Risposta (napoletana) a Guido Barilla

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Risposta (napoletana) a Guido Barilla

    Guido Barilla, in una intervista alla Zanzara, dice molto esplicitamente che la loro è un'immagine di famiglia tradizionale e non assolutamente associabile ad una famiglia gay, ed esorta gli omosessuali a mangiare altra pasta se non sono d'accordo con lui. In tutto il mondo si è scatenata una battaglia contro le sue affermazioni, Dario Fo ha anche una petizione in atto per fargli cambiare idea; Barilla ha comunque subito ritrattato, cuor di leone

    I napoletani hanno subito colto l'occasione per rispondere con la grande ironia e allegria che li caratterizza


    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Ma perche' uno dovrebbe pubblicizzare a spese proprie una situazione che nonn gradisce?

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    • Pazza_di_Acerra
      люблю беспокоиться
      • 09/12/09
      • 28840

      #3
      Che grande ironia napoletana, ma a me piace di più il logo "Pasta Balilla", ideato da un mio amico di Milano, che però ha il negozio in piazza Napoli. Sarà per quello che è così ricco di ironia?
      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Beh il logo napoletano è più vivace e fantasioso, ma "il gran conflitto" dipende dal messaggio di modello sociale trasportato dai filmati pubblicitari a prescindere dal prodotto e quello dei cortometraggi barilla, es è diverso da quello Benetton.
        Tuttavia non c'è un motivo per cui un privato debba omologarsi al pensiero di un intellighente che pretende di diffondere la sua opinione con i messaggi degli altri.

        E vero che la pubblicità pesa sui modelli sociali più di cento prediche afflitte, ma ciascuno si curi il suo.

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        • Aquila Nera
          Opinionista
          • 15/07/13
          • 176

          #5
          Gli omosessuali non sono, e non saranno mai, una vera famiglia.

          DAJE BARILLA, FAGLIELA VEDè A STI FROCIONI.

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          • arecata
            • 03/04/13
            • 5519

            #6
            Visto che il 3d sta prendendo una piega 'seriosa' e visto che il sottotema è la pubblicità chiariamo qualche punto, forse, oscuro

            1) (generalmente) la pubblicità la studia, la realizza e la propone al cliente (azienda che vuol esser reclamizzata) una ditta specializzata nel settore.

            2) tutti gli editori, cartacei, televisivi, radiofonici, web etc. fanno avere a queste ditte specializzate nel gestire la pubblicità, quante più nozioni possibile circa il pubblico che segue le loro emissioni. (sesso, età, grado d'istruzione, reddito, tendenze religiose, politiche etc.)

            3) è in base al prodotto che s'intende reclamizzare che s'indirizza la campagna pubblicitaria verso un target specifico di tale utenza.

            E' ovvio che Barilla, industria agro-alimentare, come la maggioranza delle aziende di settore, s'indirizzi alle persone che, in famiglia, sono preposte agli acquisti alimentari ed è altrettanto indubbio che nella stragrande maggioranza, in questo caso, siano le donne mater familias

            Come citato da Gatto, ben altro target deve raggiungere il prodotto Benetton, spesso al centro di polemiche con le sue campagne pubblicitarie, che tanto comodo fanno alle vendite, memori di quanto diceva Oscar Wilde :"Parlate male di me, purchè parliate di me!"

            Le aziende i cui prodotti sono acquistati da clientela prettamente maschile, hanno adoperato (ed adoperano) la donna-oggetto, ma mentre questo concetto viene messo in discussione per ogni nuovo prodotto reclamizzato in questo modo, lo stesso non accade quando, sul finire dell'anno solare, appaiono i calendari Pirelli e Campari che vengono considerati grandi opere di artisti ed assai richiesti dai collezionisti.

            Il mondo della pubblicità è l'arte di non vendere niente di concreto, solo idee, al più alto prezzo possibile
            Pánta rhêi hōs potamós

            arecata è il 2° nick-name di Blasel

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Certo, ma passano anche modelli sociali e la barilla offre scene stabilizzanti e tranquillizzaniti, non a caso criticata soprattutto per questo da chi vuole invece che il mondo sia svegliato e reso partecipe di anime sofferenti, molto simbolica e' infatti la casa perfetta del mulino bianco che promuove una certa tranquillita' che altri vedono come il fumo negli occhi perche' non e' il loro modello ottimale con cui educare i popoli al pensiero giusto.

              La cosa potrebbe pero' andare bene per una pubblicita' progresso di un ente collettivo, ma perche' un privat deve adottare modelli ottimali altrui che non apprezza?
              Come se qua dovessimo dimenticare cio' che ci piace e promuovere un politically correct di quello che si erge a giusto del pollaio.

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                In questo 3d parliamo di Barilla (industria, anzi Gruppo) ed è bene ricordare che nel 1970 la stessa fu ceduta alla statunitense Grace (e se lo so.....personalmente!).
                Furono gli 'americani a rilevare il controllo della Voiello come marchio di pasta di qualità superiore ed a creare il marchio 'Mulino bianco' e, solo dal 1979 i Barilla brothers riacquistarono le quote societarie e riportarono in Italia il management.
                Degli 'americani' i Barilla conservarono il tema pubblicitario del politically correct e per il loro marchio principe si sono avvalsi sempre dei migliori del campo, che ne hanno curato l'immagine (ed il suono) in maniera scrupolosa (ricordate negli anni 80' il sottofondo di Vangelis?).
                Non avevano MAI prodotto, in proprio, i biscotti e le merendine 'Mulino Bianco' e solo con l'acquisizione della Pavesi, nel 1992, alcune lineedel 'mulino' vengono prodotte a Novara. (fu nel 1991, uno degli ultimi miei compiti del tempo, quello di 'studiare' la Pavesi, azienda che, come tutte quelle che producono con i forni, è a ciclo continuo 24h. su 24h.)

                Considerato che sono tra i più importanti 'inserzionisti' in Italia (e non solo) per fatturato pubblicitario, il riscontro investimento-ritorno (fatturato vendite) è costante e considerato ampiamente remunerativo, quindi, perchè cambiare? Che rischi si corrono? Di quanto potrebbe aumentare o diminuire il fatturato con una campagna pubblicitaria choc, mostrando una famiglia diversa da quella sempre rappresentata, fin'ora dal marchio?
                La 'quarta' generazione Barilla ha fatto suo l'adagio : chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non quello che trova
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Ma la questione sorge sul fatto che una scuola di pensiero ha deciso, quale emanazione del giusto, che il tuo non e' tuo, quindi ci fai quello che ti pare nei limiti della legge, ma lo hai solo in gestione quindi devi usarlo per il bene comune, cosi' come deciso da quei giusti autoniminatisi tali.
                  Nel caso sarebbe fo che rimprovera a barilla di non educare con una pubblicita' di impatto ad apprezzare i gay, cosa che il tizio non vuol fare in quanto gli piacciono le altre immagini dove il "gay e' bello" non ha posto perche' non corrispondente al suo senso estetico che siccome paga decide cosa gli piace.

                  E' questa conflittualita' sui diritti del privato di decidere il proprio che ha fatto sorgere il grande scontro con inviti al boicottagio e adeguate risposte.

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                  • Ailis
                    Banana
                    • 06/05/05
                    • 5301

                    #10
                    Secondo me, ci hanno montato sopra un casino davvero grande, per nulla. Tutto nato dal tam tam di FB & C.

                    Partiamo dal presupposto che io, personalmente, sono eterosessuale, ma sono favorevole alle unioni omosessuali.

                    MI sono ascoltata, per intero, l'intervento alla radio e, semplicemente quelle dichiarazioni, sono state fatte in un ambito ben preciso. Si stava parlando, di strategie pubblicitarie. Si è partiti dal ruolo della donna negli spot e, proseguendo nei discorsi, il giornalista, ha chiesto a Barilla cosa ne pensasse di una coppia gay nelle loro pubblicità. Lui ha risposto in linea con una politica aziendale, senza essere offensivo. Ha semplicemente espresso una sua preferenza.

                    E' VERAMENTE così inaudito? Saranno bene liberi di decidere su quali target puntare e come farsi pubblicità?

                    Che poi tutta 'sta cosa del "boicotta Barilla", mi sa tanbto di ipocrita e superficiale: se volessimo essere coerenti, allora, boicottiamo qualunque marchio, perche NESSUNO in Italia, fa spot dove compaiono coppie omosessuali!

                    La pubblicità è finzione. Quindi che facciamo? Non compriamo più lo shampoo, perchè lo usano pure quelli che hanno 3 peli in testa! Non compriamo più assorbenti, perchè le donne in pieno ciclo pensano a tutto, tranne che a fare il triplo salto carpiato. Ah, e tutte le donne che non hanno fattezze da top model, non dovrebbero più comprare niente di niente.

                    E, comunque, per quanto io possa pensare che, ormai, il concetto di famiglia, dev'essere più allargato ed elastico, sostengo comunque che ognuno (finchè non danneggia il prossimo o lo offende) è libero di scegliere e di avere stretti valori che vuole!


                    Su FB mi è capitato di leggere commenti, a proposito di questa vicenda, veramente idioti e offensivi: c'è chi scrive (e trova sostenitori) che le famiglie etero, non esistono. che sono solo delle montature e delle convivenze di comodo. che i padri di famiglia sono tutti degli stronzi e che chi mette su famiglia è un represso sessuale.

                    Mi sembra che anche questa mentalità, sia parecchio chiusa e pericolosa!
                    "Nulla si sa, tutto si immagina"
                    Federico Fellini

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                    • okno
                      Party Crasher
                      • 30/03/06
                      • 15292

                      #11
                      Il problema è che c'è gente che si informa su facebook o in trasmissioni TV senza mai prendersi la briga di approfondire la faccenda. Ho sentito in giro persone discutere su cose che la Kyenge non ha mai detto, cose nate da qualche buontempone su facebook. Vedi Stamina, che ci è pure costata dei soldi. Vedi bufale & co tipo scie chimiche e cartoni del latte cotti e ricotti per allungarne la conservazione e via dicendo...

                      Quelle del Barilla, come dice Ailis, sono affermazioni riportate fuori contesto, ma è più facile fare click su "condividi" che informarsi.
                      "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                      -=1313=-

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Magari succede perché non è lo specifico episodio ad interessare, ma interessa la questione che questo ha sollevato che resta a prescindere dal fatto che il pinco di turno vi abbia partecipato o meno.

                        Che ci sia una aspettativa che tutti abbiano il "dovere morale" di fare una pubblicità progresso lo si rileva a volte pure qui e quindi la questione esiste a prescindere dal barilla che ha dato solo materiale per impostare la discussione.

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                        • arecata
                          • 03/04/13
                          • 5519

                          #13
                          quando in parlamento c'era in discussione la proposta DICO per le coppie conviventi, etero e gay, l'11 febbraio 2007, ed ero in chiesa per ascoltare la messa, all'omelia ne fui cacciato in quanto, alzandomi in piedi, contestai il sacerdote che denigrava, offendeva e diceva cose false ed assurde sugli omosessuali, anche se a me, etero, non interessava direttamente.

                          Lo rifarei e lo rifarò se si renderà necessario, ma ognuno sia libero di pensare ed esternare i suoi pensieri e senza falsità, senza cercare d'imporli, coattamente, ad altri
                          Pánta rhêi hōs potamós

                          arecata è il 2° nick-name di Blasel

                          Comment

                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Ti si oppone una scuola di pensiero che predica l'educazione al "giusto", sempre il proprio ovviamente e che cio' si realizza ripetendo all'infinito, fotocopia, il proprio mantra illuminate e impedendo che chi si oppone possa esprimere divergenze.
                            Perche' se una affermazione qualunque non vede oppositori cio' basta a farla diventare verita' indiscussa e indiscutibile fatta propria da tutti.
                            La mediaticita' popolare ed economica ha moltiplicato gli estimatori di cio', solo che la cosa non funziona perche' l'opporsi ha la stessa forza dell'affermare.

                            Al che si torna al vecchio dover convincere e la cosa si fa molto difficile togliendo pure dal gioco i giovin istrioni piccoli piccoli convinti di educare ripetendo il detto.

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