la mia analisi su me stesso

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #16
    L'astensionismo non si limita a dimostrare la sfiducia e la delusione della poltica ma è una grande forza che può confluire in direzioni per niente democratiche da personaggi discutibili nelle vesti di agnelli ma provvisti di pochi scrupoli ma gestiti dai soliti noti che formarono il ventennio che poi furono i soliti che ne decretarono la fine. Cambiano generazionalmente per ovvii motivi anagrafici ma il disegno è equanime. Non è detto che se anche le dinamiche sono diverse i risultati non siano i medesimi.

    Comment

    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Certo, è una massa instabile che può convergere su un qualunque istrione prossimo venturo, più o meno o affidabile.
      Resta che quello che si è presentato, dopo essere stato valutato concedendogli ampie possibilità, sembra sia stato bocciato, per il futuro si può solo attendere.

      Il peccato mortale è stato quello di non avere una proposta politica di gradimento e quello che malamente ha esposto ha dimostrato di non saperlo gestire, ne come sistema, ne come persone.
      Ne è un caso che solo dei giovinetti hanno ritenuto di associare il proprio nome al suo, dove stanno quei nomi di alto profilo che avrebbero dovuto governare nel suo nome? la fine dei suoi candidati eccellenti alla presidenza esemplificano molto cosa significa avere a che fare con tal soggetto.

      Comment

      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Grillo e il Movimento

        C’è poco da aggiungere su quanto di recente è avvenuto nel Movimento Cinque Stelle. Magari si può aiutare Beppe Grillo a rispondere alla domanda che più lo assilla.

        “La senatrice Gambaro in campagna elettorale diceva che se uno non si ritrova nel Movimento, allora deve dimettersi. Ma lei non si dimette. Cosa è cambiato allora in questi mesi?”

        La risposta standard, quella che in automatico viene data dal cerchio magico grillino e dai suoi guerriglieri on line è non si dimette perché è attaccata alla poltrona vuole i soldi e andare nei talk show si è venduta è una infiltrata e traditrice.

        Ma c’è un’altra risposta possibile a questa domanda – legittima – dell’unico capo tra gli altri invece tutti uguali.

        In questi mesi, caro Beppe Grillo, tanti hanno capito che nel Movimento Cinque Stelle, come dice Lei, uno non vale uno.

        In questi mesi tanti hanno capito che nel Movimento Cinque Stelle, come dice Lei, non è l’alfiere della democrazia diretta, ma piuttosto di quella eterodiretta.

        In questi mesi tanti hanno capito che nel Movimento Cinque Stelle c’è un megafono, come dice di essere Lei, che non capisce che prendere il 25% alle elezioni politiche significa un salto di responsabilità, non una raffica di post a suon di faccia da culo e parlamento tomba.

        In questi mesi, tanti hanno capito che nel Movimento Cinque Stelle la trasparenza totale, come piace dire a Lei, vale per gli altri e molto meno per sé stessi.

        Ecco cosa è successo in questi mesi.

        E’ successo che tanti hanno capito che, prendendo alla lettera il decalogo dei Cinque Stelle, nudo e crudo, quello che si sta mettendo fuori dallo spirito del Movimento è Lei prima e più di chiunque altro.

        Perché nei Cinque Stelle uno non vale uno; perché Lei politicamente si muove come uno che non vuole veramente cambiare le cose, ma preferisce che le cose restino così come sono; perché nel Suo Movimento la democrazia diretta è l’alibi per la non-democrazia; perché non c’è alcuna vera trasparenza in cio’ che Lei fa e in come lo fa.

        Ergo, qualcuno comincia a chiedersi: perché non si dimette Lei?

        (E già che ci siamo, potrebbe spiegare perché le cariche nel Movimento sono tutte a rotazione, tutte, meno la Sua?)


        Comment

        • Durante
          Opinionista
          • 16/11/08
          • 2103

          #19
          “La senatrice Gambaro in campagna elettorale diceva che se uno non si ritrova nel Movimento, allora deve dimettersi. Ma lei non si dimette. Cosa è cambiato allora in questi mesi?”



          E’ successo che tanti hanno capito che, prendendo alla lettera il decalogo dei Cinque Stelle, nudo e crudo, quello che si sta mettendo fuori dallo spirito del Movimento è Lei prima e più di chiunque altro.

          Perché nei Cinque Stelle uno non vale uno; perché Lei politicamente si muove come uno che non vuole veramente cambiare le cose, ma preferisce che le cose restino così come sono; perché nel Suo Movimento la democrazia diretta è l’alibi per la non-democrazia; perché non c’è alcuna vera trasparenza


          In campagna elettorale "l'eretica" Gambaro di certo non si aspettava come non si aspettavano i migliori ottimisti del M5S di prendere tanti milioni di voti, quindi vedendo questo risultato bastavano poche mosse per mettere fuori gioco Berlusconi e non scrivo il P.D.L. perchè senza lui il partito diventa una entità fluidoforme. Invece con il comportamento esclusivamente settario dei due guru e tutti gli altri che gli sono andati dietro non per convinzione ma trascinati dall'entusiasmo del risultato elettorale pensando infantilescamante che i Due erano veramente i Profeti designati. Invece che è successo? con il loro offensivo e ostentato comportamento sono riusciti a resuscitare per la seconda volta dopo più di duemila anni un'altro Lazzaro e alle elezioni amministrative recenti i loro post elettori glielo hanno fatto capire con una sonora scoppola che probabilmente il grillismo non è ancora soddisfatto. continuino pure su questa falsa riga. La loro fortuna è che questa coalizione di governo ne combinino di tutti i colori allora per disperazione gli elettori avranno due alternative o astenersi dal voto e che il M5S si accontenti di un modesto 10% di consenso se gli va bene o indirizzarsi verso Renzi. Non non vedo altre alternative.

          Comment

          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Ma le mosse le devi avere in testa e le mosse ci sono se c'è un piano generale, sono stati mancanti di tutto, specialmente di una dirigenza politica degna di tale nome e anche di operatori validi, per altro scelti su criteri di sottomissione e legami personali con il cerchio magico.
            Fatto il disastro è normale che si cerchi un colpevole e ciascuno additi l'altro, comunque il capo, per altro nemmeno brano bravo e neppure bello è il sempre il responsabile, anche quando sta in ferie.
            Non aver un meccanismo di rimozione e sostituzione del capo comporta sempre che se ne vada il seguito.

            Cosa che vale anche per il pdl, solo che quello vince e il problema si pone marginalmente.

            Comment

            • Durante
              Opinionista
              • 16/11/08
              • 2103

              #21
              Le strategie generali mancanti non sono solo una prerogativa del M5S lo denota il fatto che le vittorie elettorali fatte con la retromarcia sono le classiche vittorie di Pirro e mi riferisco al P.D. che è rimasto perlplesso e meravigliato per i voti ottenuti nelle ultime amministrative. I voti che ha preso non sono stati per il suo merito ma perchè coloro che si identificano nell'orientamento di centro sinistra e che avevano scelto precedentemente il M5S per quasi disperazione per non sapere per chi votare e vedendo che la situazione economica stà peggiorando hanno pensato scegliamo il meglio del peggio altrimenti come si spiega dopo tutto quello che è successo cominciando dalla banca MPS.

              Comment

              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                L'avere una storia e uno schieramento di principio, oltre che un radicamento pluridecennale nel tessuto sociale ha i suoi vantaggi, vantaggi che richiedono molta fatica per abbatterti e sradicarti, non così è per la piantina nuova che sbagliando viene portata via al primo vento.
                E comunque piazzarsi per essere il meno peggio è un disonore per chi si piazza, ma ben peggio per chi manco quello è riuscito a risultare.

                La loro fortuna è che questa coalizione di governo ne combinino di tutti i colori allora per disperazione gli elettori avranno due alternative o astenersi dal voto e che il M5S si accontenti di un modesto 10% di consenso se gli va bene o indirizzarsi verso Renzi. Non non vedo altre alternative.
                Nel pd si preparano a far fuori renzi limitando la partecipazione al voti voto ai soli iscritti, quindi escludendo gli esterni dove sta la forza di renzi.
                bersani pensa di resuscitare con i ribelli grillini a fare in seguito il governo che ha fallito in precedenza.
                Dipende quindi dalla forza dei due nel congresso.

                Ci dicono che renzi s'e' beccato il joker

                Matteo Renzi era quello estraneo al partito. Quello tenuto fuori dalla porta, per scelta sua o degli altri. Quello che non è riuscito a diventare nemmeno grande elettore per l’elezione del presidente della Repubblica, figurarsi se poi poteva diventare premier nominato per il governo delle larghe intese. Matteo Renzi ‘era’. Ora non è più. Perché nel partito ora c’è chi gli ha aperto quella porta: Massimo D’Alema.


                Quale sara' stato il prezzo?
                Last edited by Il gatto; 17-06-2013, 20:06.

                Comment

                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  Dopo questa appassionata sponsorizzazione grillo non può che trionfare, una garanzia così mica è facile averla

                  ''Dobbiamo conquistare gli elettori più anziani''
                  Il celebre "disturbatore" televisivo, nelle vesti di militante del M5S, interviene durante il sit-in in Piazza Montecitorio a sostegno della linea di Beppe Grillo


                  Video


                  Pirellone, spese tagliate col 'no' del M5S:
                  i consiglieri avranno 10.500 euro al mese

                  La spending review approvata con 66 voti su 75: contrari solo i grillini, che invocavano "misure più drastiche". Attualmente lo stipendio lordo è di 16mila 800 euro, Dimezzate le spese per il personale dei gruppi


                  Eròi

                  Quelli che non valgono niente

                  Paola Pinna, rea di aver difeso Adele Gambaro, definendola "una Cosetta dei Miserabili laureata, disoccupata che viveva con i genitori a Quartuccio Cagliari e con 100 voti 100 è diventata deputata al Parlamento".

                  Solo a dei nobili possono venire in mente definizione del genere per qualificare i sevitori infidi.

                  cercasi servitori fedeli di ricambio.
                  Last edited by Il gatto; 18-06-2013, 17:40.

                  Comment

                  Working...