Mafia e no tav

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Mafia e no tav

    Tav in Val di Susa "Mi arrendo ai No-tav, chiudo la mia azienda" . Parla l'imprenditore che ha subito attentati

    Sulla Stampa Massimo Numa intervista Giuseppe Benente , di Bussoleno, titolare della Geomont:

    l'altra notte, un capannone della sua azienda è stato incendiato, in contemporanea con il fallito attacco da parte di una sessantina di attivisti No Tav incapucciati al cantiere di Chiomonte.



    Benente, che cosa è successo?

    «Mi hanno avvisato che c’erano fiamme nell’area dell’azienda, ho avvertito i vigili del fuoco e i carabinieri. È andata distrutta una trivella, gravi i danni anche a due generatori».
    Chi pensa possa essere stato?
    «Ho lavorato per la Tav e questa è la vera e unica ragione. I No Tav dicono che noi imprenditori siamo mafiosi ma quelli che bruciano sono i nostri mezzi. Una parte del movimento vuole imporre le proprie ideologie con la violenza. Chi non si piega, viene distrutto. Più cala il consenso popolare contro il Tav, più sale il livello della violenza. Tempo fa, alcuni attivisti mi hanno spaccato a martellate i citofoni dell’azienda. Ho denunciato il fatto, aspetto una risposta. E poi minacce, continue, non solo a me, ma anche ai miei operai. I sistemi con cui ci attaccano sono quelli della mafia. Non solo attentati ma anche l’isolamento, anche la paura di ritorsioni per i nostri familiari, anche le più atroci calunnie. I miei vivono qui, a Bussoleno, sono cresciuti assieme agli stessi ragazzi che indossano i cappucci per gli attentati o che giustificano ogni forma di violenza. No. Adesso basta. Non riusciamo più a lavorare. Entro pochi giorni chiudo tutto, risolvo le situazioni dei miei operai e me ne vado. Mi dedicherò ad altro. Ma non qui. Qui è impossibile. C’è un’atmosfera di pesante intimidazione. E dopo gli attentati anche la “macchina de fango”, molti non si sono ancora resi contro che in Val Susa una sempre più esigua minoranza di fanatici vuole scatenare una guerra civile».

    Oggi il sito Notav.info, espressione del «Comitato Popolare di Bussoleno», le sferra un pesante attacco personale. L’incendio sarebbe un modo per truffare l’assicurazione...

    «Ho già dato mandato ai legali di querelare NoTav.info. È solo spazzatura. Dicono che avrei fornito loro informazioni sul trasporto della “talpa” che dovrà scavare il tunnel a Chiomonte, e che qualcuno potrebbe avermi punito per il “tradimento”. È solo un tentativo di creare confusione sull’attentato. Anche gli altri imprenditori che hanno avuto i mezzi bruciati sono stati oggetto della stessa campagna diffamatoria. Esattamente come fa la mafia. In un momento in cui in Valsusa, come altrove, manca il lavoro per tutti, per noi che abbiamo fatto la scelta di lavorare per il Tav la situazione è ormai diventata insostenibile, proprio perchè il cantiere, adesso, è una realtà che non possono più negare. Siamo troppo deboli per affrontare da soli una situazione come questa. Mi hanno telefonato, per esprimere solidarietà, solo tre politici. Diciamo che mi avrebbe fatto piacere sentirmi meno isolato, meno in balia di questi delinquenti».


    La denuncia di Caselli: preoccupante il silenzio della politica e della cultura

    Ieri la denuncia del procuratore di Torino Giancarlo Caselli. "L'escalation delle violenze in Valle di Susa è preoccupante. Ma è altrettanto preoccupante il silenzio che arriva da alcuni uomini della cultura, della politica, della pubblica amministrazione e anche dell'informazione, perché è un silenzio che può partire dalla sottovalutazione per rasentare qualcosa di peggio: la connivenza". E' dura la requisitoria di Gian Carlo Caselli, procuratore capo a Torino, contro quelle persone che non si limitano a simpatizzare per il movimento No Tav o ad appoggiarne le iniziative, ma che, quando una manifestazione sfocia nel vandalismo o nella guerriglia, e quindi scattano le denunce, gli arresti e le inchieste, "sembrano pretendere che la legge non vada applicata". "Una pretesa - aggiunge - che non ha niente a che fare con quella Costituzione che loro stessi proclamano di voler difendere".
    L'occasione è la conferenza stampa in cui si illustra l'ultimo intervento dei carabinieri in Valle di Susa, il sequestro di un arsenale di razzi, molotov, cesoie, fionde e chiodi a tre punte. Il magistrato non fa i nomi ma basta rileggere le cronache delle ultime settimane per giocare a indovinare di chi sta parlando.

    C'è lo scrittore Erri De Luca, del quale, con una lettera a un quotidiano, ha criticato un articolo. O Gianni Vattimo, europarlamentare e filosofo (che lunedì prossimo, tra l'altro, è stato convocato al Palagiustizia per spiegare come mai, nel fare visita a un No Tav detenuto, si è fatto accompagnare da due attivisti). O magari Davide Bono, consigliere regionale del M5S, che qualche giorno fa ha detto che se "per caso" la procura di Torino ha aperto la caccia ai No Tav dopo "le pressioni politiche" di Pd e Pdl, Caselli farebbe bene a dimettersi.
    "In nessun caso si può accettare o tollerare una manifestazione violenta" dice il magistrato, che ne ha anche per l'informazione e per gli "ineffabili social network" che interpretano i fatti a modo loro. L'esempio è quello dei blocchi stradali sull'autostrada del Frejus: "C'erano vedette, sorveglianza ai varchi di accesso, viaggiatori costretti a fermarsi e a mostrare i documenti. Si chiama 'controllo del territorio'. Ma è una funzione riservata ai poteri pubblici. Chi la esercita senza farne parte non rispetta la Costituzione.
    Eppure abbiamo letto una cronaca in cui si delegittima una parte lesa, un camionista, dicendo che era 'alterato'. Ed è lo stesso metodo che si usa nei casi di violenza sessuale: lo stupratore tenta di presentarsi come una mammoletta per far ricadere la colpa sulla donna".
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Tav. Erri De Luca: va sabotata, è l'unico modo che c'è per fermarla. Il procuratore Caselli esagera

    “La Tav va sabotata”.
    Lo scrittore Erri De Luca, raggiunto al telefono dall'HuffPost, commenta con scarne parole l'accusa che il procuratore Giancarlo Caselli lancia nei confronti degli intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l'allarme terrorismo” in Val di Susa.

    Caselli non fa i nomi dei “conniventi” ma nell' elenco, è chiaro, figurano il filosofo Gianni Vattimo e De Luca, che hanno manifestato pubblicamente il supporto agli attivisti No Tav finiti in carcere per sabotaggio. Pochi giorni or sono Vattimo è finito nelle attenzioni della Procura torinese per i suoi stretti legami con le frange più dure del movimento, mentre lo scittore ha firmato un intervento durissimo nel volume appena uscito “Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia NoTav”, ebook dedicato alla lotta valligiana scritto con la giornalista Chiara Sasso, WuMing1 e Ascanio Celestini.

    Ieri altri due ragazzi appartenenti ai No Tav sono stati arrestati mentre trasportavano in macchina molotov, maschere antigas, fionde, cesoie, chiodi a quattro punte e altro materiale destinato, secondo gli investigatori, a danneggiare i cantieri dell'Alta Velocità. È proprio questo ultimo episodio a spingere Caselli contro i cosiddetti cattivi maestri. De Luca ha letto le dichiarazioni del magistrato ma non si scompone. Non è un uomo loquace, risponde con fermezza e senza appello.


    Erri De Luca, ha ragione il procuratore capo di Torino quando paventa il terrorismo No Tav?
    Caselli esagera.

    Forse esagera, ma in macchina i due ragazzi arrestati avevano caricato molotov...
    (sorride ironicamente) ...Sì, pericoloso materiale da ferramenta. Proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi. Mi spiego meglio: la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.

    Dunque sabotaggi e vandalismi sono leciti?
    Sono necessari per far comprendere che la Tav è un'opera nociva e inutile.

    Sono leciti anche quando colpiscono aziende che lavorano per l'Alta Velocità come quella di Bussoleno, chiusa per i continui danneggiamenti? Non si rischia un conflitto tra lavoratori e valligiani?
    La Tav non si farà. È molto semplice.

    La posizione è chiara. Ma è antitetica a quella presa dal governo.
    Non è una decisione politica, bensì una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle. La politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera.

    Di questo passo, afferma Caselli, arriveremo al terrorismo. Lei invece quale soluzione propone?
    Non so cosa potrà succedere. Mi arrogo però una profezia: la Tav non verrà mai costruita. Ora l'intera valle è militarizzata, l'esercito presidia i cantieri mentre i residenti devono esibire i documenti se vogliono andare a lavorare la vigna. Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l'unica alternativa.

    Politicamente come si risolve?
    Arriverà un governo che prenderà atto dell'evidenza: la valle non vuole i cantieri. E finalmente darà l'ordine alle truppe di tornare a casa.


    Pure i sabotatori andrebbero giustiziati

    Brigate Rosse, tutti gli ex militanti ai funerali di Gallinari (foto)

    Alle esequie di uno dei carcerieri di Aldo Moro c'erano Renato Curcio, Barbara Balzerani, Angela Vai, e Oreste Scalzone di Potere Operaio. Presenti anche rappresentanti del centro sociale torinese di Askatasuna e dei No Tav. "Prospero diceva che siamo sconfitti, ma non depressi"
    La bara coperta dalla bandiera rossa con falce e martello e stella a cinque punte, ma non quella delle Brigate Rosse iscritta in un cerchio. Poco sotto i simboli della lotta palestinese, appoggiati ai piedi del feretro. E garofani rossi, accanto a qualche rosa. Le esequie di Prospero Gallinari, l’ex militante delle Br che fu …


    «Io, minacciato dalle Br, sempre più solo anche nel Pd»
    Parla Stefano Esposito, il senatore del Pd che da un mese e mezzo vive sotto scorta: «Epifani? Non si è fatto sentire»

    «Ho avuto attestati di solidarietà ma questa battaglia a sinistra è impopolare».

    Dopo la lettera con la stella a cinque punte ricevuta ieri «la scorta non me la leva più nessuno» racconta Stefano Esposito, senatore torinese del Pd da tempo nel mirino per la sua battaglia a favore della Tav. «Mi hanno proposto la sorveglianza sei volte in questi anni, io non ho paura e l’ho sempre rifiutata. Dopo la puttanata di ieri non sarà più possibile».

    La “puttanata” è una lettera trovata nella sua buca delle lettere, a Torino, dove si legge: «Ormai la tua vita non vale più niente, sei il primo della lista. In parlamento hai scelto di servire tutte le lobby peggiori, Tav, F35 e Terzo valico, nessuno è più in grado di proteggerti».

    Pietro Ichino, un senatore che da anni vive sotto scorta per le minacce delle nuove Br, un giorno mi disse che faceva politica anche per sentirsi meno solo. Vale anche per lei?

    E’ molto vero, in realtà se fai politica incontri un sacco di gente che ti dà affetto, calore, ti incoraggia. Io sono un bersaglio perché sono l’unico che spacca i coglioni: questo è il vero limite, sei facilmente individuabile. La verità è che questa è una battaglia che a sinistra non piace, è considerata impopolare. In questi anni non siamo mai andati a manifestare in Val di Susa a favore dell’opera. Si è mai chiesto perché ci sono tanti libri contro la Tav e nessuno a favore? Io ho scritto un ebook insieme a Paolo Foietta, che si può scaricare gratuitamente dalla Rete: in un anno e tre mesi è stato scaricato 10mila volte.

    Con il successo alle elezioni del Movimento 5 stelle la battaglia anti-Tav si è rafforzata o no?

    Quando i parlamentari 5stelle andarono al cantiere l’unico che andò con loro sono stato io. Ho sperato che la battaglia fosse parlamentarizzata, che si parlasse del merito dell’opera, ma non è avvenuto: la Tav è diventata un simbolo e viene usata come tale. Il movimento originale ha perso man mano consenso perché l’osservatorio diretto da Mario Virano ha corretto i drammatici errori anche di supponenza del progetto e tolto acqua al dissenso. Ora il movimento è stato appaltato all’esterno, in outsourcing, all’ala anarco-insurrezionalista, ed è riuscito nel capolavoro di inimicarsi anche il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli.

    A volte Caselli sembra essere rimasto l’unico argine…

    Perché lui da rigoroso uomo dello stato ha sempre tenuto distinto il movimento dalla rigorosa applicazione della legge verso i violenti. All’ultima manifestazione, venerdì notte, quasi tutti i sindaci della valle non sono andati perché l’obiettivo era attaccare la polizia.

    Nel Pd in questi anni ha visto crescere la solidarietà verso la sua battaglia o no?

    No, vedo crescere l’opportunismo. Dopo i fatti di venerdì notte guardi quanti hanno scritto un comunicato per criticare la violenza: Emanuele Fiano, il segretario provinciale del Pd, io e il sindaco di Torino Piero Fassino. Stop.

    E dopo la lettera delle Br?

    Mi ha scritto Roberto Speranza, Enrico Letta mi ha mandato un sms molto bello. E il viceministro Stefano Fassina ha preso posizione.


    Epifani si è fatto sentire?

    No.

    Quando parla di opportunismo a chi pensa?

    A Civati e Puppato, parlamentari che con il loro cripto-grillismo pensano di costruire il proprio consenso pescando in un’area che tanto non ci voterà mai. Civati mi ha colpito: sul suo blog ha scritto più o meno: “Se non vuoi condannare i noTav vota Pippo Civati”. Io non contesto le manifestazioni pacifiche, ci mancherebbe, ma tu puoi far finta di non vedere quella gente con la maschera antigas.

    Hanno denunciato anche violenze della polizia?

    E’ una cosa falsa. Ho detto: facciano la denuncia, ma la denuncia ancora non c’è, per ora c’è stata solo la conferenza stampa. Ieri sera hanno fatto una manifestazione di solidarietà per gli arrestati sotto la casa del sindaco di Susa, la quale è favorevole all’opera, accusandola della presunta violenza della polizia, e hanno parlato di una donna poliziotto, ora è diventata una donna poliziotto.

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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      Gatto,sinceramente ,con parole tue(possibilmente chiare)
      tu sai a chi e a cosa serve la Tav?
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Al trasporto veloce di merci a cui non serve guadagnare un'ora.
        A chi serve cambia secondo le parti, a far guadagnare i politici dicono gli uni, a produrre sviluppo dicono gli altri.

        Da cio' pero' non deriva la legittimazione di un terrorismo a bassa intensita', per ora, che usa la cosa come casus belli al pari di altri terrorismi che sempre si agganciano ad una motivazione plausibile per aver consenso, seguito e militi disposti ad far male e farsi male per la solita rivoluzione che gli ideologi e i fiancheggiatori di alto livello hanno autonomamente deciso che sia giusta e doverosa.
        E comunque, quando si colpisce, si colpiscono simboli e divise, non le persone che ci stanno dentro che comunque hanno torto e sono colpevoli secondo la giusta giustizia rivoluzionaria perche' hanno voluto scegliere la parte ingiusta, quando i giusti li avevano avvertiti.

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        • Misterikx
          whatever..
          • 24/03/05
          • 15327

          #5


          nelle manifestazioni vi e sempre qualcuno che si infiltra (vedi Black-block) ma non per questo
          tutti i manifestanti devono essere bollati di terrorismo..
          " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Per fare le incursioni che fanno non basta qualcuno, ma un discreto numero, in fondo sono veri e propri assalti con attrezzature e adeguato addestramento alla guerriglia.
            E comunque per diffondere un clima di intimidazione e incendiare animi e obiettivi non servono mica eserciti.
            Le br ci riuscirono con qualche centinaio di picciotti confortati e gestiti da qualche decina di capibastone, per cui i numeri schierati sono adeguati quantomeno per una guerriglia di introduzione.
            I valligiani possono pure dissentire, ma se non riescono a distiguersi finiscono cornuti e mazziati oltre che strumentalizzati visto che la strategia del terrore, oltre che terrorizzare e ritirarsi, colpendone uno per educarne 100 abituandolo a subire, mira coivolgere gli esterni per portarli a fare la loro guerra, volenti o nolenti.
            Vengono sempre colpiti i mediatori, chi risolve, o chi non c'entra, non i cattivi che servono in buona salute e attivi per poterli strumentalizzare alla causa.
            Scompaiono i cattivi e come si incendiano le masse?

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Studente massacrato alla Statale:
              due antagonisti arrestati a Milano

              I due sono accusati di lesioni gravissime e violenza privata. Nel febbraio scorso, insieme con altri venti giovani, avevano aggredito uno studente picchiandolo selvaggiamente fino a provocargli una frattura al cranio

              Insieme con un'altra ventina di giovani avrebbero massacrato di botte, a più riprese, uno studente lo scorso 14 febbraio all'Università Statale di Milano, dopo una discussione per motivi politici, fratturandogli il cranio e procurandogli danni "estetici e funzionali" irrimediabili, tali da richiedere un importante intervento chirurgico ricostruttivo. Per questo motivo i carabinieri di Milano hanno arrestato M.L., 30 anni, (imputato anche al processo di Torino contro alcuni esponenti No Tav) e D.S., 26 anni, entrambi studenti universitari vicini all'Assemblea di Scienze politiche, di area antagonista, che occupa l'ex Cuem della Statale.

              I due dovranno rispondere di lesioni personali gravissime e violenza privata aggravata, commessi in concorso con altri giovani che sono in corso di identificazione. Il ragazzo, dopo una lite, è stato pestato sia all'interno dell'ateneo sia in prossimità del portone di ingresso, dove era stato trascinato, da una ventina di studenti. Era stato lasciato a terra esanime con una frattura al cranio, tale da far credere agli assalitori che fosse morto.

              Dopo due settimane la vittima, che non aveva né denunciato l'accaduto né si era recato in alcun ospedale a farsi curare, era stata costretta a recarsi al pronto soccorso dell'ospedale San Paolo, a Milano, dove i chirurghi hanno dovuto limitare i danni procurati dalla frattura della parete anteriore del cranio, con una prognosi di oltre due mesi. Le indagini hanno consentito di identificare i due aggressori, che avevano anche minacciato

              di gravi ritorsioni altri due studenti, testimoni dell'accaduto, perché non parlassero con le forze dell'ordine. Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di San Vittore.
              I due sono accusati di lesioni gravissime e violenza privata. Nel febbraio scorso, insieme con altri venti giovani, avevano aggredito uno studente picchiandolo…


              Per questo motivo i carabinieri di Milano hanno arrestato M.L., 30 anni, (imputato anche al processo di Torino contro alcuni esponenti No Tav) e D.S., 26 anni, entrambi studenti universitari vicini all'Assemblea di Scienze politiche, di area antagonista, che occupa l'ex Cuem della Statale.

              E ai lavoratori della strada si affiancano quelli della cultura sempre calmi, riflessivi che hanno il compito di costruire le giuste motivazioni della doverosa vittoria finale in cui i danni collaterali scompaiono a paragone del risultato rivoluzionario.



              Last edited by Il gatto; 04-09-2013, 13:03.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                la lotta deve continuare...".

                Sabotaggi al cantiere Tav
                Ltf denuncia Erri De Luca

                Lo scrittore, ex di Lotta Continua, aveva difeso le azioni contro macchinari e recinzioni legittimando cesoie e attentati. La società della Torino-Lione sta preparando un'azione legale contro di lui. La replica: "Opera inutile, non cambio idea"

                Proprio la notte scorsa sui siti antagonisti legati all'area anarchica è apparso un documento anonimo che "rivendica" l'attentato alla Geomont di Bussoleno (azienda impegnata nel cantiere Tav di cui alcuni macchinari sono stati incendiati il 30 agosto) e, polemizzando con l'ala legalitaria del movimento invita a "sdoganare" i sabotaggi come forma di lotta al supertreno
                Lo scrittore, ex di Lotta Continua, aveva difeso le azioni contro macchinari e recinzioni legittimando cesoie e attentati. La società della Torino-Lione…

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  messaggio delle "Nuove Br". A gettare benzina sul fuoco sono arrivate nel corso della giornata anche le parole dal carcere di Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, membri delle cosiddette "Nuove Br" arrestati in un'operazione il 12 febbraio 2007: "Il movimento No Tav deve compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare", hanno scritto in un documento apparso su internet. Aggiungendo che ci sono delle "simpatiche consonanze" fra i No Tav imputati nel maxi processo di Torino e "la nostra dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici" sulla linea difensiva scelta dai militanti chiamati a giudizio davanti al tribunale subalpino per gli scontri del 2011 con le forze dell'ordine.

                  M5s: "Valsusa non è Afghanistan". Dura la reazione del Movimento 5 Stelle sulle decisioni del Cdm e del Comitato: "Mentre vengono arrestati esponenti di un noto partito di maggioranza per gli appalti legati alla Tav fiorentina, mentre cresce il dissenso in Italia e in Francia sull'anacronistica Torino-Lione, il governo Letta-Alfano non trova di meglio che spedire altri 200 militari in Val di Susa - scrivono in una nota i deputati della commissione Difesa alla Camera - è una scelta insensata, un uso anomalo delle nostre Forze armate che se rassicura i signori delle tangenti da un lato rischia di esasperare gli animi dei cittadini dall'altro".
                  http://www.repubblica.it/cronaca/201...4/?ref=HRER2-1
                  Last edited by Il gatto; 21-09-2013, 08:37.

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