Il caso Shalabayeva

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  • Cornolio
    hep
    • 28/09/04
    • 20779

    #1

    Il caso Shalabayeva

    Quando un caso diplomatico solleva una serie di interrogativi.

    La moglie del dissidente kazako, come è noto, è stata consegnata alle autorità del proprio paese di origine dopo un'azione delle nostre forze dell'ordine che hanno fatto irruzione nell'abitazione dove la donna viveva con la figlia. Il ministro dell'Interno Alfano ha negato di essere stato a conoscenza dell'azione e/o delle conseguenze dell'azione, il ministro degli Esteri Bonino ha criticato l'operato del collega e in definitiva è caduta la testa del capo di gabinetto del Viminale.
    Prima questione: è pressoché impossibile che Alfano non sapesse, giusto? Allora che credibilità c'è nel trovare un capro espiatorio nel burocrate di turno? E' davvero banale come sembra? Cioè che abbiamo fatto un favore ai kazaki per via dei rapporti sulla fornitura energetica e qualcuno si è dimenticato di "zittire" i cognati della shalabayeva che hanno sollevato il caso?

    Nel frattempo ci si interroga su questo fantomatico "dissidente", un miliardario che è stato anche presidente della Banca kazaka e non si fa più trovare neanche dalle autorità inglesi.
    Seconda questione: il fatto di essere ricco lo rende meno credibile come dissidente oppure per essere un dissidente in certi paesi (certi?) devi essere ricco perché altrimenti non puoi fare nulla per cambiare il tuo paese?

  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Nel frattempo ci si interroga su questo fantomatico "dissidente", un miliardario che è stato anche presidente della Banca kazaka e non si fa più trovare neanche dalle autorità inglesi.
    L'affaire kazako, Bam e Mps tra le banche truffate da Ablyazov

    Il dissidente kazako accusato di avere creato un buco da 10 miliardi di dollari quando era alla guida di una banca. E tra i creditori internazionale spuntano otto banche italiane tra cui la Banca Agricola Mantovana e Monte dei Paschi di Siena. L’ipotesi: dietro al biltz di Casalpalocco ci potrebbe essere la guerra delle banche.

    La Banca Agricola Mantovana e Monte dei Paschi entrano, seppure indirettamente, nell’affaire kazako, ovvero l’espulsione della moglie e della figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, forzatamente rimpatriate il 31 maggio dopo un blitz di polizia a Roma e consegnate alle autorità di Astana.

    La novità, riportata oggi dal Corriere della Sera, è che dietro quest’operazione che ha rischiato di fare cadere il governo italiano potrebbero nascondersi degli interessi economici. Il tutto è legato al fatto che Ablyazov, uomo d’affari e in passato presidente della Bta, la banca più importante del Kazakhistan, è accusato di avere messo in piedi una colossale truffa da dieci miliardi di dollari ai danni di alcune banche, tra cui otto italiane.

    E il sospetto è che dietro al blitz di Roma potrebbe esserci stata la guerra delle banche. L’operazione di Roma, secondo l’ipotesi che ora si rafforza, potrebbe essere stata una mossa per cercare di stanare Ablyazov, che era già scappato dalla Gran Bretagna nononstante questo gli facesse perdere lo status di riiugiato.

    L’accusa di truffa nei confronti di Ablyazov emerge nei mesi successivi al febbraio 2009, quando si scopre il buco nei conti dell’istituto bancario e che, da presidente, Ablyazov aveva concesso «ingenti prestiti a enti impossibili da individuare, spesso senza garanzie».Il sospetto è che questi enti fossero di proprietà di Ablyazov stesso. E sarebbero proprio gli atti raccolti a rivelare che tra i creditori che a livello internazionale erano state vittime delle frodi, sono presenti. E nell’elenco, riportato sul Corriere della Sera, Unicredito italiano, Banca popolare di Vicenza, Banca Mps, Mediobanca, Bam, Bnl, Antonveneta e Banca Ubae.

    Tutte insieme hanno ottenuto il sequestro dei beni di Ablyazov.
    MANTOVA. La Banca Agricola Mantovana e Monte dei Paschi entrano, seppure indirettamente, nell’affaire kazako, ovvero l’espulsione... Scopri di più


    Se poi la colpa ufficiale dell'inghippo è del burocrate come fai a salvargli la testa senza rischiare la tua per aver salvato la sua, oltre al resto.
    Comunque il tizio resta un decapitato che vanta un grosso favore e sicuramente non resta ne disoccupato, ne povero.

    qualcuno si è dimenticato di "zittire" i cognati della shalabayeva che hanno sollevato il caso?
    O gli inglesi che magari contrattavano un'alternanza al vertice kazaco con un tetrarca più legato ai loro interessi.

    Altro che dissidente. Chi è Ablyazov, l’oligarca in fuga
    Scritto con la collaborazione di Matteo Zola (East Journal) L’espulsione della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov è diventata uno scandalo nazionale. I giornali si rincorrono cerc…



    Polpetta avvelenata degli 007 inglesi
    Gli affari di Londra con Nazarbayev
    Roma, 17 luglio 2013 - S’intravede una "manina inglese" dietro il pasticciaccio brutto della vicenda della rendition di Alma Shalabayeva e di sua figlia. Che gli inglesi abbiano cospicui interessi in Kazakistan lo dimostrano i 10 miliardi di sterline investite dall’indipendenza di Astana dall’Urss (1991) ad oggi. Ma anche episodi al limite del grottesco come la solerte disponibilità a coprire omicidi come quello della spia dell’Mi6 Gareth Williams, in ottimi rapporti — c’è chi dice al soldo — con il figlio dell’oligarca kazako Alijian Ibraginov, e che nell’agosto 2010 fu trovato morto rinchiuso in una borsa sportiva nel suo bagno a Londra. Per quella morte Scotland Yard arrivò a ipotizzare che il poveretto, suppostamente amante del sadomaso, si fosse chiuso da solo nel borsone. Vertici dell’assurdo. Ma i kazaki gradirono la copertura dell’evidentemente professionale lavoro di qualcuno probabilmente pagato da potenti nemici di Ibraginov.

    L’amicizia anglo-kazaka protegge gli interessi delle aziende petrolifere d’oltremanica e non solo. E infatti proprio nel giorno nel quale la sventurata Alma e la sua figlioletta volavano verso il paese d’origine in una prigione executive il premier inglese David Cameron si trovava in Kazakistan per una missione ufficiale a margine della quale le aziende britanniche concludevano affari per 1 miliardo di dollari. Considerato che da qui a 18 mesi sono previsti appalti per 5 miliardi di dollari c’è da prevedere che l’amicizia durerà.

    Ma che c'entrano gli inglesi con Ablyazov? I nostri servizi -
    Last edited by Il gatto; 25-07-2013, 13:07.

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    • Cornolio
      hep
      • 28/09/04
      • 20779

      #3
      Quindi secondo te si tratta di una questione prettamente economica e non politica, ma se è l'inghilterra ad avere interessi nel mondo kazako perché il fantomatico "dissidente" si sarebbe nascosto proprio in quel paese?

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Avendo grossi interessi si puo' essere piu' sensibili a possibilita' di magheggi strani e contano anche dove stanno gli interessi del tizio non proprio definibile un patriota mosso da purissimi valori ideali.

        Da quando politica ed economia hanno litigato?
        Last edited by Il gatto; 30-07-2013, 09:42.

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        • Cornolio
          hep
          • 28/09/04
          • 20779

          #5
          Quindi l'incidente diplomatico italiano è a tutti gli effetti da considerarsi un incidente diplomatico? O magari c'è una regia inglese?

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Domanda per un analista molto informato dei retroscena della situazione che difficilmente ha tutti gli elementi.
            Per i comuni mortali ci sono i giornali e le versioni ufficiali e il lasciato trapelare.

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            • Cornolio
              hep
              • 28/09/04
              • 20779

              #7
              Rimane comunque in ballo la prima questione: Alfano non poteva non sapere. Poi sì, il decapitato verrà certamente ricompensato, a maggior ragione a riprova di quel che si diceva

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24581

                #8
                Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                Quindi secondo te si tratta di una questione prettamente economica e non politica, ma se è l'inghilterra ad avere interessi nel mondo kazako perché il fantomatico "dissidente" si sarebbe nascosto proprio in quel paese?
                possono concorrere tanti elementi, ma se ci pensi è una soluzione ideale, in cui tutti sono garanti di tutti e ottimizzano le rispettive posizioni:
                i britannici amministrano il dissidente, controllano la sua potenziale azione politica come una carta che si fa valere coi Kazaki; possono ostacolargli l'azione, ma anche minacciare di facilitargliela, al tempo stesso facendo bella figura come ospiti umanitari;

                il dissidente si tiene in caldo, vive bene e sta in panchina, pronto, nel caso di sconvolgimenti politici, ad essere un candidato appoggiato dagli occidentali;

                il governo kazako a sua volta può esercitare pressioni di controllo sui britannici, che hanno interessi esposti nel paese, e perciò restano prudenti; oltretutto, col rapimento delle due donne il governo kazako si è ulteriormente controassicurato esercitando la pressione personale sul dissidente.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Come al solito pero' non conta cio' che si sa, ma cio' che si puo' materialmente provare.
                  In certe situazioni tutto e' verbale e molto vago, sebbene molto chiaro e preciso per chi vi è coinvolto che sa a che gioco sta giocando, per questo e' stato scelto per il ruolo, con onori sempre e rischi propri se capitano.
                  Tutto cio' proprio perche' se succede il botto le difficolta' di provare sono notevoli e un dire vale il suo contrario e il livello politico esposto al pubblico deve essere mantenuto esente da attacchi su elementi comprovati.

                  Il politico da l'indirizzo politico, è il funzionario di carriera che lo deve tradurre in opere, parole ed omissioni a che l'indirizzo di massima venga seguito con i migliori risultati, accollandosene la responsabilità operativa.
                  Mai che il politico sappia come un principio sia sviluppato sul campo, diversamente ogni rapporto sarebbe scritto e siglato per ricevuta, ma de che
                  Last edited by Il gatto; 30-07-2013, 12:40.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24581

                    #10
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Come al solito pero' non conta cio' che si sa, ma cio' che si puo' materialmente provare.
                    In certe situazioni tutto e' verbale e molto vago, sebbene molto chiaro e preciso per chi vi è coinvolto che sa a che gioco sta giocando, per questo e' stato scelto per il ruolo, con onori sempre e rischi propri se capitano.
                    Tutto cio' proprio perche' se succede il botto le difficolta' di provare sono notevoli e un dire vale il suo contrario e il livello politico esposto al pubblico deve essere mantenuto esente da attacchi su elementi comprovati.

                    Il politico da l'indirizzo politico, è il funzionario di carriera che lo deve tradurre in opere, parole ed omissioni a che l'indirizzo di massima venga seguito con i migliori risultati, accollandosene la responsabilità operativa.
                    Mai che il politico sappia come un principio sia sviluppato sul campo, diversamente ogni rapporto sarebbe scritto e siglato per ricevuta, ma de che


                    Gatto, a te Aldo mi spezzo ma non mi spiego Moro ti fa un baffo...
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Vedi un po se trovi qualcuno di alto grado che si pigli la responsabilità di quello che organizza, figurati un qualunque politico di una qualunque formazione.
                      Poi qualcuno si riesce ad incastrarlo, ma sono i piccioni.

                      Perché ci stanno certi stipendi in certi posti se non per realizzare delle convergenze parallele?
                      Last edited by Il gatto; 30-07-2013, 13:23.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Ablyazov arrestato a Cannes
                        La procura: "Non sappiamo nulla"


                        Il dissidente kazako, marito di Alma Shalabayeva la donna espulsa dall'Italia insieme a sua figlia nel maggio scorso, è stato fermato dalle forze speciali francesi. Lo dice l'avvocato dell'uomo al Financial Times. Ma la procura francese dice: "Non ne sappiamo nulla". La Russia, sostiene il legale, ha chiesto l'estradizione

                        Il dissidente kazako Mukhtar Ablyazov è stato arrestato a Cannes, in Francia. Lo ha detto il suo avvocato al Financial Times. Il marito di Alma Shalabyeva sarebbe stato fermato oggi dalle forze speciali francesi. Dopo settimane di polemica sull'espulsione dall'Italia della moglie e della figlia, avvenuta a fine maggio, il caso del dissidente kazako torna ora a far discutere dopo l'arresto dell'uomo. Ex banchiere ed ex ministro dell'Energia, oppositore del presidente Nursultan Nazarbayev, è ricercato in Kazakistan per frode fiscale. Anche la Russia ne aveva richiesto l'estradizione. Ablyazov aveva ottenuto asilo dalla Gran Bretagna nel 2011. Le sue tracce perse
                        le tracce poco prima della fine di maggio quando aveva festeggiato il compleanno in un locale all'Infernetto a Roma. E proprio in quei giorni il Viminale procede con l'espulsione della moglie e della figlia dalla loro abitazione a Casal Palocco. A oggi ancora non è chiaro come e perché e chi abbia deciso di procedere

                        in un'azione di cui il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto di non essere stato informato, così come il ministro degli Esteri Emma Bonino, tanto da creare un incidente diplomatico e un grave imbarazzo internazionale per il governo italiano.

                        "Non ne sappiamo nulla" dicono però fonti della procura di Grasse, nel sud della Francia. "Ci sembrerebbe strano perchè tutto passa da noi, ma faremo le dovute verifiche", ha aggiunto la fonte
                        Il dissidente kazako, marito di Alma Shalabayeva la donna espulsa dall'Italia insieme a sua figlia nel maggio scorso, è stato fermato dalla Gendarmeria …

                        Decisamente uno che valeva più da morto che da vivo visto che tutti lo cercavano e che motivava il muoversi delle forze speciali.

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