22enne 8 anni in carcere ingiustamente

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    22enne 8 anni in carcere ingiustamente

    http://www.ilmattino.it/napoli/crona...e/325946.shtml

    Napoli. «Io, innocente in carcere per otto anni senza aver fatto nulla»


    Hai voglia di dire che non c’entri, quando c’è un testimone oculare che ti accusa. È la vicenda umana e giudiziaria di Giovanni De Luise (classe 1981), vittima di un clamoroso errore di persona che gli è costato otto anni e otto mesi di cella senza un motivo.

    In pratica, De Luise ha bruciato gli anni più belli della sua vita nei carceri bunker, in alcuni casi anche in isolamento. Condannato a 22 anni di prigione come assassino, come killer di Massimo Marino l’11 dicembre del 2004, nel pieno della faida di Secondigliano, oggi è stato scarcerato grazie a un procedimento di revisione sostenuto dal suo legale Carlo Fabbozzo, su input della stessa Procura di Napoli. Poi il miracolo: un certo Gennaro Puzzella teme di essere stato scaricato dal suo clan, teme di essere ucciso, si pente, confessa. E racconta: «Sono io il killer di Massimo Marino, ma al mio posto è stato condannato De Luise un innocente, che sta in cella a scontare una condanna per un delitto che non ha commesso». Fine dell’incubo, De Luise è libero.



    E adesso chi e come lo ripaga della sua gioventù perduta e delle relative occasioni?

    Qualsiasi cifra che pagheremo, si perchè lo stato dovrà risarcirlo e lo stato siamo noi contribuenti, sarà sempre un pallido paliativo.

    E di casi analoghi ce ne sono, ce ne sono
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Vorresti dire che una sentenza passata in giudicato emessa da un giudice della repubblica puo' essere priva di fondamento?
    In uno stato di diritto sarebbe stato accusato l'altro di falsa testimonianza e vilipendio della corte.

    Infatti la cosa non è andata come sembra perché un giudice è un giudice e se un giudice mette dentro, non può essere un colpevole a tirarti fuori.

    Si costituisce il vero assassino ma l'innocente resta in carcere
    Intanto Puzella si è presentato dai magistrati: «Sono stato io a uccidere Marino, me lo aveva ordinato Cosimo». Dunque secondo provvedimento eseguito ieri dai carabinieri del Ros (con la notifica in carcere per Di Lauro) a conferma che De Luise è innocente. Eppure, riconosciuto da Cinzia Marino e condannato con sentenza definitiva, dovrà aspettare ancora per la revisione del processo.
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...innocente.html

    Volevo ben dire che se uno è condannato, condannato resta, il fattore determinante è la condanna perché il giudice giudica e non è giudicato, altrimenti come sai se un giudice ci piglia o sbaglia?
    Estraendo il giudice dal giudizio quello che fa è giusto per definizione, come altre magistrature e ci piglia sempre.
    La superiore giustizia della legge è salva

    E siccome la legge è giusta e chi sbaglia sono i Cipputi, il danno va semmai chiesto al testimone e non alla corte che non ha emesso un erroneo decreto di arresto.

    Secondo l'Avvocatura la questione sarebbe, in ogni caso, infondata, in quanto il principio della riparazione degli errori giudiziari, sancito dall'art. 24, quarto comma, della Costituzione, postula "l'esigenza di appropriati interventi legislativi, indispensabili per conferirgli concretezza e determinatezza di contorni, dandogli così pratica attuazione" (sentenza n. 1 del 1969). E poiché il legislatore non ha previsto l'equa riparazione per l'ingiusta detenzione a seguito di illegittimo ordine di esecuzione, mancherebbe la disciplina attuativa che l'art. 24 della Costituzione richiede.

    Ad avviso dell'Avvocatura, non sarebbe neppure ipotizzabile una violazione del principio di eguaglianza, essendo necessaria a questo fine "l'esistenza di una specifica regolamentazione legislativa (viceversa mancante) relativa alla riparazione della detenzione conseguente ad ordine di esecuzione della pena illegittimo, quale tertium genus di detenzione ingiusta", che si aggiunga alla custodia cautelare ingiustamente subita ed alla detenzione conseguente a giudicato rimosso in sede di revisione.

    In via subordinata, l'Avvocatura osserva che il difetto di tutela denunciato dal rimettente avrebbe potuto essere colmato mediante applicazione analogica degli artt. 643 e ss. cod. proc. pen., che riguarderebbero fattispecie affine a quella in esame.


    I conti pubblici sono salvi.
    Last edited by Il gatto; 14-09-2013, 17:20.

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    • arecata
      • 03/04/13
      • 5519

      #3
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio

      I conti pubblici sono salvi.

      Nel ringraziarti per avermi/averci erudito su questo interessante tema, mi sento di aggiungere soltanto :

      SCHIFO !!!
      Pánta rhêi hōs potamós

      arecata è il 2° nick-name di Blasel

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Quindi che ci si dice?

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        • Aquila Nera
          Opinionista
          • 15/07/13
          • 176

          #5
          il solito qualunquismo da bar.

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          • Misterikx
            whatever..
            • 24/03/05
            • 15327

            #6
            bad karma
            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Nemmeno tanto, a quell'altro gli hanno sparato perché somigliava al boss e gli è andata peggio.

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                Nemmeno tanto, a quell'altro gli hanno sparato perché somigliava al boss e gli è andata peggio.
                Mi vergogno a dirlo, ma il tuo accostamento mi ha fatto più che sorridere...(divertito)

                Un appunto, il presunto bersaglio non era un 'boss' ma un 'gregario' fastidioso
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Il tizio che si e' consegnato dicono che lo ha fatto perche' caduto in disgrazia doveva essere eliminato quindi boss o scugnizzo in certi ambienti il problema ci sta e avere la faccia sbagliata non e' comunque salutare.
                  In ogni caso andrebbe approfondita la storia processuale del tizio perche' un riconoscimento casuale e' un po pochino se tutta una vita dice il contrario.
                  Ammesso che non hai l'alibi, ma il movente?

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                  • arecata
                    • 03/04/13
                    • 5519

                    #10
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Ammesso che non hai l'alibi, ma il movente?
                    Mi sembra che la 'giustizia in Italia' non abbia (molte volte) bisogno di moventi o alibi....

                    Enzo Tortora docet
                    Pánta rhêi hōs potamós

                    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Per un traffico di droga il movente e' il denaro cosa che ad un presentatore non manca.
                      Per un omicidio pero' e' diverso, specialmente per un omicidio di camorra, salvo essere parte del giro e allora la cosa si complica.
                      Poi puo' starci pure il giudice proprio stupido o asservito ad altri interessi, o magari la difesa e' stata scarsina forte.

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                      • arecata
                        • 03/04/13
                        • 5519

                        #12
                        Un amico, avvocato penalista, a proposito del caso in questione, mi dice quanto segue :

                        E allora tentiamo di fare un po' di chiarezza.La riparazione pecuniaria dell’ingiusta detenzione è stata introdotta nel nostro ordinamento dal nuovo codice di procedura penale approvato solo nel 1988, ed è regolamentata dagli articoli 314 e 315 dello stesso Nel nostro Ordinamento l'eventuale risarcimento potra' richiedersi solo dopo la revisione del procedimento(un nuovo processo) che ha causato l'errore giudiziario e possono richiederlo anche gli eventuali eredi , nel caso di premorte del condannato , sempre che il soggetto non ha causato, per un suo comportamento doloso o colposo, l’errore giudiziario.

                        Si parla di ingiusta detenzione quando un imputato all’esito del procedimento penale viene prosciolto con sentenza di assoluzione diventata irrevocabile. Chi ha subito l'ingiusta detenzione puo' vantare di ottenere una equa riparazione che non puo' superare la somma di euro 516.456,90. Importante , mi sembra qui, rimarcare, caro Arecata, che la Cassazione ha stabilito che il risarcimento deve essere uguale a quello degli incensurati, quindi sono irrilevanti le precedenti condanne del soggetto. Il giudice potrà rispondere del suo operato solo se ci troviamo in presenza di colpa grave o dolo. Nel caso di un testimone accusatore il giudice dovrebbe tener conto della testimonianza al di là di ogni ragionevole dubbio. Negli ultimi anni Solo lo 0,6 per cento dei magistrati che vengono giudicati per colpa o omissioni nell'esercizio del loro lavoro sono finiti davanti al loro organo di giustizia e perdono il posto. Il testimone o anche la polizia giudiziaria rischiano solo un indagine per falso.
                        Pánta rhêi hōs potamós

                        arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Intanto c'è da vedere cosa significa ingiusta detenzione, perchè costituisce ingiustizia il fatto che il giudice ha preso per buona la testimonianza di un testimone oculare?

                          Quanto alla bassa punibilità dei giudici ci porta a considerare che pure loro sono una casta con le problematiche di tutte le caste e si aprirebbe la discussione sulla responsabilità dei giudici e la riforma della giustizia penale per definire delle regole più affidabili, ma ciò ci porta su altri terreni, roventi

                          Meglio non trovarsi nella situazione

                          Secondo la norma per avere diritto al risarcimento non è sufficiente avere dalla propria parte una sentenza d’assoluzione irrevocabile, secondo una delle formule previste dal codice: il fatto non sussiste, oppure non è stato commesso o non costituisce reato o non è previsto dalla legge come tale. Non basta nemmeno che la giustizia abbia riconosciuto l’illegittimità della misura cautelare. Chi ha ingiustamente subito il carcere deve dimostrare di non aver tenuto un comportamento tale da aver tratto in inganno i magistrati con atteggiamenti omissivi o perché non si è avvalso delle funzioni difensive, che pure restano un diritto fondamentale della persona sottoposta a indagini o imputata, ma anche sotto il profilo delle proprie frequentazioni.

                          Ciò vuol dire che le sentenze assolutorie non sono valutate come tali ma sottoposte ad un nuovo processo che conduce ad esaminare e giudicare sotto il profilo morale la personalità di chi è stato assolto, introducendo un criterio discriminatorio che inanella una serie impressionante di violazioni: dal ne bis in idem, all’invenzione di una sorta di quarto grado di giudizio capace di resuscitare la colpa al di là di ogni assoluzione fino all’inversione dell’onere della prova.

                          Nel giugno scorso, la quinta sezione penale della corte d’appello di Milano ha rigettato l’istanza di risarcimento per ingiusta detenzione di una persona assolta in via definitiva dopo aver trascorso 6 anni nelle carceri speciali, sostenendo che «nessun diritto alla riparazione spetta a chi, frequentando terroristi, o comunque soggetti appartenenti all’antagonismo politico illegale, abbia colposamente creato l’apparenza di una situazione che non poteva procurare l’intervento dell’Autorità giudiziaria. Poco importa, ai fini che qui interessano, l’esito del giudizio penale. Occorre distinguere – prosegue il collegio – l’operazione logica compiuta dal giudice del processo penale da quella, diversa, del giudice della riparazione. La reciproca autonomia dei due giudizi comporta che una medesima condotta possa essere considerata, dal giudice della riparazione come contributo idoneo ad integrare la causa ostativa del riconoscimento del diritto alla riparazione e, dal giudice del processo penale, elemento non sufficiente ad affermare la responsabilità penale».

                          I magistrati hanno teorizzato un doppio criterio di giudizio: il primo sottoposto alle vigenti leggi processuali; il secondo che riabilita la colpa tipologica è non si cura degli effetti legali dell’assoluzione, che seppure elimina la colpa mantiene il sospetto e soprattutto conserva la responsabilità. Siamo di fronte ad un perenne “diritto del nemico” che trasforma in un accessorio a geometria variabile la presunzione d’innocenza recepita dall’art. 27 della Costituzione. Chi viene assolto per reati avvenuti in luoghi dove è presente la criminalità organizzata, diventa responsabile del fatto di aver frequentato contesti che brulicano di pregiudicati; chi è assolto da reati di eversione, se ha frequentato luoghi di conflitto, recepito culture antagoniste, anticonformiste e irregolari secondo la norma politico-morale dominante, è ritenuto responsabile di una corrività ambientale che ha indotto la coscienza del giudice a sbagliare. È una colpa di natura etico-morale quella che qui viene scovata e sanzionata con il mancato risarcimento.

                          Non sfugge che attraverso questo dogma dell’infallibilità assoluta del giudice, come fu per il concilio Vaticano I° che nel 1870 introdusse l’infallibilità ex cathedra del pontefice, si opera il passaggio dalla filosofia del diritto alla teologia giudiziaria. Un’arrogante pretesa che spiega l’errore ricorrendo all’alibi della “colpa apparente”, giustificata non da una cattiva valutazione degli elementi probatori a carico o discarico ma dalla doppiezza e dall’ambiguità della persona sottoposta a indagine o giudizio, alla stregua del maligno che con le sue arti malefiche confonde e trae il mondo in inganno. Sarebbe tempo di riportare la giustizia dalle sfere della santità celeste ad una più terrestre dimensione profana.
                          Last edited by Il gatto; 16-09-2013, 11:01.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Attenzione alle brutte compagnie perché il dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei ha una sua validità
                            diventa responsabile del fatto di aver frequentato contesti che brulicano di pregiudicati;
                            Perché il giorno della morte di suo fratello Massimo c'è un'altra persona in lutto per quella faida. Giovanni De Luise, incensurato e onesto lavoratore, due ore dopo la morte di Marino ha perso il fratello Antonio, spacciatore dei Di Lauro.
                            http://ricerca.repubblica.it/repubbl...innocente.html
                            Di fatto s'è trovato pure un movente essendo l'accusato comunque "a contatto" con le cosche tanto che il fratello veniva ucciso in un regolamento di conti.

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