Il comunismo ereditario

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Il comunismo ereditario

    Quali sono i paesi comunisti che oggi conosciamo? Cuba e Corea del Nord.

    In questi paesi, alla caduta del leader, per motivi di salute, è subentrato, alla guida, un familiare. La medesima cosa si vuol prospettare all'Italia, ed agli italiani, da parte della famiglia regnante berlusconiana, facendo subentrare la primogenita Marina all'ex cavaliere, alla guida del 'suo' partito politico, visto che già guida le sue principali aziende e fa parte del 'salotto buono della finanza' in Mediobanca.

    A completare il quadro comunista partecipano attivamente gli 'illuminati', come lo fu S.Paolo, e cioè i 'convertiti' Sandro Bondi, GiulianoFerrara ed altri ex P.C.I.

    E sarebbe 'questo' il partito di destra? Quello anticomunista? Quello delle idee liberali?
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #2
    La coerenza è una merce rara e sinceramente mi sorgono dei dubbi se effettivamente esiste al cento per cento. Il pensiero liberale credo che faccia parte della letteratura ancorata ad un certo romanticismo. Quelle poche volte che nella storia dell'umanità che c'è stato qualcuno che è stato coerente anche al prezzo della propria vita chi è succeduto poi ai suoi insegnamenti ha sempre e sottolineo sempre revisionato gli insignamenti trasformandoli in altri valori, sempre in nome del personaggio a cui si fa riferimento ma degenerandoli a determinati interessi di parte a scapito dei meno preparati e quindi dei più deboli ad affrontare le fondamentali tematiche dell'esistenza degli umani. Sembra che la forza bruta prevalga sul buon senso e sulla ragione e periodicamente la storia ne è testimone. I falsi profeti non sono altro che l'alter ego del male camuffatosi da benefattori. A volte per ottenere dei banali benefici personali viene messa a rischio intere comunità, poi quando per ovvi motivi anagrafici chi ha usufruito non esiste più il danno lo ha già fatto aprendo il vaso di Pandora in nome della proria vanità e quello che è peggio crede di usufruire di questi insignificati vantaggi rispetto ai benefici che potrebbe tarre il genere umano credendosi quasi immortale.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Vabbè ma essere liberali serve a "liberarsi" dal potere di regolamentazione dello stato per esplicarsi nelle proprie fantasie, da parte di chi ha la forza per farlo, per gli altri mica vale.
      E comunque destra e sinistra provengono da concetti autoritari, solo che l'una li attribuiva ad una oligarchia dominante, l'altra al proletariato, per cui una destra liberale ci potrebbe pure stare visto che alla fine persegue un potere proprio, come fan tutti per altro, anche se la pubblica comunicazione vincola ad utilizzare concetti istrionici che lasciano pensare scopi più affascinanti per la massa sempre prevista però nel ruolo di seguito da guidare ed educare.
      Non direi che sia un caso che al pensiero liberale si sia affiancato quello libertario.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #4
        il presupposto di una cultura liberale è una classe borghese egemone, che si sia strutturata ideologicamente e abbia conseguito il potere in contrapposizione ai ceti della rendita;

        storicamente, dove questo processo è avvenuto, esso si è accompagnato all'affermazione di alcuni valori:
        il merito a fronte del privilegio di nascita, una certa mobilità sociale, e la marginalizzazione dei ceti della rendita; l'uguaglianza civica in senso esteso; la tutela del cittadino-individuo di fronte alla "ragion di stato"; la fiducia e la responsabilità come valori condivisi, a garanzia dell'impresa, commercio e dell'arricchimento;
        tutto questo, a prescindere dalle eventuali distorsioni e perversioni che si possono verificare a partire da questo impianto;

        in Italia la borghesia non ha mai espresso valori egemoni di questo tipo; infatti non ha fatto rivoluzioni contro la rendita;
        al contrario, è stata cooptata da quest'ultima, e ne ha adottato solo i valori conservatori e retrogradi, diventando a sua volta una borghesia di rendita; es.: la Fiat che ha disinvestito dal suo settore per rivolgersi ad assicurazioni e finanza, e tanti altri che sono fuggiti dal rischio d'impresa - il tratto distintivo del borghese - per investire in settori a rendita garantita, energia, altre utilities, ecc...
        anche i piccoli, da ex-proletari, molto spesso hanno ragionato solo in termini di accumulo e uscita dal rischio, per sistemarsi nella rendita, finanziaria o corporativo-professionale;

        è quasi inevitabile che una società così finisca col generare questi tipi di offerta politica.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Non so, direi che la rendita è questione di opinione propria, il signore del vapore è convinto di godere del frutto della sua imprenditorialità, per il proletario invece vive della rendita derivante dal suo potere dominante.
          Quindi alla fine valgono i pensieri correnti che danno un loro significato a certi termini che avranno si la loro storia, ma che nel pratico pesano per come i vari Cipputi li interpretano in proprio senza molto legarsi a nozioni storiche che, anche se corrette, restano confinate a libri che nessuno, o pochi aprono e i nessuno, ma anche i pochi hanno scarso peso.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Non so, direi che la rendita è questione di opinione propria, il signore del vapore è convinto di godere del frutto della sua imprenditorialità, per il proletario invece vive della rendita derivante dal suo potere dominante.
            Quindi alla fine valgono i pensieri correnti...
            e allora ?

            io ho descritto solo il perché in Italia non esiste una vera destra liberale di massa, che rispecchia la mentalità dominante; una parte degli elettori di destra vorrebbe meno tasse, e/o più libertà di sottrarvisi;
            l'altra parte, assieme a tanti elettori di sinistra, vorrebbe continuare a beneficiare della spesa pubblica, che di quelle tasse si nutre;

            per questo motivo, i liberali alla Giannino, Bordon, ecc. prendono il 2% alle elezioni, e nel PdL non contano una cippa.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Cosa di cui non frega niente a nessuno, avendo gli attori dell'azione reale una calibrazione su significati diversi.
              Quando i comunisti parlavano di centralismo democratico per le loro truppe quelle era la vera, unica e reale democrazia, gli facevi un baffo a dirgli i significati culturali del termine.
              Ne a caso tutti i regimi comunisti erano repubbliche democratiche.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #8
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                Cosa di cui non frega niente a nessuno, avendo gli attori dell'azione reale una calibrazione su significati diversi.
                boh...
                qui ci si chiedeva del perché i presunti liberali non lo sono in pratica;
                ho cercato di dare una risposta; se a te non te ne frega niente, pace;

                Quando i comunisti parlavano di centralismo democratico per le loro truppe quelle era la vera, unica e reale democrazia, gli facevi un baffo a dirgli i significati culturali del termine.
                infatti, s'è visto che fine hanno fatto: da 30 anni a rincorrere le ideologie altrui
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Non lo sono perché, come in mille altre situazioni, si usano i termini per il significato che gli da la platea a cui è rivolto il messaggio e che si è contribuito a costruire.
                  Tu gli dai il significato culturale e storico che però in tali contesti poco conta per la gestione del problema.

                  Chi è morto prima è morto contento e chi ha continuato a vivere si è riciclato bene sfruttando la rendita di consenso della vecchia posizione e fruendo delle nuove acquisizioni, sapendo come parlare ad ogni pollo del suo pollaio secondo la mentalità della platea e non secondo l'oggettività dei termini.

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                  • Durante
                    Opinionista
                    • 16/11/08
                    • 2103

                    #10
                    Mi sembra di capire che i due poli contrapposti in fin dei conti hanno seguito una politica fallimentare, mi baso sui risultati ottenuti da più di cinquanta anni fa. I risultati ottenuti nei primi anni sessanta riguardo alla nostra moneta che era la Lira si fregiò di moneta più solida di Europa non fu per merito di una di una oculata e meritevole gestione politica delle allora classi dirigenti, ma bensì da due fattori. Il primo è motivato che c'èra da ricostruire un paese coadiuvato da un lavoro caratterizzato dalla delocalizzazione dalle nazioni industrialmente più avanzate di cui la prima di tutte la Gran Bretagna e dalla mano d'opera di milioni di italiani che per forza maggiore hanno dovuto andare all'estero e con le loro rimesse hanno contribuito a valorizzare la moneta nazionale. Il secondo motivo del boom economico è dovuto allo sdoganamento a livello di massa di una nuova tecnologia preesistente nei paesi vincitori del conflitto mondiale, im primis gli U.S.A. che con il piano Marshall oltre che aiutare l'Europa (i paesi perdenti come la Germania e l'Italia) hanno aiutato soprattutto se stessi nel continuare lo sviluppo produttivo che fu caratterizzato dalla produzione bellica che per avere un seguito felice doveva indirizzarsi verso l'l'export e per fare questo non esisteva nessuna altra strada che creare redditi ai cittadini che erano andati sul lastrico con i risultati economici miopi di un ventennio fascista e un risultato rovinoso con l'entrata in guerra e i danni che ne sono derivati. Per riprendere il discorso iniziale dopo questa premessa dei benefici ottenuti dai cittadini italiani sono derivati esclusivamente dalla forte spinta economica propulsa da uno sviluppo mondiale. La maggior parte della classe politica non ha fatto altro che crearsi feudi di grandezza inaudita da dove attingere consensi elettorali e soprattutto impedento a una parte di Italia di non svilupparsi per far si che dipendesse prevalentemente dall'assistenzialismo per ovviare a garantirsi serbatoi di voti. I risultati di questi costi gli stiamo pagando saporitamente adesso con questa crisi economica che non permette più a questa classe politica sprecona di fare i suoi giochetti sporchi e di essersi procurata tanti di quei benefit che nessun paese occidentale ha avuto l'ardire di crearseli.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Un gioco che ha portato benefici in varia misura a tutti e una crisi da cui non è esentato nemmeno chi ha fatto giochi diversi.
                      Resta il fatto che ogni situazione parte dallo stato di fatto e nessuno è disponibile a pagare lui per avvantaggiare gli altri, al che si ha una generale difesa di posizione perché, comunque vada, chi meglio parte, più probabilità di meglio arrivare ha.

                      Quanto ai due poli sono due perché altro degno di nota non si è presentato in scena e si sceglie sempre fra quel che c'è e non fra quel che si vorrebbe.
                      Il volere genera degli spazi politici potenziali, ma se poi non c'è chi li riempie aderendo a certe aspettative e dando certe garanzie e ed evidenza di capacità resta quel che c'è, non è che se il gatto e la volpe ti hanno deluso ti affidi al pastore serafino per risolverti i problemi, cerchi di imbrigliare il gatto e la volpe.

                      Ecco come pure se ne vanno i soldi

                      "Un miliardo e mezzo di euro per mantenere 25mila stranieri venuti in Italia per delinquere è folle. Bisogna rimandarli a casa".
                      L'Aula di Montecitorio esamina i circa 450 emendamenti proposti al testo passato in Senato, e poi vota il sì. Il decreto torna a Palazzo Madama. Contras…

                      Stiamo nell'ordine di grandezza di intervento sull'iva.
                      Last edited by Il gatto; 05-08-2013, 15:10.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
                        ... Per riprendere il discorso iniziale dopo questa premessa dei benefici ottenuti dai cittadini italiani sono derivati esclusivamente dalla forte spinta economica propulsa da uno sviluppo mondiale. La maggior parte della classe politica non ha fatto altro che crearsi feudi di grandezza inaudita da dove attingere consensi elettorali e soprattutto impedento a una parte di Italia di non svilupparsi per far si che dipendesse prevalentemente dall'assistenzialismo per ovviare a garantirsi serbatoi di voti. I risultati di questi costi gli stiamo pagando saporitamente adesso con questa crisi economica che non permette più a questa classe politica sprecona di fare i suoi giochetti sporchi e di essersi procurata tanti di quei benefit che nessun paese occidentale ha avuto l'ardire di crearseli.
                        esatto;
                        il cd boom è stato molto un bluff, nel senso che era il risultato quasi "meccanico" del vuoto di modernità e consumi creato dall'arretratezza prima, e dalla guerra poi; ma senza che si siano create le condizioni per una riforma sociale radicale;

                        si è rinviata la risoluzione politica del conflitto sociale latente, con le minacce di golpe, le bombe, la scala mobile e i debiti a finanziare un'economia irrisolta;

                        affrontare quel conflitto avrebbe comportato la sostituzione di intere classi dirigenti pubbliche, l'abbandono al mercato di quelle private, scelte coraggiose che avrebbero penalizzato quelle rendite di posizione;
                        insomma, una rivoluzione, liberale, e anche socialdemocratica, che è stata impedita, ma era anche poco nelle corde del popolo italiano e della sua cultura politica, e che infatti nemmeno la sinistra ha mai saputo e voluto concepire.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Per la sinistra allora valeva il servo dei padroni, la qualifica di borghese era il gradino più basso e disprezzabile nella scala dei luminosi valori proletari.
                          Come potevano i comunisti farsi promotori di una società borghese e imprenditoriale basata sulla libera iniziativa e orrore, sul merito che nella sua natura porta a disuguaglianze dove la logica era egualitaria e basata sui bisogni?

                          Inoltre l'italia era una portaerei sul mediterraneo per conto di un cliente pagante che necessitava di fedeltapolitica e tale fedelta' si fa con i voti e certezze nei ruoli chiave della politica.
                          Poi e' scoppiata la pace e si sono complicati scambi, convenienze e pagamenti.
                          Un po come in egitto, il nuovo confine caldo, 15 miliardi cambiano gli equilibri politici e modellano economia e rapporti sociali.
                          Last edited by Il gatto; 05-08-2013, 15:38.

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