La bellla Italia di m. Serra

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    La bellla Italia di m. Serra

    Al di là dei nomi dei quattro senatori a vita (il cui calibro è comunque cento volte maggiore di molti degli esponenti politici che ne commentano la nomina), nella scelta di Napolitano ciò che colpisce è questo compatto rivolgersi "altrove", a un'Italia cosmopolita e dunque sprovincializzata, che ha vissuto, lavorato, avuto fama e successo a distanza siderale dalle beghe miserabili che paralizzano la vita nazionale, e che cento metri oltre i nostri confini paiono insignificanti, penosi dettagli rispetto al battito del mondo. Che magari sa cosa accade a Parigi o a Londra o a Tokyo, meno che cosa succede a Roma, specie quando ciò che succede a Roma è così poco intellegibile. La sproporzione tra la fama e il peso culturale dei nuovi senatori e la media della rappresentanza parlamentare (anch'essa "nominata", grazie al Porcellum: ma con quanto merito in meno!) assume, indirettamente, quasi il significato di una denuncia. La denuncia della crisi paurosa della politica, dell'incepparsi patologico dei meccanismi di selezione della classe dirigente attraverso la via più diretta, che è o meglio sarebbe quella elettorale.

    Molti dei commenti politici di ieri rimandano, purtroppo, a questa mediocrità. Quasi incredibili, nella loro pochezza da ragionierino astioso, le parole del senatore delle Cinquestelle Alberto Airola, molto seccato perché i quattro neo-nominati "saranno stipendiati a vita senza essere stati eletti da nessuno e saranno i lacché delle larghe intese". Come se Piano e Abbado avessero bisogno, per vivere, di uno stipendio pubblico; e come se il tragitto che ha condotto all'elezione la quasi totalità dei grillini, spesso poche decine di voti cliccati su un sito web ben controllato e filtrato, avesse un qualunque, percepibile significato di democrazia diretta. Chissà se chiederanno gli scontrini del cappuccino, i cinquestellati, anche a Renzo Piano, per altro buon amico di Beppe Grillo.

    Stendiamo un velo pietoso sulla dichiarazione della signora Santanché ("il solo che doveva essere nominato senatore a vita è Berlusconi": poco più, anzi poco meno di una battuta di spirito). Ma è impossibile tacere della ciancia meschina, da angiporto della politica, capace di leggere in quelle quattro nomine (e in quei quattro profili italiani) il tentativo di offrire una stampella alle larghe intese. Bisognerebbe spiegare ai tanti parlamentari abituati al piccolo cabotaggio tattico, e qualcuno purtroppo anche alla messa all'asta del proprio voto, che esiste anche un mondo normale. Dove i loro discorsi, i loro sospetti, i loro calcoli paiono trascurabile fanghiglia, e contano zero. Immaginare un Rubbia o una Cattaneo che tramano pro o contro il governo Letta (o pro o contro chicchessia) equivale ad avere perduto il vaglio delle cose, la misura della realtà.

    La battuta della signora Santanché ci fa capire quanto manchi, al nostro Paese, una destra di alto profilo.
    http://www.repubblica.it/politica/2013/08/31/news/la_bella_italia_che_vorremmo-65591867/?ref=HREC1-5


    Ho talmente gradito quest'articolo che ve lo propongo
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Quasi incredibili, nella loro pochezza da ragionierino astioso, le parole del senatore delle Cinquestelle Alberto Airola, molto seccato perché i quattro neo-nominati "saranno stipendiati a vita senza essere stati eletti da nessuno e saranno i lacché delle larghe intese"
    Ci credo, napolitano gli ha sbattuto davanti il loro fallimento visto che quello è il tipo di gente che grillo diceva di voler schierare in massa per poi mincronizzarsi in ciò che ha fatto e che è diventato.
    Napolitano fa toccare con mano quello in cui hanno fallito, volendo fallire, ma non si doveva notare e naturalmente gli rode trovandosi pure nella necessità di sminuire e delegittimare quelle presenze, cosa pure abituale visto come è miseramente finito il loro tentato flirt con la gabanelli e rodotà.

    La battuta della signora Santanché ci fa capire quanto manchi, al nostro Paese, una destra di alto profilo.
    Ti risponderebbero che non c'è perché la destra di alto profilo non esiste, al massimo ha canaglie eleganti vestite di nero che cercano di sfruttare la pelle altrui, con eleganza e tatto politico.
    Una spiccata capacità politica acuirebbe l'odio atavico e si replicherebbe comunque la manfrina di sempre e al massimo è ammessa la destra paternalistica di sinistra che si gode i soldi e compiange gli altri che poverini debbono essere educati da chi sa e capiste, risiedendo sul piedistallo della morale superiore, la propria.

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    • arecata
      • 03/04/13
      • 5519

      #3
      e come se il tragitto che ha condotto all'elezione la quasi totalità dei grillini, spesso poche decine di voti cliccati su un sito web ben controllato e filtrato, avesse un qualunque, percepibile significato di democrazia diretta.


      @ Gatto, anche questo passaggio è sublime di verità e semplicità
      Pánta rhêi hōs potamós

      arecata è il 2° nick-name di Blasel

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Grillo è un mediatico e contava sulla forza dello spettacolo a che il bluff riuscisse e gli eventi gli hanno dato ragione, anche troppo perché il successo ottenuto non era sostenibile e tutte le carenze nascoste da un artistico urlare e inveire sono venute fuori mettendolo a nudo.
        Come una divisione corazzata che rompe le linee nemiche e avanza a tutta velocita', scordandosi chele autobotti della benzina non stanno al passo fino a quando rimasti a secco i geni immobilizzati fanno da bersaglio e basta.
        Troppe volte è successo.

        Grillo doveva essere la testa d'ariete che sfonda la porta della fortezza, per poi lasciare ad altri più adeguati impadronirsi del forte e quindi mette altri ancora adeguati al compito a sostituire i reggenti sconfitti.
        Nel nostro caso l'ariete ha preteso di essere tutto e si è trovata una testa d'ariete a governare un fenomeno che non era il semplice sfondamento di un portone.

        Al di là dei nomi dei quattro senatori a vita (il cui calibro è comunque cento volte maggiore di molti degli esponenti politici che ne commentano la nomina), nella scelta di Napolitano ciò che colpisce è questo compatto rivolgersi "altrove", a un'Italia cosmopolita e dunque sprovincializzata, che ha vissuto, lavorato, avuto fama e successo a distanza siderale dalle beghe miserabili che paralizzano la vita nazionale, e che cento metri oltre i nostri confini paiono insignificanti, penosi dettagli rispetto al battito del mondo.
        Tuttavia resta una componente, di prestigio e rappresentanza, ma comunque una componente visto che, se ti si scassa l'ascensore con te dentro apprezzi di più l'operaio ascensorista con non il pensatore apprezzato in tutto il mondo, che si da lustro quale responsabile del marketing della fabbrica di ascensori, ma che se si tratta di farli funzionare serve a poco.

        Chissà se chiederanno gli scontrini del cappuccino, i cinquestellati, anche a Renzo Piano, per altro buon amico di Beppe Grillo.
        Amico è una parola grossa, pensa che fine hanno fatto fare alla gabanelli e a rodotà dopo averli presentati come il non plus ultra della morale grillina.
        Questo che è semplice amico alla prima parola che sembri meno di un osanna al leader immenso lo fionda nella palude degli immondi, ladri e raccomandati, nonché servi del potere.
        Last edited by Il gatto; 31-08-2013, 15:03.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Immaginare un Rubbia o una Cattaneo che tramano pro o contro il governo Letta
          Non tramano, ma è realisticamente presumibile che la loro tendenza sia di stabilizzare il governo cosa che si tradurrebbe tecnicamente in un appoggio al letta bis.
          Comunque anche il m5s non scherza e ci dicono che da li uscirebbe una stampella da 15 teste se non 20, tanto sanno di essere segati e perso per perso è meglio morire dopo che prima.
          Pure il pdl da speranza con alcuni tranfughi tra cui il portabandiera scillipodi.
          Una situazione stabilizzante di zavorre perché a Berlusconi conviene togliere la fiducia se si va alle elezioni, altrimenti perde il controllo che ha e ciò raffredda i suoi bollenti spiriti il che stabilizza la situazione attuale.

          In tale situazione è naturale che la pitona e grillo delegittimino il possibile governo deligittimando i sostenitori per poi invocare propagandisticamente la congiura gli uni e il golpe gli altri, come da breviario standard per la messa solenne
          Grillo ha comunque chiesto ai quattro di ridursi gli stipendi, quelli non lo fanno e lui li condanna .
          Last edited by Il gatto; 31-08-2013, 17:41.

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          • arecata
            • 03/04/13
            • 5519

            #6
            Pánta rhêi hōs potamós

            arecata è il 2° nick-name di Blasel

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              “Casaleggio nel 2004 candidato in lista civica di un politico di Forza Italia”
              A scriverlo è il settimanale Panorama che rivela anche il flop del guru del Movimento nel Comune di Settimo Vittone, in provincia di Torino. Il berlusconiano Vito Groccia era capolista
              Alle ultime elezioni i 5 Stelle a Settimo Vittone hanno raggiunto il 25,91 percento alla Camera e 24,24 al Senato. Ma nel 2004, quando il suo confondatore Gianroberto Casaleggio si candidò, non andò altrettanto bene. Nel Comune in provincia di Torino infatti, il guru di Beppe Grillo era tra i nomi della lista civica “Per …


              Pensavo una battuta disfattista invece...
              Vabbe' pigliava poco, come consigliere di scena di di di pietro va gia' meglio 750.000 sesterzi, ma e' sempre poco, il blog dell'immenso gestito opportunamente vale di piu'.

              Boom dell'inchiesta "Casaleggio". I lettori la twittano da giorni
              Il M5S? E' come la Webegg. Chi comanda è Casaleggio

              Solo in un monologo di Beppe Grillo ti aspetteresti la storia di un manager che somiglia ad Angelo Branduardi e che con 15 milioni di euro di buco di bilancio nel pedigree riesce a farsi passare per “guru”! Ma forse no!

              Vi ricordate cosa diceva l'ex consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia nel Fuori-onda a Piazza Pulita su La7?: Casaleggio è il “guru” che ha costruito il Movimento di Grillo. E' lui che comanda. E' il padre padrone. Prende per il culo tutti.
              Casaleggio Movimento 5 stel


              Quella sera alcuni ex dipendenti della Webegg spa, la società di cui Casaleggio era amministratore delegato, si ritrovano in internet e commentano: “Sta succedendo quello che sappiamo già. Finalmente se ne stanno rendendo conto!”

              Ma di cosa dobbiamo renderci conto? Cosa sanno gli ex collaboratori di Casaleggio che noi non sappiamo? Li abbiamo incontrati. E in parallelo consultato centinaia di documenti.



              Il buco da 15 milioni di euro

              Casaleggio a cavallo del 2000 è amministratore de......

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