Il problema si sviluppa quando i profitti dervanti dal un surplus produttivo si catalizzano verso pochi soggetti che al lungo andare anche se nel passato recente è stato fatto si che le persone avessero un reddito che permettesse al consumismo di svilupparsi e mi riferisco al periodo del boom economico del primo quinquennio degli anni sessanta, come dicevo nel lungo andare le nazioni che erano considerate aree di conquista causato dalla loro povertà economica ma paradossalmente ricche di materie prime, sono sempre state viste come territorio di approvvigionamento delle ricchezze che possedevano e posseggono in natura, senza considerare da parte nostra che l'evoluzione economica coadiuvata dal loro basso costo della manodopera e soprattutto avendo la disponibilità di usufruire delle loro ricchezze è successo che si sono invertite le parti sulla competitività produttiva, ma a loro volta questa grande opportunità di vendere in maniera dilagante su tutti i mercati occidentali per i motivi già detti, si scontrano contraddittoriamente con la pesante crisi che attraversa gli ex paesi produttivi di una volta cioè l'occidente che per cause contingenti di soldi disponibili per spendere ce ne sono sempre meno, non in maniera drammatica a grandi linee preoccupante per il prossimo futuro e questo determinerà sempre meno vendite da parte dei paesi così detti appartenenti al B.R.I.C. che andranno a loro volta fra pochi decenni in crisi. A noi non rimane che creare uno stile di vita innovativo che si basi su una distribuzione più equa della ricchezza mantenendo un sistema capitalistico con dinamiche diverse da come è stato concepito fino a adesso.
Il costo del lavoro
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Prima che i bric vadano in crisi debbono saturare i propri mercati e gli ci vorrà più di qualche decina di anni e quello che succederà allora sarà un poblema di allora che non risolve comunque il problema nostro di ora.
Vedremo quando lo brevettano, d'altra parte la ricchezza prima di distribuirla bisogna produrla e purtroppo la natura non è giusta, quindi la capacità di apportare valore aggiunto alle opere, sapendole piazzare nel contesto giusto al momento giusto, è molto diversa da individuo a individuo e immancabilmente quello che si rende conto di avere maggiori risultai di interesse per gli altri ne vuole una parte maggiore e utilizzando ulteriormente questo vantaggio moltiplica i suoi risultati ripristinando quello che si voleva smontare.A noi non rimane che creare uno stile di vita innovativo
Non gli è permesso e quello se ne va accolto a braccia aperte da chi è disposto a pagargli di più la sua capacità di ottenere risultati che danno maggiori risultati propri a chi se lo piglia.
Qua ti rimangono i mediocri che sapendo di avere il prezzo fisso ti rendono in proporzione sia per mancanza di brillanti capacità, sia per mancanza di motivazione ad esporsi.
Il risultato è quello sperimentato in situazioni similari dove l'iniziativa che crea risultati voluti non viene premiata, uffici statali insegnano
Comunque quando un sistema crolla i più fanno la fame e i meno sguazzano più di prima, il motivo per cui le crisi accentuano sempre la forbice e cancellano la classe media, quindi, o trovi il modo di superare la crisi e avere espansione economica che distribuisca ampia ricchezza, o la storia di sempre è quella con scarse probabilità che sia diversa.
Il guaio sta proprio nel fatto che prima di distribuirle le cose vanno prodotte, se le cose c'erano e bastava distribuirle, come in alcuni posti fortunati, alcuni paesi arabi, si poteva ragionare un po diversamente, sempre che si fosse stati pochi, perché per i tanti la cosa si complica anche avendo notevoli risorse piovute dal ciole perché quando vai a distribuire il notevole a troppi il procapite è deludente e la delusione unita alle aspettative e ai desideri forma una miscela esplosiva.
Anche e qui stiamo riducendo il tenore di vita, ma è palese che più si riduce e più ci sono problemi a sostenere quei sessanta milioni di presenti che se erano 50 o 40 avevano ancora ampi margini di riduzione complessiva mantenendo un procapite di soddisfazione relativa.
Comportandoci come una azienda che in un periodo di forte produzione non assume e opera con gli straordinari e esternalizzazioni, arriva il periodo di crisi e e si piazza a livello nominale senza licenziare e senza ridurre stipendi perché è ben dimensionata per affrontare le variabili di produzione.
E quale è l'equità riconosciuta da tutti come propria visto che testa che incontri, concetto di giustizia che hai?
Ecco un episodio dove l'equità di qualcuno si scontra, facendo scintille, con l'equità di qualcun altro
Expo Milano 2015: sgombrate le case abusive, maxi risarcimenti ai rom
Le case abusive dei rom in via Monte Bisbino a Milano saranno abbattute in vista di Expo 2015. Sorte senza permessi e mai condonate, le abitazioni lasceranno il posto a un raccordo che collegherà la stazione metropolitana di Molino Dorino alla Milano-Laghi, una strada ritenuta strategica per l’Esposizione Universale. I rom dell’Est Europa riceveranno un indennizzo che va dai 10mila ai 50mila euro a famiglia a seconda della metratura posseduta. Nel campo, che oggi ospita 350 persone, ci sono prefabbricati malconci ma anche vere e proprie villette in muratura, con patio, paraboliche e lussuose automobili in posti auto coperti. Tutte abusive anche se i terreni sono di proprietà di famiglie rom (foto by InfoPhoto): alcuni sono gli stessi inquilini altri affittano solo lo spazio.
Rapina a Milano: ‘risarcimento’ milionario a zingari per sgombrarli da ville abusive
Last edited by Il gatto; 18-07-2013, 13:52.
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la saturazione dei mercati interni dei paesi B.R.I.C. avverà forse prima che ci si aspetti perchè la logica del surplus produttivo se non è coadiuvato da una forte esportazione benchè le popolazioni che appartengono al famoso acronimo sono alcuni miliardi non determineranno il fiorire continuo delle loro economie, la dimostrazione è nel P.I.L. cinese che ogni trimestre diminuisce di alcuni punti decimali, quindi questo dimostra che quando l'esportazione rallenta il P.I.L. ne trae le conseguenze. Le proposte che verranno riguardo ad un nuovo capitalismo differiranno da stato a stato della C.E. per ovvie ragioni di costumi e mentalità differenti, però tutte dovranno essere improntate nella innovazione naturalmente se non vogliamo che la decadenza economico sociale si accentui sempre di più.
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Ciascuno risolve i suoi problemi e anche nelle possibilità di applicare "soluzioni" si spazia molto, da quelle parti hanno anche metodi sbrigativi che qua sono problematici, mentre la no e ciò gli permette ampi margini di manovra che altri non hanno.
Intanto il pil aumenta e, anche se inferiore, un aumento rimane una crescita di ricchezza disponibile e da poter immettere nel loro sistema, sistema che viene dalla fame e va crescendo quindi li anche la previsione, o illusione che sia, di un futuro benessere è un notevole risultato che sarebbe poco salutare andare a dire è finito e che nel momento è motivante per darsi da fare.
Resta sempre che questo nuovo capitalismo è da inventare per poi essere presentato e vedere se chi ha il capitale è interessato a starci oppure preferisce volare verso altri lidi accolto a braccia aperte lasciandoti ai tuoi esperimenti economici con quel che resta.
Chi i capitali non li ha e non ha eccellenti e apprezzate doti personali si piglia ciò che c'è perché a questi non li cerca nessuno.
Certo c'è sempre l'innovazione, ma servono i capitali per innovare e questi ti sono messi a disposizione se dai profitti e certezze, magari meno certezze, ma più profitti visto che se perdi non trovi nemmeno la spalla dove piangere.
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L'innovazione ha pure una storia sua perché servono capitali per ricerca e sviluppo, ma se poi non hai le linee di produzione che producono su scala industriale a prezzi competitivi quel prodotto, averlo ti serve a poco, se non ad arricchire il team di sviluppo che lo passa a chi è in grado di produrlo.
Mettere in piedi impianti di produzione è la componente che richiede più capitale e che necessità dei requisiti di costo e di supporto al contorno certi e stabili nel tempo, tornando al punto di partenza.
Anche l'innovazione va quindi molto ragionata e ben dimensionata su ciò che hai la capacità di produrre il che trasforma quella ricerca che cerca per la pura conoscenza a tempo indefinito in un cercare soluzione commercialmente valide e paganti in tempi dati, questo permette altrove di pagare i ricercatori dandogli una percentuale su ciò che riescono a far vendere più di altri, visto che la conoscenza di per non produce stipendi, ma solo soddisfazioni che però non bastano a chi raggiunge gli obiettivi assegnati dall'investitore, non bastano per altro nemmeno a chi cerca sempre di tutto senza riuscire a far portare un euro in cassa.Last edited by Il gatto; 18-07-2013, 14:56.
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Più che nuove linee produttive che richiedono capitali sono le idee che devono essere innovative, esempio chi vende della frutta e immetterla sul mercato con una modalità diversa rispetto alla modalità attuale come potrei portare l'esempio della alta tecnologia. Quindi o avviene un'altro ordine nella economia mercantile o questo sistema imploderà con conseguenze molto peggiorative per come si stà dimostrando attualmente. E' assurdo che della merce che è nelle stive delle navi che partono per esempio da un porto della Germania deve fare il giro del mondo prima che venga sbarcata in Italia, come in Spagna o in Grecia. E' chiaro che la merce non sia materiale deperibile. Quindi si tratta di concentrare i capitali da investire in strutture funzionali e snelle per far si che il risultato di ciò sia a vantaggio della qualità di vita delle persone e della sostenibilità dell'ambiente perchè è li che si decide come vivere non solo noi ma soprattutto le generazioni future. Certo nulla vieta di continuare così come è adesso se non si pensa a ciò che avverrà fra un futuro molto vicino.
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Quali capitali?
O, con quali proposte convinci un fondo di investimento a rischiare il proprio in previsione del benessere popolare italiano che forse lo restituisce e forse no?
Circa il giro del mondo dipende da quanto costa il passaggio visto che anche i privati non disdegnano un volo low cost che fa diversi scali per viaggiare sempre a pieno carico invece del volo di linea diretto a costi suoi.
Se poi le arance di israele costano meno di quelle siciliane e' dura invertire la situzione su motivazioni virtuali.
Niente e' per tutti quindi ciascuno si gioca la sua partita pure scollegata dalle sorti del banco che, se salta, fa la fortuna pure di tanti.
Non tutti contano sulla sicurezza del banco, c'e' chi gioca contro e se il banco salta lui vince.
Ne che si sia un'allegra famigliola legata da affettuosi sentimenti, siamo una societa' dove ogni socio ha una storia sua e gli altri soci valgono per quello che portano dentro e per quello che portano fuori
E non per ultimo questa gestione sociale innovativa che fai intravedere chi la fa, visto che gli attuali hanno tutt'altri progetti?Last edited by Il gatto; 18-07-2013, 16:46.
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Nel medio termine i grandi gestori dei fondi comuni dovranno pur fare delle scelte o avverrà come l'effimera felicità del verme che fa marcire la mela credendo di sopravviverle. Riguardo alle arance israeliane che vengono immesse nel mercato europeo perchè hanno un costo inferiore è molto discutibile. Penso che ne sarai informato che in Sicilia centinaia di tonnellate di arance finiscono sotto i cingoli dei trattori per far si che il costo di questa frutta lieviti in maniera esponenziale, oppure che la Germania ci venda la marmellata di frutta che proviene in parte dalle regioni italiane del sud. Si potrebbe creare migliaia di posti di lavoro, ma le scelte che vengono fatte sono tutt'altro perchè ciò che conta è il tornaconto e qui mi riallaccio al discorso di prima. La crisi è determinata soprattutto per una distribuzione sbagliata della ricchezza prodotta, ma questo a determinate classi politiche e commerciali conta poco perchè tanto la Fornero di turno verrà a prendere risorse già scarse di chi soffre di questa crisi per poter far continuare a prosperare i fondi di investimento di cui facevi prima riferimento. Orietta Berti cantava "finchè la barca va lasciala andare" però come si è visto che anche le grandi imbarcazioni spesso affondano.
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Ma la prima classe mediamente si salva e non gli conviene fare societa' in perdita con la terza classe.
Meno rischioso fare naufragio disponendo appieno dei mezzi individuali propri di salvataggio sempre che non si cambi nave prima.
Le catastrofi piu' catastrofiche diventano opportunita' per chi ha i mezzi e per questo fanno societa' fra loro.
In ogni caso manca un gestore lontanamente credibile di questo nuovo ordine e nessuno di spontanea volonta' affiderebbe le proprie risorse nelle mani di uno qualunque dei nomi conosciuti, infatti hanno solo cio' che riescono ad estorcere, pure con grande difficolta'.
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Che le situazioni catastrofiche diventino delle notevoli opportunità per diversi personaggi, lo insegna il mercato nero che vigeva quando dall' 8 settembre del 1943 che nel "suo piccolo" è stato la fortuna di chi esercitava tale mercato. Figuriamoci per come si è sviluppata l'economia in questi decenni cosa comporta in termini di guadagni la speculazione a scopo di lucro tali atteggiamenti che si configurano nelle innumerevoli offshore che permettono molte di queste società a un comportamento da ganster quindi in assenza del minimo scrupolo.
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Ne deriva che chi rischia di piu' finisce per sopportare gli oneri maggiori e il suo nuovo ordine lo ripone in attesa di migliori occasioni, se ci saranno e se avra' guadagnato migliori posizioni contrattuali.
Anche perche' il nuovo ordine non e' semplice da attuare come accennarlo.
Le quote agricole sono state scambiate con quote industriali in una produzione contingentata per sostenere i prezzi onde motivare gli agricoltori a restare tali.
Mettere mano all'ambaradan significa conoscerlo perfettamente per evitare guai maggiori di quelli che si pensa di risolvere e qua tali competenze s'hanno da costruire.
Inoltre un nuovo ordine implica un transitorio da quello vecchio, transitori che hanno piu' che spesso risvolti distruttivi come quelli da ovviare e cio' sconsiglia fortemente di avventurarsi in certi passaggi senza che siano meticolosamente pianificati e perfettamente attuabili, il tutto necessariamente condiviso e concordato dalle parti in conflitto.Last edited by Il gatto; 18-07-2013, 18:52.
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Prima di parlare di costi io direi di esaminare bene il capitale spezzando pure le spine in quattro. Dove sono i soldi degli Italiani? ( compreso il capitale).....visto che ce li succhianosempre piùOriginariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioNe deriva che chi rischia di piu' finisce per sopportare gli oneri maggiori
( meglio il sesso che i vampiri
). Non è per caso che vanno fuori d'Italia?
Italia stai desta! E soprattutto non ti far incantare da false idee.
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Al di la della cassa comune sono variamente distribuiti e composti e vanno a costituire quegli 8000 miliardi delle riserve private che puntellano i buffi del pubblico.
Certo che parte va all'estero perche' ciascuno, quando riesce, si costituisce le proprie assicurazioni personali.
Ma il nuovo ordine detto sopra mirerebbe a generare un interesse ad investire qua quel capitale, altrimenti restano tante belle cose di principio, chi non ha niente e una massa di stranieri che come va va ha solo da prendere.
Volendo, se si potesse ipotizzare un accordo ti compri lo stato e te lo gestisci pero' chi piu' mette specialmente potendo fare altro poi si aspetta una quota di risultato proprio in proporzione.
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e magari poi quella proporzione fondatoria la vorrebbe raddoppiare a parità di import/esport, e quindi a spese dei vicini vicini
; ecco rinvigorito il gonfiamento oltre che dei coglioni dei derubati
anche della bolla capitalistica che dopo aver colpito e colpito svalutandolo qualsiasi titolo di capitale, si è delicatamente adagiata sui debiti contratti per la casa, in banca, ora stazione sui dediti d'azienda.
Un' abbuffata sugl'imbuffati
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Beh, di che ti meravigli?
Ogni vivo si nutre di altri vivi trasformadoli in sostanze di pronto utilizzo e in altre di riserva, riserve che piu' sono consistenti piu' gli permettono di sopravvivere in condizioni avverse.
Li nasce il capitalismo, poi e' questione di capacita' di elaborazione, previsione e interessi differenziati del singolo.
E da tale regola non sfuggi visto che non si e' in grado di sintetizzare gli elementi complessi che servono partendo dai minerali e dagli elementi chimici elementari.
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