Dentro e fuori

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  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #1

    Dentro e fuori

    Stamattina alla fermata del tram ho trovato un volantino che pubblicizza i blog dei detenuti del carcere di Torino. Questa è la sezione maschile, quella femminile è sospesa fino a settembre.



    Mi sembra una bella iniziativa, mi ha stupito leggere così pochi commenti dei visitatori, probabilmente c'è il rischio che il progetto venga archiviato. Per motivi di sicurezza i testi scritti a mano dai detenuti vengono poi trascritti sul sito dai giornalisti, perchè l'uso di internet nelle carceri è vietato, e probabilmente questa "traduzione" e ripulitura anche sintattica dei testi a mio parere è anche un limite del progetto.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Perché non li mandiamo a casa?
    Ovviamente se ce l'hanno

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Perché non li mandiamo a casa?
      Forse perché quando a casa ci stavano non si sono comportati a modino e ciò h prodotto il trasloco.

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Non capisco cosa vuoi dire, Crepuscolo
        Consentir loro di scrivere questi piccoli brani e di pubblicarli fa parte del progetto di rieducazione cui il carcere dovrebbe tendere. Anche per noi è interessante leggere il punto di vista e le esperienze di chi sta dentro, no?
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Mi pare si ponga la questione per cui se uno scrive bene e spiritualmente dimostra di essere redento , da ciò magari si genera il dubbio su quanto la correlazione fra un certo scrivere e l'essere redenti sia vera in pratica.
          Resta pure il fatto che dopo essere stati beccati e carcerati quasi tutti scrivono lettere lacrimevoli di perdono alle vittime, cosa che se accettata facilita la riduzione della pena e per i più la cosa ha un retrogusto utilitaristico che non predispone bene.

          Brindisi: Vantaggiato piange e chiede perdono a famiglia Bassi
          http://www.liberoquotidiano.it/news/...lia-Bassi.html

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70460

            #6
            Sicuramente è una iniziativa interessante e degna di nota. Purtroppo non è facile portare avanti progetti di questo tipo, da un lato perché non sempre le dirigenze carcerarie si rivelano accomodanti, dall'altro perché comunque vi sono un sacco di vincoli normativi. Nella mia città l'associazione di cui faccio parte sta portando avanti un progetto educativo, che va dalla realizzazione di un orto ai corsi di stampa. Però per poter iniziare è dovuta intervenire la Curia, altrimenti le porte della casa circondariale sarebbero rimaste ben chiuse.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
              Non capisco cosa vuoi dire, Crepuscolo
              Consentir loro di scrivere questi piccoli brani e di pubblicarli fa parte del progetto di rieducazione cui il carcere dovrebbe tendere. Anche per noi è interessante leggere il punto di vista e le esperienze di chi sta dentro, no?
              Si, non lo metto in dubbio che sentire come si sta dentro sia importante per chi è fuori e può fare qualcosa per loro, ma anche loro dovrebbero pensare a come si sta fuori e perché sono dentro.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Non capisco cosa vuoi dire, Crepuscolo
                Consentir loro di scrivere questi piccoli brani e di pubblicarli fa parte del progetto di rieducazione cui il carcere dovrebbe tendere. Anche per noi è interessante leggere il punto di vista e le esperienze di chi sta dentro, no?
                Ottimo!
                amate i vostri nemici

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  . Anche per noi è interessante leggere il punto di vista e le esperienze di chi sta dentro, no?
                  mi ha stupito leggere così pochi commenti dei visitatori, probabilmente c'è il rischio che il progetto venga archiviato.
                  E' evidente che la risposta tende a quel no di cui, volendo, ci si possono dare le ragioni di quel no.

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                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #10
                    Sono passati 6 anni..ha scritto altri post?(da libero si intende)

                    dal sito;
                    Il post più importante
                    di Giancarlo, 16 Luglio 2007
                    Ciao a tutti,
                    come sempre eccomi a scrivere, anche se sono in un momento particolare e forse questo è il post più importante che ho scritto (almeno per me).
                    A volte l’uomo dovrebbe fermarsi e trarre delle conclusioni e chiedersi che cosa ha fatto nel proprio vissuto di giusto o sbagliato, chi era e chi è, poi decidere se è soddisfatto o se è bene impegnarsi ulteriormente per esserlo.
                    Perché io sto facendo questo e ve lo sto scrivendo. Se tutto andrà bene a breve terminerò di scontare la mia pena qui e finirò di scontare il mio residuo fuori, in affidamento, quindi era quasi scontato che io pensassi a ciò che è stato il mio passato e cosa sarà il mio futuro, ma soprattutto a cosa mi è servito questo ultimo anno. Penso che se voi faceste questa domanda a chi è stato in carcere più dell’80% direbbe: “Niente” e poi comincerebbe con: “Ma … e se… perché … forse…”. Io invece rispondo che qui sono diventato un uomo nuovo e ora posso affermare con orgoglio: “Sono Giancarlo, mi piaccio così come sono”.
                    Mi sforzerò e mi impegnerò per migliorarmi ancora ma se devo dire se ho fatto di tutto perché la mia detenzione non fosse solo coercitiva ma anche riabilitativa, posso dire SI.
                    Sento che ho usato al meglio il tempo che ho avuto qui. Devo ringraziare che esista la “Prometeo”, avrà un posto speciale nel mio cuore, sembra assurdo che mi esprima in questo modo parlando del carcere, ma è così. Forse sono assurdo io, ma è così che voglio essere e vi dirò di più: se il magistrato di sorveglianza riterrà opportuno che resti qui, allora sarà da qui che continuerò ciò che ho cominciato (cioè cambiare).
                    Sarei ipocrita se dicessi che sarebbe lo stesso, sono assurdo, non pazzo, quindi spero che questa sia l’ultima volta che scrivo da dietro le sbarre e che la prossima sia da ex carcerato.
                    Con affetto, Giancarlo

                    p.s. Ci sono persone fantastiche con vissuti bruttissimi e ci sono persone bruttissime con vissuti fantastici.
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Credo che questo detenuto abbia tutto l'affetto di chi è fuori e può aiutarlo. Chiamiamolo pure esorcismo, dove l'esorcista sembra essere stato il carcere. Come se fosse sottinteso da parte del detenuto: ho sbagliato, pago e sto pagando ma mi sono accorto di chi ero e di chi sono. Spero gli sia andato tutto bene e non sia ricaduto. Sarebbe bello sapere che fine ha fatto.

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                      • nahui
                        Astensionista

                        • 05/03/09
                        • 21040

                        #12


                        Sinceramente, non penso che bene e male siano separati da un muro, ma da una membrana molto sottile. Quando leggo di certe vicende, di certi ambienti, penso sempre che superare quella soglia, in determinate condizioni, possa essere facile.
                        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                        (George Bernard Shaw)

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          La situazione reale dice però cose diverse, forse perché tutti pensano cose terribbili, ma ben pochi in proporzione le fanno avendo pure la capacità di farle, visto che se tale capacità manca il pensare vale nulla.

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