IL DISCORSO ALLA NAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ITALIANO ENRICO LETTA.
Rivolgo questo mio appello, a tutti coloro provenienti da altri paesi e che hanno scelto di vivere nel nostro. A essi, dichiaro e premetto fin da ora, che non sono contrario all'immigrazione e non ho niente di personale verso tutti quelli che cercano una vita migliore venendo nel nostro Paese.
Tuttavia, vi sono questioni che riguardano tutti coloro che in questi anni sono arrivati a milioni o che sono nati qui diventando nostri concittadini, che devono sapere e capire.
L’idea che l'Italia deve diventare una comunità multiculturale, costi quel che costi, è un’idea sbagliata, ed è servita soltanto ad annacquare la nostra sovranità e identità nazionale.
Come italiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua e il nostro modo di vivere. Questa cultura proviene e si è accresciuta e consolidata durante i duemila e cinquecento anni della romanità, e più recentemente, formatasi in Nazione da circa centocinquanta anni, che sono stati anni di lotte, processi, sacrifici e vittorie da parte di milioni di uomini e donne che hanno cercato ostinatamente la libertà di questo Paese dal gioco straniero.
Noi parliamo l'italiano, non il libanese, l’arabo, il romeno, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società imparate la lingua italiana! La maggioranza degli italiani crede in un Dio/Gesù; perciò, la questione religiosa non riguarda soltanto un affare privato di qualche cristiano fondamentalista, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne di fede, hanno contribuito a fondare questa Nazione su tali principi, codificati nelle leggi dello stato, come chiaramente documentato nella nostra storia . Pertanto, se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte del mondo per mettere su casa, perché questo Dio è parte della nostra cultura. Sia chiaro che accetteremo le vostre opinioni religiose, e non faremo domande su tali tradizioni, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace e armonia con noi. Se la Croce vi offende, vi molesta o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andare da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla. Inoltre, i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro, poiché noi, da soli, non potemmo mai risolvere i problemi di tutto il mondo.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a seguirvi.
Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere, e vi abbiamo offerto la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi iniziate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettare la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze religiose, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godete in Italia, scegliendo altre Nazioni o ritornare al vostro paese di origine.
Se non siete felici qui non vi è altra via di scelta: che trovare un altro posto dove potreste realizzarlo.
Come certo saprete, nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro Paese se non le vostre situazioni infelici di provenienza, pertanto è un obbligo da parte vostra, accettare le leggi e i regolamenti della terra che avete scelto per viverci.
Vi abbiamo accolto aprendo le porte della solidarietà; se non volete essere cittadini come tutti, allora tornate in quella casa da cui siete partiti!
Queste precisazioni sono un dovere comunicarle da parte di ogni nazione.
Mentre quelli elencati sono doveri da rispettare da parte di ogni immigrato.
Enrico Letta.
Rivolgo questo mio appello, a tutti coloro provenienti da altri paesi e che hanno scelto di vivere nel nostro. A essi, dichiaro e premetto fin da ora, che non sono contrario all'immigrazione e non ho niente di personale verso tutti quelli che cercano una vita migliore venendo nel nostro Paese.
Tuttavia, vi sono questioni che riguardano tutti coloro che in questi anni sono arrivati a milioni o che sono nati qui diventando nostri concittadini, che devono sapere e capire.
L’idea che l'Italia deve diventare una comunità multiculturale, costi quel che costi, è un’idea sbagliata, ed è servita soltanto ad annacquare la nostra sovranità e identità nazionale.
Come italiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua e il nostro modo di vivere. Questa cultura proviene e si è accresciuta e consolidata durante i duemila e cinquecento anni della romanità, e più recentemente, formatasi in Nazione da circa centocinquanta anni, che sono stati anni di lotte, processi, sacrifici e vittorie da parte di milioni di uomini e donne che hanno cercato ostinatamente la libertà di questo Paese dal gioco straniero.
Noi parliamo l'italiano, non il libanese, l’arabo, il romeno, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società imparate la lingua italiana! La maggioranza degli italiani crede in un Dio/Gesù; perciò, la questione religiosa non riguarda soltanto un affare privato di qualche cristiano fondamentalista, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne di fede, hanno contribuito a fondare questa Nazione su tali principi, codificati nelle leggi dello stato, come chiaramente documentato nella nostra storia . Pertanto, se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte del mondo per mettere su casa, perché questo Dio è parte della nostra cultura. Sia chiaro che accetteremo le vostre opinioni religiose, e non faremo domande su tali tradizioni, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace e armonia con noi. Se la Croce vi offende, vi molesta o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andare da qualche altra parte. Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla. Inoltre, i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro, poiché noi, da soli, non potemmo mai risolvere i problemi di tutto il mondo.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a seguirvi.
Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere, e vi abbiamo offerto la possibilità di viverci al meglio. Ma se voi iniziate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettare la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze religiose, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godete in Italia, scegliendo altre Nazioni o ritornare al vostro paese di origine.
Se non siete felici qui non vi è altra via di scelta: che trovare un altro posto dove potreste realizzarlo.
Come certo saprete, nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro Paese se non le vostre situazioni infelici di provenienza, pertanto è un obbligo da parte vostra, accettare le leggi e i regolamenti della terra che avete scelto per viverci.
Vi abbiamo accolto aprendo le porte della solidarietà; se non volete essere cittadini come tutti, allora tornate in quella casa da cui siete partiti!
Queste precisazioni sono un dovere comunicarle da parte di ogni nazione.
Mentre quelli elencati sono doveri da rispettare da parte di ogni immigrato.
Enrico Letta.

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