Alberto Giordano

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Alberto Giordano

    Molti di voi non sanno chi sia, ebbene è un mio collega, un pensionato, cioè, ma è un poveraccio perchè prende una pensione (da fame) che è meno della metà di quella che prende Mauro Sentinelli.

    Infatti Giordano si deve 'arrangiare' con soli 45.000,00€ al mese, non può 'largheggiare' come Sentinelli che ne prende 91.337,00€, insomma un pò (si fa per dire...) più di quanto prendo io, insieme ad altri 27 colleghi, globalmente, ogni mese.

    E noi 28 siamo ben sopra l'attuale media....
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Facile pure usare le pensioni d'oro come esca per avere consenso per poi dimezzare le pensioni a tutti visto che si fanno piu' soldi togliendo 500 euro a 16 milioni che non 100.000 euro a cento persone.
    E su questo dubbio che poggia l'inghippo.

    E chi si fida dei novelli salvatori?

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    • Durante
      Opinionista
      • 16/11/08
      • 2103

      #3
      Finchè non ci sarà un minimo di equità della distribuzione della ricchezza prodotta tutto quello che viene detto dai politici è semplicemente un bla bla dalla mattina alla sera perchè nulla cambi. Ecco perchè la politica ce la con il Renzi. Hanno timore che effettivamente riesca a cambiare qualcosa in questo sistema marcio fino al midollo osseo. Uno dei tanti pensionati d'oro, anzi di platino il prossimo sarà Befera.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Si, ma il gioco vero si fa su tutti gli altri ed espongono quelli a che per fregare loro si facciano fregare tutti perche' la normativa che li protegge e' la stessa che impedisce di tosare tutti, siccome i soldi si fanno sui tanti e i forti che sono pure pochi sono comunque protetti in qualche modo si sistemano.
        Non e' la prima volta che fanno tale gioco.

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        • Durante
          Opinionista
          • 16/11/08
          • 2103

          #5
          Bè se allora c'è rassegnazione si può cercare di fare una colletta generale per far si che almeno questi super pensionati abbiano la soddisfazione di superare i centomila euro al mese e se possibile al netto delle ritenute.

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Di loro e del loro destino non frega niente a nessuno, il problema sta sul taglio di tutte le normalissime pensioni.
            Trovassero un modo per fregare solo loro e il problema non si pone.
            Nessuno li protegge ma nemmeno ci si taglia le palle per far dispetto alla moglie anche se e' megera.

            E poi la norma dei diritti acquisiti protegge tutti e ad es evita che ogni contratto alla scadenza lo si debba ricontrattare da zero, come evita che ogni norma possa essere abrogata senza il consenso delle parti sociali e le norme sui diritti ce ne stanno tante in tutti i settori.

            Operare su quel punto sarebbe un colpaccio magistrale.
            Last edited by Il gatto; 08-08-2013, 16:00.

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            • Durante
              Opinionista
              • 16/11/08
              • 2103

              #7
              Non tutti i diritti acquisiti vengono rispettati, proviamolo a chiedere agli esodati che avevano firmato con le parti sociali e con le autorità preposte prima della venuta del governo Monti con la famigerata legge Fornero. Si sa che i figli e figliastri ci sono sempre stati quindi .

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                sono molto contento che abbiate compreso appieno il mio incipit provocatorio.

                Ciò premesso, so anch'io perfettamente che le 'pensioni d'oro' rappresentino una 'modesta' cifra per il deficit nostrano, ma tante di queste cifre 'modeste', ben raccolte, come ad esempio : stipendi d'oro, spese dei parlamentari, auto blu e scorte, viaggi e ralative spese per parlamentari, compresi i 'voli', etc. etc., possono realizzare una cifra assai interessante, atta ridimensionare il fabbisogno statale.
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Il problema e' non il loro rappresentare poco perche' i soldi debbono venire da tutte le altre se riesce la manovrina che le usa solo come motivazione per fregare tutti gli altri su cui si puo' fare una cassa da 200 miliardi che salva tutte le altre spese della casta a quel punto inutili da comprimere.

                  La manovrina si comporrebbe di due fasi, una di modifica della costituzione per eliminare la protezione costituzionale dei diritti acquisiti, tutti non solo quelli delle pensioni, tutta la piccionaia con una fava sola.
                  La seconda parte sarebbe il ricalcolo di tutte le pensioni con il parametro contributivo perche' una legge non la puoi applicare solo ad una parte di un settore, stessa cosa per cui il contributo di solidarieta' o lo pagano tutti, o nessuno, non solo gli statali con reddito sopra a 100 mila come avevano fatto, cosi' lo pagano tutti.
                  A quel punto chi aveva 90.000 al mese ne prendera' 50.000 mila al mese, ma con la riduzione delle tasse finisce con un netto poco inferiore all'attuale, chi piglia 2000 va a 1200 e non compensa con l'aliquota fiscale e fa la fame.

                  Capisci che ti ritrovi un 15 milioni di elettori che si contrappongono al partito che ha tali idee, ma per difendere il normale reddito proprio e non le pensioni d'oro altrui.

                  A quel punto diventa inutile lo stesso sistema previdenziale perche' un gestore privato ha risultati di rivalutazione migliori dell'inps che con i capitali ci finanzia a basso reddito i debiti dello stato e ci paga l'assistenza a chi nulla ha versato che per equita' rispetto a chi ha versato va a niente.

                  Il tentativo di tagliare le pensioni d'oro l'ha fatto monti ma gli hanno fatto causa e l'hanno vinta, come e' stata vinta la causa degli statali sulla supertassa applicata ai mega stipendi.
                  Last edited by Il gatto; 08-08-2013, 19:41.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Una volta erano i ricchi che dovevano pagare per tutti perché era giusto e pure sacrosanto.
                    Da quando si è scoperto e toccato con mano che i ricchi sono pure forti e che se si riesce a farli piangere quell'altri piangono anche di più, si cercano altre fonti per alimentare la "redistribuzione", possibilmente fra chi non ha la forza contrattuale dei ricchi e si stima che se piange non trascina nelle lacrime pure a te.
                    Nel concreto si imposta la guerra dei poveri dove il fine è: cerco i soldi dove penso di poterli arraffare senza grandi difficoltà per usufruirne io, replicando in concreto quello di cui si accusano gli altri per essere un giorno accusati delle stesse cose, ma con i soldi in mano, se l'operazione va in porto, poco importa.
                    Quando prodi e schioppa tentarono la criminalizzazione delle componenti sociali pensando così di poterle attaccare una alla volta con il plauso pubblico non andò bene e si ritrovarono tutti contro.

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                    • Durante
                      Opinionista
                      • 16/11/08
                      • 2103

                      #11
                      [QUOTE=Il gatto



                      Il tentativo di tagliare le pensioni d'oro l'ha fatto monti ma gli hanno fatto causa e l'hanno vinta, come e' stata vinta la causa degli statali sulla supertassa applicata ai mega stipendi.[/QUOTE]

                      Visto che lo stato largheggia allegramente con le spese e la parlamentare Giorgia Meloni che nella passata campagna elettorale le pensioni d'oro sono state il suo cavallo di battaglia (come dire che prima non era a conoscenza, Sic) che indìca un referendum che vincerebbe sicuramente per poter ridimensionare queste pensioni che neanche l'imperatore del Giappone prende, oppure è meglio dire le cose senza agire. Se poi riesce nell'intento però si tirerebbero la zappa sui piedi. Penseranno è meglio urlare allo scandalo e poi lasciare le cose come sono.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Urlare allo scandalo per proporsi quali savonarola purificatori che risolvono e poi urlare al sabotaggio e alla impossibilità di agire dopo che il risultato della strategia è raggiunto, nel raro caso che raccolga ampio credito, è quello che fan tutti, alcuni più di altri basando la propria esistenza solo su quel gridare allo scandalo e ci pensiamo noi confidando che gli altri scandalizzino di più ancora.

                        Nel caso il referendum è solo una tecnica propagandistica che consiste nell'evocarlo non potendo nemmeno promuoverlo visto che la legge che da quei risultati, ciascuno nella sua misura a tutti, non esiste più e qualcosa che non esiste non si abroga.

                        Le pensioni sono state calcolate man mano che la gente vi accedeva con le leggi vigenti in quel momento che variavano di anno in anno, quindi ciascuno ha quello che ha in funzione di un quadro giuridico in essere nel momento in cui maturava i parametri previsti che rendevano reale il diritto a quel tipo di calcolo che dava quegli importi, vale per tutti.


                        Nel nostro ordinamento, ma anche in generale le leggi valgono solo per il futuro da cui ciò che è stato acquisito su leggi del passato è immodificabile da nuove leggi che modificano il calcolo già fatto con le passate leggi.
                        Ovvero ad uno che piglia tanto lo puoi tassare da ora in poi, applicandogli una legge fiscale generale, ma non gli puoi ricalcolare la pensione su una legge di ora con effetto retroattivo.

                        Perché nel caso si parla di retroattività dell'efficacia delle leggi, una fantasia che solo i nazisti e pure con parsimonia adottarono.

                        IL PRINCIPIO D’IRRETROATTIVITÀ DELLA LEGGE CIVILE NEI RECENTI SVILUPPI DELLA
                        GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE E DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO
                        La Rivista AIC è una Rivista trimestrale dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti.


                        Un cavallo di battaglia demagogico che usano tutti, non solo la meloni, grillo ha fatto della riduzione delle pensioni un punto strutturale della sua logica economica, renzi pure non si è esentato, poi chi nomina le sole pensioni d'oro pensando di parlare a degli scemi, chi pone un limite a 3500 euro, chi a 5000, chi lasciando nel vago per potersi leccare i baffi.
                        Resta che su quel fronte ci stanno 16 milioni di elettori tutti potenzialmente coinvolti nel gran banchetto dei nuovi salvatori che tirano le proprie conclusioni sulla propria predisposizione a fargli da pietanza.


                        Oltretutto le pensioni non sono una restituzione rateizzata dei contributi, ma un pagamento rateizzato del capitale contributivo accumulato e rivalutato su indici, rivalutazione calcolata su dei parametri decisi dallo stato che se li canta e se li suona per darti quello che gli va, diversamente da un fondo pensione finanziario che ottiene speculando risultati migliori su una redditività certificata, risultati comunque disponibili al cliente e, in una discussione, un dirigente con la pensione retributiva si è calcolato la pensione che avrebbe avuto con un fondo finanziario che avesse gestito i suoi contributi e veniva molto vicina a quella che prendeva.
                        La pensione contributiva attuale è bassa non perché i contributi siano pochi, ma perché lo stato fa una gestione finanziaria del capitale contributivo sconveniente per i suoi contribuenti.
                        Last edited by Il gatto; 09-08-2013, 16:03.

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                        • Durante
                          Opinionista
                          • 16/11/08
                          • 2103

                          #13
                          [QUOTE=Il gatto




                          Oltretutto le pensioni non sono una restituzione rateizzata dei contributi, ma una pagamento rateizzato del capitale contributivo accumulato, rivalutazione su dei parametri decisi dallo stato che se li canta e se li suona per darti quello che gli va, diversamente da un fondo pensione finanziario che ottiene speculando risultati migliori, comunque disponibili al cliente e, in una discussione, un dirigente con la pensione retributiva si è calcolato la pensione che avrebbe avuto con un fondo finanziario e veniva molto vicina a quella che prendeva.
                          La pensione contributiva attuale è bassa non perché i contributi siano pochi, ma perché lo stato fa una gestione finanziaria del capitale contributivo sconveniente per i suoi contribuenti.[/QUOTE]



                          Appunto per determinati personaggi fanno cumulo i diversi incarichi istituzionali tramite leggi fatte ad hoc per la loro pensione e conseguentemente per il loro tenore di vita, invece i soliti schiavi di Cartagine si devono accontentare di quello che passa il convento. Siamo gli unici che diamo pensioni di platino ad amministratori che hanno fatto e lasciato dei buchi di miliardi nei loro enti di appartenenza.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Stiamo a parlare di alta dirigenza dello stato che al momento viaggiano dai 500.000 al milione e oltre, quindi gli stessi all'epoca con il pieno sistema retributivo sarebbero usciti con l'80% dello stipendio di allora, che dava una pensione equivalente allora che rivalutata ad oggi da quello che si sente, per cui gliela si vuole ricalcolare.
                            Il cumulo delle pensioni avendole maturate vale per tutti nelle cifre applicabili a ciascuno a fronte di contribuzione multipla e tassazione del totale di ora.
                            Ora non ti sto a dire che non sia troppo, soprattutto era eccessivo lo stipendio di allora come quello di ora a cui hanno messo ultimamente un tetto subito ribaltato da un blitz e riposizionato da un altro blitz, cosa che comunque ti dice che aria tira nella concretezza dei voti per le alte sfere, cosa che preoccupa le palline che sono sacrificabili su certi giochi che partono in alto, ma invariabilmente si giocano in basso.
                            Le leggi ad hoc creavano posti e stipendi di quei posti, ma sono state le leggi generali che poi, come per tutti, hanno trascinato il vantaggio di una buona posizione per il resto dell'esistenza propria e del coniuge visto che esiste la reversibilità.

                            In ogni caso anche se hanno fruito di leggi ad hoc e così non è se non perché ogni comparto e molte situazioni normali hanno fruito di leggi specifiche, sempre a fronte di una legge hanno maturato quel diritto che per essere rimosso necessita di una legge di efficacia retroattiva.
                            Quindi vanno adottati altri provvedimenti diversi, pure adottati e respinti dalla corte costituzionale e resta, a mio parere la supertassa a tutti i redditi oltre un certo livello come in francia, con relative controindicazioni.

                            fanno cumulo i diversi incarichi istituzionali tramite leggi fatte ad hoc
                            Qualunque persona può avere più stipendi su cui vengono pagati più contributi che poi, secondo le convenienze dell'interessato, possono essere ricongiunti originando una pensione più grossa o lasciati disgiunti a maturare due pensioni più piccole che comunque a certi livelli di retribuzione originano pensioni molto interessanti e nulla ti vieta di aggiungerci un ulteriore reddito da consulenze o da gettoni di presenza.
                            Se pigli tanto, per di più da sempre non finisci a pigliare poco.

                            L'unica legge specifica può essere quella per gli onorevoli che comunque non parla di pensione anche se così la si considera correntemente perché da un vitalizio che è una diversa cosa, non ha la reversibilità.


                            Nel caso dovresti dimostrare in sede di giudizio l'illegittimità di quella decisione al che nel caso una legge illegittima perde di efficacia con tutte le conseguenze connesse.
                            Last edited by Il gatto; 09-08-2013, 17:21.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              La leggina

                              Pensioni d’oro: quelle di Stato coi soldi pubblici. Chi se l’è pagata e chi no
                              Pensioni d’oro, pensioni di Stato. C’è chi (seppur d’oro) se l’è pagata, con il sistema contributivo, e chi no, almeno non tutta. Pensioni altissime grazie a leggi, sempre di Stato, che hanno consentito in alcuni casi la decuplicazione dell’assegno. Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ricorda una “leggina” approvata in tempo record nel 1994. E che consentiva il passaggio al Fondo dei telefonici presso l’Inps di chi godeva già di una pensione di una gestione diversa, magari sempre di un fondo Inps, come l’Inpdai, il fondo per i dirigenti.

                              Il fatto è che, allora, i manager pubblici avevano un tetto alle pensioni di 200 milioni di lire l’anno. Il fondo Inps dei telefonici non aveva questo tetto, perché era il fondo dei dipendenti comuni che di certo non arrivavano ad accumulare assegni annuali del genere. I manager del settore telefonico, insomma, costruivano la loro pensione col sistema contributivo. L’assegno, quindi, se lo pagavano. Ma con questa legge del ’94 sono riusciti a sforare il limite dei 200 milioni. Scrive Rizzo a proposito dell’ex manager della Stet, la finanziaria telefonica pubblica:


                              Fu così che Biagio Agnes, pensionato dal 1983, riuscì a decuplicare il suo assegno: da 4 milioni di lire a 40 milioni 493.164 lire al mese. Decorrenza, marzo 1994. Un mese dopo l’approvazione della legge.

                              Abbiamo infatti scoperto che nel 2013 c’è chi, l’ex manager della Telecom inventore della «carta prepagata» Mauro Sentinelli, porta a casa 91.337 euro al mese. Il triplo di quanto varrebbe oggi la pensione di Agnes, che allora sembrava stratosferica. E il doppio di quella, addirittura extraterrestre, cui ha diritto dal 1999, quando aveva 55 anni, il suo ex capo Vito Gamberale: partiva da 75 milioni e 600 mila lire al mese.

                              Anche perché le regole del contributivo garantivano pensioni praticamente identiche all’ultimo stipendio. Il capo della Sip Paolo Benzoni andò via con 39,2 milioni di lire al mese. Ernesto Pascale con 42. Francesco Chirichigno con 36. Umberto Silvestri con 38,5. Francesco Silvano con 37,3.

                              Tetto o non tetto, fin qui le pensioni, seppur altissime, pagate con i contributi di una vita lavorativa. Poi Rizzo passa ai casi dei manager Enel e al loro fondo integrativo aziendale pagato “dagli utenti con le bollette:


                              Basterebbe ricordare i sontuosi trattamenti previdenziali dei dirigenti dell’Enel, che potevano aggirare il limite dei 200 milioni annui grazie a un faraonico fondo integrativo aziendale pagato dagli utenti con le bollette. Memorabili alcune pensioni, come quelle dei due direttori generali che si sono succeduti prima della trasformazione in spa, Alberto Negroni e Alfonso Limbruno, che si ritirarono entrambi con assegni da 37 milioni (di lire) al mese.


                              Pensioni d’oro in Italia: la corsa al fondo Inps dal 1994
                              Riguardo alle pensioni d’oro in Italia le radici del discorso vanno rintracciate nel passato, quando, nel 1994, fu approvata dal Parlamento una legge, che non faceva altro che amplificare i privilegi dei superpensionati. Il provvedimento favoriva il passaggio al fondo dei telefonici presso l’Inps di chi aveva una pensione rapportabile ad una differente gestione. Con queste disposizioni Biagio Agnes, ex direttore generale della Rai, poté raddoppiare il suo vitalizio. Già in quegli anni i Cobas fecero notare le grandi spese da parte dello Stato in relazione ad una legge di questo tipo.
                              Il tetto massimo che veniva applicato era quello di 200 milioni di lire all’anno, ma nessuno arrivava a questa somma. Nel frattempo, comunque, in molti si iscrissero al fondo dei telefonici e le pensioni cominciarono a lievitare. L’elenco delle superpensioni telefoniche è davvero enorme e in tanti anni non è stato fatto nulla per cambiare le regole, dopo quella legge di dieci righe, la più veloce della Repubblica, approvata in Parlamento in pochissimo tempo e pubblicata a tempo record sulla Gazzetta Ufficiale.


                              Da dire pure che il fondo telefonici era un fondo autonomo pure piuttosto ricco dato che si autogestiva senza i carichi pendenti dell'inps , ricchezza che poi fece gola all'inps che, per rimpinguarsi, se lo mangiò, rimangiandosi pure i rospi che conteneva e di cui si era liberata, ma che nel frattempo erano cresciuti.

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