possibile creare cellule sane da sostituire a quelle malate, o addirittura agli organi malati". E ha annunciato una deregolamentazione del settore per facilitare la produzione di nuovi farmaci e nuovi dispositivi medici e assistenziali.
Il tutto per al lavoro per una vita
Età della pensione: mai.
Ma con chi nasce che ci si fa?
, non credo che per amari sia un problema risolvere, ragiona in grande il ragazzo.




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