Crisi economica

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #16
    Sanità, lo scandalo dei prezzi di protesi e ausili. Quando lo Stato paga più del privato

    Il 'Nomenclatore tariffario' è la lista del ministero della Salute che regolamenta prezzi e tipologie di protesi e ausili per disabili. Un settore che costa allo Stato 1,9 miliardi di euro in un anno. Una prontuario provvisorio, nato nel 1999, e mai aggiornato. Risultato? Le Asl spendono anche il triplo rispetto al reale valore in commercio. Una riforma bloccata anche dalle lobby in Parlamento. Vi sveliamo gli enormi interessi, le truffe, il mercato nero, e i disservizi sulla pelle dei malati. Ecco la prima inchiesta realizzata su richiesta dei nostri utenti sostenitori

    Disagi e frustrazioni per gli utenti. Truffe e spreco di denaro pubblico. Distorsione del mercato. Mortificazione della ricerca tecnologica. Crisi delle aziende fino alla cassa integrazione o al fallimento. Può sembrare incredibile: questa lunga serie di costi sociali nasce da un volumetto. Potete trovarlo in qualsiasi negozio di articoli sanitari ed elettromedicali. Parliamo del ‘Nomenclatore tariffario per protesi e ausili’: centinaia di pagine, una lunga lista di codici e prezzi, insomma un prontuario. Questo prontuario elenca quali strumenti – dalle carrozzine, alle stampelle, passando per ginocchi artificiali e protesi di ogni tipo – ciascun disabile può (e deve) ottenere gratuitamente dallo Stato. Siamo quindi all’interno dei Lea – Livelli essenziali di assistenza – e cioè i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga gratis o con il pagamento di un ticket. I Lea sono il cuore pulsante del nostro sistema sanitario. E questo “prontuario” è il sintomo del suo infarto.

    Uno scandalo lungo 14 anni
    Dietro questo “listino” di protesi e ausili, infatti, si stratifica una drammatica serie di anomalie e soprusi. Partiamo dall’anomalia principale: il ‘Nomenclatore tariffario per le protesi’ è stato varato nel 1999. C’era l’allora ministro della Sanità, Rosi Bindi (centrosinistra). Doveva essere un elenco provvisorio: è vigente da 14 anni. Non è mai stato aggiornato.

    La legge prevede un aggiornamento ogni due anni. Il motivo è semplice: la tecnologia avanza, migliora la qualità di protesi e ausili, quindi è necessario che il “prontuario” sia adeguato ai tempi, per fornire ai disabili le migliori condizioni possibili. Non solo. Cambia la tecnologia, mutano anche i prezzi, che in alcuni casi diminuiscono e in altri aumentano: l’aggiornamento del prontuario – va da sé – è indispensabile anche per il mercato: sia per i fornitori che vendono, sia per il servizio pubblico che acquista, sia per gli imprenditori che producono. E invece niente: da 14 anni, i prezzi sono rimasti sostanzialmente gli stessi. E vedremo quali danni ha prodotto, quest’inerzia, nell’economia.

    Una truffa legalizzata
    Seconda anomalia: il suo funzionamento. Il nomenclatore prevede solo codici e caratteristiche. Vediamo come funziona: se ho bisogno di una carrozzina, la legge prevede che lo Stato me ne fornisca una. È una spesa pubblica: non devo pagare. Mi presento dal rivenditore e, dal prontuario, scelgo il modello “x”: se ha le caratteristiche previste per il mio caso, la prendo, e il servizio sanitario paga per me. Il rivenditore cosa fa? Addebita il costo al Servizio sanitario nazionale. Ma in che modo? Attenzione: non segnala il modello e la marca della carrozzina che ho appena comprato. No. Segnala il codice e il prezzo segnato sul prontuario. Un codice generico. Una cifra precisa. Una cifra che, però, non è legata alla carrozzina che io ho acquistato, ma al codice presente sul prontuario. Non importa quale modello io abbia preso. Non importa quanto costi effettivamente al rivenditore, come dimostra il video de ilfattoquotidiano.it. Importa solo che la carrozzina corrisponda a quel codice. Ed ecco il risultato: molte carrozzine pieghevoli, corrispondenti allo stesso codice, nel 1999 erano valutate con una tariffa di circa 420 euro, ma oggi costano appena 158 euro. Se le compra un privato, il negozio di articoli sanitari, le vende a 158 euro. Se le compra la Asl, invece, paga 420 euro. Alla carrozzina aggiungiamo il montascale: alla Asl costa 3.718 euro, se lo acquisto in negozio, però, lo pago 2.500 euro.

    L’aggiornamento del tariffario, per il comparto di massa, quello che comprende carrozzine e montascale, consentirebbe un risparmio enorme: “Un ribasso del 70 per cento per molti ausili”, dice Maria Teresa Agati, presidente autorevole del Centro studi e ricerca per persone disabili di Federvarie – Confindustria. Insomma: uno spreco. Anzi: una sorta di truffa legalizzata. E a legalizzarla è la norma. O meglio: il suo mancato aggiornamento. Eppure, di occasioni, ne abbiamo avute.

    Il gioco dell’oca
    L’ultima occasione è sfumata appena due settimane fa: il 31 maggio. Il decreto dell’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, approvato nell’ottobre 2012, adeguava il nomenclatore, che andava aggiornato entro il 31 maggio. Il nuovo governo ha ignorato la scadenza. E tutto resta come prima. Come vedremo, non è la prima volta, anzi: questa è la terza anomalia. Un decreto analogo fu emanato nel 2008 dall’ex ministro Livia Turco (Pd): fu approvato e mai applicato. Peggio: “Fu revocato dal governo Berlusconi”, dice la Turco a ilfattoquotidiano.it.

    La vera anomalia, però, sta in questa sorta d’incantesimo: il decreto che aggiorna il nomenclatore tariffario, come per destino, viene emanato sempre a fine legislatura. È come se il governo in carica lo scaricasse su quello successivo. Che puntualmente lo ignora. Lasciando tutto come prima. È accaduto con il decreto Turco. È accaduto con il decreto Balduzzi. E in questo gioco dell’oca, in realtà, la pedina resta sempre ferma al punto di partenza: il 1999. E la pedina, in questo caso, purtroppo è un disabile.

    “Stato d’illegalità”
    Se un disabile ha bisogno di una protesi, mettiamo per l’amputazione di una gamba, il Servizio sanitario nazionale gli fornisce un codice che è stato previsto nel 1999 e mai più aggiornato. A quel codice corrisponde una tecnologia altrettanto obsoleta. Quel tipo di protesi, con materiali magari più pesanti, o componenti superate, potrebbe persino non essere più in commercio. “Il nuovo nomenclatore – dice Maria Antonietta Farina Coscioni, già deputata radicale e presidente onorario dell’associazione Luca Coscioni – avrebbe dovuto eliminare le protesi “vecchie”, quelle tecnologicamente obsolete, per sostituirle con quelle nuove e adeguate. Ma ci hanno illusi ancora una volta. Ci troviamo in uno stato d’illegalità: il decreto Balduzzi è stato già convertito in legge, teoricamente è in vigore, ma nei fatti, i malati che ricorrono ai Lea e al nomenclatore, devono ancora rifarsi al 1999”.

    Autonomia, indipendenza, relazione
    Il 1999 è anche l’anno in cui, per la prima volta, l’Italia tenta un censimento della disabilità nel Paese. Un censimento molto difficile da realizzare, come sottolinea lo stesso Istat, il cui ultimo studio risale al 2005. L’Istat spiega che è preferibile abbandonare l’ipotesi di un vero e proprio censimento: meglio unire “varie fonti informative”.

    Quanti sono i disabili in Italia? Ma soprattutto: chi è il disabile?
    Il disabile è una persona che presenta gravi difficoltà nel movimento, nelle funzioni quotidiane e nella comunicazione, sia con la vista, sia con l’udito, sia con la parola. L’Organizzazione mondiale della Sanità – nel 2001 – ha precisato che la disabilità è “la conseguenza o il risultato di una complessa relazione”: quella tra la “condizione di salute di un individuo” e “i fattori personali e ambientali in cui vive”. Il solo esempio del nomenclatore tariffario dimostra in quali condizioni ambientali, in Italia, sia costretto a vivere un disabile e il suo nucleo familiare. “La figura del disabile – dice Farina Coscioni – è vista come una figura da assistere. Non si comprende che si tratta d’una menomazione fisica, ma non psichica: gli ausili giusti consentono di vivere autonomamente. Consentono un processo di vita indipendente”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013...rivato/626299/


    L'articolo è lunghissimo e non lo riporto per intero, ma vi consiglio di leggerlo.


    A questo però vorrei aggiungere : veniamo spesso informati dei falsi invalidi 'scoperti' dalle forze dell'ordine. Non discuto sui casi eclatanti, ma le cifre che ci propinano, su questo tema, sono assai falsate.
    Innanzi tutto dovrebbero evidenziare quanto ci costa scovare un falso invalido, cosa assai giusta, ma anche assai costosa...
    Successivamente ci dovrebbero informare con esattezza quante pensioni d'invalidità revocate (ingiustamente) vengono impugnate e quante sono le impugnazioni cui viene data ragione e che vanno quindi a sottrarsi dal numero iniziale delle pensioni revocate.
    Vi sia sufficiente sapere che oltre il 60% delle pensioni d'invalidità, inizialmente revocate, vengono riassegnate con l'aggiunta degli interessi maturati e delle spese legali sostenute.

    Spesso sono state revocate pensioni 'ad capocchiam', magari dicendo ch'era stata inviata una 'fantomatica' raccomandata con la quale si richiedeva una visita di controllo. La prima richiesta di un legale difensore della vittima di tale provvedimento è la richiesta d'esibire la ricevuta della raccomandata, quasi sempre inesistente....

    Possiamo continuare sugli sprechi della pubblica amministrazione, come volete
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Però non si esce dalla perversa situazione per cui quegli sprechi sono comunque il reddito quotidiano per altri che eliminando quegli sprechi vanno eliminati o sostenuti in altro modo e il sostegno di chi non produce con il reddito di chi produce beni e servizi effettivamente voluti e liberamente pagati dal mercato è quello che viene considerato lo spreco maximo.

      Perché anche ottimizzando il sistema e poi dovendolo supertassare per mantenere gli espulsi mi trovo lo stesso a dover gestire uno spreco che sfascia quel sistema visto che chi produce scappa.

      Intanto però una strada sarebbe eliminare le uscite di denaro, a qualunque titolo avvengano, verso l'estero rendendolo così disponibile per alimentare il sistema interno.
      Gli effetti complessivi non sono diversi, tolgono sostegno ad altri, ma siccome questo tipo di altri sono all'estero la cosa non ci tange.
      Last edited by Il gatto; 11-09-2013, 11:07.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Originariamente Scritto da dietrologo
        è marcio il sistema , và sostituito , io ribadivo il concetto all'inizio che non si risolve la crisi riducendo i consumi , anzi questi favoriscono l'economia
        và cambiato con uno rinnovato o a conduzione europea , perchè io del politico italiano non mi fido , può essere di valore e di sani principi ma quando sei là dentro ti cambiano in un attimo
        Conduzione europea realizzata dai suoi commissari in grecia che operano per far uscire i soldi europei nel modo piu' rapido e semplice senza minimamente intaccare le cause politiche e amministrative di quel default, infatti governano quelli di prima con i sistemi di prima togliendo solo risorse alla popolazione e nessun speculatore greco ne ha sofferto.

        In scala minore succede qua dove l'europa vuole un incasso e gli va benissimo che cio' avvenga tramite tasse ai soliti incassate dai soliti con i soliti metodi.
        Ne mette bocca sulla politica e le sue regole che vengono identificate invece come la causa del male.

        Tanto per dire che non sara' l'europa a correggere le problematiche di fondo che si identificano siano la causa del male.

        S'e' sentita mai l'europa sollecitare metodi suoi per far pagare le tasse a tutti, o su come selezionare i politici validi?
        Last edited by Il gatto; 11-09-2013, 18:13.

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #19
          Originariamente Scritto da dietrologo
          è marcio il sistema , và sostituito , io ribadivo il concetto all'inizio che non si risolve la crisi riducendo i consumi , anzi questi favoriscono l'economia
          và cambiato con uno rinnovato o a conduzione europea , perchè io del politico italiano non mi fido , può essere di valore e di sani principi ma quando sei là dentro ti cambiano in un attimo
          Quotissimo.
          E' marcio il sistema-italia, è marcio nelle fondamenta.
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Una richiesta che non capisce nessuno quando qualcuno gli chiede una fetta del suo reddito a beneficio di altri, anche se trattandosi di togliere ad altri tutti capiscono ed approvano.

            In fondo sono tutti ricchi rispetto a chi ha di meno e la richiesta puo' essere fatta a tutti, di cui nessuno si offre volontario e ci vuole equitalia per convincerlo, ammesso che ci riesca.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              E perche' no gli stipendi? e perche' no di tutti, visto che se non escono dalle tasse escono comunque dal reddito dei consumatori e la tasca madre non e' diversa?

              Poi c'e' la domanda fatale di dove comincia la terra dell'oro, un confine che ciascuno puo' mettere dove crede in funzione di parametri suoi ed e' per tutto questo che non si arrivera' mai ad un accordo che tutte le parti riconoscono solo su equilibri di forza contrattuale.

              La stessa cosa della giusta mercede che va pagata al lavoratore su cui mediamente si concorda, solo che mai e' stato stabilito che valore ha quel giusto e ciascuno gli da un valore proprio sempre diverso fra chi lo piglia e chi lo paga, accordandosi pure qui solo su equilibri di forza contrattuale.

              Per chi riceve ogni valore non compensa adeguatamente cio' che fa, per chi paga ogni valore e' uno sproposito per cio' che riceve, non c'e' verso di accordarsi su quale sia il valore del giusto, anche se tutti concordano che sia scambiato il giusto.

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70446

                #22
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                E perche' no gli stipendi? e perche' no di tutti, visto che se non escono dalle tasse escono comunque dal reddito dei consumatori e la tasca madre non e' diversa?

                Poi c'e' la domanda fatale di dove comincia la terra dell'oro, un confine che ciascuno puo' mettere dove crede in funzione di parametri suoi ed e' per tutto questo che non si arrivera' mai ad un accordo che tutte le parti riconoscono solo su equilibri di forza contrattuale.

                La stessa cosa della giusta mercede che va pagata al lavoratore su cui mediamente si concorda, solo che mai e' stato stabilito che valore ha quel giusto e ciascuno gli da un valore proprio sempre diverso fra chi lo piglia e chi lo paga, accordandosi pure qui solo su equilibri di forza contrattuale.

                Per chi riceve ogni valore non compensa adeguatamente cio' che fa, per chi paga ogni valore e' uno sproposito per cio' che riceve, non c'e' verso di accordarsi su quale sia il valore del giusto, anche se tutti concordano che sia scambiato il giusto.
                Perché chi percepisce mille euro al mese ha poco da ridursi. Chi ne percepisce centomila è semplicemente un delinquente, soprattutto se il suo unico lavoro è scaldare una sedia. Come dice Dietrologo, ci sono spese che oggi non ci possiamo permettere, e le pensioni e gli stipendi d'oro sono tra questi.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  Anche quello da mille e' un delinquente per chi ne piglia 100 che e' un delinquente per chi va sotto e cosi' anche il pensionato al minimo diventa un delinquente da colpire per il clandestino che sta alla base della scala economica.

                  Visto al rovescio chi e' fuori dal proprio livello e' un alieno che vuol predare.

                  Al che tutti hanno una giustificazione propria per se validissima per togliere agli altri tenendosi il proprio e la parola torna alla foza che legittima di fatto il risultato di chi vince.

                  Al contorno, visto che non ci sono volontari, attuare d'autorita' certe variazioni mette in forse la credibilita' contrattuale dello stato e uno stato che non onora i contratti firmati non fa piu' contratti con nessuno.

                  L'incertezza del diritto costa assai a tutti, di piu' a chi sta sotto e poggia la sua scarsa forza solo sulla credibilita' di quel diritto.
                  Last edited by Il gatto; 12-09-2013, 15:13.

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    un tesoro, 1900 netti, 2550 lordi

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #25
                      Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                      Sono anni, ormai, che in Italia imperversa la crisi economica che, non solo non accenna a terminare, ma diventa sempre più serrata.

                      Avete dovuto modificare il vostro modus vivendi da prima dell'avvento della crisi? A cosa avete dovuto rinunciare che vi ha maggiormente colpiti?

                      Le vostre prospettive sono positive? Io me lo e ve lo auguro.

                      Vedo e sento la crisi che ci circonda, ma per mia fortuna, non la vivo : pensionato ero e pensionato son rimasto e non ho figli o nipoti cui pensare e provvedere, però 'qualcosina' per altri meno fortunati, la facevo e la faccio, e voi?
                      Un grande scombussolamento, Arecata. Le famiglie mono-reddito come la mia son quelle che hanno risentito da subito, sul campo, gli effetti della crisi. Dopo 34 anni di lavoro disponevo di uno stipendio non alto, ma che ci consentiva comunque la serenità. Adesso prendo da due anni solo 800 euro di cassa integrazione + i bonus quando, saltuariamente, mi richiamano al lavoro. Umanamente, ci sarebbe da sbattere la testa contro il muro ogni mattina. Eppure, ogni mattina, ringraziamo la Provvidenza di Dio. Continuiamo a mangiare, a stare uniti, a volerci bene. Anche se non andiamo più al mare o a cena fuori...
                      amate i vostri nemici

                      Comment

                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Lo dici tu, a me invece tocca compensare con i risparmi e devo calcolare di morire prima che finiscano, perche' poi le situazioni sono a pacchetto con oneri e onori e i 900 se ne vanno per mantenere figlia spesata che vuole stare sola e tre gatti che mangiano come puma, solo cose buone.
                        Difficile quindi fare proclami su valutazioni sommarie e chiedersi per quale strana ragione il mondo non ti capisce e ti ignora.

                        Anche la pensione da 1000 euro e' complessa da valutare perche' non e' raro che ne entrino due al che con un totale inferiore al mio entrano nel sistema proprio di piu'.
                        E infatti quando si ventilo' sommessamente di fare il cumulo dei redditi famigliari per costruire un unico imponibile somma, visto che era la famiglia il mattone della societa', scoppio' il finimondo con anatemi dal cielo e dalla terra, nonche' minacce di terremoti sociali e giuridici.
                        Quindi ciascuno si tiene e difende il suo, con oneri ed onori e visto che gli oneri non si delegano, lo stesso vale per gli onori che sono capitati.

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                        • Durante
                          Opinionista
                          • 16/11/08
                          • 2103

                          #27
                          Originariamente Scritto da dietrologo
                          non esattamente , quì si parla di pensioni d'oro a carico dei contribuenti , pensioni e stipendi da follia che nessuno può giustificare in una nazione disastrata come l'Italia
                          Tu pensi e scrivi come normalmente pensano e dicono la gran parte delle persone che lavorano con stipendi regolati da contratti sindacali (chi ha la fortuna di usufruirne) Ma quelle persone di cui scrivi non ragionano così. Loro sono una vera consorteria lobbista che pensano e ragionano con la medesima frenesia comportamentale istintuale di un branco di squali bianchi quando hanno l'opportunità di fare attacchi predatori, però il tutto camuffato da un mal celato buon senso che è il classico travestimento dei lupi che si spacciano da pecore per poter entrare nell'ovile e farne scempio. Quello che intendo dire è sufficiente osservare quello che dicono questi alti funzionari e i risultati che ottengono. Prendo un'esempio da uno dei tanti funzionari di primo piano, mi riferisco al presidente dell'I.N.P.S. che periodicamente comunica i dati dello stato di salute di questo istituto allarmando e non poco i cittadini che usufruiscono dei vari ammortizzatori sociali escludendo l'elargizioni delle pensioni per non peggiorare l'esempio, dicendo che vanno presi dei provvedimenti per poter sostenere il pesante onere da parte dell'istituto. Ebbene questa persona ricopre più di quindici incarichi istituzionali e tutti ben remunerati (informazione ottenuta dalla trasmissione tv Report della Rai), quindi da qui si comprende che i provvedimenti vanno intrapresi nei confronti dei soliti cittadini super tartassati salvaguardando questa consorteria lobbista affetta dalla sindrome della cupidigia. Questa sindrome la associereri alla medesima patologia di chi è affetto da bulimia. Il bulimico va compreso e aiutato, per gli altri il trattamento deve essere ben diverso e deve essere perpetrato da parte dei cittadini con modalità inerenti a ciò che riporta la nostra costituzione. Però prima di tutto la costituzione si deve conoscere quasi tutti nel significato dei suoi articoli. Ciò non è difficile il problema è che andrebbe insegnata dalle scuole medie in su e purtroppo non è così. Quindi l'unica opportunità per poter raddrizzare la nave che sbanda è la conoscenza non ci sono altre strade altrimenti anche con rabbia si deve accettare questo nostro mediocre incedere.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Ma al momento dove sta normato che quelli non possono prendere il compenso che pigliano definito da un contratto individuale e che non possono ricoprire piu' incarichi?
                            Alla fine un problema fra consiglio di amministrazione, governo e i vari tizi.

                            Inoltre va tenuto conto che la costituzione non si applica alle persone, ma alle leggi e il dubbio costituzionale lo puo' sollevare solo un magistrato se ritiene che esista, non un cittadino che puo' solo far causa allo stato e sollevare in tale sede la questione di costituzionalita' sulla legge che gli si applica, nel qual caso, se il giudice concorda, sospende quella causa e pone il quesito che apre pure diverse vie perche' una legge incostituzionale resta applicabile e non e' detto che sia abrogata pur riconoscendola incostituzionale la corte costituzionale.

                            Avevano fatto una legge ordinaria che limitava a 350.000 euro il compenso massimo degli statali poi in sede di conversione e' passato un emendamento che svincolava diversa gente da tale limite.
                            La costituzione nulla dice su cio', ne sul limite, ne sul fuori limite, cosa lasciata alle leggi di bilancio.
                            Last edited by Il gatto; 15-09-2013, 15:10.

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                            • arecata
                              • 03/04/13
                              • 5519

                              #29
                              Comprendo perfettamente la posizione di Gatto ed i 900 che se ne vanno... come quella di Cono che li deve far bastare per tutta la famiglia. Ma, se ho compreso bene, anche la moglie di gatto, la signora Micia, è pensionata, però non fa 'cumulo', cosa che, invece, accade tra me e Daniela...mannaggia a me....
                              fino a qualche anno fa, pur non essendo separati, avevamo residenze (e stati di famiglia) diversi ed un domicilio in comune...
                              Scioccamente, alla morte di mio suocero, mi sono trasferito in un appartamento più prossimo a mia suocera ed in quella circostanza...ho riunito stato di famiglia e residenze e quindi il cumulo, con il risultato che le utenze della seconda casa.......
                              Pánta rhêi hōs potamós

                              arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Capito male, la signora micia non ha reddito non avendo mai lavorato, ma essendo stata da sempre a carico del micio.
                                Mi pare strano che il tuo reddito faccia cumulo, visto che non e' previsto per nessuno, salvo fare, se si vuole, una dichiarazione congiunta dove ogni reddito e' tassato singolarmente, ma poi si possono compensare le detrazioni, deduzioni di uno con i redditi dell'altro coniuge qualora il proprio non abbia capienza.

                                Il cumulo esiste solo nel caso si facciano richieste collegatee all'isee dove invece viene calcolato l'insieme del reddito familiare e dei beni posseduti anche esenti da tassazione.

                                Per la casa il discorso e' diverso e come per la idem, avendo piu' case e' conveniente che ogni coniuge abbia la residenza in una casa a che possano essere dichiarate tutte come prime case.
                                Last edited by Il gatto; 15-09-2013, 15:31.

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